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Ventura: "Giochiamo contro una squadra di qualità"



di Tiziana Garofalo


Al San Nicola (nella foto, fonte RealSports.it) arriva la Lazio. Il Bari di Ventura deve dare continuità alla bella ed importante vittoria ottenuta contro il Chievo. Per farlo bisognerà sfoderare una buona prova contro la squadra di Ballardini galvanizzata dopo la vittoria in Europa League. Sul fatto se ne sia capace, non ci sono dubbi e le partite contro Inter e Milan lo hanno dimostrato. Adesso però bisogna farlo anche in casa davanti ai propri tifosi. Mister Ventura nella consueta conferenza stampa pre partita è stato chiaro: "Firmerei per il pareggio solo se i miei offrono una grande prestazione. Ci confronteremo con la qualità pura e per rendersene conto basta vedere i giocatori che la Lazio ha in panchina. Noi abbiamo dimostrato di potercela giocare contro chiunque e dunque con molta umiltà dico che possiamo creare anche noi problemi alla Lazio".


Il tecnico dovrà fare a meno di Rivas, il centrocampista è ancora a Forlì e seguirà i compagni per tv. Non ci saranno nemmeno Gazzi e Parisi che sono però comunque convocati ma che si accomoderanno in panchina oppure in tribuna. Nemmeno Barreto dovrebbe partire dall'inzio dunque spazio a Kutuzov e Meggiorini. Poi c'è il dubbio Koman, un dubbio che Ventura non svela: "Potrebbe giocare".

AVVERSARIA - Villarreal, dentro una crisi


di Orazio Resta


Da quello 0-0 con il Trabzonspor del 2003 è passato parecchio tempo, ma la cittadina di 48.000 abitanti del levante spagnolo non si è mai dimenticata delle sue umili origini. Da allora però, ha risposto presente ogni anno tranne uno in Europa (il 2006/07). Ha eliminato anche squadre italiane più quotate come l’Inter (2005/06) e la Roma (2003/04).
Il Villarreal che arriva giovedì sera non è l’avversario che ci si sarebbe potuto aspettare ad inizio stagione. Almeno non nei numeri. Ultimo in classifica, con 3 punti, frutto di 3 pareggi in 7 gare, 5 gol fatti e 10 subiti, una media gol a dir poco scandalosa (0,71 a partita), visto il ricco potenziale offensivo: Nilmar (l’acquisto più caro della storia del Sottomarino), Rossi e Llorente hanno segnato 46 gol in tre nell’ultima stagione. Quest’anno però la stella italiana è l’unica punta ad essere andata a segno finora in campionato e questo preoccupa non poco Ernesto Valverde, che ha sempre pensato ad un Villarreal più offensivo sin dall’inizio. L’ex allenatore e giocatore dell’Athletic Bilbao aveva previsto pochi cambi rispetto a Manuel Pellegrini: pressing alto e ancora più profondità sulle fasce. “Voglio una squadra aggressiva, in cui le linee siano compatte e in cui si salga sempre a fare pressing”, aveva illustrato all’inizio del suo mandato. Il copione fin qui non ha funzionato. Forse Valverde paga il fatto di doversi riadattare al campionato spagnolo, dopo aver centrato la doppietta con l’Olympiacos in Grecia l’anno scorso. I livelli dei due campionati sono totalmente differenti. Forse paga anche le troppe aspettative di inizio stagione: il 2009/10 per il Submarino sarebbe dovuta essere la stagione più importante della propria storia, quella della consacrazione, magari con un primo trofeo. Forse paga anche un po’ di sfortuna, come contro il Deportivo La Coruña: una partita che il Villarreal non meritava assolutamente di perdere. Dopo un primo tempo in cui la squadra si era vista poco, riemergeva nella ripresa, schiacciando il Depor nella propria metà campo e vedendosi anche annullare un gol fantasma. Infine, Valverde paga sicuramente la discontinuità di Senna, pilastro del centrocampo di Pellegrini. In più, perdere a Jerez de la Frontera domenica contro il neopromosso Xerez (con polemiche sulla direzione arbitrale) non è stato il massimo della vita: Valverde rischiava prima di quella partita, figuriamoci adesso. Ma non sarà facile trovare un sostituto: il presidente Fernando Roig aveva già fatto un sondaggio per Luis Aragonés, il tecnico campione d’Europa, che però ha gentilmente declinato l’invito. Ha così voluto vedere direttamente i giocatori di persona proprio ieri per spronarli ad andare avanti e a fare bene. Che altro fare? Almeno per ora l’unica soluzione è quella di continuare a fidarsi di Valverde, nella speranza che prima o poi la squadra inizi a macinare punti, oltre che gioco. Una situazione disperata da cui il Villarreal conta di uscire quanto prima. Ecco perché oggi più che mai il Submarino può essere un avversario ancora più pericoloso.

In basso, scansioniamo gli uomini più importanti del Villarreal.

ERNESTO VALVERDE (45 anni)
Il suo obiettivo ad inizio stagione era perlomeno quello di eguagliare il record di Pellegrini. Ha guidato l’Espanyol alla finale di Coppa Uefa nel 2007 e adesso vuole provare a vincerla con il Villarreal. Sarà dura, anche se non esclude che pure una Coppa del Re non sarebbe poi così male, visto che, se escludiamo l'Intertoto del 2003 e del 2004, la bacheca dei gialli è ancora vuota.

SANTIAGO CAZORLA (24)
Ala – 1,69 m/66 kg
Il leader affermato di questa squadra. L’ha dimostrato quando ha rifiutato un’offerta del Real Madrid l’anno scorso. Lì sarebbe stato uno come tanti, qui invece è quello che spesso e volentieri si carica sulle spalle la squadra nei momenti di difficoltà. Andare al mondiale in Sud Africa e vincere un trofeo in questa stagione sono i suoi obiettivi principali. Al momento è il miglior marcatore della squadra in Europa con 5 gol realizzati, tutti in Uefa.

MARCOS SENNA
(33)
Centrocampista – 1,78 m/76 kg
Un palmarés transatlantico con un campionato nazionale brasiliano (1999), due statali (1999, 2001), un mondiale per club (Corinthians 2000) e un Europeo (2008). Il suo valore è fondamentale in mezzo al campo, anche se a volte sembra mancargli la continuità.

DIEGO LOPEZ (28)
Portiere – 1,96 m/87 kg
L’anno scorso è arrivato solo 7° nella classifica dei portieri (premio Zamora), ma aveva sfoderato comunque delle buone prestazioni. Terzo portiere della nazionale spagnola, è sinonimo di affidabilità e sicurezza. Se le cose là dietro non vanno non sembra proprio sua la colpa.

SEBASTIAN EGUREN (28)
Centrocampista – 1,86m/84 kg
Obbligato a prendere in mano il centrocampo, quando Senna è stato assente. Distruttore del gioco avversario. Nel giro della nazionale uruguaya.

JAVI VENTA (33)
Terzino – 1,81 m/74 kg
Vera esperienza al servizio del collettivo, dall’alto delle sue 7 stagioni con la maglia gialla.

CANI (28)
Centrocampista – 1,75 m/69 kg
Gli è costato molto adattarsi nelle ultime tre stagioni, però sembra che con Valverde abbia finalmente trovato la sua giusta collocazione in campo.

GONZALO RODRIGUEZ (25)
Difensore centrale – 1,82 m/76 kg
Buon fisico, difficile da tirare giù. Presenza fissa nei quattro di difesa, non si capisce l’esclusione dalla lista dei convocati di Maradona (vabé non è l’unico).

ROBERT PIRES (35)
Ala – 1,80 m/74 kg
È il “nonno” della squadra. Ha vinto tutto e ha ancora fame di vittorie: se è in giornata, può fare la differenza perché ha sempre in mente qualcosa. A segno domenica contro lo Xerez, sarà squalificato nel prossimo turno della Liga per vivaci proteste nei confronti della direzione arbitrale. All’Olimpico ha già segnato quando vestiva la maglia dell’Arsenal: andandosene a Nesta e Mihajlovic, bucò Peruzzi (1-1 nel 2000/01).

DIEGO GODIN (23)
Difensore centrale – 1,85 m/73 kg
Con el Txiguirri (la formica, soprannome di Valverde) è titolare indiscusso. L’anno scorso annullò Cristiano Ronaldo in due partite e l’uruguayo ha ancora margini di crescita. Compagno di nazionale di Nando Muslera.

GIUSEPPE ROSSI
(22)
Attaccante – 1,75 m/73 kg
Già sapete tutto di lui. La sua velocità e il suo tiro sono una minaccia costante per la porta avversaria. In Europa un assist per Nilmar a 6 minuti dal suo ingresso in campo, nell’unica gara vinta della stagione contro il Levski Sofia (1-0).

JOAN CAPDEVILA
(31)
Terzino – 1,82 m/78 kg
Difensore con l’istinto del gol, la sua continuità l’ha reso un grande. Nel giro della nazionale spagnola.

JOSEBA LLORENTE (29)
Attaccante – 1,84 m/72 kg
Anche per lui obiettivo mondiale. L’anno scorso è stato il capocannoniere della squadra con 15 gol. Un lavoratore nato che cerca incessantemente la via del gol.

Foggia si prende la Lazio, Kolarov scalda il sinistro


di Orazio Resta
Fonte: tuttomercatoweb.com


E’ la notte di Foggia, mai tanto atteso, come il tridente con Zàrate e Cruz. Ballardini ha scelto la Lazio a trazione anteriore e ha deciso di ritoccare il modulo, rinunciando al trequartista: dal 4-3-2-1 si passa al 4-3-2-1. E Foggia gioca in Europa League: invocato dalla Curva Nord, sotto lo sguardo di Marcello Lippi, che ha annunciato lo sbarco allo stadio Olimpico. “Non solo per vedere Giuseppe Rossi” ha spiegato il ct azzurro, che aveva convocato il fantasista napoletano alla fine dello scorso campionato. E’ la notte di Foggia, titolare per la prima volta in Europa League. Sinora nelle precedenti quattro partite, era stato sistematicamente escluso da Ballardini: panchina nel doppio play off con gli svedesi dell’Elfsborg, stesso discorso nel girone con due ingressi a partita in corso. La scossa e un gol di Foggia erano serviti per accendere la sfida con il Salisburgo, finita malissimo per il suicidio della difesa biancoceleste. Ma il folletto partenopeo aveva messo la firma con due assist (per Meghni e Rocchi) anche nella trasferta di Sofia.

Ma è anche la notte del rientro in Europa di Kolarov. Prende la mira, vuole esplodere il sinistro, lo tiene in caldo da due turni: “Tiraaa…”, gli urlano i tifosi ogni volta che prende la palla. Ha scontato la doppia squalifica, esordirà stasera nella fase a gironi dell’Europa League. Aleksandar Kolarov è pronto, aspettava questa notte. Ha pagato i suoi errori, si gestirà in campo, l’ha promesso a Ballardini nelle scorse settimane. Ha vissuto un inizio di stagione caldissimo, anche in campionato è stato fermato per due turni.

Primavera, esordio in Coppa Italia. Cavanda out un mese


di Orazio Resta
Fonte: tuttomercatoweb.com


Vittoria per il terzo anno consecutivo del Trofeo "Karol Wojtyla" e secondo posto in classifica in coabitazione con la Roma e con il Napoli, a soli due punti di distanza dalla capolista Bari che sabato scorso ha messo in fila la quarta vittoria su quattro incontri di campionato: un inizio di stagione piuttosto positivo quello della Lazio Primavera guidata dall'esperto mister, Roberto Sesena e dal suo staff di fiducia, nelle cui fila spicca il nome del preparatore atletico della Lazio targata Delio Rossi, Massimo Catalano. L'ex tecnico dell'Anziolavinio si appresta ad affrontare un'altra settimana decisamente impegnativa con i suoi ragazzi: dopo la trasferta di sabato scorso ad Ascoli, infatti, la truppa biancoceleste domani pomeriggio partirà alla volta della Toscana, direzione Livorno, per affrontare, mercoledi alle 14.30, la squadra locale nel match di andata degli ottavi di finale della Tim Cup, mentre sabato prossimo sarà chiamata ad affrontare l'ennesima trasferta nel giro di una settimana. Una trasferta che si presenta non priva di insidie come quella di Napoli, valida per la quinta giornata del campionato Primavera.

Per la sfida contro i labronici, intanto, lo stesso Sesena non potrà contare su uno degli uomini più in forma del momento, Luis Pedro Cavanda. Il giovane terzino destro belga, infatti, nel corso della sfida contro l'Ascoli, ha rimediato la frattura del polso durante uno scontro di gioco e ne avrà per circa un mese. Il mister, dal canto suo, cercherà di sfruttare l'impegno infrasettimanale di Coppa per far riposare coloro che hanno giocato di più e per vedere all'opera e testare i ragazzi che hanno avuto minor spazio fino a questo momento, come il portiere Berardi, che prenderà il posto di Iannarilli tra i pali, il difensore proveniente dall'Eccellenza Siciliana, Pantano, i centrocampisti Zampa e Ceccarelli e gli attaccanti De Dominicis e Cinque.

I perchè della discesa della Lazio

di Orazio Resta
Fonte: tuttomercatoweb.com


Dopo la vittoria alla prima con l'Atalanta e alla seconda con il Chievo, la Lazio non è stata più la stessa. O meglio, è stata risucchiata. Eppure non si può dire che sia stata una squadra prevedibile in partenza, perché Ballardini ha sempre cambiato modulo, non dando riferimenti ai preparatori e ai tattici avversari. "Noi avremo una nostra identità: dovremo sempre giocare da Lazio, sono gli altri che dovranno preoccuparsi di come giochiamo noi", aveva detto ad inizio stagione. Vero, anche se poi in pratica è sempre stato difficile imporre il proprio gioco.
In particolare, la Lazio ha dimostrato di soffrire più del previsto all'Olimpico, dove ha realizzato solamente 4 reti in 5 gare. In trasferta invece la media è spaccata: 1,00 ovvero 3 gol in 3 gare. Il presidente Lotito avrebbe attribuito la "colpa" dello scarso rendimento casalingo (se non scarso, diciamo sotto le aspettative) ai tifosi, i quali però passano la maggior parte della partita ad incitare la squadra piuttosto che ad insultare il presidente. Per cui, la speigazione più che ambientale è meramente tattica: le caratteristiche della squadra portano a giocare meglio e a trovare più spazi in trasferta (come è da sempre) piuttosto che in casa. È una squadra che ha bisogno di salire e di accompagnare l'azione per rendersi pericolosa e questo la rende vulnerabile dietro. Non a caso le dichiarazioni di Ballardini in estate erano piaciute a molti: "Si attacca e si difende tutti insieme". Le parole in stile cestistico o pallanuotistico (fate voi) hanno lasciato spazio ad altri fatti perché soltanto un centrocampista finora è andato in gol (Matuzalem), mentre gli altri realizzatori sono stati tutti attaccanti (3 gol Cruz, 2 Zarate, 1 Rocchi).
Era dalla stagione 2001/02, quella di Zoff/Zaccheroni che la squadra non segnava così poco. In generale, dal 1994/95, ovvero da quando sono iniziati i campionati con i 3 punti, è il terzo peggior attacco. Di seguito la classifica che indica i gol segnati dopo 8 giornate di campionato, quelli subiti e tra parentesi il piazzamento in classifica al termine della stagione.
1994/95 – 16/7 (2°)
1995/96 – 16/6 (3°)
1996/97 – 6/9 (4°)
1997/98 – 13/8 (7°)
1998/99 – 15/9 (2°)
1999/00 – 19/9 (1°)
2000/01 – 11/9 (3°)
2001/02 – 3/3 (6°)
2002/03 – 12/7 (4°)
2003/04 – 15/10 (6°)
2004/05 – 9/8 (10°)
2005/06 – 11/10 (6°)
2006/07 – 9/9 (3°)
2007/08 – 9/11 (12°)
2008/09 – 15/11 (10°)
2009/10 – 7/6

Le pagelle di lazio-samp

di Orazio Resta
Fonte: tuttomercatoweb.com



MUSLERA 7
Si esalta al 17’ quando dispiega la manona sinistra su un tiro a giro ravvicinato di Cassano. Al 20’ si distende in tuffo per respingere un colpo in spaccata di Padalino. Al 22’ si oppone bene a Mannini su tiro rasoterra in diagonale. Superbo quando smanaccia in angolo una punizione pericolosissima di Ziegler al 75’. A 3’ dalla fine pugno in faccia a Pazzini mentre esce nel tentativo di anticiparlo.

SIVIGLIA 6
Schierato nell’inedito (ma vecchio) ruolo di terzino destro, che aveva ricoperto soltanto l’anno scorso il 2 maggio a Milano contro l’Inter. Se la cava bene in fase difensiva. In avvio mette anche una toppa su un errore di Diakité che poteva costare caro. Non benissimo in fase di impostazione, dove cerca sempre le vie orizzontali.

DIAKITE’ 6
Un po’ irruento all’inizio, al 14’ regala un pallone incredibile a Pazzini: meno male che arriva Siviglia a mettere una pezza. Nel primo tempo ogni tanto sorveglia Pazzini, nella ripresa spesso va a uomo su Cassano. Nel finale abbatte Ziegler in area ma Orsato non vede il fallo.

CRIBARI 6,5
Gioco pulito senza amnesie. Preziosissimo e lucido nei minuti finali.

KOLAROV 6
Fa il suo, ma è meno propositivo del solito. Si sveglia al 55’ con un gran tiro rasoterra, poi nel finale scaglia un bolide su cui Cruz non può avventarsi.

BROCCHI 7
La quantità c’è, anche se all'inizio si vede che è appena rientrato da un lungo infortunio. In sintonia con Siviglia, quando il difensore calabrese va a prendere Mannini, l’ex milanista va a coprire sulle sovrapposizioni. Esagerata l’ammonizione. Nel secondo tempo ci mette ancora più grinta e serve anche un cross per la testa di Mauri su cui è bravissimo a distendersi Castellazzi.

BARONIO 6
Solito ordine. Al 18’ tenta la conclusione da fuori. Forse ci mette un po’ troppa foga per stoppare Cassano ad inizio ripresa ma il giallo appare comunque eccessivo. Così come in occasione del secondo: Baronio entra in scivolata, ma anticipa Cassano prendendo pienamente il pallone, prima di “sollevare” anche l’avversario.

MAURI 6,5
Poco più che invisibile nel primo tempo. Nella ripresa parte bene: è più propositivo e si fa vedere di più. Due i suggerimenti per Rocchi nei primi 10’ del secondo tempo. Al 65’ spreca una bella occasione quando da solo in area spara fuori al volo. Gran colpo di testa al 92’ su cui è bravissimo Castellazzi.

MATUZALEM 7
All’11’ scambio con Zarate che lo mette in condizione di calciare a rete: fuori di poco. Spesso viene triplicato dagli avversari. Che carattere quando al 42’ pareggia subito i conti. Nella ripresa è un po’ ovunque. “Inciampa” sul possibile 2-1.

ZARATE 7
Il primo squillo al 7’ è il suo che si accentra in mezzo al triangolo Ziegler-Rossi-Poli e prova così a spaventare la difesa doriana. Non entra in partita e lo stiramento al 25’ sembra averlo messo KO, ma al 38’ prova a dare una scossa alla gara quando si accentra dalla sinistra e lascia partire il bolide che però termina alto. Grande spunto al 90’ quando innesca Cruz dopo una serpentina letale.

ROCCHI 7
Al 9’ si fa vedere anche lui con un diagonale che però non impensierisce Castellazzi. Al 30’ l’intenzione è quella dell’euro-gol, ma colpisce male il pallone. Mette in porta Matuzalem con un assist splendido in occasione del gol. Sbaglia una rete su invito di Mauri all’inizio del secondo tempo.

DABO n.g.

CRUZ 5,5
Due occasioni in 3 minuti. Difficile correggere in rete di tacco il bolide di Kolarov; difficile anche sparare addosso a Castellazzi in uscita. In suo favore c'è da dire che entra tardi per dimostrare di essere subito in partita, ma (forse) un grande attaccante si vede anche da questo.

LICHTSTEINER n.g.

BALLARDINI 6
Dovremo essere veloci e profondi in attacco” aveva detto in conferenza stampa pre-gara. Purtroppo non è accaduto. La formazione di Pechino stavolta non ha “portato bene”. Con questo schieramento il possesso palla è comunque favorevole agli avversari (la percentuale alla fine della partita parla chiaro) e la Lazio sembra meno arrembante.


Sampdoria: Castellazzi 7; Stankevicius 6, M.Rossi 6, Lucchini 6, Ziegler 7; Mannini 6,5, Poli 6,5, Palombo 7, Padalino 5,5; Cassano 6, Pazzini 7. Zauri 6
All.: Delneri 7

Arbitro: Orsato 5

I TIFOSI

Curva Nord: striscione in omaggio ai 22 anni degli Irriducibili (18/10/87-18/10/09 Auguri Irriducibili – combattere è un destino). Solita razione di fischi per Cassano, ma stavolta non sono neanche troppo assordanti. Bell’esordio per i nuovi cori. Sciarpata fitta solo per metà ad inizio ripresa. Bravi a spronare la squadra al momento giusto. Nel secondo tempo chiamano anche il cambio di Foggia (che non avverrà anche complice l’ingiusta espulsione di Baronio), improvvisandosi allenatori. Calano nel finale. Qualche fischio alla fine della gara.

I sampdoriani: sono circa 700. Fischiano nel pre-partita sul video della finale di Coppa, tentando di esorcizzare i brutti ricordi. Telone con il volto di Paolo Mantovani all’ingresso in campo. Continui e potenti i cori nel corso della gara, soprattutto il solito “Doria! Doria! Doria!”. Anche loro calano d’intensità nel finale di partita.

Orsato e Pazzini frenano la Lazio: è sindrome Olimpico

di Orazio Resta
Fonte: tuttomercatoweb.com


E’ sindrome Olimpico. Prosegue il digiuno di vittorie tra le mura amiche della squadra biancoceleste, che non centra i 3 punti nella Capitale dal lontano 23 agosto contro l’Atalanta. Una Lazio convincente a fasi alterne non riesce ad avere la meglio di una Sampdoria tonica ed organizzata, che prima passa in vantaggio con il solito Pazzini, poi si fa riprendere da Francelino Matuzalem.
Ballardini sceglie dieci undicesimi della formazione che ha trionfato in quel di Pechino contro l’Inter. L’unica novità è in difesa, dove viene concesso un turno di riposo a Lichtsteiner con Siviglia che scala a destra e Cribari che viene confermato in mezzo. La sosta ha svuotato l’infermeria biancoceleste: per l’occasione, oltre al difensore calabrese, recuperano Diakitè e Cristian Brocchi a centrocampo. Il rientro dell’ex rossonero spinge il tecnico ravennate a riproporre il rombo a metà campo, con Baronio regista basso e Matuzalem alle spalle di Rocchi e Zàrate. Ne fa le spese Pasquale Foggia che parte dalla panchina, al pari del recuperato Julio Cruz.
Classico 4-4-2 per Gigi Del Neri che in difesa deve rinunciare allo squalificato Gastaldello. Al suo posto gioca il giovane Marco Rossi, mentre a sinistra Ziegler vince il ballottaggio con l’ex Zauri. Linea verde anche a metà campo, dove Poli fa le veci di Tissone e Padalino è preferito a Bellucci come vice Semioli. In avanti la coppia Pazzini e Cassano fornisce un banco di prova significativo alla difesa capitolina.

“Serve la Lazio migliore”, ha tuonato Ballardini alla vigilia. Un monito raccolto dai biancocelesti che, nonostante l’aggressività doriana, cercano di assumere già in avvio il comando delle operazioni. La prima iniziativa degna di nota giunge allo scoccare del 9’, quando capitan Rocchi brucia sul filo del fuorigioco la linea difensiva ospite. La posizione è invitante, ma il diagonale è flebile. 2’ più tardi sale in cattedra Zàrate. L’argentino semina pedine avversarie e libera Matuzalem nel cuore dell’area. Il numero 8 carioca è bravo a liberarsi nello stretto, ma manca il bersaglio a pochi metri da Castellazzi. Il doppio pericolo scuote Cassano e compagni che alzano il baricentro e si affacciano pericolosamente in avanti. Al 17’ è proprio il genio di Bari Vecchia a seminare il panico sull’out di destra: dribbling su Diakitè, destro a giro sul secondo palo che trova Muslera reattivo. La Samp prende coraggio e tra il 20’ ed il 22’ esalta nuovamente i riflessi dell’estremo difensore sudamericano che prima toglie dall’angolo un colpo di testa di Padalino, poi chiude lo specchio ad un diagonale ravvicinato di Mannini. La partita vira. Gli uomini di Del Neri fanno gioco, sfruttando la catena di sinistra dove Mannini e Cassano, coadiuvati dalle sovrapposizioni di Ziegler, creano più di un grattacapo a Siviglia e Brocchi. Ci prova Baronio a mettere ordine, ma la manovra è compassata ed ostruita dal pressing organizzato della mediana ligure. Serve la giocata del singolo, come quella tentata al 38’ da Zàrate. La mattonella è quella che sbloccò la finale del 13 maggio, ma l’esecuzione è sorvola la traversa. La giocata del numero 10 biancoceleste spezza solo momentaneamente la buona vena ospite che dopo 2’ trovano la rete del meritato vantaggio. Cassano (liberatosi in modo dubbio di Siviglia) gode di troppa libertà tra le linee, scambia con Pazzini che innesca il taglio di Padalino. L’esterno svizzero, indisturbato, pennella nel cuore dell’area per il “dimenticato” ex centravanti viola. Il colpo di testa è perfetto e la Samp mette la freccia. Il passivo riaccende l’orgoglio capitolino che nell’ultimo affondo della prima frazione di gioco riporta in partita la Lazio. E’ il minuto 42, quando Rocchi riceve la sfera spalle alla porta e con un assist al bacio premia l’inserimento centrale di Matuzalem. Questa volta il diagonale è chirurgico e Castellazzi è battuto.

La ripresa si apre senza variazioni di formazione, ma con la stessa intensità con cui era tramontato il primo tempo. La Lazio spinge sull’acceleratore sull’asse Mauri – Rocchi. Nell’arco di 5’, il centrocampista brianzolo mette due volte il capitano in condizione di far male, ma il bomber veneto manca il bersaglio in modo maldestro. La partita viaggia sul filo dei nervi ed al 9’ Padalino paga le conseguenze. Già ammonito entra in modo cruento su Kolarov: doppio giallo e Samp in 10. La superiorità numerica impone ai padroni di casa di fare gioco ed al 15’ è ancora Matuzalem con una deviazione ravvicinata a lambire il palo di Castellazzi. Del Neri corre ai ripari inserendo Zauri per l’ottimo Poli, con Ziegler che trasloca a centrocampo. La Lazio prende gradualmente il sopravvento e al 21’ costruisce un occasione colossale: Brocchi pennella per il solissimo Mauri che da ottima posizione rischia l’esterno mancino volante, mancando lo specchio della porta. La bilancia della partita sembra pendere dalla parte della Lazio, ma al 27’ Orsato torna protagonista. Baronio in scivolata sembra anticipare nettamente Cassano, ma per il fischietto di Schio l’intervento è in ritardo e per il play-maker bresciano scatta la seconda ammonizione. A poco servono le proteste furenti dell’Olimpico. La parità numerica è ristabilita e la partita torna a sorridere ai blucerchiati che riprendono a ruminare gioco e corsa, al cospetto di una Lazio che non riesce più a ripartire con incisività. A 10’ dal termine Ballardini richiama Matuzalem e Rocchi per Dabo e Cruz, ma è la Samp a farsi minacciosa con un terra-area dalla distanza dell’ispirato Cassano. Dopo qualche minuto di tregua la partita si riaccende in zona extra – time, quando è la formazione biancoceleste a collezionare due clamorose occasioni per strappare i tre punti. Al 46’ Zàrate si esibisce in una percussione personale inarrestabile che proietta Cruz a tu per tu con Castellazzi. Il gol sembra fatto, ma l’argentino calcia debolmente sui piedi dell’estremo portiere doriano. Non è l’ultimo rimpianto, perché dopo una manciata di secondi il portiere di Gorgonzola si supera togliendo dall’incrocio una deviazione area di Mauri. E’ l’ultimo sussulto di una sfida avvincente che non sfata il tabù casalingo della compagine di Ballardini.

Rocchi - Samp un conto aperto


di Orazio Resta
Fonte: tuttomercatoweb.com


L’ultima vittoria in campionato allo stadio Olimpico è stata anche l’unica in casa e risale a domenica 23 agosto, prima giornata di campionato. Lazio-Atalanta 1-0 gol di Rocchi. Ballardini non ha ancora sciolto l’interrogativo, il ballottaggio con Cruz (appena recuperato) resta aperto e bisognerà calcolare un turnover equilibrato: altre sette partite nei prossimi venti giorni attendono i giocatori biancocelesti. Ma il favorito appare Rocchi, che può vantare anche un bottino niente male con i blucerchiati, a cui ha segnato cinque gol in carriera. L’amarezza Samp. Quattro prodezze con la maglia della Lazio e un’altra con l’Empoli. Risale al 21 marzo 2004. Tommaso, al minuto 90, realizzò il gol del pareggio. Si giocava al Castellani. Era la prima Samp di Novellino. Giocavano Antonioli e Diana, Volpi e Bazzani. Oggi ne resta uno soltanto, si tratta del playmaker e del motore del centrocampo, Angelo Palombo. Passarono in vantaggio i blucerchiati grazie ad un autogol di Manuel Belleri, che poi sarebbe arrivato alla Lazio.

Pazzini-Cassano fanno paura: Ballardini studia le contromisure


di Orazio Resta
Fonte: il tempo

Pazzini e soprattutto Cassano fanno paura, la difesa laziale si prepara a reggere l'urto della prima in classifica. Del Neri ha lavorato bene, ha forgiato una squadra che si affida al collettivo ma sfrutta al massimo gli acuti dei solisti. Sono passati cinque mesi dal trionfo in Coppa Italia, dalla magica notte del 13 maggio quando Dabo infilò Castellazzi regalando alla Lazio il primo trofeo della gestione Lotito. Ora la Samp, battuta quella volta all'Olimpico, si ritrova in testa con la certezza di aver operato in modo oculato sul mercato nonostante la cessione di Campagnaro e il doloroso cambio tecnico. Servirà quindi una grande prova della banda di Ballardini per tornare alla vittoria dopo cinque tentativi a vuoto (sono arrivati tre pari e due sconfitte interne) e occorrerà confermare la discreta tenuta del reparto arretrato che finora ha fornito un rendimento accettabile nonostante nelle previsioni della vigilia fosse indicato come il tallo d'Achille della squadra. Torneranno Siviglia e Diakitè ma non è detto che giocheranno entrambi dall'inizio. Anzi, venendo da infortuni muscolari è probabile il rientro del giocatore più anziano, ma è possibile che Ballardini confermi Cribari (anche Radu è in ballottaggio). A prescindere da chi scenderà in campo, sarà fondamentale l'apporto di Lichsteiner, reduce dalla qualificazione mondiale con la Svizzera. Il laterale biancoceleste andò molto in difficoltà a Marassi contro Cassano mentre nella finale di Coppa riuscì a limitarlo. La gabbia sull'asso doriano conterà anche sui raddoppi di chi tra Brocchi e Dabo comincerà la partita oltre che su Baronio, chiamato anche a uno stancante lavoro di copertura. Tutto questo senza trascurare i «tagli» di Pazzini perfetto a trovare spazi dove non ci sono. Ci sarà da soffrire lì dietro, lo sa anche Muslera tornato dal blitz in Uruguay che comunque gli è valso l'accesso agli spareggi per il Mondiale. La Samp gli porta bene: contro i doriani ha giocato la prima gara del post-Carrizo, contro i blucerchiati ha certificato la sua rinascita in Coppa Italia. Fernandone si aggrappa al suo talismano.

Si blocca Meghni



di Ezio Resta
Fonte: gazzetta.it

Ballardini non fa in tempo a gioire per il recupero di quasi tutti gli infortunati che già ne deve contare di nuovi. Dopo lo stiramento di ieri alla coscia sinistra di Del Nero oggi è stato Meghni a bloccarsi. Anche il franco-algerino lamenta un problema muscolare alla coscia sinistra: domani si sottoporrà ad accertamenti alla Paideia. Per quanto riguarda i recuperati, invece, il tecnico pare intenzionato a far ripartire dalla panchina tre su quattro: Cruz, Brocchi e Siviglia. Il solo Diakite, quindi, tornerà a giocare dal primo minuto. Oggi il dissidente Ledesma ha preso parte anche alla partitella in famiglia, ma per lui non sono previste novità: continuerà dunque a non essere convocato.

Campidoglio, Zàrate è il più acclamato: "Voglio vincere l'Europa League"


di Orazio Resta
Fonte: tuttomercatoweb.com

Il più acclamato, il più fotografato, il più applaudito: Mauro Zarate è il volto della Lazio vincente che si presenta in Campidoglio. L'argentino ha l'aria scansonata e la faccia su cui è ancora impresso il segno del cuscino: una notte vissuta davanti alla tv, a fare il tifo per la sua Argentina e a guardare - dall'altra parte della barricata - il suo amico Muslera. Il sorriso del bomber si illumina quando, sul maxischermo, scorrono le immagini del suo gol alla Sampdoria nella finale di Coppa Italia. Poi, con aria quasi sorpresa riceve in premio dal Circolo «Lazio in Campidoglio» una targa come miglior realizzatore dell'anno passato. «Sono felice di questo premio che voglio condividere con tutta la mia squadra - sussurra timidiamente al microfono - se sono stato in grado di realizzare tanti gol, il merito è anche dei miei compagni. Ora sono concentrato sul campionato: ci aspetta un impegno importante contro la Sampdoria. All'Olimpico arriva la prima in classifica: meritano questo primato, sono una squadra organizzata che arriverà a Roma con il desiderio di riscattarsi dopo la finale dell'anno passato. E' un appuntamento importante che arriva dopo la sosta di campionato: sono convinto che faremo una grande prestazione, vogliamo ripartire con il piede giusto». La sfida con i blucerchiati è particolarmente sentita dal bomber di Haedo. Alla Samp segnò il suo primo gol all'Olimpico, presentandosi con un «biglietto da visita» spettacolare: dribbling spalle alla porta e sinistro all'incrocio dei pali. Ricordi a parte, Zarate vuol vincere, sempre e comunque. La notte di Pechino appartiene al passato, il campione argentino pensa già a nuovi traguardi. «Al di là del campionato ci aspetta un periodo ricco di appuntamenti: giovedì prossimo arriverà il Villarreal, e sarà una sfida fondamentale. Teniamo molto all'Europa League e vogliamo arrivare fino in fondo: sarebbe importante vincere anche in Europa, alzare la coppa darebbe ulteriore prestigio alla nostra stagione».

TABÙ OLIMPICO PER BALLARDINI


di Orazio Resta
Fonte: lazialità.it


Contro la Sampdoria per ripartire ma anche per sfatare quello che è ormai diventato un vero e proprio tabù: l’Olimpico. Nel suo stadio, infatti, la Lazio non riesce proprio a vincere: fino a questo momento gran parte dei risultati più importanti la squadra biancoceleste li ha ottenuti proprio lontano da Roma.
Lotito aveva giustificato le cadute interne con «l’eccessiva pressione che c’è a Roma». Giusto o sbagliato che sia, i numeri non mentono e parlano di sei gare tra Campionato ed Europa League con un bottino piuttosto magro: 2 vittorie (con Atalanta ed Elfsborg), 3 sconfitte (con Juventus, Salisburgo e Parma) e un pareggio (con il Palermo). Risultati che vanno in controtendenza con il trend di Ballardini, che lo scorso anno quando era alla guida del Palermo aveva fatto dello stadio “Renzo Barbera” la vera e propria inespugnabile roccaforte dei rosanero con ben 14 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte.
Domenica torna il campionato ed i biancocelesti vogliono ripartire con il piede giusto. Molto dipenderà dagli attaccanti che fino a questo momento non hanno dato l’apporto sperato, soprattutto in casa. Fino a questo momento nelle sei gare interne disputate la Lazio ha segnato sette reti, mentre lontano dall’Olimpico già nove, sempre in sei gare, Supercoppa Italiana inclusa.
Ai biancocelesti mancano soprattutto i gol di Rocchi che, complice l’infortunio, in campionato ha segnato appena una rete. Pochi per un attaccante di razza come lui, da sempre abituato a chiudere le sue stagioni in doppia cifra. Per la Lazio adesso arriva una bella prova del nove. Attesa da un vero e proprio tour de force, che la vedrà impegnata ogni tre giorni da qui alle prossime tre settimane, giocherà due gare di fila in casa: domenica contro la Samp e il giovedì successivo in Europa League contro il Villareal. Due sfide delicate che diranno molto sul futuro sia in campionato ma soprattutto in Europa della truppa di Ballardini.

Ecco Lazio-Samp, Mauro Zàrate si scalda


di Orazio Resta
Fonte: tuttomercatoweb.com


Rispetto al campionato scorso alla Lazio mancano 5 punti e i gol di Zarate. Quelli che facevano volare la squadra nelle prime giornate quando il talento argentino sorprese tutti con una partenza folgorante, costellata di prodezze decisive e straordinarie. Come le rete realizzata contro quella Sampdoria che sarà ospite domenica all’Olimpico e che potrebbe stimolare nuovamente la fantasia e l’estro dell’attaccante biancoceleste. Dopo 7 turni di campionato Zarate ha segnato solo 2 gol, contro i 6 della scorsa stagione che consentirono alla Lazio di mettere in cascina 13 punti e di respirare l’aria dell’alta classifica.

Maurito sconta un ritardo di condizione, anche a causa di un infortunio che l’ha costretto a saltare la partita contro la Juventus. E’ limitato da un gioco che lo porta ad agire troppo lontano dalla porta e quindi a essere meno presente e incisivo in zona tiro, dove è micidiale. Soffre i continui raddoppi di marcatura da parte di avversari che hanno imparato a conoscerlo e quindi anche a controllarlo con maggiore applicazione e attenzione. Il miglior Zarate di questo scorcio di stagione è stato ammirato a Sofia, in Europa League: l’attaccante in grado di segnare, regalare assist, decidere le gare con giocate di grande spessore. Il calciatore che tutti vorrebbero sempre vedere. Mentre in campionato ha evidenziato solo sprazzi della sua classe senza mai assurgere al ruolo di protagonista assoluto, come aveva abituato i tifosi.

L’auspicio è che la sosta abbia consentito all’argentino di riprendersi completamente dal punto di vista fisico e di aver affinato la condizione per ripresentarsi alla grande contro la Sampdoria. La formazione blucerchiata evoca ricordi bellissimi nella memoria del giovane attaccante laziale. Oltre alla splendida rete in campionato, infatti, Zarate realizzò anche quella del vantaggio nella finale di Coppa Italia del 13 maggio, terminata 1-1 dopo i 90 minuti. E fu preciso anche nella trasformazione del suo rigore quando la lotteria degli 11 metri sembrava dovesse favorire i blucerchiati. Insomma, un vero e proprio spauracchio per il portiere doriano Castellazzi: un duello che si rinnoverà domenica ancora all’Olimpico e dall’esito del quale potrebbe dipendere il risultato.
La Lazio è in ritardo sulla tabella di marcia del campionato e aspetta un successo che manca da 5 giornate, dalla trasferta contro il Chievo. E’ arrivato il momento di spezzare il lungo digiuno e di rilanciarsi in classifica verso posizioni più consone alle aspettative. E sarebbe bello che l’attesa vittoria arrivasse proprio contro la sorprendente capolista allenata da Del Neri. La Lazio, ovviamente, si affida al suo elemento più rappresentativo e di classe, particolarmente ispirato contro la Sampdoria.

Quella di domenica sarà anche la sfida fra Zarate e Cassano, calciatori in possesso di colpi spettacolari e in grado di catalizzare e decidere le partite. La Lazio e Zarate sognano un’altra notte magica, come quella di Coppa Italia. Oggi la società festeggerà in Campidoglio (ore 12) la conquista delle due Coppe: presenti squadra, staff tecnico, sanitario e presidente. Sul mercato, a proposito del possibile arrivo di Aimar, Lotito ha precisato. «Le vie del Signore sono infinite».

Lotito smentisce l'agente di Aimar e apre a Muslera: "Quando una persona cresce è giusto che venga valutata nel modo idoneo"


di Orazio Resta
Fonte:tuttomercatoweb.com



Questo pomeriggio il presidente della Lazio, Claudio Lotito, intervenendo ai microfoni di Radio Radio ha affrontato diverse tematiche del momento biancoceleste: "Essendo fatta di uomini, la squadra risente della pressione ambientale. Sarebbe sbagliato pensare che l'aspetto psicologico non influisca. La concentrazione è anche frutto del contesto. Se hai un ambiente ti sostiene e sprona cerchi di dare il meglio di te stesso o comunque hai un atteggiamento vincente. Viceversa, se hai un ambiente che non ti supporta in modo adeguato, puoi avere un calo psicologico che poi incide sul rendimento e soprattutto nell'approccio alla gare. Ultimamente in alcune partite la squadra ha risentito di un'eccessiva critica, secondo me non meritata, perché questa è una squadra che a maggio ha vinto una Coppa Italia, ad Agosto ha vinto una Supercoppa Italiana. In campionato è partita in una certa maniera. Adesso la state vedendo. Quando abbiamo vinto con il Chievo e L'Atalanta qualcuno ha addirittura detto che siamo stati fortunati. Abbiamo anche giocato in 10 uomini. Non è una cosa semplice. Voglio dire che questa è una squadra che ha dimostrato carattere, grande unità e poi è stata decimata dagli infortuni e d alcune situazioni. Aggiungo che con il Salisburgo, con il Parma e con il Palermo è stata anche oggetto di grosse critiche. Questo non penso sia stato corretto. Normalmente le critiche vengono rivolte alla società. Si dice che non abbia costruito un organico competitivo e su questo consentitemi di dire che contrasta con la verità. Vorrei ricordare che la Lazio è la seconda società ad aver investito sul mercato. Tra l'altro ha speso 38 milioni cash, rispetto ad altri che hanno ammortizzato in 3 anni. Oggi abbiamo un eccesso di giocatori e quindi abbiamo dimostrato di essere competitivi sul mercato, quando nessuno pensava che Zàrate e Matuzalem fossero riscattati. Siamo abituati a fare i fatti, poi è chiaro che può capitare nel mese di agosto non siamo riusciti a portare un difensore che noi ritenevamo idoneo per la Lazio. Ma non perché non abbiamo voluto investire del denaro, ma perché purtroppo, aimè, la società in questione ha ritenuto giusto non vendere più il calciatore in quel momento. Anche in questo caso a causa della pressione dei tifosi. Questo per dire che la Lazio non si è sottratta a portare avanti il progetto di rilanciare questo club a livello internazionale e di allestire una squadra competitiva. Mi pare poi che anche le squadre sulla carta più competitive non è che hanno ottenuto grandissimi risultati. La Sampdoria, per esempio, ha allestito pochissimo ma ha costruito una squadra competitiva. Poi ha un sostegno da parte del proprio pubblico importante. Noi, viceversa, a volte abbiamo delle critiche immotivate, tanto che in più occasioni è capitato che qualche avversario hanno chiesto a me il motivo delle contestazioni. Roma è fatta così".

Questione Pandev. Entro ottobre si terrà la prima udienza presso il Collegio arbitrale: "A me dispiace sottolineare ancora una volta che le persone sono abituate ad scontrarsi con il rispetto delle norme. Il mercato chiude il 31 agosto e quindi dopo tale data non si dovrebbe trattare di questi argomenti. Invece, leggo con grande stupore che invece tutti parlano di mercato. Allora è inutile che ci sono delle finestre di mercato stabilite prima. Per quanto riguarda l'udienza, l'iter burocratico che è stato deciso ha un percorso e sulla base di questo poi si vedrà. È inutile fare ora processi mediatici. Quando dico che il mercato della Lazio è aperto 365 giorni l'anno, intendo che io ho una mia rete di osservatori che guardano in tutto il mondo i vari giocatori e sulla base del resoconto, una volta che giuridicamente possiamo procedere lo facciamo. La legge non è forma, ma sostanza. C'è una norma, poi quello che fanno gli altri non mi riguarda. Per esempio, io vi garantisco che non ho mai contattato nessuno per Simplicio, nonostante se ne parli tanto".

L'agente di Pablo Aimar, Mascardi, ha invece dichiarato che Lotito è in contatto per l'acquisizione del suo assistito: "Torno a ripetere, le persone sono abituate a dire ciò che vogliono. Purtroppo. Io invece faccio delle considerazioni che attengono al club. Gli altri preferiscono fare le cose per farsi pubblicità. Io sono in religioso silenzio, ma ogni giorno esce fuori una cosa. Non posso mettermi a smentire ogni cosa".

Altra vicenda che primeggia in casa Lazio e il possibile rinnovo contrattuale di Muslera: "Vorrei ricordare a tutti voi quante parole malevole sono state spese nei confronti di questo ragazzo e del sottoscritto che l'ha scelto. I fatti hanno dimostrato che è un grande portiere e tra l'altro è un ragazzo con una grande dote: ha il self control. Dopo tutte le critiche che ha ricevuto, si è messo a lavorare per migliorarsi e sta dimostrando quanto vale. Poi la perfezione non esiste, la cosa importante è avere la voglia di fare sempre meglio. Con umiltà, determinazione e concentrazione. Queste sono le cose che chiedo al gruppo. Muslera ha un contratto e giustamente quando una persona cresce è giusto che venga valutata nel modo giusto, nell'interesse della persona e della società".

MUSLERA, ESAME DI MATURITÀ


di Orazio Resta
fonte: lazialita.it


Una notte Mondiale, anche se il Sudafrica dista ancora novanta minuti: Fernando Muslera stanotte affronterà l'Argentina davanti a novantamila tifosi uruguagi. In palio c'è un posto per il paradiso. La squadra allenata da Tabarez, con una vittoria, scavalcherebbe in classifica la selezione albiceleste conquistando la qualificazione al Mondiale. Maradona rischia di restare fuori dalla competizione: quranta anni fa, in Messico, - era il 1970 - l'ultima kermesse senza l'Argentina. La sfida del Centenario è legata a doppio filo a quella tra Cile ed Ecuador: la classifica recita Argentina 25, Uruguay 24, Ecuador 23. Con un successo in Cile, l'Ecuador volerebbe in Sudafrica. Uruguagi e argentini vivono la vigilia nel timore di una pastetta: nelle qualificazioni ai Mondiali del 2006, un pari tra le due nazionali platensi eliminò proprio i cileni che ora meditano vendetta. Comunque vada, il portiere della Lazio stanotte sarà chiamato a fare la sua parte, cercando di frenare Messi e compagni, alla disperata ricerca di un punto per ottenere il passaporto per il Sudafrica. Dopo l'ottimo esordio in Ecuador, il numero uno della Lazio sarà chiamato a un'altra prestazione straordinaria per regalare un sogno a un'intera nazione. Muslera è stato promosso a pieni voti dopo la partita di sabato scorso in cui si è distinto per un paio di interventi prodigiosi. La storia del portiere laziale somiglia quasi a una favola: dopo un avvio stentato con la maglia della Lazio, è stato in grado, allenamento dopo allenamento, di convincere anche i più scettici arrivando a conquistare un posto da titolare in nazionale. La Lazio, come confermano le parole del presidente Lotito rilasciate a RomaUno, è pronta a un adeguamento contrattuale. «I fatti hanno dimostrato che è un grande portiere - ha dichiarato il patron della Lazio - Muslera ha un contratto e giustamente quando una persona cresce è giusto che venga valutata nel modo giusto, nell'interesse della persona e della società».

Lichtsteiner, nato per correre: finora non ha saltato un minuto nella Lazio


di Orazio Resta
Fonte: tuttomercatoweb.com


Non si è fermato un minuto. Sempre in campo: sia in campionato, che in Europa. Stephan Lichtsteiner è il ”fedelissimo” della Lazio in questo scorcio di stagione, l’unico calciatore che Davide Ballardini ha sempre schierato e sempre tenuto in campo: dall’inizio alla fine di ogni partita. In totale ha collezionato 630 minuti in campionato, nelle 7 giornate disputate, e 360 minuti nell’Europa League, nel doppio confronto con l’Elfsborg e contro Salisburgo e Levski. Senza contare gli impegni avuti con la Svizzera, una nazionale molto vicina alla qualificazione al Mondiale del prossimo anno in Sud Africa e della quale il laziale è tra gli interpreti più importanti.

Anche se il rendimento non è ancora pari a quello molto elevato della passata stagione, quando si rivelò come uno degli esterni più interessanti e continui del panorama calcistico italiano, Lichtsteiner ha risposto presente a ogni incontro e non ha mai tirato il fiato. La partenza di De Silvestri e l’infortunio occorso a Scaloni hanno privato l’allenatore biancoceleste delle alternative tattiche giuste per rimpiazzare lo svizzero in qualche situazione. Un tour de force che sta incidendo proprio sulle prestazioni del ragazzo che, dopo la sconfitta contro il Parma, ha ammesso il momento di fatica che stava attraversando e che gli impediva di esprimersi sugli standard ai quali aveva abituato i tifosi. Un discorso esteso anche al resto della formazione ma che, ovviamente, si riferiva soprattutto a se stesso perché consapevole di non riuscire a dare il meglio delle proprie potenzialità.

Lichtsteiner, 25 anni, acquistato dal Lille a 1,2 milioni di euro, è legato alla Lazio fino al 2013. Lo scorso anno Delio Rossi lo aveva impiegato anche come centrocampista di fascia destra, senza grandi risultati. Ballardini lo fa giocare solo da difensore anche se, le sue caratteristiche offensive, lo portano spesso ad attaccare la fascia. Un calciatore nato per sfruttare la sua ottima corsa. Forse ha perso qualcosa in fase offensiva, però ha sicuramente compiuto dei confortanti progressi in quella difensiva, che rappresentava il suo punto debole.

Mentre gli altri compagni hanno potuto sfruttare la sosta del campionato per riposare e ricaricarsi, Lichsteiner ha continuato la sua stagione fitta di partite giocando sabato scorso contro il Lussemburgo. E domani sarà nuovamente in campo contro Israele, per un turno che potrebbe rivelarsi decisivo in vista del Mondiale. Giovedì rientrerà a Formello per rimettersi a disposizione del tecnico. Ma dopo questi ulteriori sforzi, in quali condizioni fisiche si presenterà domenica contro la Sampdoria? La domanda è d’obbligo perché l’apporto del calciatore è fondamentale nell’economia del gioco della Lazio. E perché sta per cominciare un periodo che vedrà la squadra giocare 3 volte ogni settimana, tra campionato ed Europa League. Ma Lichtsteiner, fatica o no, vuol continuare a correre su quella fascia che rappresenta la prateria della sua vita. Sperando che la nazionale gli abbia restituito quell’entusiasmo un po’ smarrito dopo gli ultimi risultati della Lazio.

Lotito: "Valuteremo le offerte per Pandev, ma non solo l'Inter ha giocatori che ci interessano..."


di Orazio Resta
Fonte: corrieredellosport.it


Un cartello 'Vendesi' sulla maglietta di Pandev. E' quello che ha affisso ufficialmente il presidente della Lazio, Claudio Lotito, parlando a margine della convention 'Sportel' a Montecarlo: "La questione Pandev non può essere affrontata ora che il mercato è chiuso. Quando riaprirà la finestra di mercato la Lazio valuterà le offerte e - continua - sono bene accette tutte le soluzioni che contemperano le esigenze nostre, del giocatore e di chi lo vuole acquistare. Al momento è ancora prematuro parlare di cifre", aggiunge poi a chi gli chiede una valutazione del cartellino dell'attaccante, in scadenza di contratto il 30 giugno 2010.

"Come ben sapete - conclude Lotito - Pandev ha fatto la scelta di non far parte più di questo club, nonostante la Lazio gli abbiamo dato l'opportunità di esprimersi e diventare quello che è diventato. Noi ne prendiamo atto. Giocatori interessanti nella Primavera dell'Inter? Non solo l'Inter ha dei giocatori che possono arrivare alla Lazio. Credo che in tutto il mondo ci siano giocatori che non sono considerati e possono esprimersi da noi"

La rincorsa di Brocchi: domani esami clinici, con la Samp vuole esserci


di Orazio Resta
Fonte: tuttomercatoweb.com



Cure, terapie, doppi alle­namenti per 25 giorni, compresi i week-end. Non si è fermato un at­timo, ha lottato da leone per tor­nare più carico di prima. Non si è fermato un attimo nonostante l’in­disponibilità. Cristian Brocchi è uscito dal tunnel a forza, si pre­para al rientro. Martedì sarà sot­toposto ad un nuovo controllo, poi dovrebbe rivedersi in gruppo.
Sarà in campo contro la Sam­pdoria? Non è escluso. Potrebbe strappare quantomeno la convo­cazione ed essere sganciato dal primo minuto tra Lazio-Villarreal del 22 ottobre e Bari­-Lazio del 25. Si era infortunato il 27 agosto in Svezia, fu fatale il match di ri­torno contro l’El­fsborg. Si procurò una doppia lesione al bicipite femorale della coscia sini­stra.
Non si era mai stirato in carriera. In pratica si fece male in due punti diversi del musco­lo. Ha dovuto lavo­rare al doppio del ritmo: innanzitutto per guarire e nel contempo per mantenere il to­no muscolare. E’ stato ai box per un mese e mezzo, ha una voglia pazza di giocare ed aiutare la La­zio.

IL RIENTRO - La sua disponibilità rimette in moto il turnover a cen­trocampo. Con Brocchi pronto, Ballardini potrà effettuare nuove scelte, questo gli permetterà di dar fiato ai protagonisti più utiliz­zati. Brocchi è una pedina prezio­sa, lo è per la duttilità tattica e per la grinta che mette in ogni parti­ta. Lo è per l’esperienza e per la saggezza, lo è per il ruolo di lea­der che ricopre nello spogliatoio. La pausa è servita per iniziare a ricomporre l’organico. Brocchi è pronto, aspetta il via libera dello staff medico per ricominciare la sua stagione.

LA DIFESA - E gli altri infortunati come stanno? Anche Siviglia do­vrebbe tornare ad allenarsi rego­larmente da martedì prossimo. Sta per iniziare un nuovo ciclo di ferro, il suo aiuto sarà fondamen­tale. Spera di farcela già per La­zio- Sampdoria, altrimenti torne­rà in Europa League quattro gior­ni dopo. Ha risolto i problemi ai flessori della coscia destra. Chi è in fase di recupero è Diakitè (di­strazione muscolare ad entrambe le cosce). Sta molto meglio, ieri mattina ha conti­nuato il lavoro dif­ferenziato. Può es­sere a disposizione contro la Samp. Stesso discorso ri­guarda Cruz ( ieri ha festeggiato i 35 anni), ha risolto i guai al polpaccio destro. Tra venerdì e sabato si è rivisto in campo Stephen Makinwa: era fer­mo da inizio set­tembre per proble­mi muscolari. Ha ripreso gli allena­menti.

GLI ALTRI - Chi deve pazientare è Lionel Scaloni: ha un ematoma osseo (piede sinistro), non ha re­cuperato del tutto. Gli serve an­cora tempo, riprenderà a correre con cautela, non verrà esposto a rischi. Il rientro effettivo in cam­po è ancora un po’ lontano. Ser­vono altre settimane. La Lazio tornerà ad allenarsi dopodomani, ha lavorato sino a ieri mattina. Vi­vrà due giorni di riposo, tra 48 ore inizierà la marcia di avvicina­mento al match contro la Sam­pdoria. Da domenica 18 ottobre partirà un nuovo tour de force: i biancocelesti saranno impegnati per altre 7 volte in 20 giorni. Campionato ed Europa League entreranno nel vivo.

Lazio, si punta Pablo Aimar


di Orazio Resta
Fonte: Leggo


La Lazio punta dritto a Pablo Aimar. Potrebbe essere il forte centrocampista argentino, ora al Benfica, uno dei rinforzi promessi da Lotito nel mercato di gennaio. Lo ha svelato il suo agente, Gustavo Mascardi, che in un’intervista al quotidiano portoghese “Diario de Noticias” ha ammesso: «Sono stato contattato recentemente dal presidente della Lazio, Lotito, che mi ha chiesto di Aimar. Abbiamo deciso di vederci a Roma a novembre per parlare della questione». L’agente del centrocampista ha spiegato che sulle tracce del suo assistito ci sono diversi club europei, ma che al momento il club biancoceleste è stato l’unico a chiedere ufficialmente la disponibilità del giocatore per gennaio. Ad attirare tutte queste attenzioni su Aimar, sempre secondo il quotidiano argentino, ci sarebbero le ultime convincenti prestazioni del giocatore con la maglia dell’Argentina e la voglia di cambiare aria.
Il giocatore sarebbe allettato dall’idea di giocare nel campionato italiano, ma l’ultima parola spetta comunque al Benfica, proprietario del cartellino che solo un anno fa ha sborsato ben 6,5 milioni di euro al Saragozza per ingaggiarlo. La situazione contrattuale del giocatore è chiara: il suo accordo con il club portoghese scade nel 2011 ma è “blindato” da una clausola rescissoria di ben 20 milioni di euro. Cifra al momento fuori dalla portata della Lazio che in estate ha già speso oltre 22 milioni per Zarate. Lotito appare intenzionato a portare il giocatore a Roma con la formula del prestito con diritto di riscatto.
E’ la terza volta che i destini di Aimar e della Lazio si incrociano. Era un vecchio pallino dell’ex presidente Cragnotti, Lotito lo ha corteggiato già due anni fa: chissà che questa non sia la volta buona per fargli vestire la maglia della Lazio.
Muslera intanto incanta l’Uruguay dopo il debutto in Nazionale: «E’ un sogno che si avvera. E’ il momento più bello della mia carriera. Gioco in Nazionale e in una squadra come la Lazio». Strano gioco del destino la prossima sfida sarà contro l’argentina di Carrizo: «Giocheremo in casa e questo ci dà più fiducia. Possiamo batterli»

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