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Julio Cesar: "Nessun fallo su Plasmati"
di Marco Spinelli
fonte inter.it
Ai microfoni di Inter Channel, Julio Cesar mostra tutto il suo dispiacere a proposito del presunto fallo commesso ai danni di Plasmati e che ha sancito il gol del Catania: "Non ho fatto nulla su Plasmati. Ho visto subito a fine gara che non era stato fallo, il mio avversario è stato furbo. Non sono arrabbiato perché abbiamo vinto la partita, potevamo vincere facendo più gol, ma va bene ugualmente". "Il mister nell'intervallo ci ha detto che noi che facciamo questo lavoro da tanti anni dovremmo sapere che queste partite che sembrano all'apparenza facili, e che stavamo già vincendo 2-0, si possono riaprire in qualsiasi momento. Se avessimo preso un altro gol alla fine, sarebbe stato veramente un peccato".
Muntari: "Un gol che cercavo"
di Marco Spinelli
fonte inter.it
"Ho lanciato la palla per Samuel, lui non l'ha toccata, il campo era un po' bagnato e la palla è andata dentro. È stato un gol che cercavo da tanto". Questo la descrizione dettagliata, ai microfoni di Inter Channel, del sesto gol con la maglia nerazzurra di Sulley Muntari: "Io cerco sempre di fare bene per la mia squadra, questo è importante. Sono contento cosi. Dedico questo gol alla mia fidanzata. È per lei. Io voglio sempre migliorare, perché se fai le cose per bene in questa squadra, i risultati ti accompagnano. Noi centrocampisti cerchiamo sempre di aiutare i centravanti cercando di giocare sempre vicino a loro. Questa settimana ho cercato di allenarmi sempre al meglio, quindi sono molto contento".
Mourinho: "Gara da chiudere nel primo tempo"
di Marco Spinelli
fonte: inter.it
"Sono contento per il modo nel quale la squadra ha giocato nel primo tempo e per il modo in cui ha lottato nel secondo". José Mourinho esordisce così nelle interviste che seguono alla partita che ha sancito la vittoria nerazzurra sul Catania: "Dopo una gara di Champions non è mai facile scendere in campo, abbiamo fatto quattro cambiamenti rispetto alla gara con la Dinamo Kiev. Quella di stasera poteva essere una partita diversa, più facile, basta pensare alla traversa colpita da Vieira e alle altre giocate che abbiamo costruito, poi dopo il gol avversario abbiamo avuto un po' di pressione in più e il loro gioco ci ha lasciato in dubbio fino alla fine".
Inter-Catania ha ritrovato tra i titolari Ivan Ramiro Cordoba: "Ivan era molto preparato per giocare, ho deciso di far riposare Samuel, così come ho fatto con Stankovic perché anche Vieira sta attraversando un momento nel quale ha molta fiducia nel suo gioco. Forse con il Palermo cambieremo due o tre interpreti in campo, ma vedremo".
Poi, un giudizio sulle prestazione di alcuni singoli nerazzurri: "Balotelli? Ha fatto meglio stasera che nell'intera settimana di allenamento, ma sono soddisfatto della squadra e dei tre punti che sono molto importanti. Coma ha reagito alle mie parole? Non ha reagito. Chivu sta molto bene, fisicamente è molto forte, ha disputato le ultime partite in un modo che mi è molto piaciuto, difensivamente è molto bravo, in fase di costruzione di gioco dà il suo contributo. Vieira sta lavorando bene, non ha avuto infortuni in questo periodo, non è un giocatore con grande velocità, ma sa sfruttare le sue occasioni. In questo momento è davvero un'opzione per noi. Sneijder dovrebbe dar qualcosa in più in difesa? Io voglio che occupi la sua posizione e che non si preoccupi di altro. Lo voglio perché alimenti il gioco offensivo della mia squadra, fa tutto molto bene, il tempo di passaggio e tutto il resto".
Infine, un confronto tra le squadre che hanno avuto Mourinho come allenatore e il loro rapporto con la Champions League: "Il Porto era una squadra molto giovane, in grado di giocare senza problemi tre partite senza problemi. Il Chelsea è la squadra più forte del mondo dal punto di vista fisico, il loro giocatore più basso è alto 1.81 centimetri. l'Inter è una squadra un pochino diversa: abbiamo interpreti con un altro profilo, alcuni nostri giocatori fanno fatica a giocar con tanta frequenza. Per questo nei prossimi turni di campionato potrò decidere di rinunciare a qualcuno di loro che è fondamentale nel gioco nerazzurro per poterlo avere a disposizione per le gare europee".
Mou: "Milan, a Madrid risultato storico. Come la vittoria dello Zurigo"
di Marco Spinelli
fonte fcinternews.it
Non delude neanche alla vigilia di Inter-Catania Josè Mourinho, durante la tradizionale conferenza stampa pre-gara. Il tecnico portoghese chiude la saracinesca sulla partita di Kiev e sottolinea l'importanza di concentrarsi sul campionato: "Non voglio parlare della Champions, i miei giocatori non ci stanno pensando perché quello che conta è la partita contro il Catania. Dico solo che il nostro girone è il più difficile ed equilibrato, ma comunque abbiamo possibilità di qualificarci. Poi, quello che dicono gli altri non mi interessa, penso solo a quello che dico io". Il Catania, dunque, contro cui non ci sarà il prevedibile turn over: "Vincere in campionato è importante, anche se manca tanto, tantissimo alla fine, è sempre meglio stare davanti. Abbiamo due partite in casa ma non sono più facili rispetto a giocare in trasferta. Domani riposerà solo Samuel, Cambiasso, Milito e Motta non sono in condizione ma spero di convocarli per giovedì. Avrei sperato di concedere a Milito una ventina di minuti, ma mi è stato detto che era meglio evitarlo. Eto'o sta molto meglio, non al cento per cento, ma se è riuscito a restare in campo contro la Dinamo in condizioni veramente difficili, domani andrà ancora meglio. Non ho ancora deciso se utilizzerò il rombo, non so come giocherà il Catania, né gli avversari sanno come giocherò io. Penso che svelerò agli stessi giocatori la formazione solo poco più di un'ora prima dell'inizio della partita".
Dalle parole di Mourinho si può intuire il probabile utilizzo di Santon e Balotelli, giocatori che, a quanto si dice, Moratti vorrebbe vedere sempre in campo: "Il presidente può dire quello che vuole, ho il massimo rispetto per lui. Balotelli ha giocato alla grande a Genova, ma questa settimana in allenamento è stato discontinuo, però non ho opzioni e deve giocare. Penso sia un problema generazionale, ne ho parlato con il tecnico della Primavera, oggi i giovani sono fatti così ovunque, non solo in Italia. Ho parlato con Santon, mi è sembrato lucido e chiaro". Laconico il tecnico dell'Inter quando gli viene fatta notare la circolazioni di voci su un suo passaggio al Liverpool, che lui definisce invece "impossibile". Tornando alla serata di Champions League e stuzzicato sui risultati delle altre squadre, Mourinho ha inviato una frecciatina ai cugini rossoneri: "Non mi aspettavo la sconfitta del Barcellona, mi ha molto sorpreso. Sono invece contento per la vittoria del Milan al Bernabeu, un risultato storico così come storica è stata la vittoria dello Zurigo a San Siro nella giornata precedente...".
Luis Suarez duro: "Mourinho non può dare carattere a chi non ne ha"
di Marco Spinelli
fonte Corriere dello Sport
Luis Suarez prova a spiegare i mali europei dell'Inter indicando i giocatori nerazzurri come primi responsabili. Secondo l'ex centrocampista, intervistato dal Corriere dello Sport gli elementi della rosa interista non hanno infatti la personalità giusta per potersi imporre in campo così come nello spogliatoio, e il risultato è che l'Inter non riesce mai ad intimorire gli avversari: "Il primo particolare che balza all'occhio è che i giocatori avversari non sembrano mai il timore di affrontare l'Inter; questo succedeva anni fa e succede ancora adesso, nonostante gli scudetti vinti. Evidentemente, pur con tutti gli elementi che si sono succeduti in questi anni, chi è arrivato non aveva e non ha la personalità necessaria per fare la differenza in campo e per imporsi anche all'interno dello spogliatoio".
La critica più dura, però, Suarez la riserva proprio all'allenatore dell'Inter José Mourinho: "Non è un allenatore che può dare il carattere ai suoi calciatori se già loro non lo possiedono...". Parole dure, di chi è soprattutto un tifoso nerazzurro e soffre nel vedere la squadra soffrire così tanto in una competizione in cui lui stesso ha trionfato, anche se tanto tempo fa.
Davide Santon pensa al primo gol in A: "Magari sarà contro il Catania"
Di Marco Spinelli
Fonte: FC Inter news
Non ha giocato, ma ha visto i suoi compagni lottare per riuscire a riequilibrare un risultato non soddisfacente. Davide Santon, intervistato da Sky, legge la partita pareggiata contro la Dinamo Kiev: "Penso che sia stata difficile, perché loro secondo me ha giocato una partita bellissima. Noi abbiamo iniziato un po' male nei primi 20 minuti, però poi abbiamo reagito nel modo migliore. Comunque il gruppo a fine match l'ho visto tranquillo, non c'era preoccupazione, sono sicuro che reagirà bene nel match di ritorno. Noi quest'anno puntiamo a vincere lo scudetto, ma allo stesso tempo vogliamo la Champions, che è l'obiettivo più importante, anche se daremo il massimo per vincere tutto". Si parla di un problema di approccio della squadra alla comptizione europea: "In campionato facciamo benissimo da 5 anni. Secondo me non servono tante parole, l'unica che può fare la differenza tra campionato e Champions è la testa. In campionato la squadra va in campo ed è più tranquilla, gioca con maggiore serenità, invece in Europa entra con l'ansia di dover far bene per forza perché 'questo è l'anno buono'".
Contro il Catania ancora albero di Natale, ma con interpreti diversi
Di Spinelli Marco
fonte:FC Inter news
Archiviata per il momento la Champions League, è ora di tuffarsi nuovamente nel clima campionato, che vede i nerazzurri in testa alla classifica. Sabato sera a San Siro verrà il Catania, una partita da vincere per confermare il primato e impedire alle inseguitrici di avvicinarsi, ma soprattutto per scacciare i fantasmi dell'Europa. Già oggi si possono ipotizzare le idee di formazioni di Mourinho, che probabilmente proporrà l'albero di Natale per la terza volta consecutiva, considerando le condizioni non eccezionali di Eto'o e Milito (che siederà in panchina). Ma stavolta ci saranno dei cambiamenti nell'undici titolare. Come anticipato venerdì scorso rientrerà, salvo impevisti, Thiago Motta, che verrà posizionato al fianco di Sneijder e alle spalle di Balotelli, con Stankovic nella posizione di Cambiasso davanti alla difesa.
Spazio ancora a Muntari e, probabilmente, a Vieira in mediana. In difesa, Lucio potrebbe rifiatare in favore di Cordoba, mentre Santon dovrebbe prendere il posto di Chivu a sinistra. Non si esclude che anche Materazzi possa trovare spazio in difesa, se Mourinho decidesse di dare un po' di riposo anche a Samuel.
Prosegue l'allergia alla Champions: contro la Dinamo Kiev è solo 2-2
di Marco Spinelli
fonte fcinternews.it
Continua il mal d’Europa dell’Inter, che colleziona la sua ottava partita consecutiva senza vittorie in Champions League. Mourinho alla vigilia ha detto che anche in caso di mancato successo contro la Dinamo Kiev la qualificazione non sarebbe stata compromessa, ma la sensazione è che questo pareggio interno complichi non poco il prosieguo del girone nerazzurro, soprattutto perché gli ucraini mantengono il prezioso punticino di vantaggio in classifica (alla pari di Barcellona e Rubin). Ne viene fuori un 2-2 che sarebbe anche divertente se non fosse un risultato negativo per l’Inter, colpevole di aver giocato priva di concentrazione buona parte del primo tempo e di essersi anche fatta male da sola. Nessuna sorpresa particolare nell’undici titolare nerazzurro, con la conferma di dieci dei reduci dal trionfo di Genova e l’inserimento del rientrante Samuel Eto’o in attacco al posto dello squalificato Balotelli. Cambiasso ce la fa e prende il suo posto come d’abitudine davanti alla retroguardia. Tre novità invece nella formazione titolare di Gazzaev rispetto a quella sconfitta a Barcellona nel turno precedente. In attacco, per gli ucraini, Milevsky, sostenuto da tre mezze punte tra cui Shevchenko, alla ricerca del 15esimo gol contro i nerazzurri. Fischia l’arbitro Atkinson, inglese.
Se a Genova l’inizio del match è stato da sogno per l’Inter, contro la Dinamo invece assume i contorni di un incubo. Dopo neanche 3 minuti Iarmolenko ben appostato sul secondo palo non trova la porta su azione d’angolo. Due minuti dopo però gli ospiti vanno in vantaggio: punizione dalle retrovie, Zanetti e Stankovic bucano il pallone e Mikhalik si gira bene battendo sul primo palo Julio Cesar. Uno choc che l’Inter fatica a metabolizzare, complice un modulo che, sotto di un gol, non semplifica di certo le manovre offensive e anche a causa di un manto erboso che comincia a scricchiolare al cospetto dei freddi autunnali. Dopo circa un quarto d’ora di nulla, Stankovic cerca la porta dalla distanza, senza però inquadrare la porta. Decisamente più pericolosa la squadra di Gazzaev al 25’: cross di Eremenko e colpo di testa di Shevchenko che sfiora di un millimetro il palo alla destra di Julio Cesar. Scampato l’enorme rischio, l’Inter reagisce punta nell’orgoglio e aumenta i giri del motore. Ancora una volta è Stankovic a cercare la porta sugli sviluppi di un corner, ma Bogusch è ben piazzato e respinge con i pugni.
La Dinamo gioca bene con rapidi palleggi e cambi di fronte, l’Inter invece si affida alle percussioni centrali, non trovando spazio sulle fasce. Paradossalmente il pareggio nerazzurro arriva in contropiede, su azione d’angolo degli ucraini: Sneijder mette in moto Lucio, verticalizzazione per Stankovic che da fuori area punisce l’uscita affrettata del portiere avversario con un tocco preciso. La rete del serbo, l’unico marcatore interista in Europa, sottolinea impietosamente l’inesperienza della difesa di Gazzaev, che invece dal centrocampo in su si esprime ad alti livelli. Il gol dell’1-1 sembra poter restituire entusiasmo nell’undici di casa, ma al 40’ arriva il manifesto dell’autolesionismo: calcio d’angolo da sinistra e colpo di testa di Lucio che centra la sua porta restituendo il vantaggio agli ospiti e confermando per l’allergia europea dell’Inter. Dopo 3 minuti di recupero il signor Atkinson (che ha ignorato più di un fallo in favore dei padroni di casa) fischia la fine di un primo tempo a dir poco surreale.
Il secondo tempo vede tra i protagonisti anche David Suazo, inserito da Mourinho al posto di Muntari per dare man forte in attacco a Eto’o. Il portoghese decide che è arrivato il momento di abbattere l’albero di Natale e tornare al classico 4-3-1-2, pescando l’unica alternativa che la panchina offre per il reparto offensivo. Non è dato sapere se l’inserimento dell’honduregno abbia davvero fatto bene alla squadra, ma ciò che conta è che al 47’ Samuel sfrutti alla grande il primo corner interista (battuto da Sneijder) e incroci benissimo di testa spedendo il pallone sotto la traversa. Gran gol dell’argentino ed equilibrio ristabilito. Grande occasione per l’Inter al 63’: cross di Chivu dalla sinistra, Eto’o batte al volo dal secondo palo e Bogusch respinge bene d’istinto. Peccato, poteva essere il primo gol del camerunense in Champions con la maglia nerazzurra. Dall’altra parte brivido per i padroni di casa, con Nikolic che si presenta a tu per tu con Julio Cesar ma, disturbato da Lucio, si fa chiudere lo specchio dal portiere brasiliano. I ritmi in campo sono molto alti e gli schemi sembrano più un lusso che una necessità. Merito anche della mentalità offensiva della Dinamo Kiev, che di chiudersi in difesa non ci pensa in alcun modo nonostante il risultato sia positivo. Clamoroso il buco di Lucio al 72’, che libera Shevchenko solo verso la porta: per fortuna dell’Inter però l’attaccante tira fuori da una posizione che imponeva ben altra conclusione.
L’ex milanista prova a riscattarsi pochi minuti dopo su punizione, ma trova la respinta di Julio Cesar. L’Inter è stanca, la Dinamo Kiev invece ha ancora energie e si vede,però è Eto’o a cercare la via del gol all’80’, m la sua conclusione è strozzata e viene bloccata a terra dal portiere. Il 3-2 sembra cosa fatta all’85’, dopo una grande azione di Zanetti sulla destra, con palla in mezzo per Suazo che tira incredibilmente fuori quando San Siro era già pronta a esultare. Errore imperdonabile per l’honduregno. Mourinho tenta il tutto per tutto e inserisce Materazzi e Vieira per sfruttare le mischie dentro l’area. Siamo all’assalto all’arma bianca, anche se gli ospiti sono bravi a tenere lontano il pallone dalla propria area. L’ultima emozione è il gol giustamente annullato per fuorigioco a Suazo, prima del triplice fischio finale che sancisce l’ennesima delusione europea dell’Inter. Ora non resta che vincere sempre, magari anche a Barcellona. Il Rubin ci è riuscito, provarci sarà un dovere oltre che una necessità.
Mourinho non si nasconde: "Non siamo all'inferno, ma ora è difficile
di Marco Spinelli
fonte fcinternews.it
La sua Inter continua a stentare in Europa, e dopo il pari con la Dinamo Kiev il discorso qualificazione si rende più complicato. Lo nota anche José Mourinho nel dopopartita davanti ai microfoni di Sky Sport: "Ieri avevo detto che dal paradiso all'inferno ci vuole poco; adesso non dico che siamo all'inferno, ma per la qualificazione è veramente difficile. Adesso sarà importante andare a Kiev per vincere. Anche se sono convinto che lì per noi potrà essere una partita più facile. Dobbiamo fare sei punti se vogliamo qualificarci". Il rimprovero maggiore che fa alla squadra è legato alle troppe disattenzioni: "Non penso che l'atteggiamento della squadra non è stato buono. E' vero però che abbiamo avuto troppa poca concentrazione sulle palle inattive. I gol che abbiamo preso sono frutto di disattenzioni. Siamo stati anche sfortunati, Lucio è stato sfortunato nonostante avesse giocato sempre bene finora. Samuel non era al top.
E' vero che abbiamo segnato 5 gol a Genova ma la Champions non è il campionato, sono due competizioni diverse, con avversarie diverse, stili di gioco diversi. Questo girone è molto equilibrato e non è una scusa, insieme a quello della Fiorentina abbiamo il girone più difficile".
Non particolarmente brillante è stato Samuel Eto'o, al rientro. Di lui Mou dice: "Non voglio cercare scuse, ma Samuel non stava bene, si è sacrificato per non lasciare la squadra senza centravanti. Nella ripresa ho inserito Suazo, che non è stato fortunato. Se avessimo avuto più fortuna avremmo potuto vincere".
Moratti: "Avevamo bisogno di uno come Sneijder, ma bravi tutti"
Di Marco Spinelli
fonte fcinternews.it
Il giorno dopo il pokerissimo messo a segno a Marassi contro il temibile Genoa, il presidente Massimo Moratti non nasconde la propria soddisfazione. Oltre alla prestazione della squadra nella sua coralità, il numero uno di Corso Vittorio Emanuele tiene a elogiare soprattutto le prestazioni di alcuni giocatori, in primis il nuovo arrivato Wesley Sneijder, strepitoso contro i rossoblù: "E' un giocatore dotato di intelligenza, si muove bene e serve ai compagni il pallone al momento giu sto. Sì, c'era bisogno di un ele mento del genere. Però voglio sottolineare che nel complesso tutta l'In ter è stata impeccabile a Genova. Zanetti da quindici anni gioca la stessa partita, Cambiasso ci mette ani ma e dedizione, Balotelli ha di mostrato di poter reggere a que sti livelli. Poi Stankovic, che sta dimostrando di essere in gran forma e concentrato al massimo sugli obiettivi. Fossi stato allo stadio avrei apprezzato ancora di più la sua prodezza. Voglio ringraziare anche Preziosi per avermi invitato, tra di noi c'è molta stima. Nel complesso, insomma, un applauso per tutti".
Un bravo anche a Josè Mourinho, che ha indovinato la tattica giusta nonostante le assenze: "Mi aveva anticipato di voler puntare su questa idea dell'unica punta, parlando anche di allenamenti spettacolari in settimana. D'ora in poi potrà sicuramente rappresentare una freccia in più nel nostro arco. Senza Milito ed Eto'o non era facile trovare una soluzione". Moratti, sulle ali dell'entusiasmo, pensa anche alla Champions League, ma guarda oltre l'ostacolo Dinamo Kiev: "Giocando così possiamo vincere persino a Barcellona. Il gioco che ho visto sabato, le invenzioni dei singoli, ma soprattutto il grande spirito di coesione che ha mostrato la squadra mi fanno ben sperare.Bisogna quanto meno pensare di potercela fare, questo lo pretenderei".
Mourinho convoca Eto'o: "Ho una piccola speranza anche per Milito"
Di Marco Spinelli
fonte:fcinternews.it
Genova è alle spalle, ora bisogna concentrarsi sulla Champions League perché la Dinamo Kiev non farà sconti. Nonostante ciò, non sarà il match di domani sera a decidere l’esito del girone F: “Inter-Dinamo Kiev non sarà una gara decisiva perché mancano ancora quattro gare e 12 punti per concludere il girone. Quella di domani sarà senza dubbio una partita importante perché potrà regalare più tranquillità o più pressione a seconda del risultato, ma non sarà l'ultima del girone. Veniamo dal successo contro il Genoa, ma non si possono trarre indicazioni da quella vittoria. Il miglior modo per preparare la gara contro la Dinamo Kiev era avere dei momenti di gioia, momenti che i giocatori hanno provato grazie a quella vittoria, conquistata soprattutto grazie allo spirito della squadra".
Uno dei problemi più seri sarà la formazione da schierare, e in tal senso non ci sono certezze: “Ieri Eto’o e Cambiasso hanno svolto lavoro individuale – ha spiegato Mou -. Oggi non potranno allenarsi ma cercheremo di capire se domani saranno disponibili. Samuel comunque verrà convocato. Stamattina abbiamo avuto la sensazione che per Milito ci possa essere una piccola possibilità, non è così invece per Thiago Motta, che non vogliamo rischiare in un momento in cui il suo ruolo può essere coperto da altri giocatori. Motta tornerà di certo contro il Catania”. Tornando agli aspetti tecnici della partita contro la Dinamo Kiev, Mourinho trae spunto dalle parole di Muntari: “Sulley ha detto una cosa molto semplice e assolutamente vera: la Champions è una competizione di campioni, abbiamo affrontato quelli di Spagna, quelli di Russia e ora affronteremo quelli di Ucraina. Metà della loro squadra gioca in nazionale e gli altri hanno grandi qualità. La Dinamo è in testa al suo campionato e ha perso solo contro il Barcellona, quando avrebbe potuto segnare in qualsiasi momento. È una squadra che ha tutto: struttura fisica, grandissima organizzazione, un allenatore di grande qualità e esperienza, velocità sulle fasce e in attacco i due migliori centravanti dell'Ucraina. Noi, faremo di tutto per far bene con la consapevolezza che nel calcio bastano pochi istanti per passare dal paradiso all'inferno. L'ho detto anche ai miei giocatori".
La conclusione è dedicata all’appello ai tifosi perché vengano allo stadio per sostenere la squadra, come hanno fatto prima Zanetti e Stankovic: "So che per un tifoso non è facile acquistare un biglietto per ogni partita dell’Inter, ma so anche che la società ha dimezzato i prezzi dei prossimi due impegni interni e spero che chi è al Meazza possa dare il suo contributo alla squadra, perché lo merita. Abbiamo giocato finora 11 partite contro squadre diverse e abbiamo sempre fatto bene”.
Genoa-Inter: 0-5, dominio nerazzurro
di Marco Spinelli
fonte:inter.it
GENOVA - Allo stadio 'Luigi Ferraris', Inter batte Genoa 5-0 nell'anticipo valido per l'8^ giornata della Serie A Tim 2009-2010.
La gara si subito viva grazie alla rete prima rete stagionale di Esteban Cambiasso che, dopo 6 minuti dal fischio d'inizio, porta i nerazzurri in vantaggio prima che anche Mario Balotelli inauguri le sue marcature, siglando il raddoppio al 31'. Ma è Dejan Stankovic, sul finale del primo tempo, a lasciare il pubblico senza parole con un destro al volo dalla metà campo direttamente dal rinvio di Amelia. Nella ripresa, l'Inter ribadisce la su forza di squadra e lo fa con le reti di Vieira e Maicon.
PRIMO TEMPO - Con Milito ed Eto'o out per infortunio, José Mourinho è costretto a cambiare l'attacco nerazzurro e stasera, per affrontare il Genoa, schiera Mario Balotelli come unica punta davanti alla coppia Stankovic-Sneijder. Assente anche Thiago Motta, il centrocampo è affidato a Zanetti, Muntari e Cambiasso, mentre - davanti a Julio Cesar - i quattro della difesa sono Maicon, Lucio, Samuel e Chivu.
Gasperini recupera Biava in difesa ma rinuncia a Rossi: dentro Papastathopoulos.
L'Inter batte il calcio d'inizio, ma al minuto 4 è il Genoa a guadagnare una punizione da circa 30 metri per un fallo di Muntari su Floccari; sugli sviluppi un contatto in area tra Stankovic e Floccari genera proteste avversarie, ma Morganti vede bene e lascia correre.
Al 6° minuto nerazzurri in vantaggio con Cambiasso: dalla punizione battuta da Sneijder, Maicon colpisce di testa, il Cuchu aggancia il pallone e in girata batte Amelia per l'1-0, realizzando il primo gol della stagione. È Dejan Stankovic il mattatore del gioco nerazzurro nei minuti successivi: al 13', servito da Sneijder, sfiora il raddoppio con un diagonale dal limite a lato di un soffio; al 16', pesca il cross di Maicon sul secondo palo, colpisce di testa ma ancora il pallone non vuole entrare in rete; l'altra chance arriva al minuto 18, con un tiro al volo dall'interno dell'are su cross di Sneijder.
È un'Inter inarrestabile quella in campo al 'Ferraris' come inarrestabile, al minuto 31, è Mario Balotelli che, servito da Sneijder, prende Amelia in controtempo e, di prima intenzione con un gran destro, firma il raddoppio nerazzurro; anche per l'attaccante diciannovenne, prima rete stagionale.
Il Genoa prova a reagire, ma il gol realizzato al 40' da Milanetto è annullato per il fuorigioco del centrocampista che oltrepassa la posizione di Chivu, ultimo uomo.
In pieno recupero, Stankovic compie una vera e propria magia a 54 metri dalla porta avversaria: sul rinvio di Amelia, il drago nerazzurro arpiona il pallone dalla metà campo e al volo rispedisce palla al mittente beffando il portiere che prova a rincorrere
Dopo 4 minuti di recupero, il primo tempo di Genoa-Inter si chiude sullo 0-3.
SECONDO TEMPO - Nella ripresa, Cambiasso deve lasciare il posto in campo a Patrick Vieira.
Nerazzurri subito pericolosi al 4' con un bell'assist di Zanetti per Balotelli che prova il destro, ma la palla è alta. Mario ci riprova al 12' con un colpo di testa sotto porta, solo l'intervento decisivo di Amelia evita il poker di gol che però arriva inevitabilmente al minuto 22 e porta la firma di Patrick Vieira: il francese lascia il segno e batte Amelia con un tiro da dentro l'area dopo essersi liberato con tenacia dalla marcatura di Modesto. Ma non c'è sosta, l'Inter stasera c'è e si vuol far sentire, lo fa anche con Maicon che è il più lesto a uscire vincente da una mischia in area, sfruttare l'assist di tacco offertagli da Biava e battere ancora una volta Amelia. Julio Cesar entra a far parte della gara al 30', bloccando a terra un sinistro di Palladino da dentro l'area.
Morganti evita ulteriori minuti di recupero. Al 90', Genoa-Inter termina sullo 0-5. Nerazzurri al comando della classifica con 19 punti in classifica.
Sneijder: "Complimenti a tutti"
di Marco Spinelli
fonte: inter.it
GENOVA - 'È stata una grandissima gara, una grande prestazione da parte di tutti'. Queste le prime parole di Wesley Sneijder dopo il successo sul Genoa ai microfoni di Inter Channel. Un grande lavoro quello svolto dal centrocampista olandese tra le linee: 'Ho giocato bene stasera, abbiamo dovuto correre tanto perché i nostri avversari pressavano molto, ma sono contento della posizione che mi è stata affidata in campo, mi piace giocare così vicino ai centrocampisti e agli attaccanti e creare un dialogo con loro. Sono felice, ma adesso dobbiamo rimanere concentrati: martedì abbiamo un altro appuntamento, un'altra gara da interpretare nel migliore dei modi'.
'Stasera abbiamo giocato senza i nostri due attaccanti titolari, abbiamo giocato in una maniera diversa rispetto al solito, ma bisogna fare i complimenti a tutti'.
Zanetti: "Una vittoria verso l'Europa"
di Marco Spinelli
fonte:inter.it
GENOVA - È orgoglioso della sua Inter, capitan Zanetti e non lo nasconde ai microfoni di Inter Channel: 'Non è facile vincere sul campo del 'Ferraris', noi l'abbiamo fatto e l'abbiamo fatto con una grande prestazione. Soprattutto, la cosa importante è aver vinto concedendo così poco ai nostri avversari, non ricordo una loro giocata pericolosa. È stato merito del modulo, non abbiamo dato punti di riferimento al Genoa e abbiamo creato un po' di problemi'.
E per il capitano nerazzurro è ancora tempo di record, questa volta per il numero di partite consecutive disputate, 114 (ultimo stop, il 25 ottobre del 2006): 'Per me è una cosa molto importante, ci tengo tantissimo a poter dare il mio contributo in campo. Spero di continuare a esserci il più a lungo possibile'. Un'altra gara in campo e Javier Zanetti raggiungerà il numero di presenze del grande Giacinto Facchetti : 'Manca poco, ma raggiungere un mito come Giacinto è motivo di orgoglio'.
Infine, Zanetti chiude con una certezza: "Ora guardiamo avanti, c'è l'Europa e la Dinamo Kiev ci aspetta. Il miglior modo per arrivare alla partita di martedì era vincere stasera'. Parola di capitano.
Inter tritatutto a Genova: cinque gol per ristabilire il proprio dominio
di Marco Spinelli
fonte:fcinternews.it
I timori della vigilia, provocati anche dalle assenze dei vari Eto’o, Milito e Thiago Motta, sono stati spazzati via da una grandissima Inter, che ha divorato in un sol boccone il Genoa con un eloquente 5-0 a domicilio. Successo meritatissimo, inappuntabile la prestazione degli uomini di Mourinho che hanno colpito al momento giusto e hanno controllato con tranquillità il pericoloso attacco rossoblù. Una prova autoritaria che rappresenta un chiaro messaggio al campionato: i campioni d’Italia non hanno intenzione di concedere nulla a chi ha velleità di strappar loro il tricolore. Non c’è David Suazo, come ipotizzato inizialmente, nell’undici titolare nerazzurro. Mourinho preferisce affidarsi al solo Balotelli in attacco, supportato da Sneijder e Stankovic, con l’obiettivo di coprirsi un po’ di più a centrocampo, frenando di conseguenza sul nascere le iniziative genoane. L’ex di turno Crespo resta in panchina nelle fila rossoblù: Gasperini gli preferisce Floccari nel tridente completato da Sculli e Palladino.
Il Genoa vuole imprimere sin dall’inizio il proprio ritmo, spingendo in particolare sulle fasce, ma come nelle ultime due trasferte a Marassi contro il Grifone l’Inter sblocca il risultato in apertura di incontro: Cambiasso è bravissimo a sfruttare un pallone vagante in area e a calciarlo verso la porta dove Amelia, complice anche una deviazione di Modesto nella tonnara, non può intervenire. Quasi come una belva ferita, il Genoa reagisce e cerca di avvolgere la retroguardia nerazzurra con rapide verticalizzazioni e cambi di fronte, rischiando però lo 0-2 al 13’: Sneijder verticalizza per Stankovic che prova a incrociare sull’uscita di Amelia, sfiorando il palo sulla sinistra. Pochi minuti dopo, ancora su cross di Maicon, il serbo non trova la porta di testa da buona posizione. Sul rettangolo di gioco non mancano gli scontri e il taccuino dei cattivi di Morganti si riempie con i nomi di Balotelli, Modesto e Stankovic nel giro di pochi minuti. L’attaccante, in particolare, viene subito preso di mira dai cori dei tifosi di casa senza però offese di matrice razzista.
La risposta di SuperMario però è da fuoriclasse: Zanetti ruba palla a Zapater, Sneijder serve Balotelli che da destra infila Amelia sul palo lontano per il 2-0 nerazzurro. Praticità allo stato puro, non c’è che dire e, soprattutto, primo gol per Balotelli in questa stagione, con tanto di gioia contenuta supportata dall’abbraccio avvolgente dei compagni. Al 41’ Milanetto va in gol, ma prima di battere Julio Cesar scatta sul filo del fuorigioco e Morganti annulla. Una questione di centimetri. Nel finale accada l’incredibile: Amelia sbaglia il rinvio e Dejan Stankovic, da centrocampo e al volo, scaraventa la palla in fondo al sacco lasciando attonito Marassi. Un gol da favola, di quelli che fanno il giro del mondo e, soprattutto, stenderebbe qualsiasi avversario moralmente. Il 3-0, con cui si conclude il primo tempo, scatena una minirissa che viene sedata a fatica e termina con l’espulsione di Scarpi, portiere di riserva del Genoa.
Nella ripresa accade quanto preventivabile: i rossoblù tentano di abbozzare una reazione d’orgoglio, ma la difesa dell’Inter non cede di un centimetro e allontana ogni possibile minaccia a Julio Cesar. Tant’è che dopo una ventina di minuti di controllo del gioco, gli ospiti firmano il poker. Sneijder, ancora lui, pesca il taglio di Vieira (entrato a inizio secondo tempo al posto di Cambiasso) che, dopo aver resistito a una carica avversaria, batte Amelia con un sinistro forte a sufficienza da piegare le dita del portiere ex Palermo. Un tripudio nerazzurro a Marassi, forse la migliore Inter dopo quella ammirata nel derby, ma in condizioni tecniche decisamente più difficili, alla luce delle assenze di tre titolari. Per Vieira una bella iniezione di fiducia dopo la recente freddezza con la società. La grandinata sul Genoa però non è ancora terminata, perché al 71’ Maicon sfrutta un rimpallo favorevole per andare in gol a tu per tu con il povero malcapitato Amelia. Un rotondissimo 5-0 che, a dir la verità, sintetizza perfettamente quanto si è visto in campo, con la squadra di Mourinho letteralmente straripante.
Il match a quel punto non ha più nulla da raccontare e la squadra di Mourinho addormenta ancora di più il clima, forti anche della demoralizzazione degli uomini di Gasperini, sotto choc per un risultato totalmente inaspettato. Gli ingressi di Crespo, Mancini e Cordoba sono gli ultimi segnali di vita di una partita che rischia seriamente di dare la svolta a questo campionato: un 5-0 a domicilio contro una delle migliori squadre della Serie A non può che mettere in soggezione qualunque pretendente al tricolore. Oltre ai 3 punti, inoltre, Mourinho recupera psicologicamente gente come Balotelli, Vieira e Muntari, che alla lunga potranno essere fondamentali per il prosieguo della stagione e, in primis, per la partita di martedì in Champions League contro la Dinamo Kiev. Intanto, però, prima di pensare al prossimo impegno è giusto godersi la prestazione eccezionale di un’Inter finalmente da applausi scroscianti.
Mourinho: "Squadra fantastica, ma sono solo 3 punti. Balo, grande gara"
di Marco Spinelli
fonte: fcinternews.it
Il trionfo contro il Genoa è stata un'opera d'arte, costruita al meglio da Josè Mourinho, tecnico dell'Inter che dopo i 5 gol rifilati al Genoa si è concesso come abitualmente ai microfoni di Sky per commentare la gara, visibilmente soddisfatto con un sorriso mostrato poche volte: "Oggi abbiamo giocato da squadra una partita fantastica, uno spettacolo, ma voglio ricordare che sono solo tre punti, voliamo basso, nulla di più di tre semplici, ma importantissimi punti. Voglio sottolineare, da allenatore, la partita del gruppo, non solo dei singoli, anche se gente come Stankovic e Balotelli ha compiuto una partita stupenda. Perchè ho detto 'sei perfetto' a Balotelli? Mario oggi è stato bravissimo, ha fatto una grande gara, è stato punto di riferimento in avanti e ha fatto un grandissimo lavoro anche in profondità ed in appoggio al centrocampo, davvero ottimo. Insomma, abbiamo ottenuto una vittoria che ci carica e che ci dà forza, una vittoria che farà molto piacere alla nostra gente e che rattristerà i tifosi del Genoa e qualcuno che tifa contro di me... La qualità del gioco in chiave europea? In campionato abbiamo giocato 8 gare finora: stasera è stato il top? A mio avviso sì. Contro il Milan è stato il top? A mio avviso sì. Contro il Napoli è stato il top? A mio avviso sì. (Massimo Mauro contraddice il tecnico poichè a suo avviso mancava la qualità del gioco in determinate gare, ndr) Massimo, tu ti senti un fenomeno, sei pagato per parlare di noi ma non significa che tu sappia più di noi, tu sei uno di quelli che fa fatica a tifare per me. Mi toccherà fare nuovamente il lavoro con Ilaria d'Amico... (ironico, ndr).
Milito ed Eto'o se li avessi tenuti fuori comunque? Sono sincero, se Milito ed Eto'o erano a disposizione avrei giocato con loro, ma dal momento che sapevamo che non li avremmo avuto abbiamo pensato di giocare così, con un centrocampo chiuso pronto ad allargarsi con Zanetti e Muntari che coprivano anche sui loro esterni, poi Stankovic e Sneijder che sono stati bravissimi, inserimenti e colpi intelligenti davvero fantastici, la squadra ha giocato molto bene. Io voglio sottolineare che questa squadra ha giocato benissimo, non me la sento di parlare dei singoli, siamo veramente molto felici però siamo tranquilli allo stesso tempo, sappiamo che un risultato così capita solo una volta, abbiamo vinto contro una grande squadra che non perde quasi mai in casa, usciamo da qui con una grande partita ed un risultato fantastico che però non è normale. Vorrei però sottolineare il comportamento dei tifosi del Genoa, sono stati fantastici, il bello del calcio è questo, ma vanno elogiati anche i nostri tifosi, che erano in pochi ma sono stati bravissimi, un grosso abbraccio anche a loro. Quale squadra stimo di più tra le inseguitrici? Io quando noi eravamo indietro mi chiedevano se volevo stare avanti o dietro, ma ora che siamo davanti non penso alle altre, siamo in ottobre, manca davvero tanto, guardo a tutte le squadre, non mi interessa che il Milan e la Roma sono parecchi punti dietro, che la Juve è a -4, ma rispetto tutte queste squadra, ma il pareggio della Fiorentina a Torino non è uno scandalo, è un'ottima squadra così come l'Udinese che era venuta a San Siro, così come Palermo e Sampdoria, altre ottime squadre. Milito e Motta non ci saranno contro la Dinamo Kiev, non avremo Balotelli anche se avevamo bisogno di lui perchè è squalificato, Eto'o però pensiamo che con sacrificio potrà farcela".
Ricardo Quaresma, Amantino Mancini e la sera da "mancati" ex
di Marco Spinelli
fonte: fcinternews.it
Due giocatori, due squadre, un destino comune: domani, a Marassi, tra Genoa e Inter sarà una sfida davvero particolare: al di là dei tanti motivi di interesse insiti in una partita di sicuro richiamo tra due squadre al momento nei piani alti della Serie A, la partita suscitava alla vigilia grande attrazione anche perché sarebbe stata la serata del grande ritorno a Marassi, da avversari, di due giocatori che l'anno scorso fecero le fortune della squadra di Gasperini, e che ora difendono i colori nerazzurri, ovvero Diego Milito e Thiago Motta. Ma purtroppo, gli infortuni patiti terranno fuori gioco entrambi. Per cui, di grande ex, sul fronte opposto, rimane Hernan Crespo, ora genoano. Ma la gara di domani sarà anche la sfida degli "ex mancati": parliamo di Ricardo Quaresma e Amantino Mancini, da due anni all'Inter ma che quest'estate sono stati a un passo dal trasferirsi all'ombra della Lanterna.
Due giocatori, un destino comune, anche se sviluppatosi in tempi e modi diversi: la storia di due giocatori che l'anno scorso hanno rappresentato i pezzi pregiati del mercato nerazzurro, ma che alla fine hanno deluso, al punto da essere inseriti, nel giro di una sola estate, nella lista dei cedibili. Il primo che si è visto le valigie fatte sulla porta di Appiano Gentile, è stato il portoghese, voluto fortemente da Mourinho ma poi diventato protagonista di un'annata da dimenticare, tra Inter e Chelsea dove fu girato in prestito a gennaio. L'affare per portare Milito e Motta all'Inter è stato imbastito già da tempo, quando gli uomini di mercato nerazzurri hanno deciso di inserire, tra le contropartite da offrire al Genoa, anche Quaresma. Preziosi e Gasperini sono pronti ad accoglierlo, il modulo usato al Genoa sarebbe l'ideale per rilanciarne le quotazioni, tutto sembrava fatto, ma poi, lo stop improvviso: il "Trivela" punta i piedi, rifiuta il passaggio al Grifone, dicendosi convinto di poter ancora dimostrare il suo valore all'Inter. In casa Inter ne prendono atto, Mou si convince a dargli questa nuova chance, ma il risultato non è quello sperato. Quaresma non riesce proprio a sbloccarsi, e ormai il suo tempo all'Inter sembra passato. E proprio oggi, anche Enrico Preziosi, presidente del Genoa, gli ha sbarrato definitivamente le porte, rimproverandogli il rifiuto di quest'estate.
Altra storia, ma stesso finale, per Amantino Mancini, arrivato dalla Roma anche lui solo un'estate fa: lui sì intenzionato ad andare via dall'Inter dopo un anno grigio, e lui sì ben disposto, sebbene non dal principio (prima sognava restare, poi sognava un ritorno in giallorosso), ad accettare il trasferimento in rossoblu. Ultimo giorno di mercato, anzi, ultimissimi minuti: tutto sembra fatto, l'accordo c'è, mancava solo l'ufficialità, poi, ecco sul gong la notizia: salta tutto, per volontà di José Mourinho. L'allenatore dell'Inter pone il suo veto al trasferimento, essendo convinto e avendo convinto il giocatore di poter essere ancora utile alla causa interista. Il Genoa rimane così ancora a bocca asciutta, mentre Mancini, così come Quaresma, in queste prime battute di stagione fa poco o nulla per ripagare la fiducia del tecnico. Eccola, quindi, la storia di questi due ex mancati: accomunati, come detto, da questo insolito destino, e che domani vivranno entrambi un'insolita serata da "potenziali ex", col rischio di non poterla nemmeno giocare sul campo...
Appiano: Krhin, Santon e Sneijder in gruppo
di Marco Spinelli
fonte: inter.it
APPIANO GENTILE - Oggi, al centro sportivo "Angelo Moratti", penultimo allenamento della squadra prima dell'impegno di sabato, 17 ottobre '09, allo stadio "Luigi Ferraris" in Marassi contro il Genoa (ore 20,45). Rientrati dagli impegni con le nazionali, Rene Krhin, Davide Santon e Wesley Sneijder hanno lavorato con il gruppo che, dopo il riscaldamento, ha svolto esercitazioni sullo sviluppo del gioco offensivo-difensivo e sulla costruzione del gioco. La seduta si è conclusa con alcune partitelle a tema. Sono ritornati a lavorare con i compagni Dejan Stankovic e Patrick Vieira (che ieri avevano usufruito di un giorno di riposo), Marco Materazzi e Paolo Orlandoni (ieri impegnani allo Stelvio in rappresentanza della squadra per l'evento Pirelli). Anche oggi, cinque ragazzi della Primavera hanno lavorato con José Mourinho: i difensori Nemanja Mitrovic ('92), Cristiano Biraghi ('92) e Marek Kisela ('92); il centrocampista Milan Jirasek ('92); l'attaccante Alan Stevanovic ('91). Doppio allenamento specifico individuale per Thiago Motta: in mattinata potenziamento settoriale in palestra; nel pomeriggio, invece, seduta sul campo con riscaldamento, esercitazioni tecniche coordinative con e senza palla, rapidità, tecnica in velocità. Terapie e fisioterapia per Samuel Eto'o. Terapie per Joel Obi. Per Diego Milito riposo programmato lungo il percorso di recupero. Sono attesi per domani i rientri in Italia di Ivan Ramiro Cordoba, Julio Cesar, Maicon e David Suazo che sono stati impegnati, nelle gare di qualificazione al Mondiale 2010, rispettivamente con Colombia, Brasile e Honduras.
Mourinho a 360°: "Sono un bauscia".
di Marco Spinelli
fonte: fcinternews.it
Josè Mourinho non si smentisce mai. Ospite di Inter Channel, il tecnico portoghese ha voluto regalare ai tifosi nerazzurri alcune delle sue chicche dialettiche, che stasera sono andate poi in onda su Inter Channel dalle 21.Ecco alcune perle dell'intervista, partendo da un termine ben preciso: 'bauscia': "Certo che so cosa significa, è dialetto milanese. Sì, credo di essere un bauscia, di sicuro i tifosi sanno che per il mio club dò tutto, così come per la mia squadra e anche per loro. Non posso essere diverso, sono fatto così, non saprei lavorare in altro modo".
Altro argomento, Esteban Cambiasso, giocatore insostituibile per l'Inter: "Ce ne vorrebbero due, uno davanti alla difesa e uno più avanzato di dieci metri, ma non chiedetemi di parlare di mercato perché altrimenti domani i giornali dicono che l'Inter compra questo o quel giocatore". A proposito di Inter, Mourinho fa i complimenti alla società per la realizzazione dei campi ad Appiano Gentile: "Ci sono vittorie della squadra e vittorie della società. Questa è stata una vittoria del club e tengo a ringraziare tutti coloro che hanno lavorato alla realizzazione di questo progetto".
Ecco di seguito domande e risposte tra i tifosi dell'Inter e il tecnico nerazzurro:
Diamo una formazione: Julio Cesar; Maicon, Samuel, Lucio, Zanetti; Cambiasso, Thiago Motta, Sneijder; Balotelli, Milito, Eto'o: è impensabile un undici come questo, troppo squilibrato?
"L'equilibrio o lo squilibrio è dettato dalle caratteristiche dei giocatori schierati in campo. Un 4-3-3 è un sistema tattico molto simmetrico ed equilibrato però, affinché risulti davvero efficace, occorre che tutti lavorino seguendo un principio collettivo e inoltre devono saper tutti dare il proprio contributo in fase difensiva".
Il parere di Mourinho su Jonathan Biabiany, Renè Krhin e Andrea Poli.
"Da quando sono all'Inter ho imparato a parlare solo dei miei giocatori perchè se parlo di qualcun'altro, il giorno dopo si scriverà che è un giocatore che piace a Mourinho, che piace all'Inter e che la società vorrebbe acquistare. Per questo non parlo nè di Biabiany nè di Poli.
Di Krhin, invece, posso dire che ha esattamente tutto quello che mi piace vedere in un ragazzo di 18 anni: è molto serio, un professionista, super concentrato sul lavoro, ha grande ambizione, grande disciplina propria e, chiaramente, ha grande talento. Per tutte queste ragioni ha già giocato una partita con l'Inter durante la sua prima stagione in prima squadra, una gara di responsabilità perchè si trattava di una gara di Serie A, è stato anche a disposizione in panchina in una gara di Champions League e continuerà a giocare. Gli auguro un grande futuro soprattutto perchè, ripeto, le caratteristiche della sua personalità sono quelle che ogni giovane calciatore dovrebbe avere".
Un papà scrive per conto del figlio che ha 13 anni ed è milanista. Chiede se Mourinho potrebbe adottarlo...
"Questo è ovviamente uno scherzo, ma nella mia ridotta vita sociale mi è già capitato che un tifoso milanista o juventino esprima approvazione per il nostro modo di lavorare e per la nostra personalità e questo ovviamentre fa piacere. Sicuramente questo bambino, come tutti noi d'altronde, non cambierà mai squadra perchè la fede di un bambino non si deve mai cambiare, però se tifa Milan con rispetto per gli interisti è ovvio che faccia piacere".
Quanto conta l'apporto dei tifosi durante una gara?
"Per me non conta assolutamente nulla: io non gioco, sono in panchina, penso, analizzo e cerco sempre di rimanere isolato da quello che succede nello stadio. Io ho occhi solo per la partita, ma ai giocatori fa una differenza incredibile. L'appoggio dei tifosi può far si che la squadra giochi con 12 uomini in campo, la mancanza di appoggio può far sì che si giochi in 10. È davvero molto, molto importante. Per la fiducia e l'autostima di un giocatore, l'appoggio della tifoseria è fondamentale".
Mourinho ritiene giusto che l'Inter abbia uno stadio di proprietà?
"È difficile rispondere a questa domanda perchè è anche un tema che confina con questioni societarie ed economiche. Sono tanti gli aspetti che entrano in discussione in quest'argomento, dal punto di vista sportivo credo sia più importante che una squadra si senta davvero a casa e questo può avvenire sia se lo stadio è di proprietà della società sia che lo sia del comune. Ciò che davvero conta è l'atmosfera che si crea dentro lo stadio e noi, anch'io che sono qui da un anno e qualche mese, posso ricordare alcune partite nelle quali i tifosi interisti a San Siro hanno davvero fatto la differenza e altre nelle quali c'è stato un atteggiamento negativo nei confornti di qualche giocatore. Se si trova un punto di equilibrio che permetta alla squadra di giocare sempre con un clima positivo, non fa differenza se si gioca all'interno di uno stadio nostro o non nostro perchè sarà comunque nostro".
Perchè alla fine della partita l'Inter va a salutare i propri tifosi sotto la curva?
"Io personalmente come allenatore non credo di doverlo fare. Se vinciamo una gara e la squadra è felice, il palcoscenico è tutto per loro. Io di solito sono sempre il primo a uscire dal campo e dalla panchina dello stadio 'Meazza' è molto facile farlo. È subito dopo una sconfitta che sono io il primo ad andare al centro del campo e l'ultimo ad andare via perchè credo sia giusto in quei momenti prendere su di me le maggiori responsabilità. Mi piace che la squadra in quanto squadra appunto, non solo allo stadio "Meazza" ma soprattutto nelle trasferte, quando magari i tifosi nerazzurri hanno sostenuto lunghi viaggi, magari in pochi, ecco in quelle occasioni mi fa piacere che la squadra vada a salutarli. È un aspetto che dovrebbe far parte della nostra cultura sportiva".
Conosce Luciano Ligabue?
"No, non proprio ma conosco la canzone 'Una vita da mediano' perchè è dedicata a Gabriele Oriali e si vede chiaramente che Luciano è un tifoso interista e conosce a fondo questo mondo".
Un commento su Sulley Muntari.
"È un bravo giocatore, un giocatore utile alla squadra per le sue caratteristiche, che ultimamente ha attraversato un periodo meno positivo durante il quale ha mostrato delle fragilità a livello psicologico e, anche per questo, ha avuto bisogno dell'aiuto del suo allenatore, dei suoi compagni e dei suoi tifosi. Tuttavia, credo che un periodo meno bello degli altri possa capitare".
Ha mai pensato di firmare un contratto a vita con l'Inter?
"(ndr.: sorride) Questa è la realtà: in Inghilterra c'è Arsene Wenger che credo abbia festeggiato il suo quindicesimo anno alla guida dell'Arsenal, nonostante non vinca da sei anni neanche la Curling Cup. Voi credete che se io non dovessi vincere nulla per sei anni consecutivi nell'Inter, il presidente mi permetta di firmare un contratto a vita? (ndr: sorride) Questo non è nella nostra cultura. Il Liverpool con Rafael Benitez non ha mai vinto un campionato eppure lui guida quella stessa squadra da sei anni e continuerà a farlo. Ma, ripeto, questo non è nella nostra cultura, è una mentalità completamente diversa e io per rimanere nell'Inter devo vincere e devo fare bene. Questa è la nostra cultura".
I tifosi sono molto contenti che José Mourinho sia alla guida dell'Inter...
"Io credo che il tifoso capisca che io do tutto per la mia squadra, quindi anche per loro. Non può essere diverso per me: io sono così, non saprei lavorare in modo diverso: se vinciamo, non vinciamo, siamo campioni, non siamo campioni, giochiamo bene, giochiamo meno bene, vinciamo, pareggiamo o perdiamo, i tifosi hanno la sensazione e la garanzia che il proprio allenatore vive quest'Inter con tutto sè stesso e credo che questo crei un aspetto positivo tra me e loro".
Un tifoso rassicura Mourinho: "Chi la critica non lo fa perchè ha un passaporto diverso. Sono solo invidiosi del suo ingaggio".
"Chissà, forse c'è un po' di verità in questo. Mia nonna diceva che il giorno in cui nessuno avrebbe più avuto invidia di me, mi sarei dovuto preoccupare. Forse aveva ragione".
E domani, per tutta l'Inter è un giorno speciale, il perchè lo spiega in chiusura José Mourinho: "Per la prima volta domani ci alleneremo sui nuovi campi. È stato fatto un grande cambio nella struttura del centro sportivo, una grande vittoria della spocietà. A volte le vittorie sono fatte di gol e campionati, ma il fatto che la Primavera possa allenarsi ogni giorno con noi, questa è davvero una grande vittoria. Lavoreremo su due campi paralleli, ci sarà la tribuna per il pubblico quando le sedute saranno aperte a tutti, non avremo più problemi climatici perchè il terreno è protetto. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto e ovviamente la società che è stata la prima a crederci".
Harry Redknapp chiude il caso Muntari: "Mai chiesto a Mourinho"
di Marco Spinelli
fonte: fcinternews.it
Dopo la questione Maicon, in casa Inter si chiude oggi un altro caso legato ad alcune indiscrezioni di mercato, che rischiava di assumere toni anche spinosi: quello legato al ghanese Sulley Muntari. Per diverso tempo, infatti, si è parlato di una possibile partenza del centrocampista, soprattutto dopo l'episodio dei fischi ai quali è stato soggetto da una parte della tifoseria interista al momento della sua uscita dal campo nel match con l'Udinese. E a lungo in Inghilterra il giocatore è stato dato nel mirino in particolare del Tottenham, con l'allenatore degli Spurs, Harry Redknapp, che lo avrebbe fortemente voluto dopo l'esperienza al Portsmouth.
Oggi, invece, a sgonfiare il caso ci pensa lo stesso Redknapp, che, ai microfoni di Sky Sports News, nega apertamente di aver mai chiesto Muntari all'Inter: "Muntari da noi? No, proprio no, io non l'ho mai chiesto. Certo, Sulley mi piace come giocatore, è un top player ma non ho parlato con José Mourinho di lui", le parole del manager del club londinese, che di fatto rendono più salda la posizione di Muntari all'interno della squadra nerazzurra.
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