PAGELLE CAGLIARI-GENOA
Canini 7 Schierato nell'inedito ruolo di terzino destro per l'improvvisa assenza di Marzorati, l'ex atalantino non demerita. Nel primo tempo fa fatica a contenere Palladino, ma presidia con autorità la propria fascia di competenza. Nella ripresa, con il Cagliari all'assalto del fortino ligure, si proietta con convinzione in avanti, fornendo un utile supporto al centrocampo nelle fasi cruciali del match. Stoico fino all'ultimo, conclude la propria partita finendo a sportellate con Sculli. Da applausi.
Lopez 4,5 Troppo grave l'errore che rischia di vanificare la rincorsa del Cagliari. Uno svarione non degno di un giocatore che ha alle spalle oltre 400 presenze tra i professionisti: il peso dell'età inizia a farsi sentire, urge trovare il coraggio di fare un passo indietro. Allo stato attuale, Canini e Astori forniscono garanzie decisamente maggiori.
Astori 6 Qualche imprecisione di troppo in una partita comunque sufficiente. Soffre la mancanza di un riferimento offensivo stabile negli avversari, con Floccari che spesso finiva con l'arretrare per favorire l'inserimento dei centrocampisti.
Agostini 6,5 Gara dai due volti. Poco preciso e confusionario in fase offensiva, diventa prezioso nelle concitate battute finali, quando i rossoblù si lanciano generosamente in avanti. Da una sua progressione nasce il rigore poi trasformato da Nenè.
Dessena 5,5 Sfortunato nell'occasione del primo gol genoano, non riesce a fornire un contributo convincente, finendo quasi fagocitato nelle maglie del centrocampo ligure. Meglio in avvio di ripresa, quando pressa con maggior convinzione e si propone con concretezza in area di rigore: coglie un clamoroso palo, col pallone che poi finisce tra i piedi di Biondini per l'1-1.
(dal 65' Lazzari 6,5 La zampata del potenziale campione. Segue Matri, s'inserisce e si dota di una freddezza finlandese per battere Amelia e regalare i tre punti al Cagliari)
Conti 5,5 Ancora lontano dagli standard di rendimento ai quali ha abituato i tifosi rossoblù, coglie una clamorosa traversa alla mezz'ora del primo tempo. Nella ripresa, tanto lavoro oscuro ma un apporto poco consistente alla manovra offensiva.
Biondini 6,5 Riappropriatosi con orgoglio della maglia da titolare, offre una prestazione tutta sostanza, non negandosi qualche ragionata sortita dalle parti di Amelia. Con la voracità del rapace regala l'1-1 alla sua squadra, zittendo con rabbia i fischi piovuti dal settore distinti.
Cossu 7,5 Simply the best. Per il cuore, la voglia, l'impronta che dà a questo Cagliari. Lo trovi ovunque, pure marcato in maniera asfissiante dai centrocampisti della formazione di Gasperini, che gli riserva un trattamento tutto speciale. Nella ripresa, emergono schiumanti la rabbia e l'orgoglio: giocate sempre illuminanti, con tocchi deliziosi e dribbling di gran classe. E il marchio tattico della casa, quello svariare costantemente lungo tutto il fronte offensivo. Manca giusto il gol, cercato in due occasioni senza fortuna; esce stremato, al 90'. Chapeu.
(dal 90' Barone s.v.)
Jeda 6 Tanto fumo, poco arrosto e molte botte. I difensori liguri non risparmiano qualche generosa randellata all'attaccante brasiliano, che è più a contatto con il terreno del Sant'Elia con le terga che con i piedi. La classe, quella, c'è sempre: le sue ripartenze in velocità sono da manuale del calcio, per citare un altro ex goleador carioca. Esce, provato, per lasciare spazio a Matri.
(dal 69' Matri 6,5 Semplicemente perfetto nel calarsi nel match. Si allarga a sinistra, mette in difficoltà Papastathopoulos e Biava e serve il pallone decisivo a Lazzari. Un pieno di morale in vista della gara dell'Olimpico).
Nenè 6,5 Fatica nel primo tempo, sovrastato dai centrali del Genoa. Cresce nella ripresa, contendendo con caparbietà ogni pallone alto ai dirimpettai rossoblù: si presenta con encomiabile coraggio sul dischetto, trasformando chirurgicamente il rigore concesso da Gava.
Allegri 6,5 Diamogliene atto: a Catania lo criticammo per i cambi, che oggi ha azzeccato in pieno. Le manovre correttive apportate nella ripresa sono state decisive ai fini del risultato: coraggiosissimo nell'inserire Matri al posto di Jeda, lasciando in campo per tutti i 90 minuti Nenè.
Arbitro 5,5 Gava sbaglia soprattutto nella distribuzione dei cartellini: Rossi, Moretti e Papastathopoulos - già ammoniti - sono stati più volti risparmiati dal secondo provvedimento disciplinare. Il rigore appare netto, complessivamente le decisioni più importanti sono assunte in maniera corretta.
GENOA Amelia 5,5; Papastathopoulos 5, Moretti 5, Biava 6, Bocchetti 6,5; Rossi 5, Milanetto 5, Juric s.v. (30' p.t. Zapater 6); Palladino 6,5 (36' s.t. Esposito s.v.), Floccari 6,5 (18' s.t. Sculli 5), Mesto 5,5. In panchina: Russo, Modesto, Palacio, Crespo. All: Gasperini 5,5.
La Nuova Sardegna - Allegri esalta la squadra: "Vittoria di carattere"
Pazienza se in sala stampa Gasperini sbraita contro Gava e i suoi collaboratori: «No comment» taglia corto Allegri. Ma i tifosi non scordano che l’anno scorso il Cagliari subì un’ingiusta espulsione di Cossu e giocò, e perse, in 10 per oltre un’ora. Di fatto, un motivo in più per gioire. «Mi è piaciuta la compattezza, abbiamo mostrato maturità ed è arrivata l’intensità che ci ha sempre contraddistinto. E’ stato una sorta di test da superare».
In breve, la prima vittoria casalinga stagionale, è una sorta di ricompensa per un gruppo che si è mostrato solido al momento giusto. «Proprio alla vigilia di questa partita abbiamo parlato con i ragazzi dell’avvio disastroso dell’anno scorso. Poi, abbiamo messo su un filotto positivo fino alla trentaduesima. Ma quella è stata una bella favola che si è chiusa il 31 maggio. Quest’anno ci sono sei nuovi giocatori, è tutto diverso e più complicato, basta vedere il Livorno che è andato a vincere all’Olimpico con la Roma. Per mantenere la categoria - spiega Allegri - si deve lottare sempre, e sarà molto più difficile anche perché la quota salvezza sarà intorno ai 40 punti. Dovremo abituarci a soffrire e i ragazzi vanno aiutati sempre».
Sulla partita, poche storie. L’allenatore livornese la prende larga. E parte dalla reazione decisa e ordinata di Conti e soci. «Mi è piaciuto il modo di ripartire nonostante lo svantaggio. Sul saper riprendere il filo del gioco in qualsiasi situazione di sofferenza, abbiamo lavorato in settimana. E la risposta è arrivata come volevamo. Ci è andata bene e sonso più che soddisfatto». In sintesi, una vittoria costruita nei dettagli: «Ero fiducioso, nel primo tempo abbiamo fatto bene e ho pensato che avremmo trovato il vantaggio prima dell’intervallo. Poi, il Genoa ha difeso con dieci uomini dietro la palla nella propria metà campo. Ma alla fine la nostra forza è stata premiata».
Inevitabile il richiamo ai cambi, argomento “caldo” fin dal dopo Catania. «Jeda è uno di quelli che ha giocato di più, ed era un po’ stanco. Ho lasciato Nené per tenere un riferimento alto al centro dell’area. Dessena era un po’ in difficoltà e con Matri, visto che loro avevano tre giocatori ammoniti, ho cercato la forza e la velocità. Forse, per una volta sono stato anche un po’ fortunato». Fortuna e audacia. Con una voglia di essere spregiudicati, propositivi. Allegri annuisce. E tira dritto: «Ripeto, vorrei che anche i tifosi capissero che i ragazzi non hanno mai fatto mancare l’impegno. Talvolta si sbaglia, ma l’errore tecnico fa parte delle cose. Invece, quel che noi dobbiamo capire, tutti assieme, è quanto sia complessa la corsa per stare in serie A. Ma stavolta - ha concluso Allegri - la squadra va applaudita».
CAGLIARI -GENOA 3-2 : TORNA IL SERENO PER MR ALLEGRI
CAGLIARI-GENOA 3-2 CAGLIARI (4-3-1-2): Marchetti; Canini, Lopez, Astori, Agostini; Dessena (20' s.t. Lazzari), Conti, Biondini; Cossu (44' s.t. Barone); Jeda (24' s.t. Matri), Nenè. Panchina: Lupatelli, Marzoratti, Parola, Larrivey. All: Allegri. GENOA (4-3-3): Amelia; Sokratis, Moretti, Biava, Bocchetti; Rossi, Milanetto, Juric (30' p.t. Zapater); Palladino (36' s.t. Esposito), Floccari (18' s.t. Sculli), Mesto. Panchina: Russo, Modesto, Palacio, Crespo. All: Gasperini. ARBITRO: Gava MARCATORI: 21' p.t. Mesto, 10' s.t. Biondini, 14' s.t. Floccari, 33' s.t. Nenè (R), 42' s.t. Lazzari. NOTE: Angoli: 5-2. Espulso Moretti al 32' s.t. Ammoniti: Canini, Astori, Cossu, Rossi, Sokratis, Floccari e Milanetto. Recupero: 2' p.t.; 5' s.t. Dieci minuti dopo, ghiotta occasione per i padroni di casa: su punizione dai 25 metri, Conti calcia un bolide che si stampa sull'incrocio dei pali alle spalle di Amelia. La palla rimbalza poco al di fuori della linea bianca ed esce. Cagliari sfortunato. Il primo tempo è tutto in questi due episodi. Da segnalare l'uscita forzata di Juric, sostituito da Zapater per problemi fisici. Gava manda le squadre al riposo col Genoa in vantaggio. Non c'è neanche il tempo per l'esultanza - polemica - del centrocampista, che il Genoa si riporta in vantaggio. Stavolta è Lopez a combinarla grossa. Il difensore tenta un disimpegno dalla propria area, ma spedisce la sfera sui piedi di Floccari che indisturbato può trafiggere Marchetti per il nuovo vantaggio. Sembra finita, ma la svolta decisiva arriva al 32': su tiro ravvicinato, Moretti respinge con un braccio all'interno dell'area. Gava non ha dubbi e concede il rigore, spedendo negli spogliatoi l'autore del fallo per doppia ammonizione. Nenè fa 2-2 con un preciso destro. Lo svantaggio numerico costringe il Genoa ad arretrare il baricentro. Gasperini ricorre all'ingresso di Esposito per Palladino a rafforzare la difesa. Il Cagliari produce ora il suo massimo sforzo, e al 42' raccoglie i frutti: il neo entrato Lazzari, imbeccato da una precisa verticalizzazione, entra in area e trafigge Amelia con un rasoterra mancino. È il 3-2 finale. Negli ultimi istanti c'è solo il tempo per l'espulsione del d.g. Preziosi, che in polemica con Gava viene allontanato dalla panchina.25 Ottobre 2009
Calcio Serie A - Il Cagliari 'espugna' il S. Elia, 3-2 al Genoa
CAGLIARI – Il Cagliari sfata il tabù S.Elia e vince la sua prima partita interna in campionato, superando il Genoa al termine di una sfida rocambolesca e caratterizzata da una forte carica agonistica. Match-winner Lazzari, autore del 3-2 finale.
Al S.Elia si sfidano due tra le rivelazioni della passata stagione, oggi accomunate da crisi di gioco e risultati. I rossoblù di casa, a secco da due turni, si affidano al collaudato 4-3-1-2: Marzoratti si fa male in extremis, lo sostituisce Canini nell'inedito ruolo di terzino destro; Biondini è preferito a Lazzari, mentre Nenè ottiene la sua prima chance da titolare in campionato. Gasperini, dopo il pesante passivo in campionato e coppa, recupera Biava in difesa, sceglie Sokratis e Rossi esterni di centrocampo, mentre Palladino e Mesto si collocano a supporto dell'unica punta Floccari.
Il primo tempo non regala grandi emozioni. Le squadre, condizionate dalle situazioni contingenti, paiono bloccate e incapaci di imbastire azioni pericolose. Nel Cagliari c'è tanta buona volontà, ma mancano lucidità e concretezza. Il Genoa si limita a contenere e ripartire, ma Floccari non è ben assistito. L'equilibrio sembra poter essere rotto solo su palla inattiva, così al 21' arriva puntuale il vantaggio ospite: punizione poco al di fuori dal vertice destro dell'area, Mesto scarica verso Marchetti, ma sulla traiettoria Dessena devia il pallone, che spiazza l'estremo difensore cagliaritano. 0-1.
Le parole di Allegri nell'intervallo sembrano aver scosso positivamente i suoi, perchè il Cagliari entra in campo molto più attivo e determinato. Subito ci prova Cossu dall'interno dell'area. Il suo destro al volo va fuori di pochissimo. All'8' è ancora Cossu a riprovarci su punizione: il traversone del fantasista non intercetta alcun compagno e quasi beffa Amelia, costretto all'angolo. Sugli sviluppi del corner il Cagliari pareggia. Azione insistita e confusa nell'area di rigore: ci prova prima Jeda, poi Dessena coglie il palo, quindi la sfera carambola sui piedi di Biondini che deve solo appoggiare per l'1-1.
I CONVOCATI PER LA PARTITA DI DOMANI COL GENOA
DI DAVIDE PAMPANIN ( WWW.TUTTOMERCATOWEB.COM 24/10/09 ORE 18.30) Massimiliano Allegri ha convocato 20 giocatori per la sfida di domani contro il Genoa. Non c'è Ragatzu, impegnato oggi con la Primavera che se la vedrà con il Piacenza. Questa la lista dei convocati: Portieri: Lupatelli e Marchetti
Difensori: Agostini, Astori, Canini, Lopez, Marzoratti
Centrocampisti: Barone, Biondini, Brkljaca, Conti, Cossu, Dessena, Lazzari, Parola, Sivakov
Attaccanti: Jeda, Larrivey, Matri, Nenè
GIGI RIVA INTERVISTATO SU CAGLIARI -GENOA DI DOMANI
Quali sono le caratteristiche del Cagliari?
«La sua migliore arma è la velocità. E' una squadra che gioca un buon calcio e bisogna essere fisicamente all'altezza per affrontarla».
Il Genoa può farlo?
«Ha già giocato giovedì scorso in Europa League: i tempi di recupero sono molto stretti. E' chiaro per il Genoa l'impegno è un po' in salita: dovrà fare una grande prestazione».
Quest'anno però la squadra di Allegri non ha convinto tra le mura amiche…
«L'anno scorso al Sant'Elia non passava nessuno: invece quest'anno i sardi hanno vinto poco. Se trova però una formazione che non ha una condizione atletica buona è chiaro che diventa molto difficile fare punti a Cagliari».
Tornando al discorso velocità, non le sembra che le due squadre si somiglino molto sotto questo punto di vista?
«Sono due formazioni che si assomigliano nel senso che usano il collettivo come arma per il proprio gioco. Nessuna possiede un giocatore che possa risolvere da solo la gara».
Secondo lei quali sono i giocatori che ritiene più interessanti nella rosa del Grifone?
«Innanzitutto Criscito che fa parte della rosa della Nazionale: è un ragazzo valido che è piaciuto a tutti. Poi c'è Crespo che è sempre un attaccante molto pericoloso».
E nel Cagliari?
«Sicuramente Cossu. E' un giocatore che possiede fantasia, sa svolgere i raddoppi ed effettuare grande movimento».
A proposito di Criscito e di Bocchetti, entrambi nel giro azzurro, avranno buone possibilità di essere convocati da Lippi per i mondiali in Sudafrica del prossimo anno?
«So che Lippi li segue molto da vicino perché sono due ragazzi molto interessanti per il futuro a breve. Hanno la possibilità, mettendosi in mostra in campionato, di poter giocare eventualmente il mondiale: è chiaro però che tutto dipende da loro».
MR ALLEGRI INTERVISTATO SU CAGLIARI -GENOA DI DOMANI
Del tutto fuori dalla realtà attendersi da Allegri un cambio di modulo dati i risultati non ecclatanti. "Non avrebbe senso. Posso alternare un paio di pedine, ma il modulo rimane invariato". E proprio la scelta degli interpreti del 4-3-1-2 verrà fatta domani, dopo le ultime riflessioni sulla partita, e la considerazione dei prossimi incontri ravvicinati contro Lazio e Atalanta. I dubbi sono comunque circoscritti ai ballottaggi soliti. Canini-Astori per la difesa, Lazzari-Biondini per il centrocampo, e Matri-Nenè per l'attacco. Certo del posto il Capitano Lopez, pienamente recuperato. "Giocheremo tre partite in una settimana, dunque bisognerà dosare le forze. Sicuramente rientrerà Lopez. Per l'altro posto di difensore centrale, sono in ballottaggio Canini e Astori".
Nonostante tutto la squadra è comunque tranquilla e fiduciosa, consapevole di poter recuperare il terreno perso nelle ultime gare, correggendo magari gli errori che fino ad ora si sono rivelati decisivi. "Mi fa rabbia aver lasciato dei punti per strada, soprattutto il modo nel quale li abbiamo persi. Per delle ingenuità e degli errori evitabili".
INTERVISTA A MARIO IELPO EX PORTIERE DI CAGLIARI, GENOA E MILAN
Domenica al Sant'Elia si troveranno di fronte Cagliari e Genoa, due squadre che nell'ultimo periodo hanno accusato qualche battuta d'arresto di troppo. La paura di perdere prevarrà sulla voglia di vincere?
"Non credo, sono formazioni che hanno una precisa impostazione e quindi giocheranno la partita secondo le rispettive caratteristiche. Il Cagliari è ormai abituato ad avvii di campionato in sordina, anche se poi, a lungo termine è sempre riuscito ad emergere. Il Genoa, invece, prima delle sconfitte con Inter e Lille, aveva disputato una prima fase di stagione molto positiva. Di solito le squadre di media caratura, dopo un'annata ottima, ne disputano un'altra sottotono. Soprattutto ne risente il rendimento in campionato e questo fatto è dovuto a precisi motivi: la disabitudine a giocare su più fronti ed il fascino che riveste una manifestazione europea. L'esempio dello scorso anno dell'Udinese è lampante, con periodi di black out in campionato, e risultati molto confortanti in Europa League. Non si tratta però di una regola, bensì di una tendenza. Lo dimostra il Genoa di quest'anno che, in campionato, è andato al di là delle più rosee previsioni, mentre in coppa ha ottenuto risultati inferiori rispetto a quel che mi sarei atteso. Il k.o. con il Lille non l'avevo messo affatto in preventivo".
Lei è un doppio ex della sfida di domenica. Quale esperienza ricorda con maggior piacere?
«A Cagliari ho vissuto più tempo, ottenendo anche maggiori soddisfazioni in termini di risultati. A Genova, invece, resta il rammarico per aver perso la serie A per un solo punto ma in quel caso le responsabilità maggiori sono da cercare fuori dal campo...".
Cagliari - Genoa è anche Marchetti contro Amelia, due dei portieri che ambiscono alla convocazione per i prossimi mondiali...
"In questo momento l'estremo difensore del Cagliari è estremamente favorito anche se, nell'arco di un campionato, tutto può accadere. Marchetti è esploso lo scorso anno ed è in continua crescita mentre Amelia da qualche tempo sta fornendo un rendimento costante, senza particolari picchi".
E dallo scambio Amelia - Rubinho secondo lei ci ha guadagnato il Genoa o il Palermo?
"Ci ha rimesso Rubinho. E' sempre rischioso cambiare ambiente quando si gioca ad alti livelli. Può essere un'arma a doppio taglio. Eloquente è il caso di Shevchenko che, da quando ha lasciato il Milan qualche anno fa non è più riuscito a tornare al top".
CAGLIARI: PROSSIMO TURNO

FEDERICO MARCHETTI MIGLIOR PORTIERE DELLA SCORSA STAGIONE !!!!!
L'estremo difensore rossoblu è stato indicato come miglior portiere della scorsa Serie A, da una giuria formata dai 600 preparatori di portieri sparsi in tutto il territorio nazionale. Un premio quindi di grande significato, perchè assegnato da veri tecnici specializzati in materia.
Il trofeo verrà consegnato a Marchetti domenica, prima della partita col Genoa.
Ripresa degli allenamenti Differenziato solo per Pisano
di DAVIDE PAMPANIN
( unionesarda.it ed. od.)
Ripresa degli allenamenti per i rossoblu ad Assemini.
Tutti gli effettivi sono a disposizione del mister Allegri, ad eccezione di Francesco Pisano.
Dopo il riscaldamento tecnico, i giocatori hanno svolto partitine a tema e a pressione, quindi partitina finale.
Domani è in programma una doppia seduta.
Da Gigi Riva a Daniele Dessena: la top 12 degli eurogol rossoblù
di DAVIDE PAMPANIN
( tuttomercatoweb.com)
Il meraviglioso gol messo a segno da Daniele Dessena nella scorsa giornata di campionato è solo l'ultimo di una lunga serie di prodezze da ricordare della storia del Cagliari: abbiamo voluto qui riportare alla mente una piccola rassegna di gol spettacolari. Sicuramente alla nostra analisi sono sfuggite alcune memorabili segnature (esempio: il bolide di Fabian O'Neill contro la Sampdoria nella stagione 1996-97), ma abbiamo preferito concentrarla su azioni riprese in filmati reperibili liberamente su You Tube: per visualizzare le prodezze, è sufficiente cliccare sul relativo link. Buona visione!
La nostra rassegna degli “eurogol” della storia recente (e meno recente) del Cagliari non può che cominciare dal gesto acrobatico rimasto nella memoria dei tifosi rossoblu e non solo, cioè la meravigliosa sforbiciata di Gigi Riva allo stadio Menti di Vicenza il 18 gennaio 1970, nel trionfale campionato culminato col tricolore. Gigi intercetta nel più spettacolare dei modi il cross di Domenghini e di sinistro indirizza il pallone sotto l'incrocio del secondo palo difeso dall'immobile e incolpevole portiere Pianta, tra l'altro ex-compagno dell'attaccante rossoblu.
Per raccontare la seconda prodezza ci spostiamo in avanti nel tempo di oltre vent'anni. Siamo nel 1991, esattamente il 7 di aprile e ci troviamo allo stadio Ferraris di Genova, dove la Sampdoria di Vialli e Mancini, che si appresta di lì a poche giornate a festeggiare il primo storico e unico scudetto della sua storia, affronta il Cagliari di Claudio Ranieri, in disperata lotta per la salvezza. Alla fine del primo tempo la Samp è avanti 2-0, con due reti dei suoi “gemelli del gol”, ma il cuore dei rossoblu spinge la squadra ad una clamorosa rimonta, fino al pareggio finale per 2-2, grazie ad una doppietta del suo bomber uruguaiano Daniel Fonseca, che regala agli spettatori genovesi una perla di rara bellezza, una sforbiciata al centro dell'area che lascia di stucco il povero Pagliuca.
Parlare degli eurogol del Cagliari implica necessariamente ricordare la stupenda e sfortunata cavalcata europea dell'annata 1993-94, culminata con l'uscita in semifinale di Coppa Uefa ai danni dell'Inter, dopo un cammino ai limiti del miracoloso. E proprio in questa avventura si colloca la terza rete in esame: siamo a fine novembre, sotto la neve della belga città di Malines si gioca l'andata degli ottavi di finale tra la squadra locale e il Cagliari guidato da Bruno Giorgi, trascinato dai gol della coppia Oliveira-Dely Valdes e dalla sapiente regia di “Teo” Matteoli. I rossoblu disputano una gara davvero gagliarda, chiudendo la pratica già col risultato dell'andata, un perentorio 1-3 sui malcapitati belgi, definito dal pallonetto del mitico Vittorio Pusceddu sulla disperata uscita del portiere belga Preud'homme al 42° del secondo tempo, dopo le reti di Matteoli e Oliveira (Per la cronaca, la gara di ritorno al Sant'Elia si concluderà 2-0 per i rossoblu).
Nella sfortunata stagione 1996-97, per intendersi quella del maledetto spareggio napoletano contro il Piacenza, brilla la stella del “Cobra” Sandro Tovalieri, acquistato dal presidente Cellino a novembre dalla Reggiana per sopperire al grave infortunio occorso al giovane Banchelli, che priva la squadra di un attaccante importante. Al termine della stagione il centravanti romano totalizzerà uno score di 16 reti in campionato, di cui 13 in 24 gare con i rossoblu: uno di questi è quello realizzato il 18 maggio 1997 contro il Piacenza durante la “regular season”: sugli sviluppi di una punizione sulla trequarti il pallone giunge al Cobra il quale, appostato al centro dell'area, insacca con una mezza girata al volo alle spalle del portiere Taibi.
La stagione successiva l'obiettivo primario dei rossoblu è l'immediata promozione in Serie A e per questo motivo Cellino non bada a spese, ingaggiando l'allenatore che ha appena condotto il Lecce dalla C1 alla A in soli due campionati, Giampiero Ventura e ben cinque suoi fedelissimi (Macellari, De Patre, Zanoncelli, Cavezzi e Centurioni) che vanno ad aggiungersi allo zoccolo duro formato dai superstiti con Villa, Muzzi, Sanna e Dario Silva su tutti. Ed è proprio lo sfortunato centravanti uruguagio ad essere protagonista di una curiosa coincidenza: riesce infatti a realizzare due reti in rovesciata, entrambi con la stessa squadra, il Castel di Sangro, una all'andata e una al ritorno. Ma la stagione è prospera di segnature superbe, come la staffilata di Tiziano De Patre nella gara interna contro la Fidelis Andria e come l'ultima rete del campionato, segnata da Gianni “Conch'e lioni” Cavezzi contro il Chievo, nel match che garantisce la promozione ai rossoblu: un bolide in controbalzo da trenta metri che fulmina il portiere clivense Gianello .
La conferma della maggior parte della rosa è il preambolo della stagione 1998-99 nella massima serie: in un campionato conclusosi con una salvezza “quasi” tranquilla il mattatore è Roberto Muzzi, all'ultimo capitolo della sua carriera in rossoblu, che sigla ben 16 gol. Quello segnato l'8 novembre nella gara casalinga contro il Piacenza è un pezzo di bravura: sul lancio lungo di Fabian O'Neill il romano si aggiusta il pallone di destro e con lo stesso piede in rovesciata lo indirizza alle spalle del portiere piacentino Valerio “Saponetta” Fiori, indimenticato ex-rossoblu.
La stagione 2004-05 consacra agli onori della cronaca il fenomenale attacco rossoblu costituito da Gianfranco “Magic Box” Zola, “King” David Suazo, “Ciccio” Esposito e “Arrogutottu”Langella, autori in totale di 38 gol: uno dei più bei gol di questa magica stagione finita con una salvezza più che meritata è quello messo a segno dall'ala sinistra di Sorso nella partita interna contro il Chievo. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo ribattuto dalla difesa clivense, la palla giunge dall'alto verso Langella, che immediatamente conclude con un destro (non certo il suo piede) al volo una tremenda staffilata imparabile sotto l'incrocio, facendo esplodere tutto il Sant'Elia.
Concludiamo la nostra rassegna con una coppia di gol segnati lo scorso anno dal fantasista bergamasco Andrea Lazzari, il quale ha deliziato i tifosi rossoblu con due perle: la prima, un bolide di sinistro diretto nell'angolino alto della porta del Napoli. La seconda prodezza, realizzata nella gara esterna contro la Reggina, è un gioco di prestigio simile ad una segnatura dell'olandese Bergkamp contro il Newcastle: su un lancio proveniente dalle retrovie il numero 10 rossoblu stoppa di petto, esegue un difficilissimo “sombrero” all'indietro sul suo marcatore e fulmina Puggioni in disperata uscita col suo educatissimo sinistro: davvero un gol da raccontare ai nipotini.
E voi che eurogol ricordate con particolare piacere? Scrivetelo a dillo@tuttocagliari.net !
Pisano a parte, rientra Acosta
di DAVIDE PAMPANIN
Doppia seduta quest'oggi per il Cagliari ad Assemini. I rossoblù sono scesi in campo al mattino per svolgere un lavoro prevalentemente fisico, composto da forza in palestra e lavoro propiocettivo, come d'abitudine il mercoledì mattina.
Al pomeriggio invece, pallone protagonista e tanta tattica. Dopo il riscaldamento tecnico infatti Allegri ha fatto svolgere ai suoi esercitazioni in fase di possesso palla e non possesso palla, per poi mettere in pratica le indicazioni ricevute nella partitina finale.
Non si è allenato con il gruppo Francesco Pisano, sempre alle prese con il suo programma differenziato, mentre è rientrato Rafael Acosta, che era stato impegnato ai Mondiali Under 20 con il Venezuela, la sua Nazionale.
Domani pomeriggio alle 15, sempre ad Assemini, è in programma il collaudo infrasettimanale contro il Carloforte di Walter Poncellini e del bomber ex Tempio Michele Mileddu.
Le decisioni del Giudice Sportivo
DI DAVIDE PAMPANIN
In serie A, il Giudice sportivo ha squalificato per tre giornate Michele Fini (Siena, nella foto) e per due Alessio Scarpi (Genoa) e Mario Yepes (Chievo). Un turno di stop per Massimo Ambrosini (Milan), Roberto Baronio (Lazio), Marco Padalino (Sampdoria), Paolo Cannavaro (Napoli), Abdelkaber Ghezzal (Siena) e Simon Kjaer (Palermo).
L'allenatore del Siena, Marco Giampaolo, è stato squalificato per un turno.
La Nuova Sardegna - Allegri: "Il Cagliari si rialzerà"
DI DAVIDE PAMPANIN
ASSEMINI. Ancora una volta il Cagliari è stato condannato più dalle proprie distrazioni che dai meriti degli avversari. Queste situazioni si stanno ripetendo con un po’ troppa frequenza negli ultimi tempi. Punti persi non facili da recuperare.
«Dobbiamo sforzarci di restare sereni e allo stesso tempo cercare di fare tesoro di tutti quegli errori che in questo momento ci stanno penalizzando - dice il tecnico rossoblù Massimiliano Allegri -. Non abbiamo disputato la nostra migliore partita dal punto di vista tecnico, ma la nostra condanna è arrivata solo per una disattenzione».
- Errore, un vocabolo a voi conosciuto.
«Non ne facciamo molti durante le singole partite, semmai sono gli avversari ad avere un’alta percentuale di realizzazione quelle poche volte che ne commettiamo. Ma personalmente mi sento tranquillo così come tranquilla è la squadra».
- Come spiega la sostituzione di Cossu a metà della ripresa?
«Andrea in quel momento della gara non mi stava dando quel contributo dal punto di vista tecnico che gli avevo chiesto. Inoltre avevo bisogno di dare maggiore fisicità al centrocampo inserendo Biondini a fianco di Lazzari. Ho fatto quindi una scelta ben precisa e sinceramente la rifarei».
- A parte l’errore finale come giudica la prova della squadra?
«I ragazzi hanno fatto delle buone cose e anzi sino a dieci minuti dalla fine avevamo in mano la gara e pensavamo addirittura di portare via l’intera posta. Però a volte il calcio è strano, così alla fine è arrivata quella distrazione e siamo andati via dal campo senza punti. Dobbiamo riflettere e bene».
- A fine gara ha detto di essersi assunto le responsabilità della sconfitta.
«Io sono molto critico con me stesso, e sicuramente nella preparazione della partita devo avere tralasciato di curare qualche dettaglio rivelatosi poi determinante ai fini del risultato finale, magari sotto il profilo della concentrazione dei singoli. Mi considero quindi il primo responsabile di questo passo falso».
- Cinque sconfitte in otto gare, situazione non semplice.
«Io in primo luogo valuto le prestazioni, poi è normale che quando perdi aumenti la rabbia e il dispiacere. Al momento siamo ancora fuori dalla zona retrocessione, dobbiamo renderci conto che questo campionato è più difficile di quello dell’anno scorso e ogni punto conquistato va sudato sino in fondo».
- Domenica cè il Genoa, ferito dallo 0-5 con l’Inter.
«Speriamo che giovedì faccia sei gol al Lilla in Europa League così arriverà più tranquillo. Battute a parte, l’avversario è di quelli molto quotati, ha un allenatore molto bravo e verranno per fare risultato. Ma anche noi abbiamo lo stesso obiettivo».
Cagliari, Allegri 'Siamo sereni'
Il Sardegna - Il tiro sconosciuto
Cagliari, attesa per il nuovo stadio. Oggi il Sindaco scioglie le riserve
Unione Sarda - Cellino: "Fiducia e serenità, diremo la nostra"
Il Cagliari sa giocare al calcio, lo ha dimostrato l'anno scorso e quest'anno con Inter, Bari e Parma. Si tratta di dare continuità alle prestazioni, con un progetto chiaro e condiviso. Ecco perché - ha spiegato Cellino a Marroccu - va salvaguardata per prima cosa la compattezza dello spogliatoio e la credibilità dell'allenatore, mai messe in discussioni nonostante le cinque sconfitte sin qua subite. Questo mentre i soliti bene informati provvedevano a far circolare il nome di Mario Beretta come potenziale successore dell'esonerato Allegri. Invenzioni di chi non vuole capacitarsi che la strada imboccata da Cellino è diversa e che non sono previste inversioni di marcia.
L'immediata reazione del presidente seguita alla sconfitta di Catania, equivale a un campanello d'allarme. Cellino non intende sottovalutare il ko che la squadra rossoblù ha subito in extremis da un avversario mediocre, incapace di portare pericoli alla porta di Marchetti e a lungo fischiato dal proprio pubblico.
Contro un avversario del genere, il Cagliari è riuscito nell'impresa di non portare a casa neanche un punto, subendo la rete decisiva di Martinez (dopo il gol iniziale di Ricchiuti e la spettacolare replica di Dessena in rovesciata) quando ormai neanche i siciliani credevano più nella prima vittoria del campionato. Smaltita gioco forza la delusione, presidente, staff dirigenziale e tecnico si sono messi al lavoro per scovare i motivi di questo rendimento altalenante e individuare le soluzioni.
Oggi Allegri farà il punto con i suoi collaboratori: la condizione fisica è ottima, anche se l'infortunio di Pisano pesa e quello, ormai superato, di Lopez ha comunque prodotto strascichi difficili da assorbire da un reparto, la difesa, già sotto numero in partenza. La compattezza dell'ambiente è fuori discussione, questo è l'unica cosa che non preoccupa Allegri. Piuttosto, sono i cali di attenzione a far riflettere l'allenatore. Urgono rimedi: è in arrivo il Genoa ferito dopo lo 0-5 con l'Inter e c'è sempre la maledizione del Sant'Elia (tre sconfitte su altrettante partite sinora) da scacciare. La sacrosanta preoccupazione va a braccetto con l'altrettanto doverosa fiducia. «Vedrete che alla fine», ha detto ieri Cellino a Allegri e Marroccu, «diremo la nostra anche quest'anno». L'operazione riscatto è già iniziata, a dispetto del calendario che non promette nulla di buono. Dopo il Genoa, trasferta sul campo della Lazio, quindi, doppio impegno casalingo con Atalanta e Sampdoria, poi tutte sfide con squadre della fascia medio-alta del campionato.
La Nuova Sardegna - Cagliari, va usata la sciabola

Distrazioni. Gravi quelle dei rossoblù. Il gol che ha consentito ai siciliani di conquistare la prima vittoria della stagione, è nato da un’incertezza di Agostini. Il difensore ha concesso al giapponese Morimoto la possibilità di crossare indisturbato, invece di andare a chiudere lo spazio. La stessa cosa aveva fatto Marzoratti a Firenze e Vargas, aveva messo sulla testa di Gilardino il pallone decisivo. Incertezze che stanno costando care, punti persi che al momento di tirare le somme potrebbero pesare. Quest’anno salvarsi non sarà una passeggiata, di questo passo 40 punti non saranno sufficienti.
Incisività. Vedere giocare i rossoblù è piacevole. Una squadra che fa girare bene la palla, ha giocatori dotati di ottima tecnica, ma che trova enormi difficoltà quando deve affondare. L’azione si sviluppa bene, poi o manca l’ultimo passaggio, oppure arriva tardi all’appuntamento il giocatore chiamato a finalizzare. E’ un problema da risolvere in fretta. Al Cagliari i complimenti non servono, ha bisogno di punti per rianimare una classifica a cui comincia a mancare l’ossigeno.
Le scelte. Allegri non merita processi. Il tecnico a Catania ha mandato in campo una formazione logica. Aver dato fiducia a Lazzari e lasciato in panchina Biondini, col senno del poi potrebbe essere considerato un errore. In realtà l’idea era giusta, perchè il centrocampista, abile a saltare l’uomo e puntare verso la porta, pur non giocando una grande partita, ha evitato che il Catania conquistasse campo, schiacciando i rossoblù.
Gli attaccanti. Jeda e Matri giocano troppo lontani dalla porta. Sono costretti a partire da dietro e questo, in qualche modo, li limita. Forse non stanno attraversando un gran momento di forma, ma chi sono le alternative? Larrivey ogni volta che ha giocato non ha lasciato traccia, mentre Nenè, per il momento, non è uno che fa la differenza. Fa bene Allegri a insistere su di loro, solo giocando possono ritrovare la condizione migliore.
Il morale. Non può essere a mille dopo la seconda sconfitta consecutiva. Due stop che hanno praticamente annullato gli exploit di Bari e Parma. E’ come se il Cagliari dovesse ripartire da zero. Il compito di Allegri sarà quello di evitare che il gruppo cada in depressione e perda autostima.
La prossima gara. Domenica al Sant’Elia arriva il Genoa. Un avversario ferito dalla batosta subita contro l’Inter. E’ una partita delicata per i rossoblù, dalla quale non possono permettrsi di uscire sconfitti. Sarà una settimana intensa, di riflessione, di analisi degli errori commessi. Giusto voltare pagina, facendo tesoro delle cose che non funzionano per cercare di migliorare. Forse, oltre al fioretto, già dalla prossima gara, il Cagliari dovrà scendere in campo anche con la sciabola. Se è necessario per portare a casa punti prezioai, è meglio usarla.
Martinez trascina il Catania
di DAVIDE PAMPANIN
19/10/09 ORE 10.00
Mister Atzori può tirare un sospiro di sollievo. Ha dovuto aspettare otto giornate, ma alla fine il suo Catania trova la prima vittoria in campionato e lo fa tra le mura amiche del Massimino, al termine di un match che non ha regalato particolari emozioni. Vittima sacrificale è il Cagliari di Allegri che, tutto sommato, la sua partita l'ha giocata, nonostante un inizio non particolarmente brillante. 2-1 è il risultato finale a favore dei padroni di casa che sono partiti in quarta sin dal primo minuto ma senza creare grossi pericoli alla porta difesa da Marchetti.Atzori presenta qualche sorpresa nella formazione titolare, schierando tra i pali Campagnolo al posto di Andujar e davanti Martinez e Mascara, preferendo tenere a riposo Morimoto, reduce dal primo gol in settimana con la propria nazionale. Allegri, invece, preferisce Matri a Larrivey e Lazzari a Biondini. Gli ospiti sembrano iniziare con il freno a mano tirato, ma la prima vera occasione da gol, la crea proprio il Cagliari al 14': i sardi innescano un'azione su contropiede con Cossu, bravo a saltare due uomini, favorendo l'inserimento di Matri che tenta la conclusione con il destro a fil di palo. il Cagliari inizia a spingere solamente dopo il primo quarto d'ora, dal canto suo il Catania appare un po' troppo leggero in attacco e incapace di pungere a dovere, il pubblico al Massimino se ne rende conto e non risparmia fischi nei confronti dei padroni di casa. Il ritmo cala nel corso del primo tempo, ma al 37' ci pensa Ricchiuti a infiammare i tifosi, trovando la rete del momentaneo vantaggio etneo sugli sviluppi di una punizione. Tocco corto di Llama per Carboni che cerca Mascara. Assist perfetto dell'attaccante rossazzurro per Ricchiuti che di piatto al volo trova la rete e il primo gol in serie A. Quando sembra che la prima frazione di gioco stia per concludersi, ecco quello che meno ti aspetti: al 44' con un'incredibile rovesciata al volo in area, Dessena firma il pareggio degli ospiti, meritandosi gli applausi del Massimino al completo (tifosi del Catania compresi), e la sua seconda rete in campionato.
Le squadre vanno a riposo sull'1-1 e la ripresa si riapre più o meno sulla falsariga del primo tempo. Il Cagliari prova a creare qualcosa in più rispetto a quanto fatto nella prima frazione di gioco, rendendosi pericoloso con Matri su cross di Jeda. Il Catania risponde prontamente con Mascara che al 53' nell'area avversaria viene fermato da un attento Canini. Il Catania non si arrende e trascinato da un Martinez in forma smagliante, va vicino al raddoppio al 61' con Martinez che sugli sviluppi di una punizione, si gira, controlla bene la palla e tenta la conclusione ma trova la traversa. A parte qualche guizzo, il ritmo del match è calato e bisognerà attendere l'88' perchè l'incontro si riaccenda. Ci pensa il solito Martinez che sfrutta nel migliore dei modi un cross perfetto di Morimoto e di testa beffa Marchetti, segnando il suo secondo gol in questa stagione e consegnando la prima vittoria in campionato ai suoi. I cinque minuti di recupero assegnati dall'arbitro Damato non bastano, infatti, al Cagliari per riportare il risultato in parità.Termina 2-1 al Massimino a favore dei padroni di casa che volano, così, a 7 punti, raggiungendo proprio la formazione sarda che, forse, è stata punita più di quanto si meritasse. Onore, comunque agli uomini di Atzori che si sono dimostrati più cinici e hanno saputo capitalizzare meglio le occasioni create.
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