Il giocatore di riserva
di Valentino Della Casa
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L'importanza di avere alternative più che valide
Uno dei pregi di questo Torino pare quello di avere una rosa composta da 25 titolari. E questa volta la frase non è fatta, o di circostanza. L’organico messo a disposizione da Foschi a mister Colantuono, sembra essere davvero completo in ogni reparto, e la mancanza di un giocatore probabile titolare (per quanto rimpianta, certo) fortunatamente non pesa troppo sul piano tecnico-tattico e qualitativo.
Di Sereni e Calderoni si è già parlato molto, di Gasbarroni (per quel ruolo, addirittura, ci sono 3 alternative – Belingheri oramai ha convinto giocando più avanzato) anche, di Coppola (superlativo Bottone, venerdì sera) pure, allora concentriamoci sulla difesa. E in particolare sul ruolo del difensore centrale.
Loria, considerato il vero perno della difesa, sta incontrando purtroppo per lui dei piccoli intoppi nel suo cammino, intoppi che non gli permettono di scendere in campo con regolarità; Pratali, il difensore goleador della squadra (anche se per lui la titolarità non è mai stata certa, vista l’intenzione di lanciare definitivamente il più che positivo Ogbonna), fatica a trovare una condizione di forma accettabile, come quella delle prime partite, a causa di qualche infortunio non grave ma particolarmente fastidioso.
Ed ecco allora che si mostra l’abilità di Foschi: l’acquisto di Zoboli dal Brescia. Titolare nelle rondinelle fino a qualche mese fa (poi messo fuori rosa, per delle incomprensioni con la società), e quindi grande esperto della serie B, ha scelto di venire a Torino e giocarsi il ruolo di comprimario (di lusso), cercando di essere pronto ogni qual volta il mister avesse deciso di puntare su di lui. E così è stato: la partita contro la Reggina ha fatto pensare a tutto, fuorchè al vedere all’opera il quarto difensore centrale a disposizione di Colantuono.
Insomma la vera difficoltà sarà per il mister scegliere chi dovrà stare fuori, una volta con l’organico di nuovo a pieno regime, facendo in modo di evitare fastidiosi e nocivi malumori dentro lo spogliatoio. E per adesso, vista la grande coesione del gruppo, pare che ci stia riuscendo.
Prima vittoria per la Primavera
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Il Torino espugna Livorno
Dopo un pareggio e tre sconfitte, i ragazzi di Tonino Asta trovano i primi tre punti in campionato; finora, i granata avevano vinto solo in Coppa Italia, riuscendo a sconfiggere Cagliari e Sampdoria, ma avevano stentato assai nei primi quattro turni di regular season.
A Livorno, il Toro passa in vantaggio dopo pochi minuti di gioco con un colpo di testa di un Taraschi che si conferma in ottime condizioni, subisce il pareggio dei padroni di casa alla mezz'ora del primo tempo riuscendo poi, alla stessa altezza ma della ripresa, a chiudere un bel contropiede con Cagnasso. Vittoria meritata, per una squadra che aveva bisogno di un'iniezione di morale.
Sabato, alle 14:30 all'Agnelli, in programma un difficilissimo ma altrettanto atteso derby.
LIVORNO-TORINO 1-2
9' Taraschi, 30' Simeoni, 75' Cagnasso
Frosinone ko, Toro a un punto dalla vetta
di Gianluca Sacchetto
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I ciociari perdono ad Ancona, Cesena fermato dal Grosseto
Va all'Ancona il big-match dell'undicesima giornata del campionato cadetto. I dorici sconfiggono con un netto 3-1 il Frosinone e martedì potrebbero balzare al comando della classifica, in caso di successo nel recupero contro il Piacenza. A decidere la sfida del 'Del Conero' le reti di Surraco, Miramontes e De Falco. Gol del momentaneo pareggio ospite ad opera di Mazzeo. Molto nervoso il finale di gara con due rossi sventolati ad altrettanti giocatori ciociari: Gucher e Cariello. Rallenta il passo anche il Cesena, che nella gara interna contro il Grosseto non va oltre al pareggio e viene raggiunto al secondo posto dal Torino. I bianconeri si portano per due volte in vantaggio, in entrambi i casi al primo minuto delle due frazioni di gioco, ma vengono sempre rimontati.
Chi, invece, è in grande salute è il Lecce di De Canio. I salentini grazie alla doppietta di Marilungo e alla rete di Corvia si impongono nettamente nello storico derby contro il Gallipoli e nel recupero di martedì potrebbero raggiungere Toro e Cesena a quota 20, vincendo contro la Reggina. Rallenta il Padova, fermato sul pari interno dalla Triestina. A Brescia ci pensa super-Caracciolo a trascinare i suoi contro l'Albinoleffe. L'attaccante mette a segno una tripletta nel 4-1 finale. Vantaggio ospite firmato da Ruopolo. Partita ricca di gol anche ad Empoli, dove i padroni di casa si impongono 4-2 sull'Ascoli. Addirittura quattro i rigori assegnati nell'arco dei novanta minuti, due per parte. Entrambi realizzati da Eder per i padroni di casa, fallito il primo da Bernacci e messo a segno il secondo da Antenucci tra le fila ospiti.
Importante successo esterno per il Modena nella sentita gara contro il Piacenza. Troiano (due volte) e Cortellini i marcatori. Bene anche il Sassuolo, che grazie alla rete di Riccio in chiusura di primo tempo supera il Cittadella. Prima vittoria in campionato, infine, per la Salernitana, che sconfigge il Crotone con un secco 4-1. Grande protagonista è Ciccio Cozza, autore di una doppietta. Mentre le altre reti sono realizzate da Stendardo e Pestrin. Da segnalare come le due squadre abbiano i fatto giocato quasi tutta la gara in dieci, vista la doppia espulsione di Kyriazis e Bonvissuto nei primi dieci minuti.
Belingheri ha trovato il suo ruolo
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Come si può lasciarlo in panchina?
C’è voluto del tempo, ma i risultati sono arrivati. Dopo un inizio di stagione deludente e un infortunio che lo ha tenuto fermo per diverso tempo, Belingheri si riconferma un giocatore importante per la panchina di Colantuono.
Vestendo il suo ruolo preferito, quello di trequartista, si sta facendo spazio in questo Toro senza troppe difficoltà. Lui però preferisce non montarsi troppo la testa, anche perché sa bene che la competizione per il ruolo da titolare è alta. Le sue caratteristiche sono però molto diverse da quelle di Gasbarroni, la cui presenza in campo fino a qualche settimana fa sembrava intoccabile. Due modi diversi di gestire la palla, due modi diversi di approcciarsi alla gara.
Tutti però si chiedono che cosa succederà una volta che Colantuono potrà finalmente scegliere tra tutte le diverse opzioni che la sua rosa gli offre: Gasbarroni, Belingheri o Leon? La scelta in questo momento appare tutt’altro che semplice, soprattutto considerando che Belingheri si sta conquistando meritatamente approvazione e applausi da parte del tifo.Finalmente Gorobsov e Arma
di Arianna Lucania
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Esordio per le due "speranze" granata
Abbiamo avuto l’opportunità di poterli vedere in campo per troppo poco, quindi non è possibile esprimere dei giudizi o grandi apprezzamenti. Però finalmente si può dire che, dopo tanta attesa, i tifosi del Torino hanno potuto ammirare in maglia granata Gorobsov e Arma.
Pochissimi minuti a testa, che sono in ogni caso bastati per dare un assaggio dei loro talenti.
Gorobsov era probabilmente il più atteso: per troppo tempo si era parlato di questo ragazzino dalle potenzialità elevate, ma, a parte gli allenamenti, nessuno aveva mai potuto testare se le speranze riposte in lui fosse reali o no. Ora si può dire con certezza che in questo esordio Gorobsov ha dimostrato di avere personalità e una grande forza di carattere. Deciso, sicuro, caratteristiche non così scontate per un ragazzo della sua età.
Anche per Arma, che ha giocato qualche minuto in più del compagno non si possono azzardare complimenti , ma il primo impatto è stato positivo anche per lui.
Bianchi ''the bomber'' granata
di Guido Regis
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Il Rolando furioso
Due anni fa a gennaio sembrava aver rifiutato il trasferimento al Toro optando per la Lazio di Lo Tito. Manco farlo apposta fece il suo esordio contro di noi a Torino ed in pochi minuti, sommerso di fischi, si fece espellere. Ricordo che scrissi parole dure e fui felice che quello che sembrava un bomber senza miccia ne polvere da sparo, fosse andato in un'altra squadra, prevedendo che il presidente finto “moralizzatore” non avrebbe mai tirato fuori i milioni di euro necessari per assicurarselo definitivamente, come in effetti accadde.
Alla fine della stagione tornò in Inghilterra e sul mercato; quando Cairo lo acquistò in extremis con milioni di euro “cash”, venne salutato entusiasticamente dalla maggior parte dei tifosi come il vero colpo del mercato granata.
Io mi dissociai, anche se non in modo tassativo, perché lo ritenevo ininfluente, persino superfluo. Tutta la prima parte della stagione granata sembrò darmi ragione. Atleticamente sembrava sotto tono, quasi sempre avulso dalle azioni e sicuramente poco ispirato in fase conclusiva. Della coppia famosa che aveva estasiato alcuni anni prima i tifosi della Reggina, noi in effetti abbiamo visto solo l’ombra nera.
Come spesso accade tuttavia capita qualcosa che ti permette di accendere la lampadina.
In occasione di una sua visita al C.T.O. mi pare a fine gennaio, dove finalmente venivo a conoscenza di un fastidioso problema fisico che si portava dietro ormai da diversi anni, ebbi modo di scambiare quattro parole con lui. Il periodo granata, come ben sappiamo tutti, era nero ed avrebbe continuato ad essere tale.
Conobbi un ragazzone semplice, schietto, consapevole delle difficoltà, ed amareggiato perché incapace di dimostrare la sue doti e soprattutto la voglia di fare vedere quanto tenesse al Toro ed ai suoi tifosi.
Nell’accommiatarmi da lui gli dissi di farsi coraggio e non abbattersi. Tra l’altro il mio Primario aveva appena tentato di risolvergli il problema con una tecnica interventistica di recente sviluppo ( che in effetti ha avuto effetto nell’arco dei tre mesi successivi, e si è visto).
Ricordo solo che a quelle parole di incoraggiamento rispose più o meno così “ci mancherebbe ancora: sono una persona fortunata, se mi abbattessi con quello che guadagno sarebbe vergognoso”.
Fu da quel momento che la mia idea su Rolando Bianchi mutò completamente. Mi resi conto di essermi sbagliato, e non esitai a dirlo a tutti i tifosi che conosco, oltre che a scriverlo.
Compresi che se il suo problema si fosse risolto, lui sarebbe tornato ad essere il “bomber” che conoscevamo e con in più la voglia di essere da Toro.
E’ stato così già alla fine della stagione scorsa. Ricordiamo i goal impossibili che è riuscito a realizzare con le uniche palle appena giocabili che gli sono state concesse.
Tuttavia quei goal non sono serviti a salvarci e, nonostante non fosse il principale imputato, già dalle dichiarazioni e dai comportamenti durante l’estate si è compreso che per lui non esistevano altre possibilità per quest’anno. Doveva riscattarsi con i tifosi, stare al Toro e dare l’anima per scaraventare in rete tutti palloni necessari per riportarlo in A.
Non c’è una partita vista fino ad ora in cui non si sia visto un vero leone al punto che non gli si possono rimproverare nemmeno alcuni goal facili che si è bevuto tipo quei due a tu per tu con il portiere nella partita di Ascoli.
Si è quasi sempre riscattato con goal impossibili ed importanti ma soprattutto ha costantemente dimostrato una spaventosa tensione agonistica e volontà di fare che lo ha sostenuto fisicamente fino all’ultimo secondo giocato di ogni partita.
Anche oggi è stato un leone, sempre concentrato con gli occhi costantemente spalancati in completa trance agonistica; ed alla fine l’apoteosi con un goal da marziano.
Smettiamola di chiamarlo Rolandinho. Smettiamo di cercare in questo calciatore, come purtroppo abbiamo fatto anche con un altro talentino passato per di qua, di appiccicargli nomi da controfigura di campioni brasiliani o portoghesi.
Il suo è, insieme a Rossi, il cognome più comune d’Italia e ci deve bastare. E’ Bianchi, il nuovo vero bomber del Toro. Al limite, se proprio vogliamo, anagrammiamo il nome di un noto personaggio dell’Ariosto e soprannominiamolo “Rolando il granata furioso”: ci sta tutto.
Felice di essermi sbagliato.
Semplicemente perfetti
di Stefano Brugnoli
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Torino ancora amara per Novellino
Pronti via e c’è solo la Reggina che per un minuto e mezzo sembra una squadra competitiva, tiro di Brienza deviato in corner e colpo di testa di poco fuori di Cacia nello sviluppo dell’azione, sta a vedere che Novellino ce la combina grossa….invece la Reggina si esaurisce lì e a parte qualche raro sprazzo di luce non entra mai in partita impegnata a cercar di difendere la porta di Cassano dagli attacchi granata sempre più pericolosi con il passar dei minuti.
Colantuono deve essere stato soddisfatto del centrocampo visto ad Ascoli, lo ripropone pari pari e i quattro giocano addirittura meglio di sabato scorso confermando la bontà delle scelte del mister; è questa a mio parere la chiave della vittoria odierna. Un centrocampo equilibrato, elastico e razionale dove interdizione, creazione, aiuto alla difesa e conclusioni in porta non mancano mai. Centrocampo che si è giovato delle presenze di Loviso e Saeumel che essendo in possesso di una buona tecnica danno spessore alla manovra inoltre aiutano spesso Bottone nel mordere le caviglie agli avversari, mentre Belingheri, al secondo gol consecutivo, racchiude tutte e quattro le peculiarità di cui sopra essendo un giocatore estremamente concreto che da pochi spazi alla fantasia.
Anche la linea difensiva si è proposta su livelli encomiabili, tolto il primo minuto e le azioni sfociate con i tiri di Carmona e Brienza nella ripresa per il resto non ha mai sofferto l’attacco, in verità molto debole, della Reggina. Colombo e Rubin, oltre a presidiare le loro zone di competenza in maniera migliore rispetto alle precedenti uscite, si sono proposti spesso in aiuto alla manovra offensiva. Una parola in più la voglio spendere per Colombo, penso che sia stata la migliore prova da quando veste la maglia del Toro, il ragazzo ci ha sempre messo impegno ma probabilmente una sua insicurezza di fondo non gli ha mai permesso di giocare adeguatamente, lo scorso anno spesso in questa rubrica avevamo sottolineato con la matita rossa e blu le sue prestazioni negative. Voglio sottolineare che in questa testata nessuno scrive per partito preso a favore o contro un giocatore, analizziamo di volta in volta le varie prestazioni e siamo contenti quando le cose vanno bene e i primi a rammaricarci quando un giocatore non ci prende o non dimostra di essere da Toro. Tornando a Colombo, quest’anno era partito maluccio a Grosseto poi ha sempre migliorato le prestazioni indice questo di una ritrovata autostima fino a disputare prove degne come queste ultime due partite; anche perché mi chiedevo che fine avesse fatto quel giocatore che con la maglia dell’Albinoleffe si era guadagnato i gradi di miglior terzino destro della cadetteria tanto da essere acquistato dall’Udinese (che di solito sbaglia pochi acquisti). Spero che l'infortunio non sia grave in modo da non fargli perdere la continuità di prestazioni che è sempre importante a tutti i livelli. la'analisi della difesa finisce con la prova dei centrali Ogbonna e Zoboli che rispettivamente con le buone e con le cattive hanno fatto loro ogni pallone e fermato tutte le azioni che passavano dalla loro zona.
Il reparto offensivo ha vissuto di sprazzi, qualche lampo di Di Michele, vedi il lancio che Bianchi ha sciaguratamente sprecato e il tiro al volo nel primo tempo, e un lampo, ma che lampo di Bianchi in occasione della fantastica rete del 2 a 0, per il resto i due attaccanti hanno fatto le cose migliori in fase di contenimento e recupero palloni a significare che in questa partita c’erano le giuste motivazioni su come si affronta il campionato di serie B
Vedo che si inizia a paragonare Rolando Bianchi a Pulici, mi sembra un po’ presto e poi come fece Pulici anche Rolando avrebbe bisogno di un ripasso sui fondamentali tecnici per poter esplodere veramente e con continuità anche in serie A. Del resto un suo allenatore delle giovanili dell’Atalanta mi disse che quando vide Bianchi per la prima volta non lo reputò certo un giocatore con mezzi tecnici per fare le massime categorie, ma l’impegno, la serietà e la volontà di arrivare erano di gran lunga superiori a quelle dei suoi compagni ed è per questo che ora (parlo di anni fa ai tempi della Reggina) sta raccogliendo i frutti de lavoro che ha svolto in silenzio per dieci anni.
Concludo con l’allenatore avversario…avevo paura che ci giocasse uno scherzetto invece si è dimostrato un perdente come nelle due stagioni viste a Torino, e come per Colombo non riesco a capire come un allenatore che per dieci anni non ha sbagliato un obiettivo possa fallire quattro delle ultime cinque stagioni (considero per il momento un fallimento anche questa stagione), forse si è cullato troppo sugli allori, forse il suo sistema di gioco è superato, forse pensare di organizzare solo la fase difensiva e lasciare all’estro dei suoi giocatori quella offensiva ormai non paga più a certi livelli. In bocca al lupo Mister, ne hai davvero bisogno!
''Torino nel cuore''
di Valentino Della Casa
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Doppio ex: Roberto Stellone. ''Contro la Reggina tiferò Toro''
A volte può essere difficile da digerire. Può essere particolarmente difficile, specialmente se sei un giocatore che ha dato tutto per una squadra, spesso tirandola fuori da brutte situazioni, senza ottenere un rinnovo contrattuale (benchè il precedente fosse particolarmente oneroso), né un'altra squadra in cui giocare.
È il caso di Roberto Stellone, disoccupato per forza, calciatore per professione. “Richieste ne ho avute tante, e sì, anche dalla Roma. Ma io sto prendendo tempo per riflettere e cercare la soluzione giusta per me. A Torino sono stati 4 anni intensi, stupendi (esclusa l'ultima annata maledetta), quindi voglio cercare una piazza che mi possa ridare quelle impareggiabili emozioni”.
Sei un doppio ex tra Toro e Reggina, come la vedi questa partita?
Vedo un Toro molto, ma molto più forte degli amaranto, per me la vittoria dei granata è quasi certa (facciano i debiti scongiuri i tifosi del Toro, ndr). L'organico della squadra di Colantuono mi pare molto meglio costruito, con un attacco di straordinaria qualità.
Tu hai vissuto quattro anni a Torino, e uno a Reggio. Tiferai Toro, vero?
Assolutamente sì. Io tifo Toro. Ripeto, in questa città lascio un ricordo fantastico, che non potrò dimenticare. Tra l'altro con la società, durante la scorsa stagione, si era anche parlato di un possibile rinnovo, ma poi questa maledetta retrocessione (per cui la colpa è veramente di tutti) ha complicato la trattativa e non se 'è fatto più nulla.
Stellone prima o seconda punta?
Mi adatto. A Torino ho fatto molto la seconda punta. Infatti ho esso molti più assist che goal. E voi direte: “Ma un attaccante deve fare goal!”. Purtroppo è così, però mi sono sempre adattato e sono sicuro di aver contribuito (nella promozione e nelle salvezze) alla causa del Toro.
Cosa ne dici di questo Bianchi super prolifico? E di Amoruso al Parma? Con chi preferivi giocare?
Bianchi ha moltissime qualità, non è una sorpresa. Io mi sono trovato bene con entrambi, purtroppo Nick ha avuto qualche problema di ambientamento, e non è riuscito a dimostrare le sue indubbie qualità di goleador, quale è sempre stato.
Tornerai qualche volta a Torino, anche solo per andare allo stadio?
Se capiterà l'occasione ben volentieri. E poi devo ancora finire il trasloco!
Toro, conferma per 10/11 di Ascoli
di Edoardo Blandino
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L'unico dubbio riguarda la condizione fisica di Belingheri
Il Toro arriva alla sfida di cartello con la Reggina con molte certezze e qualche incognita. La squadra ha disputato una buona partita ad Ascoli e Colantuono potrebbe decidere di riproporre gli stessi 11 scesi in campo nella vittoriosa trasferta marchigiana. Ma non è detta l’ultima parola: dal Del Duca infatti qualcuno è tornato malconcio e solo la rifinitura odierna dirà chi potrà essere recuperato.
In porta ritroveremo il solito Sereni, una scelta assolutamente scontata. In difesa bisogna valutare le condizioni di Pratali. Loria nonostante una settimana di allenamenti normali non è stato neppure convocato e probabilmente l’ex centrale dell’Empoli è stato chiamato per accomodarsi in panchina. Ecco dunque che crescono gli indizi per rivedere la difesa titolare che ha giocato ad Ascoli composta da Rubin, Ogbonna, Zoboli e Colombo. Dovrebbero essere loro quattro a scendere in campo dal primo minuto a meno che Colantuono alla fine non decida di buttare nella mischia Pisano.
A centrocampo sono diversi gli assenti. Gasbarroni, Coppola, Vailatti e Zanetti non sono neppure stati convocati. Di quelli chiamati dal mister in campo scenderà per certo Loviso, come dichiarato dal tecnico nella conferenza stampa. Probabile che gli venga affiancato Saumel dopo la buona prova di Ascoli. Dopo una lunga riabilitazione ecco che l’austriaco ricomincia a mettere minuti nelle gambe. Per l’altro interno del centrocampo a tre ci sono in ballottaggio Diana e Bottone, ma sembra in vantaggio il primo. Alle spalle della coppia d’attacco c’è maggiore incertezza. Nelle gerarchie di squadra ci sono Gasbarroni, Leon e Belingheri e nelle ultime ore è nata anche l’ipotesi Gorobsov. Presumibilmente il giovane argentino verrà spedito in panchina mentre Leon e Belingheri si giocano una maglia. Colantuono sembra orientato a puntare sul secondo, ma molto dipenderà anche dalla rifinitura e dalle condizioni fisiche del giocatore che ha accusato un affaticamento muscolare in settimana. Se sarà disponibile giocherà lui.
In attacco confermatissima la coppia gol Di Michele-Bianchi. Arma avrà la possibilità di debuttare nel corso della partita se il risultato lo richiederà.I soprannomi della Curva Maratona
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Cucciolo, Strega, Margaro e mille altri...
L'angolo del Dottor Puzzetto
I soprannomi dei tifosi, ci avete mai pensato? Cucciolo? Strega? Margaro? Il pittore? Piero il macellaio? Adesso ve ne dico un mucchio. Tutti quelli che mi sono venuti in mente. Soprannomi bastardi, soprannomi divertenti, soprannomi significativi e fulminanti, soprannomi misteriosi per quasi tutti. I soprannomi dei tifosi famosi, dei capipopolo, dei lanciacori, dei coreografi, dei duri, dei bulli e delle pupe. I soprannomi dei tifosi dei grandi gruppi, dei tifosi storici, che magari non ci sono più perchè tutto scorre, dei tifosi poco conosciuti, delle meteore, dei tifosi sparsi per la Curva (nei gruppetti, oppure come cani sciolti, come si usa dire), del vicino di casa del Toro, di quello conosciuto di vista. I soprannomi eterni, immutati nel corso dei decenni... e quelli effimeri, svaniti in un flash. In Curva Maratona, di tutto un po'. Oggi l'uso del soprannome non è più tanto diffuso, adesso è l'epoca del forum, della chat, di Facebook. Esiste il nickname. Ma lo sapete già, io provo tanta nostalgia per i favolosi anni '70 e '80.
Cominciamo, dai, cerchiamo di non smelassarci troppo e proviamo a divertirci, invece, senza pretese enciclopediche:
Strega, per esempio, soprannome legato alla contrapposizione tra Pino e il Mago Helenio Herrera, uno dei bersagli preferiti di quel periodo, insieme a Boninsegna. "Sei proprio cattivo, sei come una strega" (e non un mago); al bar all'interno della sede dei Fedelissimi tutti bevono l'amaro San Simone, ma Pino - con ironia - beve il liquore Strega, per calcare la mano e rinforzare il concetto.
Oppure Margaro (un altro scelto a caso...): beh... tutti sanno che aveva una latteria, ma forse non tutti sanno che margaro più o meno si può tradurre come "pastore che si occupa di mucche da latte": geniale...
Poi... Cucciolo (che era un omone), Il Pittore, detto anche Sergi (SERafino LuiGI, il grande artista che ha creato le più belle coreografie maratoniane di sempre), Piero il Macellaio, le S.L.A.S. (dalle iniziali dei loro nomi: Susanna, Luisa, Anna e Silvia), Joe (detto anche Jo o Giò), Blisa e Casco (classica discussione... "Ma è il cognome o il soprannome?"... in realtà non l'ho mai capito), Euro ("Ma è il nome o il soprannome?" e giù discussioni... comunque... io dico che è il nome, ah ah ah), Valerio il Cinese, detto anche Tampoki (da tampa), il mio grande amico Fossa, Socrates, Lando, Polmone, i Cambogia, Checco, Konan, Nasca, Scialpi, i fratelli Calabrotto o Calabrotti, il Panettiere (detto anche il Pugile o il Boxeur, leggendari i racconti legati alle sue prodezze pugilistiche), Cicci (con rime sul Mostro di Scandicci), Mortimer (per la sua contagiosa allegria), Franco Mafia, Franco Karate, Pippo lo sballo o Lungabiscia, Pupi, Ancia, Gino Rosmarino, il babbo (senza peli sulla faccia), il babbo con la barba, Babbius, Piero Occhiali, il Muto, Gagnosporco, Fracchia, Avigliana, Peru, TIR, Cocco o Cocò, Dentone o Dens, Kojak (ora detto Cinesinho oppure China, si pronuncia Ciaina), Yoghi, Toffolo...
Altri ancora, legati al colore dei capelli: Luca il Rosso, Pino il biondo, Angelo il biondo, Marco il biondo, Danilo il rosso... poi... Far West (me lo ricordo solo io? Forse me lo sono inventato), Wess, Lancillotto, Muzza, Giapu grande e Giapu piccolo, Mustafà, l'Astigiano (un simpatico siciliano appassionato di vini), Antonio il Napoletano, Fernandel (u-gua-le), lo Zingaro (anche più di uno), Bari o Ciccio Bari, Tortona, The Scottish, Ugo il cinghiale, Samantha (povero, che brutto soprannome), Baffo che uccide (un tesoro di ragazza), Madre Teresa degli Ultras, Margarina (la mia vita non varrebbe un soldo bucato, se rivelassi quale ragazza era chiamata così).
I più recenti... l'accrescitivo Davidone, il fortissimo Ezechiele, l'azzeccato Pinocchio, l'esilarante Don Bosco, il geografico Alessandria, l'enigmatico Il Vile, il chiacchierato Torinella, il curioso Crick e Crock... e poi Cody, Muzio, Shelly e mille altri... dai, basta così, mi sono sbizzarrito abbastanza.
Un saluto a Fantomas che mi ha ispirato questo delirio e un sentito ringraziamento a Pino Strega, con il quale mi sono confrontato e consultato per la parte storica: ci siamo divertiti moltissimo. Per errori e omissioni rivolgetevi pure a lui.
Woooffffff!!!!!!!!!!
Dottor Puzzetto (Percival Ulrico Zoroastro Zacintus Ermenegildo Theodor Theophilus Orson)
Presidente Toro Club Amici a 4 zampe
I convocati granata
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Il tecnico Colantuono ha convocato 20 calciatori per Torino vs Reggina:
Portieri: Calderoni, Sereni.
Difensori: Colombo, Vittorio Del Buono (classe '90, numero 25), Ogbonna, Pisano, Pratali, Rubin, Zoboli.
Centrocampisti: Belingheri, Bottone, Diana, Gorobsov, Leon, Loviso, Saumel.
Attaccanti: Arma, Bianchi, Di Michele, Vantaggiato.
Tra i non convocati anche Loria, che prosegue nel suo lavoro di recupero, e Vailatti, per un problema muscolare agli adduttori.
Colantuono: Ho ancora dubbi di formazione
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Prima dell'odierna sessione di rifinitura, ha incontrato i media il tecnico Stefano Colantuono:
Gli infortuni di Coppola e Gasbarroni ovviamente non possono far piacere, perchè si tratta di due tra i giocatori più in forma. Ma ce ne facciamo una ragione, e andiamo avanti. Vediamo se riusciamo a recuperare Belingheri, anche se in ogni caso non mi mancano le alternative per il ruolo di trequartista: Leon e Gorobsov sono tra queste. Non ho ancora deciso, il test di oggi sarà importante.
Potevo anche non aspettarmi la posizione della Reggina in classifica a questo punto del campionato. Però i calabresi sono anche stati sfortunati: lo 0-3 casalingo con l'Ancona è bugiardo, così come altri loro risultati. E poi ha ragione Novellino quando dice che le retrocesse hanno sempre qualche difficoltà psicologica in più. Tra l'altro stimo Walter, è un amico, nelle difficoltà ha sempre saputo tirar fuori la zampata giusta. Ma state tranquilli: la Reggina si rimetterà in corsa ed arriverà dove deve stare, tornerà a fare punti. Ovviamente tocca a noi evitare che comincino da Torino.
E' un match complicato sia per noi sia per loro. Dovremo avere calma, cercando di vincere la partita nel corso dei 90 minuti più recupero.
Škoda Yeti sulle maglie del Toro contro la Reggina
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Il nuovo SUV compatto della Škoda, la Yeti, si appresta a diventare protagonista anche sul campo di calcio. È stato infatti siglato l’accordo che legherà la Casa ceca al Torino Football Club S.p.A. in occasione della sfida contro la Reggina, in programma venerdì 23 ottobre allo Stadio Olimpico di Torino.
Sulle maglie della formazione granata risalterà il logo “Škoda Yeti” mentre, a pochi passi dal campo di gioco, saranno esposti due esemplari del nuovo modello. Nel corso della partita, poi, a bordo campo i roller pubblicitari ricorderanno al pubblico l’imminente weekend porte aperte (24-25 ottobre), durante cui sarà possibile scoprire tutti i segreti del versatile SUV firmato Škoda.
Torino, questo è il miglior Bianchi di sempre
fonte: Tuttosport
Quasi un gol a partita: 8 su 10 Il doppio rispetto al super 2007
TORINO, 22 ottobre - Il salvatore stavolta potrebbe indossare i panni del giustiziere, un angelo sterminatore che colpisce la squadra che l’ha cresciuto e lanciato. Non è la prima volta che Rolando Bianchi ritrova la Reggina, ma mai prima l’ha fatto in condizioni del genere. Dieci partite e 8 reti: un avvio di stagione così Rolandinho non l’aveva mai vissuto, neppure a Reggio Calabria, quando si appuntò le mostrine di bomber con 18 centri (in 37 partite), decisivi per tenere in A i calabresi, nel 2007.
IL BLACK-OUT - Sono passati due anni e tre squadre da quella straordinaria stagione e nel frattempo Bianchi si è perso e ritrovato. La sfortunata parentesi inglese a Manchester, il transito alla Lazio e infine l’approdo a Torino, con una retrocessione che fatica ancora a digerire. Per provare a cancellare quella macchia dal proprio curriculum il centravanti ha firmato una sorta di cambiale morale col Toro: un’obbligazione che sta pagando a rate, a suon di gol.
PIÙ DI PRIMA - Continuità, è questa la parola magica in cui si racchiude il rendimento di Bianchi in questa stagione. Sempre in campo, 10 partite su 10, solo una volta Colantuono non l’ha schierato titolare: è accaduto contro il Padova e - forse non per caso - il Torino ha perso. E, altra coincidenza, quando lui non segna, i granata vengono sconfitti: è successo pure contro Brescia e Modena, a testimoniare un legame diretto tra il rendimento del bomber e quello dell’intera squadra.
Bianchi e Di Michele contro il passato
di Gianluca Sacchetto
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Ma anche Diana e Leon hanno vestito l'amaranto
Saranno ben cinque gli ex nella partita di venerdì sera tra Torino e Reggina. Quattro di essi vestono ora la maglia del Toro, mentre il solo Simone Rizzato ha fatto il percorso inverso. Il laterale venne acquistato da Cimminelli nell'estate del 2003 e trovò un certo spazio nella formazione granata allenata da Ezio Rossi. A fine anno per lui si contarono 25 presenze.
Molto più nutrita, però, la colonia di ex amaranto oggi alle dipendenze di Colantuono. A cominciare dal possibile tridente d'attacco di venerdì. Leon, Di Michele e Bianchi hanno, infatti, tutti e tre indossato la maglia della Reggina con risultati assai positivi. L'honduregno rimase in riva allo stretto per tre stagioni, in cui ottenne una promozione in serie A (anno 2001/2002) e due successive salvezze. Campionati in cui supportò il peso offensivo della squadra insieme a David Di Michele. L'attaccante prelevato dall'Udinese contribuì con i suoi gol a salvare la società dalla retrocessione. Nulla, però, in confronto a quello che fece Bianchi nella stagione 2006/2007. A causa dello scandalo Calciopoli la Reggina partì, infatti, con quindici punti di penalizzazione, ma l'attaccante insieme al compagno di reparto Amoruso trascinò la squadra, siglando la bellezza di 18 reti in 37 partite.
L'ultimo giocatore granata ad aver giocato nella Reggina è Aimo Diana. Il centrocampista disputò soli sei mesi in Calabria nella prima parte del 2003, ritagliandosi comunque un bello spazio. Per lui un totale di 16 presenza ed una rete, prima di approdare alla Samp del suo profeta Novellino.
Una maglia per tre
di Gianluca Sacchetto
fonte: www.toronews.net
Ancora dubbi su chi sarà il fantasista venerdì
Ma c'è anche Gorobsov che scalpita. Il giovane centrocampista prelevato in estate dal Vicenza si è completamente ristabilito dall'infortunio ed è a disposizione dell'allenatore. Ieri in allenamento Colantuono l'ha provato proprio dietro le due punte, ruolo già ricoperto dal talentuoso argentino quando giocava in patria e nelle giovanili biancorosse. Potrebbe essere un ritorno al passato per lui.
Ultima soluzione, difficile ma da non escludere completamente, è quella che porta a Luca Belingheri. L'ex giocatore dell'Ascoli accusa ancora un affaticamento muscolare, ma ha due giorni per recuperare. Chiunque giochi, in ogni caso, potrà essere assolutamente decisivo nello scacchiere tattico di Colantuono. Novellino, infatti, come tutti sanno, gioca con un classico 4-4-2. E un fantasista in grado di giostrare tra le due linee, di difesa e centrocampo, potrebbe mettere in crisi fin da subìto la fase difensiva della Reggina.
Gorobsov: Spero di poter dimostrare il mio valore
fonte: www.torinofc.it
Nicolas Gorobsov ha oggi incontrato i media: Il ruolo del trequartista mi piace, l'ho fatto nel settore giovanile. Ho voglia di giocare, avrei potuto farlo contro l'Ancona ma mi sono fatto male. Sono tranquillo, ovviamente voglio giocare, ma ho solo 19 anni e quindi è giusto che il Mister faccia le sue scelte. Io cerco di trovare spazio, e di mettere in difficoltà il tecnico.
L'ipotesi di debuttare non mi spaventa: ho solo voglia di far vedere alla gente che il Toro con me ha fatto un buon investimento.
La Reggina non vive un momento positivo, ma sarà comunque un match molto difficile. Sarà in anticipo, ci sarà il nostro pubblico: spero di poter dimostrare il mio valore in campo.
Stop forzati?
di Edoardo Blandino
fonte: www.torinonews.net
Il Toro ha i sostituti
Gli esami svolti nella giornata di ieri hanno evidenziato i problemi fisici di Gasbarroni e Coppola. Per il primo si tratta di una distorsione alla caviglia con interessamento dei legamenti e dovrebbe essere in campo fra quattro settimane, mentre nel secondo caso il centrocampista granata ha già subito un intervento chirurgico e ci vorranno circa tre mesi per recuperare. Per entrambi si profila dunque un lungo stop in un momento importante della stagione. Non siamo ancora in primavera, periodo che tutti indicano come decisivo per il campionato, ma nonostante ciò il Toro è alle prese con un periodo non brillante. La vittoria esterna contro l’Ascoli ha ridato morale alla squadra ed è servita per placare momentaneamente i mormorii della tifoseria, però non ha scacciato via la crisi. In tal senso sarà molto importante il prossimo match di cartello contro la Reggina.
Per la sfida di venerdì sera mister Colantuono dovrà fare sicuramente a meno dei due ragazzi infortunati e poi bisognerà verificare le condizioni di tutta una serie di acciaccati. Colui che si proverà a recuperare di sicuro sarà Belingheri autore di una bella prova contro la sua ex squadra alle spalle delle due punte e attualmente alle prese con un affaticamento all’adduttore destro. Se l’ex ascolano recupererà entrerà in ballottaggio con Leon per il ruolo di rifinitore alle spalle delle due punte. Normalmente quel ruolo apparterrebbe all’honduregno in assenza di Gasbarroni, ma la prestazione positiva nell’ultimo turno potrebbe far cambiare idea a Colantuono. Zanetti, invece, in settimana tornerà ad allenarsi senza particolari problemi. Nel corso dei prossimi giorni sarà regolarmente in gruppo con tutti i compagni. Se il mister romano non dovesse decidere di cambiare modulo, entrerebbe lui in ballottaggio con Bottone per sostituire Coppola.La Reggina ricorda il Toro dell'anno scorso
di Edoardo Blandino
fonte: www.toronews.net
WAN torna in Piemonte dopo l'ultimo esonero
La sfida tra Torino e Reggina di venerdì sera sarà decisiva per il futuro di WAN. Gli amaranto non navigano in buone acque e questo inizio di stagione con il freno a mano tirato non è piaciuto a stampa e tifoseria. L’ambiente intorno alla squadra calabrese si sta surriscaldando e la sconfitta nell’ultimo turno casalingo per 3-0 ad opera dell’Ancona ha reso la panchina del tecnico di Montemarano piuttosto traballante. In molti si aspettavano l’esonero di Novellino già dopo il match contro i marchigiani, ma il presidente Foti gli ha confermato la fiducia almeno fino a venerdì quando il calendario prevede l’incontro di cartello contro la sua ex squadra. Per la Reggina si tratta dunque già di un momento cruciale della stagione.
Gli amaranto non si possono più permettere passi falsi dopo i soli nove punti conquistati in altrettante gare, due sole lunghezze sopra la penultima. Una sconfitta venerdì porterebbe all’esonero di Monzon e si aprirebbe una grossa crisi finora goffamente mascherata. Uscire senza punti dall’Olimpico in questo momento del campionato ed in quella posizione di classifica rischierebbe di compromettere fortemente le ambizione di promozione dei calabresi. Dall’altro lato una vittoria darebbe grande morale ad un ambiente in difficoltà e permetterebbe agli amaranto di agganciare il treno di metà classifica.
Non sarà però una sfida facile per la Reggina. I numeri della squadra sono impietosi e non sorridono a Novellino. Gli amaranto hanno grosse difficoltà ad andare a rete e sebbene abbiano una partita in meno rispetto a molti avversari posseggono il terzo peggio attacco di tutta la Serie B, appena sette gol in nove match. Neppure la difesa sembra però imperforabile e con tredici reti incassate la Reggina è la sesta retroguardia più perforata del campionato. Ma questa non è storia sconosciuta ai tifosi granata: tutti ricordano le partite terminate a reti inviolate o con un minimo margine di scarto sotto la gestione di Monzon. Insomma, non c’è nulla di nuovo sullo Stretto.Grossa chance per il Toro
di Edoardo Blandino
fonte: www.toronews.net
Con una vittoria può mettere fuori gioco la Reggina
Non sarà un matchball, ma poco ci manca. Venerdì arriva allo stadio Olimpico la Reggina di Novellino che non naviga in acque tranquille. Il fondo classifica è molto più vicino che la vetta e la panchina dell’ex mister granata è in bilico. Gli amaranto devono recuperare ancora una partita, ma i bassi fondi non sono un territorio in cui dovrebbero stazionare. Ad inizio campionato sulla carta la Reggina era considerata la squadra più forte insieme al Torino e secondo l’opinione pubblica sarebbero state loro due le contendenti per la conquista finale della Coppa Ali della Vittoria, nonché dell’accesso diretto alla Serie A senza passare dai play-off.
Ora siamo giunti ad un quarto del cammino, si sono disputate 10 gare e bisogna giocarne ancora 32. La strada è molto lunga e i veri valori con il passare del tempo verranno fuori. Per adesso abbiamo assistito a molte sorprese, ma non tutte saranno destinate a durare. Verosimilmente anche la Reggina uscirà da questa crisi e ricomincerà a veleggiare sicura verso gli altipiani. Però non deve più perdere tempo. Anche perché là davanti si corre. E si corre anche in fretta. Il Frosinone capolista in 10 partite ha perso solo nove punti per strada, esattamente quanti ne ha ora la Reggina che dista dodici lunghezze. La squadra di Foti deve dunque svegliarsi o rischia seriamente di perdere il treno adatto.
Colantuono ha giustamente sottolineato come l’anno scorso il Parma abbia avuto un avvio di stagione disastroso, ma nel girone di ritorno si sia ripreso alla grande conquistando la A. Tuttavia non è detto che ogni anno una squadra sia in grado di ripetere questo exploit. I dodici punti di distanza dal Frosinone potrebbero diventare 15 in caso di vittoria granata, ma soprattutto minerebbero quasi definitivamente le certezze di un ambiente ancora speranzoso. Il Toro ha dunque una grossa chance: la possibilità se non di mandare fuori gioco un avversario diretto, almeno di metterlo in grossa difficoltà.Categorie
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