Udinese, Marino: "Domenica? Il Palermo è favorito"
di Orazio Resta
Fonte: tuttomercatoweb.com
Domenica 25 ottobre 2009 il Palermo di Walter Zenga ospiterà al Renzo Barbera l'Udinese di Pasquale Marino per la nona giornata del campionato di serie A 2009/2010.
Della gara in programma domenica prossima, Mediterraneonline.it ne ha parlato in esclusiva con l'ex dirigente del club friulano, Pierpaolo Marino, fino a pochi giorni fa direttore generale del Napoli.
Marino ha ricordato la sua esperienza bianconera ritenendola molto positiva: "Ho ricordi molto positivi e belli dell'Udinese sono stati otto campionati bellissimi con tante qualificazioni in Uefa, mi sono trovato bene. Poi scelsi di andare via – continua – ma sono rimasto in ottimi rapporti con la gente e con la proprietà del club".
Il Palermo è reduce da due vittorie importantissime contro la Juventus in casa e in trasferta contro il Livorno. Alla luce di questo momento positivo dei rosanero che partita si aspetta domenica prossima tra Palermo e Udinese, considerato che i friulani provengono da una sconfitta interna?
"Il Palermo credo si sia sbloccato dopo la favolosa prestazione contro la Juventus, poi a Livorno ha confermato di vivere un periodo brillante. L'Udinese invece dopo la sconfitta di Milano contro l'Inter ha avuto questa sosta causata dagli impegni internazionali e avendo tanti giocatori che partecipano alle gare di qualificazione ai Mondiali credo abbia risentito molto di questo contraccolpo. Addirittura Di Natale era in panchina. Sostanzialmente sono due ottime squadre che si equivalgono e quindi mi aspetto una bellissima partita".
Un pronostico?
"Noi addetti ai lavori siamo fatti per sbagliarli i pronostici, mii auguro che esca fuori un pareggio che metta in condizione entrambe le squadre di proseguire il loro cammino senza difficoltà perchè sono un po' tifoso dell'Udinese. Spero in un pareggio ma il pronostico è a favore del Palermo perchè è la squadra che in questo momento è in maggiore salute".
Il giorno in cui si è presentato Zenga ha scosso l'ambiente Palermo parlando di obiettivo scudetto…
"Quella di Zenga era una provocazione per dare una carica a tutti, tra l'altro la carica dei rosanero l'abbiamo vissuta come Napoli la prima giornata di campionato. Naturalmente il Palermo non è da scudetto però può inserirsi anche nella lotta per il quarto posto".
Udinese, si segue Sand per gennaio
di Orazio Resta
Fonte: tuttomercatoweb.com
Josè Sand (28), attaccante argentino ex Lanus, oggi all'Al Ain e capocannoniere dello scorso torneo di Clausura argentino, potrebbe essere il prossimo obiettivo di mercato dell'Udinese. Il club friulano ha seguito il giocatore già prima del suo trasferimento negli Emirati Arabi insieme ad altri due club italiani Juventus e Palermo. Sand, che era stato acquistato la scorsa estate per 10 milioni di dollari, ha già realizzato nel campionato arabo 6 gol in 3 partite. Numeri straordinari che tuttavia non soddisfano il giocatore – riporta itasportpress - che prima di lasciare l'Argentina non aveva nascosto il desiderio di giocare in una formazione europea. Sand è deluso pure dal ct dell'Argentina, Diego Armando Maradona, che non gli ha concesso neppure una convocazione dalla scorsa stagione ad oggi. Per questo motivo l'attaccante sarebbe disposto a lasciare anche subito gli Emirati Arabi Uniti per trasferirsi in Europa dove potrà godere di una maggiore attenzione del selezionatore argentino.
Udinese - Atalanta 1 -3
di Orazio Resta
Fonte: aginewson
Udine, 18 ott. - Colori nerazzurri nuovamente indigesti per l'Udinese. Seconda sconfitta di fila per i friulani: dopo quella con l'Inter negli istanti finali, ecco arrivare un altro ko, con l'Atalanta. La squadra di Conte, alla prima vittoria stagionale dopo tre pareggi di fila, espugna il "Friuli" per 3-1, con un gol piu' bello dell'altro. Se a quello di Tiribocchi in avvio (tunnel su Domizzi e tanti saluti ad Handanovic) aveva rimediato subito Lodi, letale per la squadra di Marino l'uno-due firmato Valdes-De Ascentis tra il 25' e il 28' della ripresa. Due prodezze da fuoriarea che consegnano ai bergamaschi un successo meritato oltre che importante; la salvezza e' ancora tutta da conquistare ma la strada e' quella giusta. Senza Di Natale (solo panchina per il capocannoniere, acciaccato), Marino lancia Sanchez al fianco di Corradi e Lodi esterno di centrocampo. Modulo speculare per l'Atalanta, con Tiribocchi-Doni in avanti. Dopo il botta e risposta Tiribocchi-Lodi, Consigli viene impegnato da Inler (bello il sinistro dello svizzero dopo un numero su De Ascentiis). Al 28' Atalanta a un passo dal nuovo vantaggio: Valdes pesca Padoin, piatto sinistro troppo schiacciato a pochi passi da Handanovic e palla che attraversa tutta la porta prima di uscire fuori.
Scampato pericolo per l'Udinese, che soffre pero' le ripartenze nerazzurre: al 32' Doni sparacchia alto dopo l'ottimo lavoro di Tiribocchi. Qualche fischio per l'Udinese che prova a cambiare marcia nella ripresa. D'Agostino trova pronto Consigli, poi sempre da fuori, Inler sfiora il palo. Al 22' Marino si gioca la carta Di Natale, ma nel giro di tre minuti l'Atalanta spacca in due la partita trovando due autentici gioielli: al 25' con Valdes (azione personale), al 28' con De Ascentis (dopo un pregevole colpo di tacco di Doni). Handanovic non puo' arrivare su questi due bolidi da fuoriarea e bergamaschi clamorosamente sull'1-3. Conte gioisce e s'infortuna, poi e' anche fortunato quando Pepe al 33' centra in pieno il palo. Marino mastica amaro, prima gioia per Conte.
Pasquale Marino: "Creare densità su tutto il campo per far prevalere i valori tecnici"

di Orazio Resta
Fonte: udinese.it
L'Udinese ricompone le file dopo una settimana di qualificazioni alla Coppa del Mondo per le Nazionali. Tutti i ragazzi sono tornati a disposizione del Mister, compresi i sudamericani Zapata e Sanchez. Purtroppo a destare preoccupazione solo le condizioni di Felipe, infortunatosi alla caviglia nell'allenamento di ieri. Il malanno potrebbe costare al difensore brasiliano la convocazione per la gara contro l'Atalanta, ma c'è la speranza di poterlo recuperare.
Quasi tutti i bianconeri impegnati con le rispettive Nazionali sono riusciti a strappare un biglietto per il Sud Africa. Per il tecnico Pasquale Marino è un grande orgoglio: "Peccato per Zapata che non ce l'ha fatta con la Colombia. Adesso aspettiamo di vedere se anche Handanovic riuscirà a qualificarsi agli spareggi. C'è grande entusiasmo nel gruppo. Chi è nel giro della nazionale deve confermarsi durante la stagione per andare ai Mondiali, quindi i ragazzi devono tornare a concentrarsi subito sul campionato. Ci attende un avversario difficile".
Infatti domenica arriva al "Friuli" un' Atalanta affamata di punti: "I bergamaschi giocano a calcio in maniera speculare alla nostra. I singoli duelli in mezzo al campo saranno molto importanti. Da parte nostra dovremo cercare di tenerci corti per far prevalere i valori tecnici. I temi della partita saranno aggressività ed agonismo. Sarà un incontro complicato, dovremo essere bravi a far partire la manovra da dietro".
La sconfitta di San Siro ha lasciato l'amaro in bocca ai friulani ma anche la consapevolezza dei propri mezzi: "Abbiamo sensazioni positive proprio in virtù della prova offerta contro l'Inter. Siamo riusciti a giocare alla pari contro una delle squadre più forti d'Europa. Questo ci deve dare fiducia".
Il fatto che Sanchez sia tornato ieri sera non preclude un suo eventuale utilizzo per domani: "E' già successo che il cileno sia sceso il campo la domenica successiva agli impegni con la Nazionale. Non sarebbe una novità".
Asamoah è appena rientrato in gruppo dopo l'operazione al ginocchio: "Si è allenato bene questa settimana, ma era fermo da molto tempo. Ora deve trovare la migliore condizione. E' un ragazzo su cui conto molto perchè può fare sia il centrale che l'esterno di centrocampo. Sarà un peccato perderlo di nuovo per la Coppa d'Africa".
Pasquale Marino mette in campo l'Udinese così: "Scende in campo sempre chi sta meglio. Non sono i giocatori che si devono adattare ad un sistema di gioca prestabilito, ma è il modulo che deve variare per poter valorizzare al meglio le qualità dei singoli. Con questo spirito è nato il 4-4-2 con cui ci schieriamo adesso sul rettangolo verde. Volevo utilizzare sia Sanchez che Pepe perchè entrambi attraversavano e attraversano un buon momento di forma".
Formazioni Udinese - Atalanta
di Orazio Resta
Fonte: ilsussidiario.net
La bella Udinese di Marino ospita l’Atalanta malata di Antonio Conte. Il neo tecnico dei bergamaschi non ha ancora ottenuto la vittoria dopo i due pareggi consecutivi e punta al massimo bottino contro i rivali friulani.
Obiettivo tutt’altro che semplice visto che gli 11 di Marino sono reduci da un ottimo inizio di campionato e la gara contro l’Inter, seppur conclusasi con una sconfitta, lo dimostra ampiamente.
Statistiche a favore dei padroni di casa. Negli ultimi 10 incontri fra Udinese e Atalanta, i friulani hanno ottenuto 6 vittorie, 2 sconfitte e 2 pareggi. Assenza pesante fra le file dei bergamaschi, che dovranno fare a meno per almeno un mese del giovane Robert Acquafresca.
Udine, stadio Friuli, domenica ore 15
PROBABILI FORMAZIONI
UDINESE (4-4-2): Handanovic, Basta, Coda, Domizzi, Lukovic, Sanchez, Inler, D’agostino, Pepe, Corradi, Di Natale. All: Marino
A disposizione: Belardi, Felipe, Zapata, Pasquale, Sammarco, Asamoah, Lodi.
Squalificati: Floro Flores
Indisponibili: Ferronetti, Obodo
ATALANTA (4-4-2): Consigli, Garcis, Talamonti, Manfredini, Bellini, Padoin, De Ascentis, Guarente, Valdes, Tiribocchi, Doni. All: Conte
A disposizione: Coppola, Peluso, Pellegrino, Madonna, Caserta, Ceravolo, Tiboni.
Squalificati: Radovanovic
Indisponibili: Barreto, Ferreira Pinto, Bianco, Acquafresca
Amichevole: Udinese-Tamai 2-0
di Ezio Resta
Fonte: gazzetta.it
Simone Pepe: "Vincere i duelli individuali"
di Orazio Resta
Fonte: udinese.it
Simone Pepe è tornato dal ritiro della Nazionale con la qualificazione ai Mondiali in Sud Africa in tasca, ma i suoi pensieri sono già rivolti alla gara di domenica contro l'Atalanta. "Da mercoledi sera, da quando è finita Italia-Cipro, ho pensato solo all'Udinese".
L'Udinese con ogni probabilità verrà rappresentata alla prossima Coppa del Mondo da 8 giocatori: "Vuol dire che l'Udinese lavora alla grande, speriamo che anche Handanovic riesca a qualificarsi con la Slovenia agli spareggi. Adesso, però, ci ributtiamo sul campionato e sull'Udinese: sono queste le nostre priorità in questo momento".
La punta bianconera non condivide le critiche piovute sulla Nazionale e sul Ct Marcello Lippi: "E' un allenatore in gamba e lo ha dimostrato vincendo tutto nella sua carriera. Bisogna rispettare le sue scelte e non è giusto fischiare una squadra sì alle prime difficoltà, ma con la qualificazione già ottenuta e con 11 giocatori completamente nuovi rispetto alla partita precedente. Il pubblico non ha fatto una bella figura e Lippi ha fatto bene a difendere il gruppo".
Spesso si continua ad affiancare il nome di Cassano a quello dell'Italia: "Non capisco perchè si parla tanto del barese quando Di Natale ha già realizzato 9 reti in 7 partite di campionato. Per quanto mi riguarda io mi sono conquistato la maglia azzurra e questo posto senza sponsor di alcun tipo, a parte quello del Ct, che è il più importante. Io sono abituato a spingere in mezzo al campo e non a ricevere spinte a livello mediatico".
Domenica al "Friuli" arriva la "Dea": "I bergamaschi hanno buoni giocatori e la classifica li penalizza. Dovremo stare molto attenti perchè giocano un calcio simile al nostro e sono guidati da un allenatore molto preparato. Sappiamo che quando andiamo uno contro uno possiamo mettere in difficoltà qualunque avversario. A loro mancheranno due giocatori importanti come Acquafresca e Radovanovic, ma hanno buonessime individualità come quelle di Doni e Tiribocchi. Ce la metteremo tutta per ottenere i tre punti e per giocare come sappiamo".
Di Natale domenica può già arrivare in doppia cifra: "Magari ci riuscisse. Per noi è un giocatore fondamentale, un valore aggiunto. Non dimentichiamoci però che dietro ai suoi gol c'è il lavoro di tutta una squadra".
Non bastano più i complimenti per il bel gioco: "Dobbiamo arrivare anche ai risultati. Non basta essere belli se non si portano a casa i tre punti. Dopo una settimana tutti si dimenticano delle prestazioni, a restare invece sono i punti in classifica".
Gasparin, d.g. Udinese: "Il futuro di Inler dopo i Mondiali"
di Orazio Resta
Fonte: tuttomercatoweb.com
A due mesi e mezzo dalla riapertura del mercato impazzano le voci che riguardano l’Inter. Un giornale nazionale, qualche giorno fa, si è spinto tanto in là fino ad ipotizzare una mezza rivoluzione in casa nerazzurra. I reparti interessati sarebbero il centrocampo e l’attacco. Il nome nuovo – che poi tanto nuovo non è – è quello dell’udinese Gokhan Inler, lo svizzero dell’Udinese. FcInterNews.it ha intervistato, in esclusiva, il direttore generale e amministratore delegato bianconero, Sergio Gasparin che ci ha “rivelato” il futuro del nazionale svizzero.
Direttore, qual è la situazione contrattuale di Inler?
“Gokhan ha un contratto lungo con l’Udinese che scade nel 2014”.
Il centrocampista svizzero, però, è sempre al centro del mercato nazionale ed internazionale.
“Sono solo voci”.
Ma ci sono stati interessamenti concreti?
“Nel corso del mercato estivo l’Udinese ha rifiutato offerte italiane ed estere perché non aveva l’intenzione di cedere il giocatore”.
Ora lo scenario sembra essere cambiato con le dichiarazioni del giocatore e del suo agente: vi preoccupano queste prese di posizione?
“No, non ci preoccupano. La situazione di Inler sarà presa in considerazione alla fine dei Mondiali. Sino ad allora, non succederà assolutamente nulla, come posso tranquillamente anticipare che non succederà nulla nella finestra di mercato a gennaio”.
Qual è la valutazione di Inler?
“Questi sono argomenti che attengono alla società e che all’interno di quest’ultima rimangono”.
Le voci di mercato che vogliono Inler preferire l’Inter ad altri club, come le giudica?
“Sono fantasie giornalistiche che non hanno riscontro”.
Udinese - Domenica esame per due
di Orazio Resta
Fonte: ilfriuli.it
Domenica sarà un esame per due. Sarebbe bello - come auspicava Carlo Osti - che fosse stata la gara delle province felici, ma se l’Udinese può comunque sorridere, l’Atalanta non si aspettava un inizio di certo così difficile. Nessuno se lo aspettava, e forse anche il caso ci ha messo del suo. Gregucci (alla fine gli allenatori pagano sempre) è stato anche sfortunato nelle prime giornate, comunque cambio sia. Con Conte che a detta di molti è uno dei più bravi sulla piazza. Come Marino che paga una poca visibilità mediatica.
Colpa della provincia che in quest’ottica non sarà mai felice.
Basta ascoltare o leggere i media nazionali per capire che le realtà che contano sono altre. Sarà la scoperta dell’acqua calda, ma viene rabbia a sentire sponsorizzare ad esempio Totti o Nesta o Cassano in azzurro, quando anche dove i riflettori (delle tv) sono poco luminescenti, nascono piccoli prodigi.
Che però ogni domenica devono confermarsi o lottare per emergere.
E’ questo il destino che tocca anche a Udinese e Atalanta.
La prima dovrà far dimenticare le luci di San Siro e far capire che anche contro le piccole sa essere bella e grande. I punti capitalizzati fino ad oggi sono discreti, ma ora c’è davanti un secondo ciclo terribile fino alla dodicesima, che farà trarre giudizi più completi sulle reali possibilità di questa squadra. Che sulla carta potrebbe - anzi dovrebbe - ambire finalmente a spolverare la bacheca. I mezzi e le potenzialità sono superiori a tante squadre che nel recente passato hanno fatto parlare di loro. Ma gli elogi non bastano. In A, lo si è visto basta una leggerezza per vanificare tutto. E guai a specchiarsi in sé stessi. Con l’Atalanta l’umiltà deve essere la parola chiave.
I bergamaschi non verranno a Udine chiusi come un tempo poteva fare Mondonico, ma nemmeno con entrambe le guance protese all’avversario. Cercheranno il colpo e lo faranno mettendo più grinta che qualità, visto che tra acciacchi e problemi vari Conte non ha trovato ancora l’assetto definitivo. Ma la gara col Milan (d’accordo quel che rimane del Milan) ha dimostrato che è in crescita.
Insomma sarà da sudarsela. Non credete ai bookmakers questa volta. O almeno non senza pensare che molte volte nella storia dell’Udinese sono state proprio queste gare a rimpicciolire ambizioni e sogni.
Siamo solo all’inizio, ma per tutte e due c’è un bivio davanti.
Che per l’Udinese è anche una manifestazione rabbiosa verso chi continua a parlare degli altri azzurri che non ci sono, mentre i nostri vengono spesso messi in discussione. Che il campo dia una risposta anche a questo.
Sempre che le voci arrivino a chi devono arrivare.
Asamoah c'è, Isla quasi
di Orazio Resta
fonte: gazzetta.it
L'Udinese ha ripreso la preparazione al Bruseschi senza none nazionali, ma con un Asamoah in più. Il ghanese è rimasto in campo tutto l'allenamento, partitella inclusa, bissando così il rientro in gruppo di sabato quando aveva giocato la ripresa dell'amichevole contro il Rijeka. Tuttavia, come si è visto anche sabato, il mediano ghanese necessita ancora di molto lavoro per potersi riproporre al meglio agli ordini del tecnico. In vista dell'Atalanta si apre comunque una porta per la convocazione nei 18. Più in ritardo è invece Isla, il mediano cileno tornato a lavorare sul campo del Bruseschi dove si è limitato a una sessione di corsa leggera, senza esercizi a pressione e pallone. Isla ha recuperato dalla distrazione al flessore, ma l'impressione è che servirà tempo per rivederlo al massimo delle proprie possibilità. Sull'Atalanta, prossimo avversario dell'Udinese, si è così espresso Emanuele Belardi, il portiere di riserva intervenuto in conferenza stampa. "Sarà una partitaccia e sarà difficilissima. Ha un grande allenatore come Conte, che è preparatissimo e sa stimolare i giovani. L'ho conosciuto a Torino e ho grande stima di lui. Inoltre ha giocatori più forti dell'anno scorso. Noi invece ne avremo molti che rientreranno solo venerdì. Sarà dura, ma giochiamo in casa e dobbiamo cercare di vincere. L'anno scorso eravamo indecifrabili, facevamo di tutto, eravamo un punto interrogativo. Ora siamo più grandi, più esperti: dobbiamo essere più lineari nei risultati".
Francesco Lodi: "Se Totò ha fatto tanti gol è merito di tutta la squadra"
di Orazio Resta
fonte: udinese.it
Francesco Lodi è stato l'ultimo ad arrivare in casa bianconera quando il campionato era già iniziato, ma è riuscito a guadagnarsi spazio in diverse occasioni e ha fatto gustare ai tifosi friulani un antipasto di quello che è capace di fare. "Non sono al top della condizione e posso migliorare ancora molto. La squadra sta bene e lo abbiamo dimostrato in occasione della partita contro l'Inter dove abbiamo avuto anche l'occasione di vincere. Dobbiamo ripartire da quella prestazione".
Il prossimo avversario dei friulani si chiama Atalanta: "Non dobbiamo guardare la classifica degli orobici, finiremmo per essere tratti in inganno. Ho giocato contro il Bari di Conte l'anno scorso quando ero ad Empoli. Bisogna stare molto attenti perchè sta riproponendo lo stesso modulo anche a Bergamo con gli esterni alti e larghi. Sarà una partita dura perchè Conte fa giocare bene le sue squadre e noi vogliamo prenderci l'intera posta in palio".
Di Natale è diventato l'orgoglio del Friuli e di tutti i suoi compagni di squadra: "Ci sentiamo e ci vediamo tutti i giorni ed è sempre pronto a darmi consigli. Quello che sta facendo qui ad Udine è grandioso. Vorrei un giorno arrivare al suo livello. Mi viene da sorridere quando sento le voci di improbabili ritorni in Nazionale quando Totò da solo ha segnato 9 reti in 7 partite".
Nonostante la grande partenza del suo capitano, l'Udinese non corre il rischio di diventarne dipendente. "Se ha fatto più gol di tutti vuol dire che è il merito è anche della squadra che lo mette nella condizione di rendere al massimo. Adesso Di Natale sta attravesando un momento di grazia, in cui ciò che tocca diventa oro, ma anche gli altri attaccanti stanno facendo bene. Nessuno sottolinea il lavoro che fa Floro Flores quando fa alzare tutta la squadra o di quando Pepe corre sulla fascia per l'intera partita".
Il bene dell'Udinese prima di tutto: "Quando sono arrivato ho trovato un gruppo molto unito che mi ha aiutato in ogni circostanza. Io cercherò di conquistarmi un posto e di convincere l'allenatore con le mie prestazioni, ma l'importante è che l'Udinese faccia bene".
Belardi: "Abbiamo quattro centrali uno più forte dell'altro"
di Orazio Resta
Fonte: udinese.it
L'estremo difensore friulano si è ben comportato nell'amichevole contro il Rijeka continuando a dimostrarsi una sicurezza ogni volta in cui viene chiamato in causa: "Cerco di rendermi utile e di farmi trovare pronto quando capita l'occasione di scendere in campo".
L'attacco bianconero è stato molto prolifico grazie alle reti di Di Natale. "Arriverà il momento buono anche per gli altri attaccanti. Io ci conto. Florò Flores tornerà sui suoi livelli come pure Corradi. Non dimentichiamoci che la punta senese l'anno scorso ha fatto dieci gol con una squadra che è retrocessa. E poi se dovesse servire il mio contributo come goleador mi metto a disposizione volentieri: ho segnato pure io quest'estate in ritiro durante una partitella!"
Il reparto difensivo dell'Udinese sembra essere diventato un fortino: "Basta è molto migliorato da quando è arrivato qui. Ora è maturo per la Serie A. Coda e Domizzi stanno facendo molto bene al centro della difesa, ma anche prima avevamo Felipe e Zapata che erano vere e proprie certezze. Ad inizio stagione hanno pagato il brutto momento della squadra. Arriverà anche per loro l'occasione di giocare con continuità ed esprimersi al meglio. In formazione abbiamo quattro difensori centrali che metterebbero in difficoltà anche quelli della nostra Nazionale. Anche Cuadrado mi ha fatto un'ottima impressione. Per il tipo di gioco offensivo che facciamo potrebbe rivelarsi molto utile in futuro. E' molto giovane, ha una buona personalità e ottime qualità".
Domenica al Friuli i bianconeri sono attesi dall' Atalanta di Antonio Conte: "Sarà una partita difficilissima. Gli orobici sono guidati da un allenatore preparatissimo che sa stimolare i giocatori. Conte ha già dimostrato le sue qualità a Bari conquistando una promozione in cui ci credevano in pochi. Secondo me l'Atalanta è ancora più forte dell'anno scorso con gli innesti di Acquafresca e Barreto. Non dobbiamo avere paura, quest'anno siamo più esperti dell'anno scorso. Dobbiamo vincere le partite che bisogna vincere".
Sammarco: "Udinese più equilibrata"
di Orazio Resta
Fonte: ilcalciomercato.it
L'amichevole contro il Rijeka di sabato pomeriggio è servita a Pasquale Marino per testare Paolo Sammarco . L'ex sampdoriano si è ben comportato, dimostrando di mettercela tutta quando viene chiamato in causa. Con il passaggio dal 4-3-3 al 4-4-2 il centrocampista potrà trovare maggiore spazio in un modulo a lui congeniale. 'Nel nuovo modulo mi trovo a mio agio. Nella mia carriera ho sempre giocato in questo ruolo, coprendo la posizione di uno dei due centrali di centrocampo. Ora siamo molto equilibrati nonostante i due esterni nascano come attaccanti. Sono entrambi molto bravi, si sacrificano molto e riescono a fare anche la fase difensiva'.
Dopo i complimenti raccolti a San Siro, nonostante il ko contro l'Inter, L'udinese si prepara a ospitare l'Atalanta, fanalino di coda del campionato. 'E' una squadra in forte crescita dopo un inizio difficile. Gli orobici giocano in maniera speculare alla nostra, con gli esterni alti e cercando diverse soluzioni offensive. Prevedo una partita bella, ma non sarà facile avere la meglio sui nerazzurri'. Certo, con un Di Natale in queste condizioni tutto sembra possibile per i friulani. 'Speriamo continui così, anche perché meglio non si può fare - conclude Sammarco -. Quando lo incontri da avversario fa davvero paura perché è fortissimo. Giocandoci insieme si rimane colpiti dalla completezza del suo repertorio. In allenamento fa certe cose che per noi umani sono inimmaginabili. E' un onore giocare con lui'.
De Agostini: "Udinese? E' ora di vincere qualcosa"
di Orazio Resta
Fonte: tuttomercatoweb.com
Tra i friulani che hanno vestito la maglia della Nazionale e la maglia bianconera c'è anche Luigi De Agostini, terzino sinistro dell'Udinese anni 80. Il suo esordio in maglia azzurra avvenne quando giocava a Verona, ma solo per un caso incredibile che lui stesso racconta in esclusiva a Il Friuli/Udineseblog:
"La mia prima volta in Nazionale doveva essere nella squadra sperimentale allenata da Enzo Bearzot. C'era in programma a Genova una partita con l'Olanda di Gullit, in preparazione di Messico '86. Ero emozionatissimo. Ricordo i brividi mentre stavo per uscire dal tunnel. Brividi che si trasformarono in delusione quando trovai davanti a me il campo coperto di neve. La gara fu annullata, e il mio esordio in azzurro fu posticipato di qualche mese. Avvenne infatti quando vestivo da poco la maglia del Verona. C'è una cosa che devo dire: vestire la maglia azzurra è la cosa più bella che possa capitare ad un calciatore. Io ho avuto l'onore di indossarla in tre competizioni diverse: agli Europei, ai Mondiali e con la Nazionale Olimpica. Tutte esperienze che porterò sempre dentro di me!"
Ai tuoi tempi, un giocatore bianconero in azzurro era una rarità. Oggi sono in molti a vedere l'Udinese come quella società che può consentire l'accesso alla Nazionale. Cosa è cambiato?
"Penso che tutto comunque dipenda dal valore del giocatore, oltre che dal valore della società e dai risultati che ottiene. L'Udinese da un pò di tempo arriva nelle prime posizioni di classifica. Ai miei tempi c'era un blocco predefinito che di solito arrivava da Juve, Inter, Milan e poi c'era qualche inserimento di giocatori provenienti dalle cosiddette "provinciali". Era più una idea ancora di squadra di club che di Nazionale. Si cercava di creare un gruppo e di non cambiarlo spesso. Questo, tra l'altro, ha dato i suoi risultati con la Nazionale di Bearzot nel 1978 e nel 1982. Ora si valuta più a largo raggio. Prima il cerchio degli "osservati era chiuso a 20/25 giocatori. Adessolo stesso Lippi ne prova molti. Ma alla base di tutto credo ci sia il rendimento del giocatore".
Di Natale, Pepe e D'Agostino: Lippi ha fiducia in loro. Li porterà in Sud Africa?
"Penso proprio di sì. Questa squadra ha dato risultati. Ai reduci del Mondiale ha inserito gradatamente quegli elementi che gli danno fiducia. Penso che mercoledì farà un ampio turn over e anche i nostri bianconeri avranno maggiore spazio. Se continueranno ad esprimersi così all'Udinese, non vedo perchè Lippi non debba puntare su di loro".
Di Natale in Nazionale non rende come all'Udinese? Posizione sbagliata?
"La Nazionale non è come le squadre di club. Bisogna adattarsi a giocare per la squadra. Anche io mi adattai a più ruoli: pur di giocare da terzino passai a mediano. Penso che Di Natale possa giocare anche sulla fascia, Lippi sa cosa può dargli".
Totò sta trascinando l'attacco bianconero. Ma questa doveva essere l'anno di Floro Flores:
"Totò segna perchè Floro fa la sua parte, apre gli spazi per lui. Non ha importanza chi segna, l'importante è il risultato finale".
Pepe a sinistra?
"Secondo me ci sta. Ha qualità e quantità, fa la fase difensiva e quella offensiva. E' completo. L'Udinese, si sa, ha molti giocatori che sono in grado di interpretare più situazioni".
Tu giocavi a sinistra. Come vedi il duello Lukovic/Pasquale?
"Sono giocatori diversi. Lukovic è più bravo fisicamente, Pasquale è più completo, perchè sa attaccare e difendere".
L'Udinese potrà fare meglio dell'anno scorso?
"L'Udinese ha un valore che non si discute e per questo penso sia arrivata l'ora di pensare a vincere qualcosa, di non limitarsi ad ambire ad una posizione di classifica".
Luigi De Agostini, cosa fa adesso?
"Sono impegnato con il Real Madrid. Sono responsabile tecnico per i Camp organizzati in Italia".
Tra l'altro, una notizia che deve rendere orgogliosi, è che il Camp del Real Madrid di Tricesimo è stato riconosciuto dalla stessa società spagnola come il Numero Uno in Italia:
"Il Real Madrid organizza 12 Camp in Italia, 4 dei quali in Friuli: a Tarvisio, Lignano, Pordenone e Tricesimo. La nuova proprietà ha confermato la bontà del lavoro svolto, ha riconosciuto il livello eccelso di organizzazione dei Camp che seguiamo Marino Firmani ed io e stiamo trattando il rinnovo di questa collaborazione per i prossimi anni. Noi abbiamo l'esclusiva loro per l'Italia. Abbiamo gestito 99 ragazzi in due settimane, ottenendo ottimi risultati. Il riconoscimento non solo della vecchia proprietà del Real ma anche di quella diretta da Florentino Peres ci riempie di orgoglio e ci stimola a fare sempre meglio"
Pasquale Marino: "Bella prova contro il Rijeka. I ragazzi mi sono piaciuti"
di Orazio Resta
Fonte: udinese.it
Dopo il rotondo successo per 4-1 e la bella prestazione offerta contro il Rijeka, Mister Pasquale Marino è pronto per preparare i prossimi impegni di campionato, che si chiamano, in ordine cronologico, Atalanta, Palermo, Roma e Chievo. L'Udinese dovrà ripartire da dove ha terminato, ovvero dalla splendida prestazione offerta a San Siro.
"E' stata una delle nostre migliori gare. Contro l'Inter probabilmente ci siamo espressi ancor meglio della passata stagione, abbiamo messo più volte l'uomo davanti alla porta, eppure abbiamo perso. Purtroppo ci ha punito un errore collettivo a tempo scaduto e siamo usciti sconfitti senza meritarlo".
In attacco non sembra mancare l'abbondanza di uomini: "Floro Flores deve ancora crescere e acquisire continuità di rendimento, ma sono sicuro che ce la farà. Ha le qualità per riuscirci. Anche Corradi sta facendo bene, come confermano le due reti di oggi. Ha ancora l'entusiasmo di un ragazzino e man mano che passa il tempo entra sempre più in forma. E' normale per un giocatore con la sua struttura fisica".
L'Udinese chiude la pratica Rijeka dopo appena mezz'ora di gioco lasciando intravedere il potenziale di questa squadra anche con gli uomini meno utilizzati. "I ragazzi mi sono piaciuti. Ho avuto risposte positive sia dallo stato della condizione fisica che dall'aggressività. Hanno fatto molto bene la fase di non possesso, con tanto pressing e chiudendo bene gli spazi. Non hanno fatto ragionare i nostri avversari".
Le note positive vengono anche dal recupero di due infortunati: "Pasquale sta tornando in condizione e sta mettendo minuti nelle gambe. Per Asamoah è stato il primo approccio col campo da gioco e si è comportato subito bene. Ora deve continuare a lavorare così come sta facendo".
Il modulo dei bianconeri è cambiato dal 4-3-3 al 4-4-2 con gli esterni molto alti. "Non vuol dire che non si possa ricambiare in futuro. Da quando sono qui abbiamo giocato in modi diversi e ci siamo divertiti, l'importante è che vada in campo chi è più in forma e che l'assatto tattico valorizzi le qualità dei singoli. Adesso abbiamo avvicinato maggiormente Di Natale alla porta avversaria per sfruttare al meglio le sue doti di opportunista. Nonostante gli esterni alti manteniamo un buon equilibrio in fase difensiva. Ci deve essere molto sacrificio da parte di tutta la mediana, sia da parte dei centrali che dalle ali".
Il prossimo avversario sulla strada dei friulani è l'Atalanta di Antonio Conte. "E' una squadra in crescita. Da quando è arrivato il tecnico leccese non sono mai subito una sconfitta, ma non giocavano male nemmeno con Gregucci. Hanno pagato un inizio sfortunato, non meritavano diperdere le prime tre partite. Solo nella trasferta di Bari non si sono espressi bene. Dovremo stare attenti perchè gli orobici sanno essere molto pericolosi. Hanno un gioco simile al nostro, con le ali che danno una grande spinta offensiva".
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