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MR CAPELLO INCAZZATO CONTRO LO SPAGHETTI SOCCER

DI DAVIDE PAMPANIN
WWW.GOAL.COM 26/10/09

Duro botta e risposta tra il c.t. della nazionale ingleseFabio Capello e le massime istituzioni del calcio italiano,Abete e Petrucci, sul tema della civiltà negli stadi.

Capello non le manda a dire e spara a zero sul calcio italiano, confrontandolo con quello spagnolo e allaPremier League: "In Italia purtroppo comandano gli ultrà. Fanno quello che vogliono, sono liberi di insultare tutto e tutti. In Spagna è molto diverso: le famiglie vanno allo stadio, c'è grande rispetto dell'avversario. Una volta, quand'ero a Madrid, un tifoso mi tirò una pallina di carta: fu subito allontanato dallo stadio. In Spagna gli stadi sono di proprietà e quindi si possono strutturare a discrezione della società. In Inghilterra- prosegue Capello- gli stadi sono sempre pieni. C'è voglia di andare allo stadio perchè non succede mai niente di grave e gli steward svolgono alla perfezione il loro compito". La chiosa dell'ex tecnico di Milan eJuventus è pungente: "Mi dispiace moltissimo per quello che sta accadendo in Italia. Il declino si farà sempre più netto se non verrà applicata la legge. Bisogna che le istituzioni e i club prendano una decisione affinchè la gente torni allo stadio: un luogo più sicuro e più accogliente."

Ma la replica alle dure parole di
Capello da parte di Abete e Petrucci non si è fatta attendere: "Non è vero che in Italia comandano gli ultrà. Spesso si trasferisce un'immagine distorta del nostro tifo, confondendo il comportamento di pochi con quelli di molti. I risultati -ha detto il presidente della Figc- ci mostrano che gli episodi violenti sono in calo, e la tessera del tifoso in questo senso è una grande opportunità per le società stesse. Chi ha problemi con la giustizia non è d'accordo? Pazienza". Ancor più netta la risposta del numero uno del Coni, Gianni Petrucci, evidentemente seccato dalle dichiarazioni di Capello: "Non è vero che gli ultrà fanno quel che vogliono. Capelloha allenato in Italia e io sono un suo amico, ma non mi va che quando si è all'estero ci si esprima negativamente sul proprio paese. Queste parole non mi fanno felice e lasciano il tempo che trovano, e' facile parlare dal di fuori."

Nazionale, Balzaretti e Cassani seguiti dal ct Lippi

di Davide Pampanin

( tuttomercatoweb.com)

Il ct della Nazionale italiana, Marcello Lippi, come già anticipato in esclusiva da TuttoPalermo.net, sta seguendo con interesse due giocatori del Palermo; si tratta di Mattia Cassani (26) e di Federico Balzaretti (27). I due terzini rosanero sono entrati nelle mire di Lippi, grazie alle buone prestazioni fatte vedere in queste prime giornate di campionato. Uno dei due giocatori già per la prossima partita che la Nazionale italiana dovrà giocare, potrà essere convocato dal ct azzurro, per poter valutare l'opportunità di farlo entrare nel proggetto Mondiali 2010 in Sudafrica. Non è da escludere però la convocazione di entrambi i due giocatori rosanero.

Padova, Renzetti e Menegon convocati in Under 21 di serie B


di Andrea Ranaldo
Fonte: Padovacalcio.it


Il Calcio Padova informa che oltra al terzino Francesco Renzetti, anche il terzo portiere biancoscudato Andrea Menegon è stato convocato per il raduno di selezione della nazionale under 21 di serie B in programma a Cusago (Mi) lunedì 19 e martedì 20 ottobre 2009.

Ottimo match del Marchetti "nazionale"

di Davide Pampanin
tratto dal corriere del veneto.it ed 15/10/09



CASSOLA (Vicenza) — Le luci so­no spente, le finestre abbassate, il campanello suona a vuoto, il telefo­no pure. In via Giovanni XXIII non ci sono tracce di Graziella Marchet­ti: «È andata a Parma a vedere Fede­rico, vuole che si perdesse un ap­puntamento del genere?». Un vici­no di casa ci apostrofa scherzosa­mente dalla finestra e in effetti sa­rebbe stato difficile che accadesse il contrario. Mamma Graziella è al «Tardini» per il debutto da titolare nella Na­zionale di Marcello Lippi del fi­glio prediletto Federico Mar­chetti, vicentino di Cassola, a due passi da Bassano, portie­re del Cagliari e vice di un mo­stro sacro come Gianluigi Buffon in azzurro. Mamma è al «Tardi­ni » assieme agli al­tri due figli, Stefa­no e Anna e ad altri amici, quelli più stret­ti che hanno fatto l’impossibi­le per trovare un bi­glietto. Di papà Se­verino, invece, nessuno parla vo­lentieri. Questioni familiari, questio­ni personali e pri­vate che, in un gior­no di festa, non possono turbare la felicità di un paese che si stringe at­torno a Federico.
Un giorno come questo, del resto, a Cassola difficilmente si dimentica. Federico Marchetti, per tutti, è «Fede», quel ragazzo cresciuto a pa­ne, salame e Azione Cattolica e arri­vato addirittura a difendere la por­ta della Nazionale contro Cipro. Al centro parrocchiale «L’alveare» si sono ritrovati in molti per vedere Italia-Cipro. E quando suona l’inno e si vede il primo piano di un ragaz­zo un po’ speciale è impossibile trat­tenere l’emozione e qualche lacri­ma. «Ogni tanto ci pensiamo — scherza il signor Giulio — magari Buffon si fa male e 'Fede' diventa titolare. Sarebbe incredibile, lo ve­devo qui quando era ragazzino e prendeva il pullmino per andare ad allenarsi... ». Neanche il tempo di sedersi, però, che Cipro segna e Marchetti prende gol. «Ma non è colpa sua — lo giustifica Alessan­dra, che serve veloce clienti, cono­scenti e amici al bancone del bar— non poteva farci nulla».
Stesso di­sco all’incredibile raddoppio ciprio­ta, che pare mandare di traverso la piadina, la «frusta» bassanese e la Coca-cola ai suoi amici. «È incolpe­vole — attacca Ronny — guardi che razza di difensore è quello del Genoa (Bocchetti, Ndr), ma si può?». Federico lo conoscono proprio tutti. Don Emanuele, il parroco del paese, è seduto davanti alla tv di ca­sa e sorride. «Il risultato non conta, quello che importa è che Federico abbia raggiunto un traguardo così importante — racconta il sacerdote — Se lo merita perché è un ragazzo umile, che vive e che si nutre delle sue radici. Non ha mai smarrito la sensibilità e la bontà che lo contrad­distinguono. Lo aspettiamo a Casso­la il 7 dicembre, quando inaugure­remo i nuovi impianti sportivi del­la nostra parrocchia». Lara è una delle amiche più stret­te di Federico. «L’ho sentito anche poco prima della partita, è stata un’emozione incredibile vederlo in­quadrato al momento dell’inno. Ha superato tante difficoltà, è arrivato così in alto esclusivamente per me­rito suo e per sua tenacia».
Il ricor­do più bello è quello di Johnny Bor­dignon, che lo ha accompagnato co­me animatore ai primi camposcuo­la. «Nel corso degli anni ci siamo un po’ persi — racconta — ma Fe­de è sempre stato un ragazzo one­sto e sincero, fin da quando faceva le prime cose per l’Azione Cattolica. Ne ha fatta di strada... ». Nessuno bada più di tanto al ri­sultato, neppure quando segna Gi­lardino, che si scatena evitando la figuraccia all’Italia già con la testa al Mondiale. Gli umori cambiano. Troppa la felicità per le tredicimila anime di Cassola che finiscono im­provvisamente sotto le luci dei ri­flettori per la bravura di un compae­sano un po’ speciale tinto d’azzur­ro. Che avrà pure preso due gol e che magari sognava un debutto con la porta blindata, ma che resta sempre uno di loro. Anzi, «uno di noi».

A volte ritornano...in nazionale


di Rocco Fortunato
fonte:laroma24.it



Tornare in Nazionale dopo l’addio. Con la qualificazione dell’Italia alla Coppa del Mondo in Sud Africa è riesplosa la“questione Totti”. L’ultima partita in azzurro del numero dieci risale al 9 Luglio 2006, la vittoriosa finale contro la Francia al Mondiale tedesco. Un anno di pausa per decidere, poi la conferenza per annunciare il congedo. Adesso si profila un clamoroso ritorno di Totti. In questi giorni si sono detti possibilisti Ranieri e lo stesso giocatore, mentre rimbalzano le aperture dalla Federazione e da Lippi. Andiamo alla ricerca di qualche illustre precedente tra i fuoriclasse del passato, richiamati per le grandi occasioni ( Mondiali o Europei ).

Johan Cruyff. Come quello di Totti un ritiro già annunciato durante il Mondiale del 1974. A torneo in corso Cruyff comunica che quella inGermania (altro ricorso storico) sarebbe stata la sua ultima competizione con gli “Orange”. Dopo prestazioni sontuose della sua squadra, sconfitta solo in finale, l’abbandono. Ma il richiamo degli Europei due anni dopoè troppo forte, Cruyff partecipa trascinando l’Olanda al terzo posto. Il ritiro definitivo avviene nell’ottobre 1977 per litigi con la federazione ( sul compenso sulle sue partecipazioni ritenuto inadeguato) e per il rifiuto i prendere parte al Mondiale in Argentina ( segno di protesta contro la dittatura militare ).

Diego Armando Maradona. Un’altra separazione dopo una finale di Coppa del Mondo e un ritorno in vista della successiva edizione. Nel1990, prossimo ai trent’ anni Maradona lascia la nazionale e viene trascinato poco dopo nello scandalo doping. Il ritorno in patria e poi con l’ Albiceleste contro l'Australia per gli spareggi di qualificazione a Usa 1994. In America per “El pibe de oro” un inizio sfavillante con la rete allaGrecia all’esordio, poi il sogno si spezza a causa di un nuovo controllo antidoping che lo trova positivo all'efedrina, sostanza stimolante proibita. L’Argentina viene eliminata agli ottavi.


Franco Baresi. In una conferenza stampa, nel 1992, l’allora trentaduenne difensore del Milan dice basta alla maglia azzurra. Poi è una telefonata con il commissario tecnico Sacchi a decretare il ritorno suoi propri passi per giocare l’ultimo Mondiale della sua carriera. L’esperienza americana è un’avventura che si conclude con una finale amara persa ai rigori col Brasile, il penalty fallito dallo stesso Baresi e le lacrime. Nuovo distacco, poi ancora un ripensamento e la convocazione per gara di qualificazione Italia-Slovenia.

Giuseppe Bergomi. Il caso di Bergomi è significativo per l’intervallo di tempo trascorso. Nel 1991 da colonna dell’Italia passa all’esclusione, visto male da Sacchi. Il capitolo Nazionale per lo Zio è chiuso. Passeranno sette lunghi anni e il ritorno si avrà solo per i Mondiali del1998, a trentaquattro primavere, titolare in mezzo alla difesa dopo l’infortunio di Nesta senza farlo rimpiangere. Agli Azzurri saranno fatali i calci di rigore ai quarti.

Pavel Nedved. In tempi più recenti, dopo gli Europei del 2004 è il Pallone d’oro ceco a lasciare i colori della suo Paese. A furor di popolo l’ex juventino viene richiamato per dare il necessario contributo negli spareggi di qualificazione per i Mondiali 2006. In Germania l’apporto del quasi trentaseienne Nedved serve a poco, la Repubblica Ceca non supera il girone iniziale, dove sono proprio Italia e Ghana a spuntarla.

Zinedine Zidane. L’esempio di Zizou (trentatrè anni) è il più evidente, ma la colonia francese ritiratasi dalla Nazionale dopo l’Europeo portoghese del 2004 e richiamata poco dopo si arricchisce anche dei nomi di Lilian Thuram e Claude Makelele. Un’ondata di ritorni che permette ai transalpini di raggiungere la finale, persa (nuovi ricorsi) con l’Italia di Totti. Mentre Thuram e Makelele proseguono con i Blues fino all’ultimo campionato d’Europa in Austra&Svizzera, per Zidane sappiamo tutti come è andata a finire. A conti fatti una decisione di tornare opportuna dal punto di vista tecnico ma rovinata dalla vergognosa uscita di scena, con testata, espulsione e scomparsa con la Coppa alle spalle.

E in tema di ritorni, in “materia allenatori” merita la menzione proprio quello di Lippi, forse l’unico commissario tecnico in grado di convincere Totti per un’ultima scommessa. Per bissare insieme, magari, il trionfo di quattro anni fa.

Lippi "Totti? Ah, io amo i tormentoni"

di Rocco Fortunato
fonte:eurosport.it


Questa mattina ha campeggiato a lungo un titolo forte, uno di quelli che ti fanno fermare, pensare, riflettere, far funzionare il cervello per una volta tanto che non viene atrofizzato dal piattume della giornata. Lippi, se mi vuoi torno in Nazionale, dice Francesco Totti. Non vediamo l'ora, ha commentato una parte della nostra redazione; Eh no, bello. Ormai è troppo tardi, l'ha invece punzecchiato l'altra ala, che preferisce il rinnovamento, che preferisce, magari, Antonio Cassano: redazione spaccata, opinioni divise, così come lo saranno molto probabilmente le vostre (potete esprimere il vostro parere nella Pallonata che trovate al primo link a destra, sotto la foto), e tormentoni che si accavallano a mesi e mesi di distanza dal viaggio che gli azzurri di Marcello Lippi intraprenderanno per difendere il titolo in Sudafrica.

Abbiamo detto Lippi? Abbiamo detto tormentoni? Domani, mercoledì 14 ottobre, l'Italia chiuderà il girone di qualificazione ospitando Cipro: sulla carta una partita-farsa, utile forse per mantenere l'imbattibilità, tanto che Lippi ci sta pensando il giusto, annunciando che proverà una Nazionale un po' sperimentale. Lippi, forse, sta pensando di più a Totti, valutando i pro e i contro del possibile ritorno del Pupone in azzurro, un tormentone che segue immediatamente la querelle relativa a Cassano, un tormentone forse salvifico che possa distogliere la testa del ct della Nazionale dalle voci che vorrebbero il rientegro del fantasista della Samp, giocatore che non piace al tecnico Campione del Mondo e che molto probabilmente non vedremo mai in azzurro fino a quando non cambierà la conduzione tecnica della nostra rappresentativa.

"Totti è una grandissima persona e un grandissimo giocatore - ha spiegato Lippi, anche sulla scia dei commenti rilasciati ieri da Arrigo Sacchi e dal presidente federale Giancarlo Abete - pensate che non sappia che di qui a giugno ci saranno dei tormentoni? I tormentoni mi divertono, avanti con tutti quelli che volete. Non escludo nulla - ha proseguito - dovrò fare valutazioni tecniche su questo gruppo di giocatori che ho ora a disposizione. E vedere tra i giocatori che non ci sono, anche nomi che non sono mai stati fatti, se davvero hanno le caratteristiche tecniche necessarie alla mia Nazionale".

Entro il prossimo 11 maggio Marcello Lippi presenterà una lista provvisoria di 35 convocabili per il Mondiale, che verrà poi ridotta a 23: i posti già scritti sono tanti (a meno di infortuni), ma qualche maglia balla ancora in ogni reparto, così come in quello offensivo, dove anche Giuseppe Rossi, che giocherà titolare mercoledì contro Cipro, spera in una convocazione.

"L'eventuale ritorno di Francesco Totti in nazionale non sarebbe un peso - il commento dell'attaccante del Villarreal sul possibile reintegro del Pupone - per noi giovani è sempre bello giocare accanto a grandi campioni, io ho 22 anni e ho ancora tanta strada da fare. Quello contro Cipro - ha poi aggiunto pregustando già l'atmosfera del Tardini di Parma, dove si giocherà la partita - sarà un test importante per molti di noi. L'obiettivo è vincere e fare una bella figura, per me e per i miei compagni può essere un trampolino in vista dei prossimi impegni della Nazionale. Per me poi, che ha Parma sono stato più di cinque anni, sarà come tornare a casa".

Nazionale, Marchetti giocherà titolare


di Davide Pampanin




Nazionale, Marchetti giocherà titolare




Federico Marchetti potrebbe esordire dal primo minuto in gare ufficiali con la maglia della Nazionale italiana. Considerate le non perfette condizioni fisiche di Gianluigi Buffon (che nei prossimi mesi dovrà sottoporsi a un'operazione al menisco), il Ct Marcello Lippi pare intenzionato a dare fiducia al numero 1 del Cagliari per l'ultima partita delle qualificazioni al Mondiale sudafricano, che si disputerà mercoledì prossimo a Parma contro Cipro.Marchetti, che ha esordito in Nazionale da titolare nell'amichevole del 6 giugno scorso a Pisa contro l'Irlanda del Nord (finita 3-0 per gli azzurri), sarebbe dunque preferito al "napoletano" Morgan De Sanctis, che finirebbe dunque in panchina.

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