Chievo, ecco gli 11 in campo
MIMMO DI CARLO A POCHE ORE DALLA SFIDA CON IL MILAN
di Marco Spinelli
fonte ac chievoverona.it
Ultimi giorni di allenamenti per i gialloblù per preparare il primo posticipo stagionale contro al Bentegodi. “Ad oggi il Milan è una squadra più in forma rispetto un mese fa. Vengono da un ottimo successo con la Roma e da una super vittoria con il Real in Spagna. Non è mai facile giocare contro le grandi, perché in qualsiasi momento possono cambiare la partita con una giocata. Come l’anno scorso: vinsero 1-0 e Dida fu il migliore in campo”. Si può magari sperare però in un altro ‘scivolone’ del portiere rossonero… “Tutti possono sbagliare. E poi, nessuno ne parla, ma Dida domenica scorsa ha compiuto tre parate straordinarie, che hanno consentito alla squadra di portare a casa i tre punti”.
Domenica per la prima volta, complice il Giudice Sportivo, scenderà in campo una difesa diversa. Toccherà a Mandelli?: “Innanzitutto devo dire che mi dispiace per Mario, è un’assenza pesante. Ma da quest’estate tutto il gruppo si allena con grande impegno. Questa squalifica darà la possibilità di giocare a chi da mesi sta correndo e si sta impegnando come un titolare. Noi siamo un gruppo. Motivo per cui mi aspetto una grande prestazione da chi giocherà dal primo minuto. Mandelli e Scardina sono due professionisti. La decisione finale la prenderò dopo la rifinitura”. Come si gioca contro il Milan? “Senza timore reverenziale, con la fiducia e la consapevolezza di potersela giocare. Tatticamente dovremo essere bravi a non dare punti di riferimento e a far girare palla velocemente. Poi, si sa, Pato è micidiale nelle ripartenze, Pirlo è un fenomeno nei calci piazzati, Ronaldinho bravissimo nell’uno contro uno e Borriello avrà voglia di mettersi in mostra. Noi cercheremo di esprimerci come abbiamo fatto in più occasioni l'anno scorso e quest'anno, poi saranno il campo e gli episodi a determinare il risultato finale”. Quindi, Di Carlo non dice a priori 'non sono queste le partite da vincere'? “Scherzi?!? Noi i punti dobbiamo cercare di farli con chiunque”.
Un parere sugli uomini di Leonardo lo dà anche Davide Mandelli: “Mercoledì, ma già domenica con la Roma, hanno dimostrato di stare bene. A dira la verità io non ho mai visto il Milan come una squadra fuori forma, penso che in tante partite gli sia mancato solo il risultato. Cosa dovremo fare? Correre a mille per tutti i novanta minuti e pensare che se loro hanno fatto un’impresa con il Real, noi dovremo fare la stessa cosa contro di loro”.
23 I CONVOCATI DI CHIEVO-MILAN
di Marco Spinelli
fonte AC chievoverona.it
Aspettando l’attesa gara serale con il Milan, mister Di Carlo dopo la rifinitura ha convocato 23 gialloblù:
Sorrentino; Squizzi, Miskiewicz; Frey, Mandelli, Malagò, Mantovani, Morero, Piccolo, Sardo, Scardina; Ariatti, Bentivoglio, Iori, Luciano, Marcolini, Pinzi; Abbruscato, Bogdani, De Paula, Gasparetto, Granoche, Pellissier.
Contro il Milan senza Yepes
Chievo-Milan, i convocati di Di Carlo
“MILAN STELLARE? IL CHIEVO CI PROVERA’”
di Marco Spinelli
fonte Leggo
Arriva il Milan stellare, galvanizzato dal successo al Bernabeu con il Real Madrid. Mimmo Di Carlo ne prende atto e allarga le braccia. “Di sicuro stanno meglio di un mese fa. Hanno dominato il secondo tempo con la Roma domenica scorsa e hanno messo sotto il Real in Champions. Le vittorie portano entusiasmo, non sarà facile, non è mai facile con il Milan. Un altro esempio? L’anno scorso al Bentegodi vinsero loro 1-0 con Dida migliore in campo. Il Chievo disputò un’ottima partita, ma non bastò”
Chi al posto di Yepes? Il pirata colombiano è bloccato da squalifica. Due giornate. Salterà anche la trasferta di Catania nel turno infrasettimanale di mercoledì prossimo. Di Carlo su questo punto non fa una piega. “Ho una grande squadra, un ottimo gruppo. Mandelli e Scardina sono due difensori bravi con la giusta esperienza. Deciderò dopo la rifinitura di sabato”. Non lo dice, ma probabilmente ha già scelto. Dentro Mandelli, che sta bene e vuole tornare protagonista. Scardina è mancino come Yepes, più svelto di Mandelli, ma anche un po’ meno affidabile. Al momento è più indietro nella corsa al posto da titolare.
Il Chievo fa 13 (gol) a Veronello. Si è chiuso con una goleada gialloblù il test giocato ieri pomeriggio a Veronello tra Chievo e gli Juniores dell’Osimana (società marchigiana in provincia di Ancona). 13-0 il risultato con triplette di Gasparetto e Granoche e doppietta di De Paula. In gol anche Bogdani, Marcolini, Mandelli, Luciano e Malagò. Pellissier, che mercoledì aveva sostenuto con il gruppo le due sedute d’allenamento, non ha giocato per precauzione, così come Frey, Squizzi e Sorrentino, tutti disponibili per il Milan. Sempre fuori Rigoni, che prosegue le terapie.
Chievo-Milan, posticipo serale di domenica (alle 20,45) sarà arbitrata da Bergonzi di Genova
PIRLO DA’ UN ORDINE: “AL BENTEGODI COME A MADRID”
di Marco Spinelli
fonte L'arena
E adesso, tocca al Chievo. Già, bel colpo, vien da dire. Il Milan che imbocca la strada maestra, arriva al Bentegodi carico di adrenalina. All'inferno fino a domenica sera, poi, in tre giorni, la rimonta sulla Roma e il blitz del Santiago Bernabeu. Il morale è alle stelle, sarà dura per il Chievo. Lo spiega Pirlo, uno dgli uomini simbolo della rinascita. Il suo gol ha dato il via alla vera partita tra Real e Milan. “Questa partita è arrivata in un momento decisivo della nostra stagione” ha detto Pirlo. “Aver vinto domenica sera in rimonta contro la Roma ci ha consentito di andare a Madrid per cercare di vincere. Ci siamo riusciti facendo leva sul gioco. Del resto queste sono le nostre partite e l'abbiamo dimostrato”
La sua invenzione da trenta metri, però, è stata cruciale. “I miei compagni mi dicono sempre di provare più spesso, ogni tanto lo faccio, ma so bene che dovrei farlo di più”. Pirlo ha parlato anche di Kakà. “Ritrovarlo è stato bello, però è stato bello soprattutto batterlo. Ricky ormai è là, è contento e a noi fa sinceramente piacere, ma adesso facciamo la nostra strada”. E domenica sera c'è il Chievo, fuori casa. “Dobbiamo andare in campo con le stesse motivazioni di Madrid. Lo sapevamo che soprattutto all'inizio della stagione avremmo avuto delle difficoltà, però il nostro gruppo, la società e l'allenatore siamo sempre rimasti tutti insieme, tutti vicini, convinti di poter fare bene”
Il Chievo è avvertito. Perchè il Real ha segnato la svolta anche per uno dei big. Spesso criticato, bocciato dalla critica, Ronaldinho s'è preso la rivincita nella partita più difficile. “Siamo rientrati felici dalla Spagna, anche se non abbiamo dormito molto” ha detto. “Sono felice per aver vinto a Madrid ed aver permesso questo nuovo record al Milan. È un risultato importantissimo per proseguire bene in Champions, sono tre punti fondamentali. Certo, non siamo qualificati, ma ci siamo messi bene, adesso abbiamo due gare in casa, difficili ma in casa, tra i nostri tifosi, per questo i tre punti di ieri sono importanti. Non saprei dire quale è stato il momento più difficile vissuto dalla squadra, penso che abbiamo fatto bene a larghi tratti, forse l'errore di Dida ci ha stimolati a fare meglio per evitare che poi tutti se la prendessero con lui”
L'erroraccio del portiere milanista ha rischiato di compromettere la serata, ma Ronaldinho difende il suo portiere. “Quando un compagno sbaglia, il compito di un amico è quello di difenderlo. Spero che lui possa tornare a parare ad ottimi livelli come poi ha fatto nel secondo tempo”. Il coraggio di Leonardo di schierare una squadra molto offensiva, alla fine ha pagato; adesso Dinho spera che si possa continuare su questa strada. “Possiamo giocare tanti davanti e si è visto nel secondo tempo con la Roma e contro il Real. Dopo due gare abbiamo dimostrato che possiamo farlo, adesso però dobbiamo continuare a fare bene. Io mi sento bene quando gioco, largo a destra o largo a sinistra m'importa poco. La verità è che è tornato un Ronaldinho felice e quando è così posso giocare dovunque. A tanti che hanno detto tante cose su di me posso dire che devo parlare poco, ma lavorare e dimostrare tutto. Io ex giocatore come hanno detto e scritto? Anche questo mi serve da motivazione per fare meglio, la mia risposta è questa e cioè fare del mio meglio. Mi hanno sempre detto che i grandi devono dimostrarlo nelle grandi gare....”. Gli obiettivi da raggiungere con la maglia del Milan sono chiari: “Io sono venuto qui per aiutare il Milan a tornare in Champions e vincere, la prima parte è passata, adesso mi sento un giocatore importante al Milan e voglio far tornare il Milan a vincere qualcosa di importante. Leonardo? Sa bene come si gioca questo tipo di gara, sa leggerle bene queste partite”
Quanto alla Nazionale verdeoro e sulla sua voglia di riconquistarla. Tutto passa da quello che farà con il Milan, anche se Ronaldinho afferma di voler pensare solo i chiave rossonera. “Non penso ad altro se non al Milan”. A cominciare dal Bentegodi, prossima fermata del Diavolo Real. La prima volta in serie A non si scorda mai. Riccioli d'oro quel giorno era stato angelo e demone. Un gol contro il Diavolo. Poi l'espulsione per somma di ammonizioni. Fabio Moro aveva vissuto così la sua domenica bestiale. Lacrime di gioia. Pensieri di rabbia. E' il 7 aprile 2002. E' il primo Chievo di Delneri. Quello che vola, vola e non lo prendi più. Ma il Milan è pur sempre il Milan e passa in vantaggio con Super Pippo Inzaghi. Gol di rapina, il suo mestiere. Lupatelli tra la polvere. Siamo al dodicesimo minuto. Gigi urla dalla panchina. Ma non si dispera. Passano dieci minuti c'è un calcio di punizione dalla trequarti. Fermi tutti va Genio Corini. Lui sa pennellare. L'area di rigore del Milan diventa affollata. Blocchi e contro blocchi. La palla arriva. Si sgomita. La palla plana. Moro spunta, Albertini lo guarda. Il difensore che non t'aspetti la prende e la insacca. Abbiati assiste, e non può fare altro che incassare. E' festa grande. Segna Moro. E' la prima volta di Moro. Dopo la gioia, però, la delusione. E la rabbia. Perché Fabio vede giallo in due occasioni ed è costretto a lasciare la squadra in dieci. A fine gara commenterà. "Fantastico fare gol ad una mia ex squadra. La dedica va a mia moglie e alla mia bimba Alice. Mi dispiace, però, per avere lasciato i miei compagni in dieci. Ma sono davvero così cattivo?". Con quei riccioli d'oro? Impossibile. E poi è andata bene. No? Pari e patta col Milan. Non sempre il Diavolo scende a compromessi
Chievo-Milan, cambia il IV uomo
fonte: chievoverona.it
L’Associazione Italiana Arbitri ha comunicato che l’arbitro Nicola Pierpaoli, designato per la gara Inter-Catania, sarà sostituito da Danilo Giannoccaro della Sezione di Lecce. Giannoccaro, inizialmente scelto come IV Ufficiale di Chievo-Milan, sarà pertanto sostituito da Nicola Rizzoli di Bologna.
Chievo: Chi al posto di Yepes? Di Carlo"devo ancora decidere"
di Tiziana Garofalo
fonte: chievoverona.it
Non si fida mister Di Carlo (nella foto, fonte chievoverona.it) del prossimo avversario del suo Chievo: il Milan. E come dargli torto. Dopo un avvi odeficitario e zeppo di intoppi, la squadra di Leonardo ha saputo rissolevarsi con le due vittorie importanti contro Roma e RealMadrid. Dunque meglio non fidarsi esattamente come fa mister Di Carlo: “Ad oggi il Milan è una squadra più in forma rispetto un mese fa. Vengono da un ottimo successo con la Roma e da una super vittoria con il Real in Spagna. Non è mai facile giocare contro le grandi, perché in qualsiasi momento possono cambiare la partita con una giocata. Come l’anno scorso: vinsero 1-0 e Dida fu il migliore in campo”.
Contro il Milan Di Carlo dovrà fare ameno di Mario Yepes, un'assenza importante alla quale, il mister dovrebbe rispondere con Mandelli: “Innanzitutto devo dire che mi dispiace per Mario, è un’assenza pesante. Ma da quest’estate tutto il gruppo si allena con grande impegno. Questa squalifica darà la possibilità di giocare a chi da mesi sta correndo e si sta impegnando come un titolare. Noi siamo un gruppo. Motivo per cui mi aspetto una grande prestazione da chi giocherà dal primo minuto. Mandelli e Scardina sono due professionisti. La decisione finale la prenderò dopo la rifinitura”.
PINZI: “SERVE UN CHIEVO PIU’ LUCIDO E MENO NERVOSO”
di Marco Spinelli
fonte: Leggo
“Al Bentegodi è più facile affrontare il Milan che il Bari. Sarà comunque dura, ma il Chievo ha già dimostrato di reggere la forza d’urto degli squadroni. Io ci credo”. Giampiero Pinzi è proiettato al secondo impegno casalingo consecutivo. Arriva il Milan di Leonardo, spinto in alto anche da Rosetti, determinante nell’ultima vittoria rossonera sulla Roma. Pinzi non ci pensa. “Dovremo essere più forti di tutto, anche dell’arbitro. Se ci facciamo prendere dal nervoso non andremo da nessuna parte. Col Bari abbiamo sbagliato proprio in questo, abbiamo perso lucidità e concentrazione. E poi i rigori non dati, alcune decisioni dubbie, il loro secondo gol... Ci siamo innervositi e abbiamo giocato con frenesia eccessiva. Yepes ha pagato con due giornate di squalifica. Domenica dovremo stare attenti e più tranquilli: il Milan è sempre una brutta bestia..”». Di Carlo deve scegliere il sostituto dello squalificato Yepes. Mandelli è in vantaggio su Scardina e Piccolo. Nel pomeriggio a Veronello test con gli Juniores marchigiani dell’Osimana (Ancona), inizio alle 15
RABBIA SORRENTINO: “NESSUN MIRQACOLO, DEVO SOLO PARARE”
di Marco Spinelli
fonte: L'arena
Forse ha ragione lui. “Vi avevo abituato troppo bene”. In passato qualcuno aveva proposto di farlo santo. Subito. Stefano Sorrentino ha regalato magie in serie. Parate da ricordare. Prodezze da campione. Non a caso il suo nome nella finestra estiva del calciomercato era stato accostato a grandi club come Roma e Genoa. Insomma, inconsciamente ci si aspetta da Stefano sempre il grande intervento. Lui può, lui lo sa fare. Ma qui nasce il problema. L'abitudine gioca brutti scherzi. E quando, allora, Sorrentino para bene o para normale non sembra essere il solito portiere. Magari ci può stare anche una flessione. La verità, si sa, sta sempre nel mezzo. Ma quando vieni battezzato come campione, la mente di chi guarda ti chiede sempre qualcosa di più. E dopo la sfida con il Bari è successo proprio questo. Due gol sul groppone. Due super parate su Meggiorini e Alvarez. Dici: è andata benino
Lo sfogo del numero 1. Poi guardi i giudizi, e scopri che magari per molti osservatori la tua prestazione presenta più ombre che luci Sorrentino, allora, si mette a parare anche la critica. Lo fa con pacatezza. Espone le sue ragioni. “Quello che ho letto è l'opposto di quello che penso io. Da diverse settimane, pur avendo la seconda o terza difesa del campionato - in realtà hanno fatto meglio del Chievo Bari, Fiorentina, Inter, Samp e Juve - vedo che si mira a cercare sempre le cose storte che succedono. Per quanto mi riguarda: sono pagato per parare, per i miracoli bisogna andare in chiesa. Probabilmente vi ho abituati bene io, visto che in passato di miracoli ne ho fatti molti”. E forse è davvero questo il punto. Il livello di prestazione resta buono. Ma quando in passato il portiere ha sfoderato la giocata ‘monstre’, ha paradossalmente segnato il suo livello di rendimento spostandolo verso l'alto
Altra riflessione di Sorrentino: “Io sono sempre stato molto critico nei miei confronti. Penso si possa sempre migliorare. E quindi lavorerò sui dettagli. Va detto, anche, che quando prendi un gol, a volte ci si deve soffermare sulla bravura degli altri. O su un altro aspetto: la rete subita è conseguenza di più errori. Si parte dall'attaccante, fino ad arrivare al portiere”. Oggi, tra l'altro, il Chievo vive un periodo strano. “Già. Agli altri basta un tiro in porta per fare gol, a noi ne servono parecchi. Contro il Milan farcito di campioni dovremo limitare al massimo le sbavature. Ma questo lo sappiamo già”
Maledetta pagella. Ripesca ricordi il portiere gialloblù, legati alle ultime ‘pagelle’ attribuitegli dai giornali. “Mi sono visto rifilare un cinque anche senza prendere gol. A volte resto a bocca aperta. Ad alcuni colleghi basta sfoggiare una parata per meritare il titolone il giorno dopo. Io non voglio certo andar dietro ai giornali, ma sembra che a volte nella valutazione della mia prestazione vengano accantonate le parate e finiscano in emersione solo i gol. Io comunque so cosa fare per migliorarmi»”. Ultima rintuzzata. La critica ha avanzato una perplessità. Forse Sorrentino è meno sicuro della passata stagione? Magari è solo un'impressione. Stefano risponde a tono: “Se sono meno sicuro adesso e abbiamo la terza difesa del campionato, figuriamoci quando acquisierò di nuovo la sicurezza. Vado avanti per la mia strada, continuo a lavorare sodo per me e per il Chievo. Considero queste valutazioni come uno stimolo”. E contro il Milan ne serviranno molti. Al Bentegodi arrivano Ronaldinho e la banda dei campioni rossoneri. Stefano si prepari a fare miracoli
Pinzi: "Non dobbiamo perdere la lucidità"
di Tiziana Garofalo
fonte: leggo.it
Chievo - Amichevle con l'Osimana
di Tiziana Garofalo
Doppio allenamento per il Chievo
di Tiziana Garofalo
fonte: chievoverona.it
Castagne premio per Pellissier
di Tiziana Garofalo
SCIVOLONE COL BARI. I RIMEDI IN PILLOLE DEL DOTT. DI CARLO
di Marco Spinelli
fonte:Leggo
Un mese e diciotto giorni, tanto è durata la striscia positiva del Chievo. Poi lo scivolone di domenica, contro il Bari, per la terza sconfitta stagionale. Salto di qualità rimandato, complice un avversario astuto, messo bene in campo da Ventura, pronto a punire le disattenzioni clivensi. Ma quanto pagano, i Mussi, per il ko di due giorni fa? In classifica retrocedono dal sesto al decimo posto (11 punti) e al capitolo scontri diretti cerchiano in rosso il nome dei pugliesi
Il mister: “E’ importante non essere frenetici, come accaduto contro il Bari. Perché la fretta ti porta a sbagliare i passaggi, a commettere tanti errori in fase d’appoggio. Il gioco a due tocchi è quello che beneficia di più il Chievo: quando vogliamo fare tutto ‘di prima’ diventiamo imprecisi e vulnerabili”
Corriere di Verona
MORERO: “CHIEVO, DIMENTICARE IL BARI E CONCENTRARSI SUL MILAN”
“E’ stata una partita strana. Non abbiamo giocato bene come altre volte. Abbiamo commesso troppi errori, anche banali. Il Bari è stato bravo a sfruttare le sue occasioni e tutto sommato non ha rubato nulla. Poteva finire 2-2 o 3-1 per loro”. Così Santiago Morero il giorno dopo il ko con il Bari
“Se penso alle due reti subite - continua il difensore argentino - mi viene un po’ di rabbia. Quando prendi due gol da palle inattive qualcosa non funziona. Certo, loro sono stati bravi, ma noi un po’ troppo disattenti”. A 10’ dalla fine Morero è stato sostituito. Al suo posto Ariatti con conseguente cambio di modulo. “Non me l’aspettavo, ma ci stava. L’allenatore ha chiesto maggiore spinta sulle fasce, io ero stato appena ammonito, quindi ho accettato il cambio senza problemi. C’è mancato pochissimo per pareggiare”
Morero è già proiettato al prossimo match con il Milan domenica in posticipo serale. “Spero che l’arbitro adotti lo stesso metro di giudizio, ma ho qualche timore in questo senso. L’esperienza insegna che le grandi squadre vengono trattate differentemente dalle piccole. E’ sempre stato così, anche all’estero...”. Morero parla con tono tranquillo, senza voler sollevare polveroni. Intanto questo pomeriggio i gialloblù tornano al lavoro a Veronello
CHIEVO, E’ UN PECCATO DI PRESUNZIONE?
di Marco Spinelli
fonte: l'arena
E se fosse un peccato di presunzione? La domanda resta lì, vale per tutti e ognuno può dare la risposta che crede. Di sicuro c'è dentro un po' di tutto nel black out del Chievo contro il Bari. C'è una miscela che tocca adesso a Mimmo Di Carlo rendere inoffensiva. Perché, di sicuro, non c'è mai una sola ragione, a giustificare un'inversione di tendenza così netta, sia pure a distanza di due settimane. Già, anche questo particolare, tra l'altro, non è del tutto trascurabile. La sosta non sempre fa bene, soprattutto quando vieni da grandi prestazioni. Il Chievo di Cagliari ha smarrito nelle due settimane azzurre l'adrenalina giusta, la fame, la cattiveria. E l'attenzione feroce che rende a volte invulnerabile ( o quasi...) anche una squadra tecnicamente ‘normale’, come il Chievo. Quante volte Mimmo Di Carlo ha ripetuto questo? Quante volte ha espresso concetti analoghi? "Se noi perdiamo l'intensità, l'umiltà, l'aggressività, diventiamo una squadra normale, dunque battibile da tutti". Anche da un Bari in palla, ma non trascendentale, com'è stato quello di domenica.
L’aspetto atletico. Può essere che i carichi di lavoro della sosta abbiano influito sulla freschezza atletica del gruppo? Potrebbe essere, visto che almeno 7-8 su 11 non erano certo al top della condizione. Di Carlo dice di no, "non c'entra". La questione è un'altra. "Se non ci sei al centodieci per cento con la testa, anche le gambe ne risentono...". Un po' la storia dell'uovo e della gallina, chi è nato prima? Sia come sia, è come se l'interruttore, stavolta, non fosse scattato a tempo. Diciamo che il Chievo l'ha fatto scattare davvero nell'ultima mezz'ora, quando non è stato lucido ma aggressivo; non è stato lineare, ma intenso. Abbastanza per sfiorare il pareggio, non sufficiente per meritarselo. Errori arbitrali a parte, sia chiaro. "Dammi un rigore, che poi ne riparliamo" osservava domenica sera Di Carlo. "Oddio, possiamo anche sbagliarlo, ma intanto dammelo". Verissimo. Dei due reclamati, almeno uno e mezzo c'erano, così come c'era, molto probabile, anche quello su Meggiorini. Però, come già sottolineato, parlare di rigori stavolta, può diventare un alibi e il Chievo non ha bisogno di alibi
Le scelte di Mimmo Di Carlo. Del dilemma Granoche&Bogdani, già s'è detto. E chiudiamola qua, dicendo ancora che il Chievo non ha perso per colpa di Granoche, sia ben chiaro. Anche se, oggi come oggi, Bogdani è in condizioni migliori e merita di giocare dall'inizio. Punto. Altre cose, piuttosto, fanno un po' pensare. Tipo, la gestione complessiva del gruppo. Molto ampio e, pure, competitivo, almeno questo s'è sempre detto. Però, poi vai a guardare e il gruppo di chi gioca è formato da 14 uomini. E gli altri? Ora, se è vero che il turnover a tutti i costi è pur sempre un azzardo, il problema, qui, diventa un altro. C'è un gruppo di titolari (ma sì, qualche volta usiamola, 'sta parola) e un gruppo di riserve. Non è una critica, attenzione. È una semplice constatazione, cui ne va aggiunta subito un'altra, stavolta più tecnica. Il Chievo, a volte, è una macchina perfetta, persino troppo. Tutto chiaro, tutto prevedibile, tutto (o quasi) scontato. Chi gioca, chi entra, chi esce, i minuti dei cambi...Domenica, ad esempio, poteva essere l'occasione di vedere Abbruscato.
Sai che roba, nel ‘casino’ finale, avere davanti Bogdani, Abbruscato e Pellissier? Magari quella palla che non voleva entrare, sarebbe finita proprio addosso a Elvis. Sai, che finale rock, poteva essere...
Aggressione fuori dallo stadio. Lavorano tutti e quattro per un'impresa di Rovato e vivono a Verdello, nella Bergamasca. Domenica avevano preso il treno per venire a vedere Chievo-Bari. Ci hanno tenuto a sottolineare che non facevano parte di nessun gruppo organizzato e che quindi con la ventina di tifosi che era arrivata scortata dalle volanti non c'entravano. Ma hanno ammesso, seppur sostenendo di essere stati offesi, provocati e picchiati dai tifosi del Chievo, di aver reagito e di aver colpito, chi con le aste di gomma usate per sostenere lo striscione, chi con la cintura chi lanciando una bicicletta, due tifosi che erano fermi al chiosco dei panini. Per tutti l'accusa è lesioni aggravate dall'uso di oggetti atti ad offendere e dall'averle commesse prima di un incontro di calcio. I due feriti (sette e 21 giorni la prognosi dei supporter tutelati dall'avvocato Corrado Tognetti) e la società di calcio che invece è rappresentata da Marco Mirabile si costituiranno parte civile nei confronti di Vito Michele Loprieno, Girolamo Rovereto, Corrado Castellotta e Leonardo Cantatore, due di Bisceglie e due di Molfetta (l'avvocato Michele Dorizzi è il loro difensore) che fino al 27 ottobre, data in cui sarà celebrata la direttissima, restano in carcere a Montorio. Il magistrato ha ritenuto infatti che in virtù del comportamento attuato nei confronti dei due tifosi veronesi anche con oggetti atti ad offendere l'unica misura adottabile per evitare il ripetersi di episodi violenti fosse la custodia in carcere, nonostante due degli indagati non siano gravati da precedenti. Questo perché si è trattato di una reazione abnorme il più grave dei sostenitori del Chievo ha riportato con traumi alle ossa nasali, lesioni da schiacciamento alle mani e la frattura parziale di un incisivo
Chievo - Ancora assente Rigoni
Chievo - Nel pomeriggio tutti a Veronello
di Tiziana Garofalo
Contro il Bari , Marcolini non ha acceso la luce
Categorie
- Altre Notizie (266)
- Allenamento (106)
- Primo Piano (99)
- Post Partita (75)
- Chievo (60)
- Sampdoria (57)
- PrePartita (56)
- Rassegna Stampa (55)
- Roma (54)
- Torino (51)
- Cagliari (49)
- Triestina (47)
- Palermo (45)
- Catania (42)
- Empoli (42)
- Bari (38)
- Crotone (34)
- Milan (34)
- Mantova (33)
- Ancona (31)
- Calcio-Mercato (31)
- Inter (31)
- Juventus (23)
- Lecce (22)
- L'intervista (20)
- Lazio (20)
- Reggina (20)
- Ascoli (19)
- Probabili formazioni (18)
- Salernitana (18)
- Frosinone (16)
- L'Avversario (16)
- Modena (16)
- Udinese (16)
- Padova (14)
- Piacenza (14)
- Sassuolo (13)
- L'Arbitro (11)
- Livorno (10)
- Il Match (9)
- Le Pagelle (9)
- Napoli (9)
- Giovanili (8)
- i convocati (8)
- Nazionale (7)
- Gli Ex (6)
- Parma (6)
- Ultimissime (6)
- Scommesse (4)
- Albinoleffe (3)
- Esclusiva TLC (3)
- Fiorentina (3)
- Top e Flop (3)
- Brescia (2)
- Cittadella (2)
- Conferenza Stampa (2)
- Genoa (2)
- Giudice Sportivo (2)
- Post Partita Cesena (2)
- curiosità (2)
- Atalanta (1)
- Bologna (1)
- Cesena (1)
- Dall'Estero (1)
- Foto TLC (1)
- Gallipoli (1)
- Giovanili- (1)
- Grosseto (1)
- Il Punto Del Direttore (1)
- L'Avversario-Real Madrid (1)
- La Moviola (1)
- Marchetti (1)
- Siena (1)
- Sondaggio TLC (1)
- Vicenza (1)
- fonte-AcMilan (1)




.jpg)




.jpg)

.jpg)

.jpg)



.jpg)

.jpg)