Visualizzazione post con etichetta Rassegna Stampa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rassegna Stampa. Mostra tutti i post

PAGELLE CAGLIARI-GENOA


DI DAVIDE PAMPANIN

WWW.GOAL.COM

Marchetti 6 Sostanzialmente mai impegnato, viene beffato da due suoi compagni. Sulla punizione di Mesto, la beffarda deviazione di Dessena lo spiazza, costringendolo a raccogliere il pallone in fondo alla rete. Esente da colpe il portiere della Nazionale anche in occasione del raddoppio genoano: la frittata la fa Lopez, l'estremo difensore - coperto - nulla può sul piattone di Floccari.

Canini 7 Schierato nell'inedito ruolo di terzino destro per l'improvvisa assenza di Marzorati, l'ex atalantino non demerita. Nel primo tempo fa fatica a contenere Palladino, ma presidia con autorità la propria fascia di competenza. Nella ripresa, con il Cagliari all'assalto del fortino ligure, si proietta con convinzione in avanti, fornendo un utile supporto al centrocampo nelle fasi cruciali del match. Stoico fino all'ultimo, conclude la propria partita finendo a sportellate con Sculli. Da applausi.

Lopez 4,5 Troppo grave l'errore che rischia di vanificare la rincorsa del Cagliari. Uno svarione non degno di un giocatore che ha alle spalle oltre 400 presenze tra i professionisti: il peso dell'età inizia a farsi sentire, urge trovare il coraggio di fare un passo indietro. Allo stato attuale, Canini e Astori forniscono garanzie decisamente maggiori.

Astori 6 Qualche imprecisione di troppo in una partita comunque sufficiente. Soffre la mancanza di un riferimento offensivo stabile negli avversari, con Floccari che spesso finiva con l'arretrare per favorire l'inserimento dei centrocampisti.

Agostini 6,5 Gara dai due volti. Poco preciso e confusionario in fase offensiva, diventa prezioso nelle concitate battute finali, quando i rossoblù si lanciano generosamente in avanti. Da una sua progressione nasce il rigore poi trasformato da Nenè.

Dessena 5,5 Sfortunato nell'occasione del primo gol genoano, non riesce a fornire un contributo convincente, finendo quasi fagocitato nelle maglie del centrocampo ligure. Meglio in avvio di ripresa, quando pressa con maggior convinzione e si propone con concretezza in area di rigore: coglie un clamoroso palo, col pallone che poi finisce tra i piedi di Biondini per l'1-1.
(dal 65' Lazzari 6,5 La zampata del potenziale campione. Segue Matri, s'inserisce e si dota di una freddezza finlandese per battere Amelia e regalare i tre punti al Cagliari)

Conti 5,5 Ancora lontano dagli standard di rendimento ai quali ha abituato i tifosi rossoblù, coglie una clamorosa traversa alla mezz'ora del primo tempo. Nella ripresa, tanto lavoro oscuro ma un apporto poco consistente alla manovra offensiva.

Biondini 6,5 Riappropriatosi con orgoglio della maglia da titolare, offre una prestazione tutta sostanza, non negandosi qualche ragionata sortita dalle parti di Amelia. Con la voracità del rapace regala l'1-1 alla sua squadra, zittendo con rabbia i fischi piovuti dal settore distinti.

Cossu 7,5 Simply the best. Per il cuore, la voglia, l'impronta che dà a questo Cagliari. Lo trovi ovunque, pure marcato in maniera asfissiante dai centrocampisti della formazione di Gasperini, che gli riserva un trattamento tutto speciale. Nella ripresa, emergono schiumanti la rabbia e l'orgoglio: giocate sempre illuminanti, con tocchi deliziosi e dribbling di gran classe. E il marchio tattico della casa, quello svariare costantemente lungo tutto il fronte offensivo. Manca giusto il gol, cercato in due occasioni senza fortuna; esce stremato, al 90'. Chapeu.
(dal 90' Barone s.v.)

Jeda 6 Tanto fumo, poco arrosto e molte botte. I difensori liguri non risparmiano qualche generosa randellata all'attaccante brasiliano, che è più a contatto con il terreno del Sant'Elia con le terga che con i piedi. La classe, quella, c'è sempre: le sue ripartenze in velocità sono da manuale del calcio, per citare un altro ex goleador carioca. Esce, provato, per lasciare spazio a Matri.
(dal 69' Matri 6,5 Semplicemente perfetto nel calarsi nel match. Si allarga a sinistra, mette in difficoltà Papastathopoulos e Biava e serve il pallone decisivo a Lazzari. Un pieno di morale in vista della gara dell'Olimpico).

Nenè 6,5 Fatica nel primo tempo, sovrastato dai centrali del Genoa. Cresce nella ripresa, contendendo con caparbietà ogni pallone alto ai dirimpettai rossoblù: si presenta con encomiabile coraggio sul dischetto, trasformando chirurgicamente il rigore concesso da Gava.

Allegri 6,5
Diamogliene atto: a Catania lo criticammo per i cambi, che oggi ha azzeccato in pieno. Le manovre correttive apportate nella ripresa sono state decisive ai fini del risultato: coraggiosissimo nell'inserire Matri al posto di Jeda, lasciando in campo per tutti i 90 minuti Nenè.

Arbitro 5,5 Gava sbaglia soprattutto nella distribuzione dei cartellini: Rossi, Moretti e Papastathopoulos - già ammoniti - sono stati più volti risparmiati dal secondo provvedimento disciplinare. Il rigore appare netto, complessivamente le decisioni più importanti sono assunte in maniera corretta.

GENOA Amelia 5,5; Papastathopoulos 5, Moretti 5, Biava 6, Bocchetti 6,5; Rossi 5, Milanetto 5, Juric s.v. (30' p.t. Zapater 6); Palladino 6,5 (36' s.t. Esposito s.v.), Floccari 6,5 (18' s.t. Sculli 5), Mesto 5,5. In panchina: Russo, Modesto, Palacio, Crespo. All: Gasperini 5,5.

La Nuova Sardegna - Allegri esalta la squadra: "Vittoria di carattere"


DI DAVIDE PAMPANIN


Duecento candeline da professionista con tre punti in doppia rimonta come regalo. Massimiliano Allegri festeggia in bellezza. Il “suo” Cagliari ritrova carattere e cuore per rimettere in sesto una partita che il Genoa si era ritrovata spianata da un deviazione involontaria di Dessena. Il tecnico del Cagliari parte da qui, dal primo episodio negativo: «Anche stavolta ci hanno punito dopo un mezzo tiro in porta. Però, sono contento per la reazione dei ragazzi. Siamo rimasti tranquilli, abbiamo ragionato e non ci siamo buttati giù. Questa vittoria l’abbiamo conquistata sul campo».
Pazienza se in sala stampa Gasperini sbraita contro Gava e i suoi collaboratori: «No comment» taglia corto Allegri. Ma i tifosi non scordano che l’anno scorso il Cagliari subì un’ingiusta espulsione di Cossu e giocò, e perse, in 10 per oltre un’ora. Di fatto, un motivo in più per gioire. «Mi è piaciuta la compattezza, abbiamo mostrato maturità ed è arrivata l’intensità che ci ha sempre contraddistinto. E’ stato una sorta di test da superare».
In breve, la prima vittoria casalinga stagionale, è una sorta di ricompensa per un gruppo che si è mostrato solido al momento giusto. «Proprio alla vigilia di questa partita abbiamo parlato con i ragazzi dell’avvio disastroso dell’anno scorso. Poi, abbiamo messo su un filotto positivo fino alla trentaduesima. Ma quella è stata una bella favola che si è chiusa il 31 maggio. Quest’anno ci sono sei nuovi giocatori, è tutto diverso e più complicato, basta vedere il Livorno che è andato a vincere all’Olimpico con la Roma. Per mantenere la categoria - spiega Allegri - si deve lottare sempre, e sarà molto più difficile anche perché la quota salvezza sarà intorno ai 40 punti. Dovremo abituarci a soffrire e i ragazzi vanno aiutati sempre».
Sulla partita, poche storie. L’allenatore livornese la prende larga. E parte dalla reazione decisa e ordinata di Conti e soci. «Mi è piaciuto il modo di ripartire nonostante lo svantaggio. Sul saper riprendere il filo del gioco in qualsiasi situazione di sofferenza, abbiamo lavorato in settimana. E la risposta è arrivata come volevamo. Ci è andata bene e sonso più che soddisfatto». In sintesi, una vittoria costruita nei dettagli: «Ero fiducioso, nel primo tempo abbiamo fatto bene e ho pensato che avremmo trovato il vantaggio prima dell’intervallo. Poi, il Genoa ha difeso con dieci uomini dietro la palla nella propria metà campo. Ma alla fine la nostra forza è stata premiata».
Inevitabile il richiamo ai cambi, argomento “caldo” fin dal dopo Catania. «Jeda è uno di quelli che ha giocato di più, ed era un po’ stanco. Ho lasciato Nené per tenere un riferimento alto al centro dell’area. Dessena era un po’ in difficoltà e con Matri, visto che loro avevano tre giocatori ammoniti, ho cercato la forza e la velocità. Forse, per una volta sono stato anche un po’ fortunato». Fortuna e audacia. Con una voglia di essere spregiudicati, propositivi. Allegri annuisce. E tira dritto: «Ripeto, vorrei che anche i tifosi capissero che i ragazzi non hanno mai fatto mancare l’impegno. Talvolta si sbaglia, ma l’errore tecnico fa parte delle cose. Invece, quel che noi dobbiamo capire, tutti assieme, è quanto sia complessa la corsa per stare in serie A. Ma stavolta - ha concluso Allegri - la squadra va applaudita».

Lo Monaco: "Blocco mentale a Milano"



Di:Sebastiano Battiato
Fonte:tuttocalciocatania.com

L'ad del Catania Pietro Lo Monaco è deluso soprattutto dall'atteggiamento mentale della squadra rossazzurra a San Siro, non criticando mister Atzori per le scelte fatte, e guarda già alla fondamentale sfida casalinga col Chievo: "A Milano è sceso in campo un Catania frenato nella testa, ma non per colpa della formazione e di qualche assenza - dice Lo Monaco -. Eravamo poco convinti di potercela giocare in casa dei campioni d’Italia, arrendendoci ancor prima di perdere la partita. I ragazzi li ho visti quasi rassegnati a prenderlo prima o poi il gol. Nella ripresa la reazione c'è stata ma non perchè sono scesi in campo Ledesma e Mascara. Ci siamo molto semplicemente sbloccati sotto un profilo mentale. E poi non direi che nel primo tempo Atzori abbia schierato una formazione scadente. Izco e Llama, ad esempio, hanno fatto vedere buone cose nelle precedenti partite, a centrocampo figuravano due ottimi mediani, Delvecchio, la difesa per così dire titolare. Inoltre non va dimenticato che il Catania ha altri due impegni questa settimana, rispettivamente contro Chievo e Fiorentina. Atzori avrà fatto le sue valutazioni anche sulla base di questo. La nota più lieta della serata del 'Meazza' è il ritorno in campo di Pablo Ledesma. Il match col Chievo? Scontro diretto, andrà sfruttato il fattore 'Massimino'. Fondamentale l'apporto dei nostri tifosi, la squadra è chiamata a giocare da Catania per avere ragione dei veneti. Oggi saremmo salvi ma il cammino è ancora molto lungo e pieno d'insidie. Possiamo superare gli ostacoli e stare lontani dai guai, ne sono convinto. Questo Catania non deluderà le attese".

CALCIO: CAPELLO; LO MONACO: A CATANIA COMANDA LA SOCIETA'



Di:Sebastiano Battiato
Fonte:la rebubblica
Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania, replica alle dichiarazioni dell'allenatore della nazionale inglese, Fabio Capello. "Società comandate dagli ultrà? A Catania sicuramente non è così. Noi abbiamo dei nostri progetti e li portiamo avanti proseguendo per la nostra strada - spiega il dirigente degli etnei -. Rispettiamo i nostri tifosi ma non ci facciamo influenzare. Le scelte le adotta l'azienda senza interferenze esterne".

Julio Cesar: "Nessun fallo su Plasmati"


di Marco Spinelli
fonte inter.it

Ai microfoni di Inter Channel, Julio Cesar mostra tutto il suo dispiacere a proposito del presunto fallo commesso ai danni di Plasmati e che ha sancito il gol del Catania: "Non ho fatto nulla su Plasmati. Ho visto subito a fine gara che non era stato fallo, il mio avversario è stato furbo. Non sono arrabbiato perché abbiamo vinto la partita, potevamo vincere facendo più gol, ma va bene ugualmente". "Il mister nell'intervallo ci ha detto che noi che facciamo questo lavoro da tanti anni dovremmo sapere che queste partite che sembrano all'apparenza facili, e che stavamo già vincendo 2-0, si possono riaprire in qualsiasi momento. Se avessimo preso un altro gol alla fine, sarebbe stato veramente un peccato".

Muntari: "Un gol che cercavo"


di Marco Spinelli
fonte inter.it


"Ho lanciato la palla per Samuel, lui non l'ha toccata, il campo era un po' bagnato e la palla è andata dentro. È stato un gol che cercavo da tanto". Questo la descrizione dettagliata, ai microfoni di Inter Channel, del sesto gol con la maglia nerazzurra di Sulley Muntari: "Io cerco sempre di fare bene per la mia squadra, questo è importante. Sono contento cosi. Dedico questo gol alla mia fidanzata. È per lei. Io voglio sempre migliorare, perché se fai le cose per bene in questa squadra, i risultati ti accompagnano. Noi centrocampisti cerchiamo sempre di aiutare i centravanti cercando di giocare sempre vicino a loro. Questa settimana ho cercato di allenarmi sempre al meglio, quindi sono molto contento".

IL PERSONAGGIO



Di Pasquale Campanella
Fonte: forum triestina


Testini: «Ora siamo più tranquilli»

«Ho voglia di rimettermi in gioco. La condizione della squadra è buona»

«Il tecnico ci ha spiegato quali sono i punti deboli dei nostri avversari»

L’ala rientra dopo la squalifica


TRIESTE Pedina inamovibile di tutte le prime otto partite di campionato, Emiliano Testini ha dovuto saltare il match col Gallipoli per squalifica. Oggi a Padova, però, l’esterno perugino potrà ritornare alle sue consuete sgroppate sulla fascia.Testini, tra una cosa e l’altra sono ben tre settimane che non gioca: con che spirito ritorna in campo?«Non vedo l’ora di giocare, è normale dopo questa sosta che per me è stata davvero lunga. Tra la pausa prima e la squalifica poi, sono oltre venti giorni senza partite: ho tanta voglia di ripartire e di rimettermi in gioco».In questo periodo alla Triestina sono successe tante cose.«In effetti ci sono state tante novità: il cambio del mister, il ritorno di un giocatore importante come Gorgone, ma soprattutto la Triestina è ritornata alla vittoria».Oggi vi aspetta un derby difficile: come giudica questo Padova?«E’ una squadra importante che è riuscita anche a partire subito forte. Del resto ha un organico di tutto rispetto, per cui non sorprende che stia facendo bene».Quali sono i punti deboli dei veneti?«Il mister, come del resto ha fatto la scorsa settimana, ha preparato molto bene la partita. Lui è molto bravo proprio nello studio dell’avversario, per cui state certi che sappiamo bene cosa dobbiamo fare».E’ già la partita della verità per sapere se siete veramente usciti dalla crisi?«Forse non è ancora la partita della verità, ma diciamo che è sicuramente molto importante, soprattutto perché è la prima di tre partite per noi determinanti». Tradizionalmente, però, le partite ravvicinate le soffrite molto: stavolta sarà diverso?«E’ vero che spesso in casi come questi le cose non sono andate bene, ma se va in un certo modo a Padova, vedrete che poi sarà diverso. Facendo risultato nel derby, poi i due impegni con Empoli e Torino li affronteremmo con più tranquillità e con una condizione psicologica diversa».

Del Neri:"Bologna da non sottovalutare"


di Rocco Fortunato
fonte:eurosport.it



Sono legati all'utilizzo di Pazzini i dubbi di Luigi Delneri in vista dell'anticipo di Marassi contro il Bologna. “ Se Giampaolo sta bene, giocherà con la maschera protettiva come ha già fatto Gastaldello. Altrimenti è pronto Pozzi ”, spiega il tecnico della Sampdoria, concentrato su un match assolutamente da vincere dopo i pareggi, ricchi di polemiche, con Parma e Lazio. Di fronte ci sarà una squadra reduce da una settimana piuttosto difficile culminata con l'esonero di Papadopulo e l'arrivo di Colomba in panchina: “ L'avvento di un nuovo allenatore può dare maggiori stimoli al gruppo, ma personalmente non ritengo il cambio tecnico un fattore positivo per una squadra - spiega Delneri -. Una società non prende mai questo genere di decisioni a cuor leggero perché cambiare allenatore comporta comunque delle controindicazioni e può lasciare degli strascichi. Ma, al di là della posizione in classifica che occupa attualmente e dell'avvicendamento in panchina, il Bologna è una buona squadra, che ha fatto vedere cose buone in questo avvio di campionato. Ha fermato la Juve a Torino e a Napoli ha giocato un ottimo primo tempo ”.

Delneri ha poca voglia di tornare sulle polemiche legate agli ultimi arbitraggi: “ Sull'argomento si sono spese già molte parole. Io non voglio minimamente pensare che ci sia altro, altrimenti non farei più calcio. Senza dubbio resta il rammarico per i punti che ci sono stati negati e che nessuno ci restituirà, però non vorrei che questi episodi passati possano diventare un alibi per i miei giocatori. Il passato è alle spalle e purtroppo non ritorna: ora dobbiamo pensare al Bologna con la mente sgombra e la voglia di regalare un risultato importante ai nostri tifosi ”.

Mou: "Milan, a Madrid risultato storico. Come la vittoria dello Zurigo"


di Marco Spinelli
fonte fcinternews.it


Non delude neanche alla vigilia di Inter-Catania Josè Mourinho, durante la tradizionale conferenza stampa pre-gara. Il tecnico portoghese chiude la saracinesca sulla partita di Kiev e sottolinea l'importanza di concentrarsi sul campionato: "Non voglio parlare della Champions, i miei giocatori non ci stanno pensando perché quello che conta è la partita contro il Catania. Dico solo che il nostro girone è il più difficile ed equilibrato, ma comunque abbiamo possibilità di qualificarci. Poi, quello che dicono gli altri non mi interessa, penso solo a quello che dico io". Il Catania, dunque, contro cui non ci sarà il prevedibile turn over: "Vincere in campionato è importante, anche se manca tanto, tantissimo alla fine, è sempre meglio stare davanti. Abbiamo due partite in casa ma non sono più facili rispetto a giocare in trasferta. Domani riposerà solo Samuel, Cambiasso, Milito e Motta non sono in condizione ma spero di convocarli per giovedì. Avrei sperato di concedere a Milito una ventina di minuti, ma mi è stato detto che era meglio evitarlo. Eto'o sta molto meglio, non al cento per cento, ma se è riuscito a restare in campo contro la Dinamo in condizioni veramente difficili, domani andrà ancora meglio. Non ho ancora deciso se utilizzerò il rombo, non so come giocherà il Catania, né gli avversari sanno come giocherò io. Penso che svelerò agli stessi giocatori la formazione solo poco più di un'ora prima dell'inizio della partita".


Dalle parole di Mourinho si può intuire il probabile utilizzo di Santon e Balotelli, giocatori che, a quanto si dice, Moratti vorrebbe vedere sempre in campo: "Il presidente può dire quello che vuole, ho il massimo rispetto per lui. Balotelli ha giocato alla grande a Genova, ma questa settimana in allenamento è stato discontinuo, però non ho opzioni e deve giocare. Penso sia un problema generazionale, ne ho parlato con il tecnico della Primavera, oggi i giovani sono fatti così ovunque, non solo in Italia. Ho parlato con Santon, mi è sembrato lucido e chiaro". Laconico il tecnico dell'Inter quando gli viene fatta notare la circolazioni di voci su un suo passaggio al Liverpool, che lui definisce invece "impossibile". Tornando alla serata di Champions League e stuzzicato sui risultati delle altre squadre, Mourinho ha inviato una frecciatina ai cugini rossoneri: "Non mi aspettavo la sconfitta del Barcellona, mi ha molto sorpreso. Sono invece contento per la vittoria del Milan al Bernabeu, un risultato storico così come storica è stata la vittoria dello Zurigo a San Siro nella giornata precedente...".

Luis Suarez duro: "Mourinho non può dare carattere a chi non ne ha"


di Marco Spinelli
fonte Corriere dello Sport


Luis Suarez prova a spiegare i mali europei dell'Inter indicando i giocatori nerazzurri come primi responsabili. Secondo l'ex centrocampista, intervistato dal Corriere dello Sport gli elementi della rosa interista non hanno infatti la personalità giusta per potersi imporre in campo così come nello spogliatoio, e il risultato è che l'Inter non riesce mai ad intimorire gli avversari: "Il primo particolare che balza all'occhio è che i giocatori avversari non sembrano mai il timore di affrontare l'Inter; questo succedeva anni fa e succede ancora adesso, nonostante gli scudetti vinti. Evidentemente, pur con tutti gli elementi che si sono succeduti in questi anni, chi è arrivato non aveva e non ha la personalità necessaria per fa­re la differenza in campo e per imporsi anche al­l'interno dello spogliatoio".

La critica più dura, però, Suarez la riserva proprio all'allenatore dell'Inter José Mourinho: "Non è un allenatore che può dare il carattere ai suoi calciatori se già loro non lo possiedono...". Parole dure, di chi è soprattutto un tifoso nerazzurro e soffre nel vedere la squadra soffrire così tanto in una competizione in cui lui stesso ha trionfato, anche se tanto tempo fa.

PINZI: “SERVE UN CHIEVO PIU’ LUCIDO E MENO NERVOSO”


di Marco Spinelli
fonte: Leggo


“Al Bentegodi è più facile affrontare il Milan che il Bari. Sarà comunque dura, ma il Chievo ha già dimostrato di reggere la forza d’urto degli squadroni. Io ci credo”. Giampiero Pinzi è proiettato al secondo impegno casalingo consecutivo. Arriva il Milan di Leonardo, spinto in alto anche da Rosetti, determinante nell’ultima vittoria rossonera sulla Roma. Pinzi non ci pensa. “Dovremo essere più forti di tutto, anche dell’arbitro. Se ci facciamo prendere dal nervoso non andremo da nessuna parte. Col Bari abbiamo sbagliato proprio in questo, abbiamo perso lucidità e concentrazione. E poi i rigori non dati, alcune decisioni dubbie, il loro secondo gol... Ci siamo innervositi e abbiamo giocato con frenesia eccessiva. Yepes ha pagato con due giornate di squalifica. Domenica dovremo stare attenti e più tranquilli: il Milan è sempre una brutta bestia..”». Di Carlo deve scegliere il sostituto dello squalificato Yepes. Mandelli è in vantaggio su Scardina e Piccolo. Nel pomeriggio a Veronello test con gli Juniores marchigiani dell’Osimana (Ancona), inizio alle 15

RABBIA SORRENTINO: “NESSUN MIRQACOLO, DEVO SOLO PARARE”


di Marco Spinelli
fonte: L'arena


Forse ha ragione lui. “Vi avevo abituato troppo bene”. In passato qualcuno aveva proposto di farlo santo. Subito. Stefano Sorrentino ha regalato magie in serie. Parate da ricordare. Prodezze da campione. Non a caso il suo nome nella finestra estiva del calciomercato era stato accostato a grandi club come Roma e Genoa. Insomma, inconsciamente ci si aspetta da Stefano sempre il grande intervento. Lui può, lui lo sa fare. Ma qui nasce il problema. L'abitudine gioca brutti scherzi. E quando, allora, Sorrentino para bene o para normale non sembra essere il solito portiere. Magari ci può stare anche una flessione. La verità, si sa, sta sempre nel mezzo. Ma quando vieni battezzato come campione, la mente di chi guarda ti chiede sempre qualcosa di più. E dopo la sfida con il Bari è successo proprio questo. Due gol sul groppone. Due super parate su Meggiorini e Alvarez. Dici: è andata benino

Lo sfogo del numero 1. Poi guardi i giudizi, e scopri che magari per molti osservatori la tua prestazione presenta più ombre che luci Sorrentino, allora, si mette a parare anche la critica. Lo fa con pacatezza. Espone le sue ragioni. “Quello che ho letto è l'opposto di quello che penso io. Da diverse settimane, pur avendo la seconda o terza difesa del campionato - in realtà hanno fatto meglio del Chievo Bari, Fiorentina, Inter, Samp e Juve - vedo che si mira a cercare sempre le cose storte che succedono. Per quanto mi riguarda: sono pagato per parare, per i miracoli bisogna andare in chiesa. Probabilmente vi ho abituati bene io, visto che in passato di miracoli ne ho fatti molti”. E forse è davvero questo il punto. Il livello di prestazione resta buono. Ma quando in passato il portiere ha sfoderato la giocata ‘monstre’, ha paradossalmente segnato il suo livello di rendimento spostandolo verso l'alto

Altra riflessione di Sorrentino: “Io sono sempre stato molto critico nei miei confronti. Penso si possa sempre migliorare. E quindi lavorerò sui dettagli. Va detto, anche, che quando prendi un gol, a volte ci si deve soffermare sulla bravura degli altri. O su un altro aspetto: la rete subita è conseguenza di più errori. Si parte dall'attaccante, fino ad arrivare al portiere”. Oggi, tra l'altro, il Chievo vive un periodo strano. “Già. Agli altri basta un tiro in porta per fare gol, a noi ne servono parecchi. Contro il Milan farcito di campioni dovremo limitare al massimo le sbavature. Ma questo lo sappiamo già”

Maledetta pagella. Ripesca ricordi il portiere gialloblù, legati alle ultime ‘pagelle’ attribuitegli dai giornali. “Mi sono visto rifilare un cinque anche senza prendere gol. A volte resto a bocca aperta. Ad alcuni colleghi basta sfoggiare una parata per meritare il titolone il giorno dopo. Io non voglio certo andar dietro ai giornali, ma sembra che a volte nella valutazione della mia prestazione vengano accantonate le parate e finiscano in emersione solo i gol. Io comunque so cosa fare per migliorarmi»”. Ultima rintuzzata. La critica ha avanzato una perplessità. Forse Sorrentino è meno sicuro della passata stagione? Magari è solo un'impressione. Stefano risponde a tono: “Se sono meno sicuro adesso e abbiamo la terza difesa del campionato, figuriamoci quando acquisierò di nuovo la sicurezza. Vado avanti per la mia strada, continuo a lavorare sodo per me e per il Chievo. Considero queste valutazioni come uno stimolo”. E contro il Milan ne serviranno molti. Al Bentegodi arrivano Ronaldinho e la banda dei campioni rossoneri. Stefano si prepari a fare miracoli

Cassani: "Domenica sarà una gara insidiosa"


di DAVIDE PAMPANIN
( ILPALERMOCALCIO.IT)

Protagonista della conferenza stampa di giornata il difensore Mattia Cassani, che ha incontrato i giornalisti prima dell’odierna seduta d’allenamento a Boccadifalco. “Il gol decisivo di Balzaretti nel match contro il Livorno – ha detto il numero 16 rosanero- è frutto di una bella azione corale. E’ apprezzabile il fatto che nonostante avessimo raggiunto pari non abbiamo voluto tirare i remi in barca perché volevamo i tre punti. Abbiamo trovato una certa continuità, anche se c’è ancora qualcosa da migliorare ma siamo sulla giusta strada, Zenga ci sta trasmettendo tanto e qualcosa di buono si è già visto. Le visite del Presidente sono sempre di grande stimolo, soprattutto in vista di una gara che nasconde tante insidie. L’Udinese vorrà riscattare il passo falso di domenica scorsa e ha tutte le potenzialità per farlo, noi proveremo ad avere lo stesso atteggiamento che dentro casa ci ha permesso di ottenere importanti risultati. Il nuovo modulo adottato da Zenga ha dato un certo equilibrio, specialmente quando gente come Migliaccio dimostra grande duttilità sacrificandosi anche in un ruolo diverso dal proprio. Le voci di mercato? Non mi interessano, voglio rispettare il mio contratto. Sono contento che la società abbia sempre dimostrato grande fiducia in me e io voglio ripagarla. La Nazionale, invece, non deve essere un’ossessione. Lippi ha detto che tutti possono ambire alla maglia azzurra ma chiaramente devo concentrarmi prima sugli obiettivi del mio club”.

SOLO UNA LIEVE FLESSIONE NONOSTANTE LE DIFFICOLTÀ DELLA SQUADRA



Di Pasquale Campanella
Fonte: forum triestina

Triestina, il pubblico resiste a quota 6mila


TRIESTE Nonostante la classifica non certamente felice e le difficoltà di questa prima parte di campionato, la Triestina non ha perso il pubblico che le aveva dato fiducia a inizio anno, se non in minima parte. Ma che serpeggiasse in casa alabardata un fondato timore a riguardo, si era percepito dalle parole di Fantinel durante la presentazione del nuovo tecnico Mario Somma, quando il presidente aveva affermato che i circa 800 abbonati in più e il pubblico comunque più numeroso dello scorso anno si aspettavano di vedere qualcosa di molto diverso nelle prime partite. Insomma, Fantinel riconosceva il maggior credito dato dai tifosi agli alabardati rispetto alla scorsa stagione, ma c’era anche la grande preoccupazione di aver perso parte di quegli aficionados. Adesso si può dire che la paura, almeno per il momento, è passata: contro il Gallipoli sono stati quasi mille i paganti (974 per la precisione).Insomma allo stadio erano circa seimila i presenti, proprio come contro l’Albinoleffe. Del resto proprio contro i seriani era già arrivato il conto dei danni per il brutto inizio di stagione: ovvero 500 paganti in meno rispetto alle prime partite, quando allo stadio le presenze erano state sempre 6.500 circa. Ma adesso l’emorragia pare frenata, anche grazie alla scossa ricevuta da tutto l’ambiente per il cambio di panchina. In ogni caso, riuscire a tenere la linea dei seimila è comunque un buon risultato, soprattutto nel contesto di questa serie B, nella quale la Triestina figura tra i primi posti riguardo a numero di spettatori.ABBONATI Gli abbonati alabardati di quest’anno sono quasi 4800 (dal bollettino diramato a fine gara che recita sempre la cifra di 5022, bisogna togliere accrediti e ingressi omaggio). Il salto di circa novecento abbonati in più rispetto allo scorso anno, ha permesso alla società alabardata di vantare il quinto posto in B in questa speciale classifica. Davanti a lei solo Torino (9.434), Cesena (8.175), Vicenza (5.629) e Reggina (5.184). Tutti gli altri viaggiano alle spalle.PRESENZE La Triestina aveva iniziato molto bene anche sul piano delle presenze totali, con circa 1500 paganti a partita. Poi, come detto, il calo contro l’Albinoleffe, contenuto comunque nel match col Gallipoli.Tirando le somme, l’Unione finora viaggia con una media di 6345 spettatori a partita occupando il sesto posto in classifica. Rispetto alla classifica abbonati, supera la Reggina (che con 6316 paga la pessima partenza) ma si fa sorpassare da Salernitana (8343) e Padova (6468).

La Nuova Sardegna - Allegri: "Il Cagliari si rialzerà"

DI DAVIDE PAMPANIN


ASSEMINI. Ancora una volta il Cagliari è stato condannato più dalle proprie distrazioni che dai meriti degli avversari. Queste situazioni si stanno ripetendo con un po’ troppa frequenza negli ultimi tempi. Punti persi non facili da recuperare.
«Dobbiamo sforzarci di restare sereni e allo stesso tempo cercare di fare tesoro di tutti quegli errori che in questo momento ci stanno penalizzando - dice il tecnico rossoblù Massimiliano Allegri -. Non abbiamo disputato la nostra migliore partita dal punto di vista tecnico, ma la nostra condanna è arrivata solo per una disattenzione».
- Errore, un vocabolo a voi conosciuto.
«Non ne facciamo molti durante le singole partite, semmai sono gli avversari ad avere un’alta percentuale di realizzazione quelle poche volte che ne commettiamo. Ma personalmente mi sento tranquillo così come tranquilla è la squadra».
- Come spiega la sostituzione di Cossu a metà della ripresa?
«Andrea in quel momento della gara non mi stava dando quel contributo dal punto di vista tecnico che gli avevo chiesto. Inoltre avevo bisogno di dare maggiore fisicità al centrocampo inserendo Biondini a fianco di Lazzari. Ho fatto quindi una scelta ben precisa e sinceramente la rifarei».
- A parte l’errore finale come giudica la prova della squadra?
«I ragazzi hanno fatto delle buone cose e anzi sino a dieci minuti dalla fine avevamo in mano la gara e pensavamo addirittura di portare via l’intera posta. Però a volte il calcio è strano, così alla fine è arrivata quella distrazione e siamo andati via dal campo senza punti. Dobbiamo riflettere e bene».
- A fine gara ha detto di essersi assunto le responsabilità della sconfitta.
«Io sono molto critico con me stesso, e sicuramente nella preparazione della partita devo avere tralasciato di curare qualche dettaglio rivelatosi poi determinante ai fini del risultato finale, magari sotto il profilo della concentrazione dei singoli. Mi considero quindi il primo responsabile di questo passo falso».
- Cinque sconfitte in otto gare, situazione non semplice.
«Io in primo luogo valuto le prestazioni, poi è normale che quando perdi aumenti la rabbia e il dispiacere. Al momento siamo ancora fuori dalla zona retrocessione, dobbiamo renderci conto che questo campionato è più difficile di quello dell’anno scorso e ogni punto conquistato va sudato sino in fondo».
- Domenica cè il Genoa, ferito dallo 0-5 con l’Inter.
«Speriamo che giovedì faccia sei gol al Lilla in Europa League così arriverà più tranquillo. Battute a parte, l’avversario è di quelli molto quotati, ha un allenatore molto bravo e verranno per fare risultato. Ma anche noi abbiamo lo stesso obiettivo».

In prevendita i biglietti del Settore Ospiti dell'Euganeo



Di Pasquale Campanella
Fonte: triestinacalcio.it

I tagliandi saranno a disposizione dei tifosi alabardati fino alle ore 19.00 di venerdì 23 ottobre


Il prezzo del singolo biglietto di Curva Ospiti per la gara Padova - Triestina è di € 10 più diritti di prevendita. Attivi a Trieste il Media World ed il Ticket Point


Trieste 20/10/2009
Sono in vendita i biglietti per il Settore Ospiti dello stadio “Euganeo” di Padova, validi per poter assistere alla gara dell'undicesima giornata di Serie B Tim Padova - Triestina, sabato 24 ottobre 2009 (ore 15.30).
Il prezzo del singolo biglietto del Settore Ospiti è stato fissato in € 10 più diritti di prevendita.
I tagliandi in oggetto saranno a disposizione dei tifosi alabardati nei seguenti punti vendita di Trieste fino alle ore 19.00 di venerdì 23 ottobre:
Media World - Presso Centro Commerciale Torri d'Europa - Via Italo Svevo 14 - Trieste - Tel. 040.3488111
Ticket Point - Corso Italia 6/c - Trieste - 040.3498276
Ricordiamo infine che il giorno della gara NON sarà possibile acquistare i biglietti del Settore Ospiti

Oggi doppio allenamento ad Opicina, mercoledì e giovedì si replica nel pomeriggio



Di Pasquale Campanella
Fonte: triestinacalcio.it

Il programma allenamenti della settimana dal 20 al 24 ottobre


Trieste 20/10/2009
Doppia seduta quest'oggi per la squadra rossoalabardata sul campo della Statale 202. Il programma settimanale degli allenamenti (dal 20 al 24 ottobre) sarà così strutturato:

Martedì 20: Mattina: ore 10.00 - Campo di Opicina

Pomeriggio: ore 15.00 - Campo di Opicina

Mercoledì 21: ore 15.00 - Campo di Opicina

Giovedì 22: ore 15.00 - Campo di Opicina

Venerdì 23: ore 14.30 - Stadio "Rocco"- A seguire partenza per Padova

Sabato 24: Undicesima Giornata Serie B Tim 2009/2010 - ore 15.30 - Stadio "Euganeo" - PADOVA -TRIESTINA

Unione Sarda - Cellino: "Fiducia e serenità, diremo la nostra"

di Davide Pampanin

(20.10.2009 09.34)

Fare quadrato, mantenendo la calma e cercando la soluzione al problema tattico che a Catania è tornato a evidenziarsi. La linea di condotta è stata dettata da Miami dal presidente Cellino, che ha trascorso buona parte del pomeriggio americano (in Italia era notte fonda) al telefono con il direttore generale del Cagliari, Francesco Marroccu. Ieri, invece, lungo colloquio telefonico con Massimiliano Allegri. Il presidente e l'allenatore hanno fatto il punto della situazione, analizzato gli alti e i bassi della squadra, cercato di individuare la strada giusta.
Il Cagliari sa giocare al calcio, lo ha dimostrato l'anno scorso e quest'anno con Inter, Bari e Parma. Si tratta di dare continuità alle prestazioni, con un progetto chiaro e condiviso. Ecco perché - ha spiegato Cellino a Marroccu - va salvaguardata per prima cosa la compattezza dello spogliatoio e la credibilità dell'allenatore, mai messe in discussioni nonostante le cinque sconfitte sin qua subite. Questo mentre i soliti bene informati provvedevano a far circolare il nome di Mario Beretta come potenziale successore dell'esonerato Allegri. Invenzioni di chi non vuole capacitarsi che la strada imboccata da Cellino è diversa e che non sono previste inversioni di marcia.
L'immediata reazione del presidente seguita alla sconfitta di Catania, equivale a un campanello d'allarme. Cellino non intende sottovalutare il ko che la squadra rossoblù ha subito in extremis da un avversario mediocre, incapace di portare pericoli alla porta di Marchetti e a lungo fischiato dal proprio pubblico.
Contro un avversario del genere, il Cagliari è riuscito nell'impresa di non portare a casa neanche un punto, subendo la rete decisiva di Martinez (dopo il gol iniziale di Ricchiuti e la spettacolare replica di Dessena in rovesciata) quando ormai neanche i siciliani credevano più nella prima vittoria del campionato. Smaltita gioco forza la delusione, presidente, staff dirigenziale e tecnico si sono messi al lavoro per scovare i motivi di questo rendimento altalenante e individuare le soluzioni.
Oggi Allegri farà il punto con i suoi collaboratori: la condizione fisica è ottima, anche se l'infortunio di Pisano pesa e quello, ormai superato, di Lopez ha comunque prodotto strascichi difficili da assorbire da un reparto, la difesa, già sotto numero in partenza. La compattezza dell'ambiente è fuori discussione, questo è l'unica cosa che non preoccupa Allegri. Piuttosto, sono i cali di attenzione a far riflettere l'allenatore. Urgono rimedi: è in arrivo il Genoa ferito dopo lo 0-5 con l'Inter e c'è sempre la maledizione del Sant'Elia (tre sconfitte su altrettante partite sinora) da scacciare. La sacrosanta preoccupazione va a braccetto con l'altrettanto doverosa fiducia. «Vedrete che alla fine», ha detto ieri Cellino a Allegri e Marroccu, «diremo la nostra anche quest'anno». L'operazione riscatto è già iniziata, a dispetto del calendario che non promette nulla di buono. Dopo il Genoa, trasferta sul campo della Lazio, quindi, doppio impegno casalingo con Atalanta e Sampdoria, poi tutte sfide con squadre della fascia medio-alta del campionato.

LA GRANDE SORPRESA DEL MATCH CON IL GALLIPOLI



Di Pasquale Campanella
Fonte: forum triestina


Hottor: «Devo essere più veloce»

«Le parole del tecnico mi hanno dato fiducia e la carica giusta»


TRIESTE Un sorriso così pieno, ricco del calore della sua terra, così genuino e carico di entusiasmo è qualcosa che non nel dopo partita di una gara della Triestina mancava da tempo. Quel sorriso è frutto dell'innocenza, della forza, della spavalderia di una età, sedici anni, in cui molti dei suoi coetanei si cimentano ancora con gli studi, con i primi amori, più che con il calcio ai massimi livelli. Edmund Etse Hottor però è fatto così: è nato per stupire. Classe 1993, al tredicesimo minuto della gara giocata dalla Triestina con il Gallipoli ha fatto il suo debutto tra i professionisti, con una grinta ed una autorevolezza tipica di chi sa di essere solo alla prima chance in un mondo difficile, abile a bruciare i giovani, quale quello del calcio italiano. Maglia numero quattordici sulle spalle, scelta forse non casuale, Hottor ha giocato una gara interessante dando battaglia al veloce francesino Mounard o all'esperto D'Aversa, tosti centrocampisti del Gallipoli, in mezzo al campo. La spavalderia non gli manca, come dimostra il tiro al volo dal limite dell'area con cui per poco non realizzava il due a zero nel corso della ripresa. Dice di lui Mario Somma: «Hottor merita un capitolo a parte: ha giocato con una serenità tale da sembrare un veterano. Chiunque vedendolo poteva pensare fosse un giocatore di provata esperienza, ed invece è solo all'inizio. Sono orgoglioso di averlo fatto esordire, pur considerando le tante assenze e le imperfette condizioni di Gorgone, però ha dimostrato di poterci stare. Complimenti alla società per averlo scoperto, nelle prossime gare verranno a vederlo in molti e questo significa che intendo farlo giocare anche in futuro». Il giocatore ovviamente non sta nella pelle: «Ringrazio il mister che mi ha dato l'opportunità di esordire nel campionato di serie B. E' stato un po' difficile all'inizio però poi ho trovato il ritmo partita». Hottor ha nascosto bene sul campo la sua emozione: «La fiducia di Somma, le sue parole mi hanno dato la carica giusta ». La vittoria ovviamente ha fatto la sua parte: «Tre punti fondamentali per noi. Personalmente non so cosa cambierà per me ma spero di trovare ancora spazio, di poter giocare ancora. Mi dispiace solo non essere riuscito ad insaccare quel tiro nella ripresa, ma quella palla andava calciata così, di prima». La differenza di passo, rispetto al torneo Primavera, non è sfuggita a Hottor: «Devo imparare ad essere più veloce nelle giocate, ma questo è solo l'inizio, devo solo allenarmi bene per prendere confidenza con i compagni e con il passo del campionato».

IL SACRIFICIO DI DELLA ROCCA AVEVA FRUTTATO A GOTTI IL PAREGGIO DI VICENZA



Di Pasquale Campanella
Fonte: forum triestina


Unione, avanti con il modulo a una puntaLo schieramento utilizzato da Somma ha dato ordine alla squadra. Ma il gioco e l’identità latitano


TRIESTE La Triestina è tornata alla vittoria ma nella ripresa si sono visti tutti i suoi difetti.E se sull’altro fronte ci fosse stata una squadra più smaliziata del Gallipoli sarebbero stati dolori. Il nuovo tecnico Somma non ha la bacchetta magica e sa di dover lavorare molto con gli uomini che la società gli ha messo a disposizione e che lui non ha scelto.Ma l’imprinting del nuovo tecnico sabato si è visto. Somma ha cominciato la sua avventura riordinando le idee. I moduli come dicono gli esperti di calcio contano poco sul campo. Però servono a capire chi gioca e cosa deve fare.Somma ha annunciato sin dalla sua presentazione che per il momento era meglio partire con il 4-2-3-1. «Non perché sono un integralista - aveva detto il tecnico - ma perché mi sembra la soluzione migliore per i giocatori che ho a disposizione».Anche Gotti aveva questa idea ma in più occasioni l’ha stravolta per fare spazio davanti a Gigi Della Rocca. Forse sarà un caso ma con l’utilizzo delle due punte (e con quattro centrocampisti in linea) sono arrivate le sconfitte con Cesena e AlbinoLeffe, mentre a Vicenza con il solo Godeas davanti è arrivato un punticino. Il nuovo tecnico, per necessità e per scelta, ha fatto giocare dietro a Denis il vivace Volpe (che è risucito anche ad andare in rete) mentre sembra orientato a utilizzare come dighe di contenimento i giocatori con la maggiore prestanza atletica (Princivalli, Cossu, Hottor e Gorgone). La stessa coraggiosa sostituzione dell’infortunato Princivalli con il giovanissimo ghanese è un indicatore chiaro delle idee del mister. La Triestina è stata costruita quest’anno work in progress. Prima il divorzio con Maran, poi l’accordo raggiunto e poi svanito con Ventura, quindi l’arrivo di Gotti e infine quello di Somma hanno condizionato la costruzione dell’organico dalla cintola in su (gli uomini della difesa sono ok). Con un’Unione abbondante di esterni, senza centrocampisti in grado di dettare i tempi della manovra, e senza una punta veloce la scelta di puntare su una squadra coperta, capace di soffrire e di giocare di rimessa appare inevitabile.Sul piano psicologico poi sia durante gli allenamenti che in partita Somma finora ha dimostrato di essere un tecnico in grado di caricare i giocatori e al tempo stesso di sdrammatizzare le situazioni. Basteranno questi elementi a creare un gioco, un’identità di squadra e la conseguente continuità di risultati? Sarà il campo a dirlo. Per il momento è stato fatto un primo passetto in avanti.

Contatore Visite Sito:

Totale Pagine Viste
gold coast dry cleaners
© 2009 Copyright Tutto Lega Calcio

Tv Web OnLine:

TUTTOLEGACALCIO TV

RASSEGNA STAMPA

RASSEGNA STAMPA, Le prime pagine dei quotidiani
Ecco le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi
Venerdì 23 Ottobre 2009
.

GianLuca Rossi

Banner 368x60_top

Fc Inter 1908

Banner 468x60_top

Il Vero Milanista

Il vero milanista