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PAGELLE CAGLIARI-GENOA


DI DAVIDE PAMPANIN

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Marchetti 6 Sostanzialmente mai impegnato, viene beffato da due suoi compagni. Sulla punizione di Mesto, la beffarda deviazione di Dessena lo spiazza, costringendolo a raccogliere il pallone in fondo alla rete. Esente da colpe il portiere della Nazionale anche in occasione del raddoppio genoano: la frittata la fa Lopez, l'estremo difensore - coperto - nulla può sul piattone di Floccari.

Canini 7 Schierato nell'inedito ruolo di terzino destro per l'improvvisa assenza di Marzorati, l'ex atalantino non demerita. Nel primo tempo fa fatica a contenere Palladino, ma presidia con autorità la propria fascia di competenza. Nella ripresa, con il Cagliari all'assalto del fortino ligure, si proietta con convinzione in avanti, fornendo un utile supporto al centrocampo nelle fasi cruciali del match. Stoico fino all'ultimo, conclude la propria partita finendo a sportellate con Sculli. Da applausi.

Lopez 4,5 Troppo grave l'errore che rischia di vanificare la rincorsa del Cagliari. Uno svarione non degno di un giocatore che ha alle spalle oltre 400 presenze tra i professionisti: il peso dell'età inizia a farsi sentire, urge trovare il coraggio di fare un passo indietro. Allo stato attuale, Canini e Astori forniscono garanzie decisamente maggiori.

Astori 6 Qualche imprecisione di troppo in una partita comunque sufficiente. Soffre la mancanza di un riferimento offensivo stabile negli avversari, con Floccari che spesso finiva con l'arretrare per favorire l'inserimento dei centrocampisti.

Agostini 6,5 Gara dai due volti. Poco preciso e confusionario in fase offensiva, diventa prezioso nelle concitate battute finali, quando i rossoblù si lanciano generosamente in avanti. Da una sua progressione nasce il rigore poi trasformato da Nenè.

Dessena 5,5 Sfortunato nell'occasione del primo gol genoano, non riesce a fornire un contributo convincente, finendo quasi fagocitato nelle maglie del centrocampo ligure. Meglio in avvio di ripresa, quando pressa con maggior convinzione e si propone con concretezza in area di rigore: coglie un clamoroso palo, col pallone che poi finisce tra i piedi di Biondini per l'1-1.
(dal 65' Lazzari 6,5 La zampata del potenziale campione. Segue Matri, s'inserisce e si dota di una freddezza finlandese per battere Amelia e regalare i tre punti al Cagliari)

Conti 5,5 Ancora lontano dagli standard di rendimento ai quali ha abituato i tifosi rossoblù, coglie una clamorosa traversa alla mezz'ora del primo tempo. Nella ripresa, tanto lavoro oscuro ma un apporto poco consistente alla manovra offensiva.

Biondini 6,5 Riappropriatosi con orgoglio della maglia da titolare, offre una prestazione tutta sostanza, non negandosi qualche ragionata sortita dalle parti di Amelia. Con la voracità del rapace regala l'1-1 alla sua squadra, zittendo con rabbia i fischi piovuti dal settore distinti.

Cossu 7,5 Simply the best. Per il cuore, la voglia, l'impronta che dà a questo Cagliari. Lo trovi ovunque, pure marcato in maniera asfissiante dai centrocampisti della formazione di Gasperini, che gli riserva un trattamento tutto speciale. Nella ripresa, emergono schiumanti la rabbia e l'orgoglio: giocate sempre illuminanti, con tocchi deliziosi e dribbling di gran classe. E il marchio tattico della casa, quello svariare costantemente lungo tutto il fronte offensivo. Manca giusto il gol, cercato in due occasioni senza fortuna; esce stremato, al 90'. Chapeu.
(dal 90' Barone s.v.)

Jeda 6 Tanto fumo, poco arrosto e molte botte. I difensori liguri non risparmiano qualche generosa randellata all'attaccante brasiliano, che è più a contatto con il terreno del Sant'Elia con le terga che con i piedi. La classe, quella, c'è sempre: le sue ripartenze in velocità sono da manuale del calcio, per citare un altro ex goleador carioca. Esce, provato, per lasciare spazio a Matri.
(dal 69' Matri 6,5 Semplicemente perfetto nel calarsi nel match. Si allarga a sinistra, mette in difficoltà Papastathopoulos e Biava e serve il pallone decisivo a Lazzari. Un pieno di morale in vista della gara dell'Olimpico).

Nenè 6,5 Fatica nel primo tempo, sovrastato dai centrali del Genoa. Cresce nella ripresa, contendendo con caparbietà ogni pallone alto ai dirimpettai rossoblù: si presenta con encomiabile coraggio sul dischetto, trasformando chirurgicamente il rigore concesso da Gava.

Allegri 6,5
Diamogliene atto: a Catania lo criticammo per i cambi, che oggi ha azzeccato in pieno. Le manovre correttive apportate nella ripresa sono state decisive ai fini del risultato: coraggiosissimo nell'inserire Matri al posto di Jeda, lasciando in campo per tutti i 90 minuti Nenè.

Arbitro 5,5 Gava sbaglia soprattutto nella distribuzione dei cartellini: Rossi, Moretti e Papastathopoulos - già ammoniti - sono stati più volti risparmiati dal secondo provvedimento disciplinare. Il rigore appare netto, complessivamente le decisioni più importanti sono assunte in maniera corretta.

GENOA Amelia 5,5; Papastathopoulos 5, Moretti 5, Biava 6, Bocchetti 6,5; Rossi 5, Milanetto 5, Juric s.v. (30' p.t. Zapater 6); Palladino 6,5 (36' s.t. Esposito s.v.), Floccari 6,5 (18' s.t. Sculli 5), Mesto 5,5. In panchina: Russo, Modesto, Palacio, Crespo. All: Gasperini 5,5.

IL PALERMO VERSO LA ZONA CHAMPIONS


25 Ottobre 2009

Calcio Serie A - Il Palermo vola, Udinese ko

di DAVIDE PAMPANIN

Palermo - Udinese 1-0

Palermo: Sirigu, Goian, Bovo, Migliaccio, Cassani, Bresciano, Simplicio, Balzaretti (dal 5' pt Blasi), Pastore (dal 14' st Budan), Cavani, Miccoli. (83 Rubinho, 9 Nocerino, 14 Bertolo, 19 Succi, 21 Melinte). All.: Zenga.

Udinese: Handanovic, Basta, Coda, Zapata, Pasquale, Inler, D'Agostino, Asamoah (dal 43' st Corrad), Pepe (dal 31' st Floro Flores), Sanchez, Di Natale. (6 Belardi, 14 Sammarco, 19 Felipe, 24 Lukovic, 84 Lodi). All: Marino.

Arbitro: De Marco di Chiavari.

Reti: nel st al 42' Bovo.

Note: Ammoniti: Bovo, Basta e Migliaccio per gioco falloso, Sanchez per comportamento non regolamentare. Recupero: 1 e 4. Angoli: 10 a 5 per l'Udinese. Spettatori: 21.034 per un incasso di 270.602 euro.

PALERMO - Il Palermo continua la sua striscia positiva in campionato: terza vittoria consecutiva consumatasi questo pomeriggio al Barbera a discapito dell’Udinese.
L’unico goal di Bovo, arrivato per giunta a fine
partita, sta a dimostrare che la gara è stata del tutto equilibrata; l’Udinese infatti non ha sfigurato.

Zenga perde dopo un solo minuti Balzaretti a causa di uno stiramento, al suo posto viene chiamato in causa Blasi. Al 6’ Asamoah ci prova da fuori area ma trova un attento Sirigu che gli dice di no. Al 11’ si vede Cavani, il quale, partendo dalla destra, scarta due uomini e va al tiro da posizione defilata: palla non lontana dai pali.

Pochi minuti dopo il Palermo, in un momento di confusione in area friulana, segna con Miccoli, goal però annullato per fuorigioco. Al 35’ grande azione di Di Natale: tiro che però Sirigu respinge, dopodiché lo stesso capitano irrompe ancora sulla palla, scarta il portiere rosanero e calcia in porta: è miracoloso il salvataggio di Migliaccio in scivolata. Così si conclude il primo tempo: 0-0.

Nella ripresa ci pensa Sanchez ad impensierire dalla distanza Sirigu, senza ottenere alcun risultato. Questo è il momento dell’Udinese: cavalcata di Asamoah e tiro di sinistro dal limite dell’area: Sirigu blocca. Al 68’ si rivede il Palermo con Miccoli: punizione dal limite dove Handdanovic deve distendersi per poter parare. Al 72’ Di Natale ancora protagonista, il bianconero tira in maniera violentissima ma il portiere palermitano respinge con grande sicurezza.

Soli 5 minuti dopo Budan ha l’occasione d’oro di segnare, ma il suo colpo di testa finisce sul fondo. All’84’ parata capolavoro di Sirigu, il quale para su un colpo di testa di Floro Flores che sembrava ormai destinato ad entrare in rete. Ed ecco la dura regola del calcio che si applica: goal non segnato, goal subito. Infatti pochi minuti dopo il Palermo va in goal con Bovo: un grande tiro da fuori area che si infila nel sette.

La partita termina con una vittoria importante per il Palermo che si piazza in zona Champions League. Udinese poco cinica pur avendo avuto tante occasioni per segnare.

CAGLIARI -GENOA 3-2 : TORNA IL SERENO PER MR ALLEGRI

25 Ottobre 2009

Calcio Serie A - Il Cagliari 'espugna' il S. Elia, 3-2 al Genoa

di Davide Pampanin

CAGLIARI-GENOA 3-2

CAGLIARI (4-3-1-2): Marchetti; Canini, Lopez, Astori, Agostini; Dessena (20' s.t. Lazzari), Conti, Biondini; Cossu (44' s.t. Barone); Jeda (24' s.t. Matri), Nenè. Panchina: Lupatelli, Marzoratti, Parola, Larrivey. All: Allegri.

GENOA (4-3-3): Amelia; Sokratis, Moretti, Biava, Bocchetti; Rossi, Milanetto, Juric (30' p.t. Zapater); Palladino (36' s.t. Esposito), Floccari (18' s.t. Sculli), Mesto. Panchina: Russo, Modesto, Palacio, Crespo. All: Gasperini.

ARBITRO: Gava

MARCATORI: 21' p.t. Mesto, 10' s.t. Biondini, 14' s.t. Floccari, 33' s.t. Nenè (R), 42' s.t. Lazzari.

NOTE: Angoli: 5-2. Espulso Moretti al 32' s.t. Ammoniti: Canini, Astori, Cossu, Rossi, Sokratis, Floccari e Milanetto. Recupero: 2' p.t.; 5' s.t.


CAGLIARI – Il Cagliari sfata il tabù S.Elia e vince la sua prima partita interna in campionato, superando il Genoa al termine di una sfida rocambolesca e caratterizzata da una forte carica agonistica. Match-winner Lazzari, autore del 3-2 finale.

Al S.Elia si sfidano due tra le rivelazioni della passata stagione, oggi accomunate da crisi di gioco e risultati. I rossoblù di casa, a secco da due turni, si affidano al collaudato 4-3-1-2: Marzoratti si fa male in extremis, lo sostituisce Canini nell'inedito ruolo di terzino destro; Biondini è preferito a Lazzari, mentre Nenè ottiene la sua prima chance da titolare in campionato. Gasperini, dopo il pesante passivo in campionato e coppa, recupera Biava in difesa, sceglie Sokratis e Rossi esterni di centrocampo, mentre Palladino e Mesto si collocano a supporto dell'unica punta Floccari.

Il primo tempo non regala grandi emozioni. Le squadre, condizionate dalle situazioni contingenti, paiono bloccate e incapaci di imbastire azioni pericolose. Nel Cagliari c'è tanta buona volontà, ma mancano lucidità e concretezza. Il Genoa si limita a contenere e ripartire, ma Floccari non è ben assistito. L'equilibrio sembra poter essere rotto solo su palla inattiva, così al 21' arriva puntuale il vantaggio ospite: punizione poco al di fuori dal vertice destro dell'area, Mesto scarica verso Marchetti, ma sulla traiettoria Dessena devia il pallone, che spiazza l'estremo difensore cagliaritano. 0-1.

Dieci minuti dopo, ghiotta occasione per i padroni di casa: su punizione dai 25 metri, Conti calcia un bolide che si stampa sull'incrocio dei pali alle spalle di Amelia. La palla rimbalza poco al di fuori della linea bianca ed esce. Cagliari sfortunato. Il primo tempo è tutto in questi due episodi. Da segnalare l'uscita forzata di Juric, sostituito da Zapater per problemi fisici. Gava manda le squadre al riposo col Genoa in vantaggio.

Le parole di Allegri nell'intervallo sembrano aver scosso positivamente i suoi, perchè il Cagliari entra in campo molto più attivo e determinato. Subito ci prova Cossu dall'interno dell'area. Il suo destro al volo va fuori di pochissimo. All'8' è ancora Cossu a riprovarci su punizione: il traversone del fantasista non intercetta alcun compagno e quasi beffa Amelia, costretto all'angolo. Sugli sviluppi del corner il Cagliari pareggia. Azione insistita e confusa nell'area di rigore: ci prova prima Jeda, poi Dessena coglie il palo, quindi la sfera carambola sui piedi di Biondini che deve solo appoggiare per l'1-1.

Non c'è neanche il tempo per l'esultanza - polemica - del centrocampista, che il Genoa si riporta in vantaggio. Stavolta è Lopez a combinarla grossa. Il difensore tenta un disimpegno dalla propria area, ma spedisce la sfera sui piedi di Floccari che indisturbato può trafiggere Marchetti per il nuovo vantaggio. Sembra finita, ma la svolta decisiva arriva al 32': su tiro ravvicinato, Moretti respinge con un braccio all'interno dell'area. Gava non ha dubbi e concede il rigore, spedendo negli spogliatoi l'autore del fallo per doppia ammonizione. Nenè fa 2-2 con un preciso destro.

Lo svantaggio numerico costringe il Genoa ad arretrare il baricentro. Gasperini ricorre all'ingresso di Esposito per Palladino a rafforzare la difesa. Il Cagliari produce ora il suo massimo sforzo, e al 42' raccoglie i frutti: il neo entrato Lazzari, imbeccato da una precisa verticalizzazione, entra in area e trafigge Amelia con un rasoterra mancino. È il 3-2 finale. Negli ultimi istanti c'è solo il tempo per l'espulsione del d.g. Preziosi, che in polemica con Gava viene allontanato dalla panchina.

Frosinone ko, Toro a un punto dalla vetta



di Gianluca Sacchetto
fonte: www.toronews.net



I ciociari perdono ad Ancona, Cesena fermato dal Grosseto

Va all'Ancona il big-match dell'undicesima giornata del campionato cadetto. I dorici sconfiggono con un netto 3-1 il Frosinone e martedì potrebbero balzare al comando della classifica, in caso di successo nel recupero contro il Piacenza. A decidere la sfida del 'Del Conero' le reti di Surraco, Miramontes e De Falco. Gol del momentaneo pareggio ospite ad opera di Mazzeo. Molto nervoso il finale di gara con due rossi sventolati ad altrettanti giocatori ciociari: Gucher e Cariello. Rallenta il passo anche il Cesena, che nella gara interna contro il Grosseto non va oltre al pareggio e viene raggiunto al secondo posto dal Torino. I bianconeri si portano per due volte in vantaggio, in entrambi i casi al primo minuto delle due frazioni di gioco, ma vengono sempre rimontati.

Chi, invece, è in grande salute è il Lecce di De Canio. I salentini grazie alla doppietta di Marilungo e alla rete di Corvia si impongono nettamente nello storico derby contro il Gallipoli e nel recupero di martedì potrebbero raggiungere Toro e Cesena a quota 20, vincendo contro la Reggina. Rallenta il Padova, fermato sul pari interno dalla Triestina. A Brescia ci pensa super-Caracciolo a trascinare i suoi contro l'Albinoleffe. L'attaccante mette a segno una tripletta nel 4-1 finale. Vantaggio ospite firmato da Ruopolo. Partita ricca di gol anche ad Empoli, dove i padroni di casa si impongono 4-2 sull'Ascoli. Addirittura quattro i rigori assegnati nell'arco dei novanta minuti, due per parte. Entrambi realizzati da Eder per i padroni di casa, fallito il primo da Bernacci e messo a segno il secondo da Antenucci tra le fila ospiti.

Importante successo esterno per il Modena nella sentita gara contro il Piacenza. Troiano (due volte) e Cortellini i marcatori. Bene anche il Sassuolo, che grazie alla rete di Riccio in chiusura di primo tempo supera il Cittadella. Prima vittoria in campionato, infine, per la Salernitana, che sconfigge il Crotone con un secco 4-1. Grande protagonista è Ciccio Cozza, autore di una doppietta. Mentre le altre reti sono realizzate da Stendardo e Pestrin. Da segnalare come le due squadre abbiano i fatto giocato quasi tutta la gara in dieci, vista la doppia espulsione di Kyriazis e Bonvissuto nei primi dieci minuti.

Padova-Triestina Le voci dallo spogliatoio



Di Pasquale Campanella
Fonte: eurosport



Brutto zero a zero tra Padova e Triestina. Pochissime le emozioni all'Eugeneo per il derby di “Rocco”, che ha visto i biancoscudati padroni del campo per quasi tutto l'incontro, salvo non riuscire quasi mai a trovare la via della rete. Unici sussulti un colpo di testa di Cuffa a metà primo tempo, salvato da un miracolo di Agazzi, e un gol annullato per fuorigioco a Trevisan, a inizio ripresa.

PADOVA
Il difensore del Padova, Selim Ben Djemia: 'Sono molto contento per il mio esordio tra i professionisti e devo ammettere che prima della gara sono stato bravo a non farmi prendere dall'emozione. In campo mi sono piaciuto anche se devo ammettere che ho tanto da migliorare. Peccato per il pareggio, ma quando affrontiamo squadre chiuse, che vengono all'Euganeo solo per difendersi, è dura strappare la vittoria. Forse però occorre rivedere qualcosa in fase offensiva, spingendo un po' di più e facendo girare meglio la palla'.

TRIESTINA
Il centrocampista della Triestina, Emiliano Testini: 'Partita equilibrata, con poche occasioni da una parte e dall'altra. Pareggio tutto sommato giusto, nonostante le due opportunità nel finale capitate prima al Padova e poi a noi. La più clamorosa è stata quella di Godeas, peccato non sia riuscito a concludere. Siamo venuti a Padova per giocarcela a viso aperto, cercando una vittoria che purtroppo non è arrivata'.

Il Padova sbatte sul muro della Triestina



Di Pasquale Campanella
Fonte: padovanews

Agazzi nega la gioia del gol al Padova nel primo tempo, mentre i biancoscudati reclamano per due rigori ed un gol annullato ad inizio ripresa. I biancoscudati non vanno oltre lo 0-0 contro i giuliani ben disposti in campo e attenti soprattutto a non subire.
Finisce 0-0, per la terza volta in sei gare interne dall'inizio del torneo. Merito di una Triestina che ha badato (quasi) esclusivamente a difendersi; demerito di un Padova poco incisivo davanti, ma con l'attenuante di un attacco spuntato per l'assenza di Di Nardo e di una mediana ridisegnata da Sabatini in avvio. E' un 4-3-2-1, quello con cui il Padova e' sceso in campo. Soncin e Rabito a ridosso di Cani, con Cuffa al fianco di Italiano e Patrascu lungo la mediana. Il Padova fa il suo, ma soltanto in un primo tempo vivace, all'assalto del fortino ben disposto da Mister Somma tra le fila avversarie.Primo tempo. Gia in avvio sono proprio i biancoscudati a rendersi pericolosi con un paio di lanci ben calibrati da Patrascu e Italiano per gli attaccanti. Con il nuovo assetto offensivo, Cani e' costrettoal lavoro pesante in orizzontale, pur assistito dai mobili Rabito e Soncin. La Triestina si fa vedere prima con una bella incursione di Testini sul filo del fuorigioco, ben controllata da Cano (6'), quindi ancora con l'esterno offensivo al tiro dal limite: alto.La gara si gioca per lo piu' a centrocampo, in una fase di gara abbastanza noiosa. Gli ospiti si chiudono ermeticamente in fase di possesso biancoscudato; inevitabile, dunque, e' una fatica maggiore per i centrocampisti patavini nella ricerca degli spazi migliori. Al 20', tuttavia, Rabito riesce a servire Cuffa dal limite ed il destro dell'argentino finisce di poco sopra la traversa. Al 24', un miracolo di Agazzi nega il gol a Cuffa: sugli sviluppiu' di un corner l'argentino va di testa a colpo sicuro ma l'estremo ospite smanaccia sulla riga di porta. La gara si infiamma e nello spazio di un minuto il Padova reclama due volte il rigore; prima per un presunto fallo su Rabito, quindi per un mani in area su assist di Cani per Soncin tutto solo in area di rigore. Baracani non fa una piega, ma i dubbi sui due episodi rimangono.Il match, ravvivatosi per le fiammate biancoscudate, vive di buoni spunti attorno alla mezz'ora. Il Padova prova ad attaccare, mentre la Triestina agisce per lo piu' in contropiede.Un'azione pericolosa di marca giuliana va registrata al 34', con il solito Testini in proiezione offensiva sulla mancina. Il cross verso il centro dell'esterno triestino potrebbe favorire Volpe, libero in area, ma e' decisivo Ben Djemia a spazzare la zona calda. Il Padova dunque ci riprova, senza fortuna, con Soncin lanciato in area da Rabito.Al 42' e' Cano a risultare decisivo. Ben Djemia viene saltato sulla destra e Tabbiani mette in mezzo per Volpe che in girata col destro impegna Cano ad una difficile parata a terra. Il brivido scuote il Padova, che si ripresenta subito dalle parti di Agazzi, pur senza incidere. Il primo tempo si chiude a reti inviolate.
Secondo tempo. Il primo sussulto capita al 2', quando l'Euganeo grida al gol per la deviazione in porta di Trevisan, ma Baracani annulla su segnalazione del guardalinee per un fuorigioco a ridosso della linea di porta. Il Padova continua a macinare gioco, ma una Triestina ben disposta e chiusa all'estremo impedisce ai biancoscudati di crearea profondita con efficacia. Italiano, allora, decide di provarci addirittura da centrocampo. Il suo destro e' potente e potrebbe spiazzare Agazzi, ma la sfera termina a lato di un metro. Applausi.I due tecnici, allora, mischiano le carte. Entra Pani, per infoltire il centrocampo triestino, mentre sul fronte biancoscudato e' Bovo a prendere il posto di un positivo Cuffa. La gara, pero' , perde in ritmo e lucidita delle due formazioni. Occasioni non ve ne sono, in una fase centrale di gara in cui il pensiero principale degli uomini di Somma e' difendere lo 0-0, mentre tra i biancoscudati mancano forze e ossigeno per pungere con efficacia. Nella noia del finale, con i giuliani abbottonati e relativamente tranquilli in difesa, nemmeno i tre minuti di recupero concessi da Baracani cambiano il risultato. Il Padova ci prova, rischiando qualcosa su errore di Faisca che a momenti consete a Godeas di firmare un incredibile blitz, ma alla fine e' 0-0. Il terzo pari interno, da inizio stagione.
Il tabellinoPadova (4-3-2-1): Cano; Cesar, Faisca, Trevisan, Ben Djemia; Cuffa, Italiano, Patrascu; Rabito, Soncin, Cani (Lazzari dal 29' s.t.). (In panchina: Menegon, Petrassi, Bovo (Bovo dal 22' s.t.), Giovannini, Baccolo, Lazzari, Jidayi). All.: Carlo SabatiniTriestina (4-2-3-1): Agazzi; Nef, Cottafava, Scurto, Sabato; Hottor (Pani dal 15' s.t.), Gorgone; Tabbiani, Volpe (Siligardi dal 43' s.t.), Testini (Sedivec dal 29' s.t.); Godeas. (In panchina: Dei, Magliocchetti, Della Rocca, Brosco). All.: Mario SommaArbitro: Baracani di Firenze (Altomare - Rubino)Ammoniti: Trevisan (P), Cottafava (T), Testini (T), Faisca (P)Note: Giornata soleggiata, terreno in buone condizioni. Spettatori complessivi 6.963 (4.038 abbonati), per un incasso di 36 mila Euro. Calci d'angolo: 9-1. Recuperi: 2' p.t., 3' s.t..

Battuta la capolista:il sogno continua



di Massimo Scavello
Fonte:anconacalcio.it

Dopo la Reggina anche il Frosinone è costretto alla resa dall'uragano Ancona, che con tre reti ferma la corsa della capolista. Surraco, Miramontes e De Falco regalano altri tre preziosissimi punti alla squadra dorica che sulle noti trionfali dell'Aida vola sempre più in alto con una partita ancora da recuperare contro il Piacenza (martedi ore 20:45) con la consapevolezza che dopo quel match potrebbe ritrovarsi al primo posto in classifica.. Già nel primo tempo la squadra di Salvioni blinda il risultato andando al riposo in vantaggio di due reti ad una, con l consapevolezza che il bottino poteva essere ancora più largo. Il primo a far esultare il tifosi è Surraco che dopo uno scambio con Colacone riceve il passaggio di ritorno entra in area e di destro batte Sicignano in uscita. L’Ancona potrebbe raddoppiare prima con Colacone che spara sul portiere in uscita, poi con De Falco che conclude a botta sicura, ma Maietta sulla linea di porta gli spazza via la palla che entra in rete. Il Frosinone si scuote, ci prova con un tiro da lontano, Al 18’ cross di esterno di Troianiello, ma il gol del pareggio laziale arriva al 34' su una punizione dalla destra, con un cross teso sul secondo palo dove Mazzeo indisturbato schiaccia in rete. Su azione quasi analoga arriva invece il gol del raddoppio dorico. Punizione di De Falco che smarca Miramontes sul secondo palo e l'argentino segna di testa. Nella ripresa mister Moriero prova ad alzare il bariecentro del Frosinone ma i reparti tra loro sono scollegati e in avanti arrivano poche palle giocabili con il centrocampo e la difesa dorica che non lasciano passare nulla. Gli ospiti non riescono a concretizzare un’azione di Cariello da circa 30 metri, la palla termina di poco lontana dalla porta di Da Costa. All’85’ occasione per i canarini. Perfetto cross di Bocchetti per Del Prete che batte a rete di prima intenzione, Da Costa si supera e respinge. In casa canarina sale la tensione e nel finale Gucher si fa espellere per doppia ammonizione.
Con l'inferiorità numerica arriva in contropiede anche il terzo gol dell'Ancona a firma Andrea De Falco che corona nel migliore dei modi la splendida prestazione di oggi. Dopo il triplice fischio, espulsione per Cariello per proteste nei confronti dell'arbitro.
Guidata da capitan Mastronunzio la squadra può correre a festeggiare sotto la curva.

Risorge la Salernitana,Crotone a picco



di Massimo Scavello
Fonte:tuttosportcalabria.it

Si risveglia la Salernitana. I granata vincono la loro prima partita stagionale e lo fanno grazie ad un ritrovato Ciccio Cozza, autore di una splendida doppietta. Fava e compagni battono nettamente il Crotone all’Arechi per 4-1 e si avvicinano alla zona salvezza.
In campo – Cari manda in campo una Salernitana a trazione anteriore: in campo contemporaneamente Soddimo, Cozza, Fava e Caputo. Fuori Pestrin e capitan Fusco, esordio per il neoacquisto Jadid. Il Crotone invece conferma il classico 4-2-3-1, con il giovane Daud che viene preferito a Zito sulla fascia.
Si gioca – Parte meglio il Crotone che già al 3’, con Gabionetta, chiama in causa Polito. Al 5’ Beati con tiro dal limite dell’area colpisce clamorosamente il palo alla destra del portiere granata, ormai battuto. Nell’occasione Bonvissuto reclama per una trattenuta in area. Stavolta però la legge del calcio più vecchia del mondo, quella del gol mancato gol subito, favorisce la Salernitana. Jadid calcia una punizione, Kyriazis fa da torre e Stendardo al centro dell’area batte Concetti di testa. L’1-0 per i granata scatena Bonvissuto che insulta Kyriazis. Il greco non ci sta e va a cercare il contatto con la punta. Si scatena una rissa furibonda che costa il rosso a Kyriazis e solo un giallo all’attaccante. Il siparietto si conclude all’11’ quando Bonvissuto disturba Polito nel rilancio e Ciampi decide di mostrargli il giallo per la seconda volta. Squadre nuovamente in parità numerica con la Salernitana, che nel frattempo aveva sostituito Caputo con Luca Fusco, in vantaggio di un gol. Gabionetta si sposta al centro dell’attacco pitagorico ed al 13’ sfiora il gol di testa; la Salernitana si salva ancora una volta grazie a Polito. La risposta granata è affidata a Fava che due volte, prima di testa poi di destro, sfiora il palo. La Salernitana trova il raddoppio al 23’ con l’uomo che finora aveva più deluso: Ciccio Cozza, con un destro a giro dal limite dell’area, fulmina imparabilmente Concetti e porta i granata sul doppio vantaggio. A questo punto la partita cala d’intensità, con la squadra granata che chiude tutti gli spazi e prova a ripartire in contropiede. Lerda prova a cambiare qualcosa in attacco sostituendo l’acerbo Daud con Zito. La mossa scuote i pitagorici che al 35’ sfiorano con un colpo di testa di Scognamiglio la rete, ma ancora una volta Polito si supera e mette in angolo. E’ ancora Fava di testa ad alleggerire la manovra granata, ma la palla termina fuori. La prima frazione si chiude sul 2-0 per la Salernitana. La ripresa si apre con la seconda perla di Ciccio Cozza. Al 54’ il fantasista, appostato sul primo palo, gira al volo a rete alle spalle di Concetti, su assist del solito Jadid. E’ il gol che chiude i conti. Le reti nel finale di Pestrin, su assist di Millesi, per la Salernitana e di Zito per il Crotone servono solo ad arrotondare il punteggio. Finisce così 4-1 per i granata.
La chicca – Ciccio Cozza ha giocato talmente bene che non ha nemmeno fatto in tempo ad uscire dal terreno di gioco che gli è stata chiesta la maglia. Una richiesta usuale nel mondo del calcio, ma se a fartela è un tifoso o un avversario. Diventa singolare quando ad avanzarla è il quarto uomo, in questo caso il signor De Benedictis di Bari. Una richiesta che Cozza ha subito accontentato.
La chiave – L’innesto di Jadid in cabina di regia e la ritrovata vena realizzativa di Cozza.
Top&Flop – Con il Cozza di oggi la Salernitana può sperare di raggiungere l’obiettivo salvezza che, anche dopo la netta vittoria sul Crotone, sembra difficile. La palma del peggiore la condividono Kyriazis e Bonvissuto per la sceneggiata messa in atto ad inizio partita.

Sassuolo, lezione di cinismo


di Marco Fundoni
fonte: Gazzetta Di Modena

Il Sassuolo ottiene il massimo col minimo sforzo. Basta un gol di Riccio nel recupero del primo tempo per piegare un Cittadella generoso ma spuntato e tornare alla vittoria al Braglia dopo un mese e mezzo. Tre punti che fanno morale in vista della trasferta sul campo del Frosinone, primo della classe con sole quattro lunghezze di vantaggio sui neroverdi.

Il Sassuolo torna a brindare al Braglia. Lo fa senza gloria, strappando una vittoria tanto striminzita quanto preziosa per morale e classifica. In attesa del bel gioco, l'undici di Pioli dà una dimostrazione di cinismo capitalizzando l'unica occasione da gol, traversa di Salvetti a parte. Per i veneti si tratta della terza sconfitta in trasferta per 1-0 e, ad accentuare l'amarezza, c'è la rabbia per un rigore (spinta di Magnanelli su Manucci) non concesso da Candussio.
LE SCELTE. Com'era nell'aria l'acciaccato Martinetti si accomoda in tribuna ma Pioli non rinuncia a un atteggiamento offensivo con le tre punte (anche se Quadrini in realtà fa il pendolo) e Salvetti in mezzo, con Riccio e Magnanelli a far legna. In difesa torna Gorzegno mentre Consolini viene preferito a Rossini. Il Cittadella di Foscarini è privo delle punte titolari Ardemagni e Iunco, tocca a De Gasperi e Curiale. A centrocampo Carteri vince il ballottaggio con Castiglia.
POCO APPEAL. Chi si attende una risposta del pubblico sassolese alle statistiche della Lega sulle presenze casalinghe (dove il Sassuolo occupa, dopo 10 turni, il penultimo posto) resta deluso. Va bene che il Cittadella non ha appeal, ma al botteghino si è andati al di sotto della media: 2493 contro 2725.
SOLO NOIA. La partita, va detto, non aiuta a destare entusiasmi. Il Sassuolo temporeggia, fatica a fare gioco e il Cittadella prova timidamente ad osare sfruttando gli spazi che si aprono a centrocampo. Pettinari chiama per due volte all'intervento Bressan (con discreto coefficente di difficoltà) poi è Curiale a sparare a lato da buona posizione. Ce n'è abbastanza perchè Pioli inizi a preoccuparsi anche perchè l'encefalogramma del suo Sassuolo è piatto.
RICCIO PUNGE. Al 39' l'elettroshock: punizione di Quadrini, inzuccata di Zampagna e deviazione aerea ravvicinata di Salvetti con palla che si stampa sulla traversa a Villanova battuto. I neroverdi si animano e al primo minuto di recupero passano con Riccio, che irrompe su una »spizzata« di Zampagna fulminando il portiere veneto di destro.
TRE SU TRE. Per l'ex centrocampista del Piacenza si tratta del gol numero tre in campionato. Tutte reti messe a segno al Braglia e coincise con altrettante vittorie interne: 2-0 al Crotone, 2-1 alla Triestina e ieri. Di questo passo il Ringhio neroverde può ambire a battere il suo record personale di gol in una stagione stabilito nel 2003/2004 con 7 centri.
RIGORE: SI O NO? Nella ripresa, se possibile, sotto il profilo delle emozioni accade ancora meno della prima frazione, dando parzialmente ragione a chi se n'è rimasto a casa. Da segnalare solo un paio di conclusioni fuori bersaglio del solito Pettinari e un rigore reclamato da Manucci per una spinta in area di Magnanelli. Buon per il Sassuolo che Candussio lasci correre. E i neroverdi? Tanto possesso palla e zero tiri verso lo specchio della porta avversaria. Solo capitan Piccioni prova a chiudere il match nel finale con un'inzuccata che sorvola la traversa per una questione di centimetri. Da segnalare l'ingresso di Titone, attaccante rapido, prezioso soprattutto nel pressing sui portatori di palla avversari.
FIDUCIA. Oltre ai tre punti intascati ci sono un altro paio di motivi per archiviare positivamente questo sabato calcistico. In primis la classifica sempre più corta (anche se mancano i quattro recuperi di martedì con l'Ancona »virtuale« capolista) che vede i neroverdi di Pioli a sole quattro lunghezze dal Frosinone. Per rendere ancora meglio l'idea dopo 11 partite ci sono ben 14 squadre racchiuse in soli 7 punti. L'altro aspetto positivo riguarda la difesa neroverde che, per la seconda partita consecutiva, non ha subito reti.

Samp show:4-1 al Bologna

di Rocco Fortunato
fonte:gazzetta.it



La squadra di Delneri rifila quattro gol al Bologna (Pazzini, Ziegler e doppietta di Mannini) e torna momentaneamente in testa alla classifica in attesa dell'Inter. Il nuovo allenatore dei rossoblù battuto all'esordio



Un primo tempo sontuoso basta alla Sampdoria per battere il nuovo Bologna di Franco Colomba e portarsi, almeno per poche ore, in testa alla classifica, in attesa dell'Inter. La Samp di oggi è tanta: una rete di Pazzini, due di Mannini, uno di Ziegler e tante giocate di Cassano, al quale è mancata solo la gioia del gol personale. Il Bologna, alla ricerca di fiducia nei propri mezzi, incappa nell'avversario sbagliato, ma il tempo per rimettersi in carreggiata non manca.

PAZZINI MASCHERATO — Delneri è costretto a mescolare le carte all'ultimo momento: Gastaldello finisce k.o. nella rifinitura del venerdì, al suo posto c'è Rossi al fianco di Lucchini; con Padalino squalificato, Mannini si sposta a destra con Ziegler titolare sulla sinistra, mentre in attacco Pazzini è regolarmente in campo con la mascherina nera, per proteggere il naso frantumato domenica scorsa nell'impatto con il portiere laziale Muslera. Per il suo primo Bologna, Colomba si affida al 4-4-2: la novità è il ritorno a centrocampo di Mudingayi, alla prima da titolare, mentre in attacco il nuovo allenatore rossoblù si affida al tandem Zalayeta-Di Vaio.

PIOGGIA DI GOL — I primi minuti del nuovo Bologna di Colomba sembrano promettere bene: un destro al volo di Zalayeta, una bella palla in profondità di Vigiani per Di Vaio, niente di cui Castellazzi (alla 200esima partita in A) debba preoccuparsi, ma l'atteggiamento è quello giusto. Ma le buone intenzioni si spengono al 7', quando al primo affondo la Samp colpisce: Poli lancia Cassano sulla destra, il barese stoppa al volo e va via a Lanna, cross rasoterra per Pazzini che anticipa Portanova e incrocia battendo Viviano. Il Bologna prova subito a reagire: all'11' Vigiani da destra spedisce al centro per Di Vaio, che anticipa tutti di testa e manda a lato di poco, sulla destra di Castellazzi. La Samp gira a mille: Cassano svaria su tutto il fronte d'attacco e risulta imprendibile per i difensori rossoblù, Mannini si inserisce sulla destra con frequenza diventando quasi una terza punta, Palombo e Poli sovrastano Mudingayi e Guana in mezzo al campo. Al Bologna sembra mancare un uomo alle spalle delle punte, Di Vaio e Zalayeta, che devono rientrare a turno per cercare palla. Al 16' la Samp fa centro per la seconda volta con un'azione tutta di prima: lancio di Cassano, stop e assist al volo di Pazzini per l'accorrente Mannini che al volo batte Viviano. Dieci minuti dopo Ziegler fa tutto da solo: aggira Mudingayi e con un sinistro rasoterra da fuori area firma il 3-0. Di Vaio si infuria, dice qualcosa all'arbitro Saccani, che gli sventola in faccia il secondo cartellino giallo e il conseguente rosso. Piove sul bagnato: al 33' Cassano affonda sulla sinistra, elude l'intervento di Zenoni e Portanova, accarezza il pallone con la destra e crossa con l'altro piede, sul secondo palo Mannini di testa mette dentro facilmente il quarto gol. Il barese in stato di grazia vuole il gol personale e nel finale di primo tempo fa tutto da solo, supera tre giocatori, poi tenta un pallonetto ma Viviano è bravo a smanacciare in corner.

OSVALDO ACCORCIA — La ripresa è un'appendice quasi inutile: sotto di 4 gol e in inferiorità numerica, il Bologna non ha energie e forza mentale per abbozzare un tentativo di rimonta, mentre la Samp, che mercoledì se la vedrà con la Juventus, non ha interesse a spingere ancora. Delneri manda in campo Tissone per Poli, Colomba risponde con Osvaldo e Moras al posto di Zalayeta e Britos. Proprio Osvaldo, appena entrato in campo, accorcia le distanze al 17', complice una difesa della Samp molto distratta: calcio di punizione di Valiani, Portanova completamente solo in area colpisce di testa e centra la traversa, Zauri sbaglia clamorosamente in disimpegno e consegna il pallone a Osvaldo, che da pochi passi batte Castellazzi. Nell'ultima mezz'ora Cassano le prova tutte per timbrare il gol, senza successo. Ma ai tifosi blucerchiati va bene anche così.

Padova, la volontà non basta. Con la Triestina finisce 0-0


di Andrea Ranaldo
Fonte: gazzetta.it

Un punto che accontenta di più la Triestina, che soffre gli attacchi del Padova, ma alla fine esce senza sconfitta dall'Euganeo. Nel primo tempo il Padova cerca di fare la partita: rispetto alle previsioni della vigilia l'allenatore Sabatini inserisce a centrocampo Cuffa al posto di Bovo. La Triestina risponde con un 4-2-3-1 con Godeas unica punta e Gorgone e il giovanissimo Hottor (classe 1993) davanti alla difesa. All' 8' Cani ci prova di testa ma manda fuori, mentre dalla parte opposta il più pericoloso è Testini (tiro alto). Al 21' Cuffa sfrutta un'indecisione e calcia da fuori area: la sua conclusione finisce di poco sopra la traversa. Pochi minuti più tardi una doppia occasione ancora per il Padova: Cuffa di testa e salvataggio sulla linea per due volte di Scurto. La Triestina si fa vedere nel finale di tempo, al 43', con una pericolosa girata di Volpe in area di rigore, parata da Cano (in campo dal primo minuto al posto dell'infortunato Agliardi). Nella ripresa il Padova si vede annullare un gol di Cuffa al 3' (fuorigioco di Soncin) e prova spesso con lanci lunghi. Al 9' la punizione a girare di Rabito è alta. Nei minuti di recupero prima Faisca di testa impegna Agazzi, poi lo stesso difensore e capitano padovano rischia qualcosa in difesa, lasciando spazio a Godeas. Sull'attaccante della Triestina chiude però all'ultimo Trevisan.

Piacenza, ora è crisi. Il derby emiliano va al Modena


di Andrea Ranaldo
Fonte: gazzetta.it


Non basta il primo rigore a favore del campionato (contro 7 subìti) a fare ritrovare al Piacenza una vittoria che manca dal 19 settembre. Anzi, passa con merito il Modena, pur nel giorno in cui era senza l'attacco titolare (fuori Bruno e Catellani). Modenesi più squadra, più corti in campo, soprattutto in netto predominio sulla mediana, contro i padroni di casa che, dopo il vantaggio di Anaclerio (colpo di testa su punizione di Nainggolan), si sono sciolti. Il pareggio è di Toriani che ha tutto il tempo di accentrarsi al limite e battere nell'angolo, il sorpasso lo firma Cortellini, il cui inserimento in area non trova opposizione alcuna. Poi il rigore per il Modena che sembra chiudere la partita, per un inutile fallo di Iorio su Ricchi, che a sua volta provoca il penalty nell'area ospite. Il Piacenza potrebbe a questo punto riaprire la partita, ma crea solo confusione e a nulla serve che nell'ultimo quarto d'ora il difensore Bini vada a fare il centravanti aggiunto.

Mister Campilongo: Una prestazione molto positiva


fonte: wwwempolifc.com





Siamo una squadra giovane, capace di creare molte palle gol, di esprimere un buon calcio, ci manca pero' un pizzico di esperienza.

Contro l'Ascoli potevamo e dovevamo chiudere prima la partita anche se, a mio avviso, l'Empoli ha offerto una prestazione sicuramente positiva: i ragazzi meritano i complimenti per la bella prova offerta contro una squadra competitiva, ben organizzata e forte come quella allenata da Alessandro Pane.

Sono convinto che questo gruppo abbia ampi margini di miglioramento: giochiamo un buon calcio ma nei momenti cruciali del match ci mancano un pizzico di esperienza e personalita' nel gestire al meglio la palla.

Comunque dobbiamo andare avanti su questa strada, con la massima umilta' e la consapevolezza di poter fare un buon campionato.

Semplicemente perfetti



di Stefano Brugnoli
fonte: www.toronews.net


Torino ancora amara per Novellino

Pronti via e c’è solo la Reggina che per un minuto e mezzo sembra una squadra competitiva, tiro di Brienza deviato in corner e colpo di testa di poco fuori di Cacia nello sviluppo dell’azione, sta a vedere che Novellino ce la combina grossa….invece la Reggina si esaurisce lì e a parte qualche raro sprazzo di luce non entra mai in partita impegnata a cercar di difendere la porta di Cassano dagli attacchi granata sempre più pericolosi con il passar dei minuti.

Colantuono deve essere stato soddisfatto del centrocampo visto ad Ascoli, lo ripropone pari pari e i quattro giocano addirittura meglio di sabato scorso confermando la bontà delle scelte del mister; è questa a mio parere la chiave della vittoria odierna. Un centrocampo equilibrato, elastico e razionale dove interdizione, creazione, aiuto alla difesa e conclusioni in porta non mancano mai. Centrocampo che si è giovato delle presenze di Loviso e Saeumel che essendo in possesso di una buona tecnica danno spessore alla manovra inoltre aiutano spesso Bottone nel mordere le caviglie agli avversari, mentre Belingheri, al secondo gol consecutivo, racchiude tutte e quattro le peculiarità di cui sopra essendo un giocatore estremamente concreto che da pochi spazi alla fantasia.

Anche la linea difensiva si è proposta su livelli encomiabili, tolto il primo minuto e le azioni sfociate con i tiri di Carmona e Brienza nella ripresa per il resto non ha mai sofferto l’attacco, in verità molto debole, della Reggina. Colombo e Rubin, oltre a presidiare le loro zone di competenza in maniera migliore rispetto alle precedenti uscite, si sono proposti spesso in aiuto alla manovra offensiva. Una parola in più la voglio spendere per Colombo, penso che sia stata la migliore prova da quando veste la maglia del Toro, il ragazzo ci ha sempre messo impegno ma probabilmente una sua insicurezza di fondo non gli ha mai permesso di giocare adeguatamente, lo scorso anno spesso in questa rubrica avevamo sottolineato con la matita rossa e blu le sue prestazioni negative. Voglio sottolineare che in questa testata nessuno scrive per partito preso a favore o contro un giocatore, analizziamo di volta in volta le varie prestazioni e siamo contenti quando le cose vanno bene e i primi a rammaricarci quando un giocatore non ci prende o non dimostra di essere da Toro. Tornando a Colombo, quest’anno era partito maluccio a Grosseto poi ha sempre migliorato le prestazioni indice questo di una ritrovata autostima fino a disputare prove degne come queste ultime due partite; anche perché mi chiedevo che fine avesse fatto quel giocatore che con la maglia dell’Albinoleffe si era guadagnato i gradi di miglior terzino destro della cadetteria tanto da essere acquistato dall’Udinese (che di solito sbaglia pochi acquisti). Spero che l'infortunio non sia grave in modo da non fargli perdere la continuità di prestazioni che è sempre importante a tutti i livelli. la'analisi della difesa finisce con la prova dei centrali Ogbonna e Zoboli che rispettivamente con le buone e con le cattive hanno fatto loro ogni pallone e fermato tutte le azioni che passavano dalla loro zona.

Il reparto offensivo ha vissuto di sprazzi, qualche lampo di Di Michele, vedi il lancio che Bianchi ha sciaguratamente sprecato e il tiro al volo nel primo tempo, e un lampo, ma che lampo di Bianchi in occasione della fantastica rete del 2 a 0, per il resto i due attaccanti hanno fatto le cose migliori in fase di contenimento e recupero palloni a significare che in questa partita c’erano le giuste motivazioni su come si affronta il campionato di serie B

Vedo che si inizia a paragonare Rolando Bianchi a Pulici, mi sembra un po’ presto e poi come fece Pulici anche Rolando avrebbe bisogno di un ripasso sui fondamentali tecnici per poter esplodere veramente e con continuità anche in serie A. Del resto un suo allenatore delle giovanili dell’Atalanta mi disse che quando vide Bianchi per la prima volta non lo reputò certo un giocatore con mezzi tecnici per fare le massime categorie, ma l’impegno, la serietà e la volontà di arrivare erano di gran lunga superiori a quelle dei suoi compagni ed è per questo che ora (parlo di anni fa ai tempi della Reggina) sta raccogliendo i frutti de lavoro che ha svolto in silenzio per dieci anni.

Concludo con l’allenatore avversario…avevo paura che ci giocasse uno scherzetto invece si è dimostrato un perdente come nelle due stagioni viste a Torino, e come per Colombo non riesco a capire come un allenatore che per dieci anni non ha sbagliato un obiettivo possa fallire quattro delle ultime cinque stagioni (considero per il momento un fallimento anche questa stagione), forse si è cullato troppo sugli allori, forse il suo sistema di gioco è superato, forse pensare di organizzare solo la fase difensiva e lasciare all’estro dei suoi giocatori quella offensiva ormai non paga più a certi livelli. In bocca al lupo Mister, ne hai davvero bisogno!

Roma:l'x arriva al 93'

di Rocco Fortunato
fonte:gazzetta.it


I giallorossi chiudono sull'1-1 a Londra, grazie al destro in mischia in extremis del difensore centrale. Primo tempo tutto a favore degli inglesi, poi ottima ripresa della squadra di Ranieri, che fallisce un rigore con Menez, ma approfitta dell'inferiorità numerica degli inglesi (rosso per Kelly) nel recupero


A Roma pareggia a Londra contro il Fulham 1-1, acciuffando il pari con Andreolli al 93', quando il cammino europeo giallorosso sembrava ormai compromesso. Il pareggio odierno è figlio di un primo tempo sottotono della squadra di Ranieri, intimidita dall'aggressività di quella di Hodgson. Poi nella ripresa una Roma trasformata ha prima sfiorato il pari, fallendo un rigore con Menez, e poi capitalizzato all'ultimo secondo la superiorità numerica per l'espulsione al 31' di Kelly in occasione del penalty. Premiato dunque il carattere dei giallorossi, da rivedere però l'atteggiamento iniziale, che contro squadre più forti sarebbe costato il risultato.
ULHAM AGGRESSIVO — Parte forte, imponendo un ritmo alto, che mette subito in difficoltà la squadra di Ranieri. Immediate arrivano due occasioni: Burdisso rischia l'autorete su un cross dalla destra, poi c'è il sinistro sporco in mischia di Greening, con Doni che para in angolo. Inizio di gara davvero in salita per la Roma, che palesa qualche limite di personalità in trasferta. Arriva, inevitabile, il gol di testa di Hangeland, che sfugge ad Andreolli e approfitta dell'uscita a vuoto di Doni sul corner battuto da destra. Il Fulham si placa. Forse pago del vantaggio, oppure per rifiatare. La Roma ne approfitta per mettere la testa fuori dal guscio: arriva il sinistro di prima intenzione, violento, di Riise, Schwarzer si salva in tuffo, rifugiandosi in angolo. Ah, una curiosità: anche il Fulham ha il suo Riise, fratello, per l'appunto, di John Arne. All'intervallo è 1-0 per il Fulham, che ha fatto di più sia come gioco che come atteggiamento propositivo.
RANIERI CAMBIA — Dal tunnel degli spogliatoi non riemergono Okaka e Brighi, sostituiti da Perrotta e Pizarro. E rientra sul campo di Craven Cottage anche un'altra Roma. Più convinta e convincente. Che spinge e mette in luce le crepe difensive della squadra di Hodgson. Cresce soprattutto Menez, abulico nel primo tempo. Ranieri cambia ancora: fuori Taddei al 18', dentro Vucinic.E Roma sempre più arrembante, anche se lascia praterie al contropiede dei bianconeri padroni di casa. Vucinic prova la botta violenta, Schwarzer respinge.

RIGORE MANCATO — Ma l'occasionissima arriva al 31' della ripresa. Riise viene messo a terra in area da Kelly. Rigore, ed espulsione per il difensore, che vanifica una chiara occasione da gol per i giallorossi. Sul dischetto va Menez, che si fa neutralizzare il rigore da Schwarzer. Il finale è vibrante, con la Roma che imbastisce un assedio.

ANDREOLLI GOL — E al terzo minuto di recupero arriva il pari in mischia di Andreolli, con un destro angolato che acciuffa il pari e riacchiappa l'Europa, che si stava allontanando da Roma.

La Parola hai protagonisti DELL'IMPRESA!!!!!

di Gianluca Tancini
Fonte:Ac Milan


Ecco le dichiarazioni dei giocatori rossoneri dopo l'impresa al Bernabeu:Massimo Oddo:In una partita come quella di stasera era importante l'apporto di tutti: anche coloro che ci stanno vicini negli spogliatoi e nei giorni precendenti alla partita. Ci siamo tolti una grande soddisfazione questa sera,il Milan è la prima volta che vince a Madrid. Siamo arrivati a questa partita in un momento positivo dopo la vittoria casalinga contro la Roma. Dida? nel calcio si sbaglia,non vince chi e perfetto,ma chi sbaglia meno. Li errori li commettono tutti. Per quanto riguarda la classifica del girone era importante non perdere, siamo tornati in testa alla classifica e non meritavamo di perdere con lo Zurigo.
Siamo felici e contenti,siamo stati in partita per l'intera gara e non abbiamo mai subito,qua in casa del Real Madrid. Anche quando siamo andati sotto di un gol non abbiamo mai mollato e abbiamo continuato ad attaccare.
A noi farebbe piacere sempre sentire il sostegno dei tifosi come questa sera. Sarebbe bello ricevere gli applausi sia nel bene che nel male,noi ci mettiamo sempre il massimo impegno,ma capita a tutti di sbagliare una partita.
Kakà?Probabilmente stasera ha pensato perchè non sono rimasto a Milano?
Alessandro Nesta: E stata una serata bellissima. Nel primo tempo abbiamo attaccato poco,ma abbiamo difeso bene,poi nella ripresa abbiamo attaccato molto e quando siamo riusciti a pareggiare abbiamo trovato il coraggio e siamo riusciti a vincere la partita.
Il primo gol e stato un incidente,poi nella ripresa provando ad attaccare abbiamo trovato più spazi e siamo riusciti a fare 3 gol.
Ogni partita e comunque un esame,ogni domenica,adesso arriviamo da due prestazioni positive.
Adesso siamo tutti lì nella classifica del girone,peccato aver perso in casa contro lo Zurigo.
Domenica andremoa Verona,dobbiamo stare attenti perchè e già successo che con le piccole non abbiamo fatto bellissime figure e dobbiamo cercare di dare il nostro meglio in campionato.
Pato ha realizzato due gol,uno domenica,adesso deve trovare continuità.
Gianluca Zambrotta: Ho giocato per due anni qui al Barcellona e non ho mai vinto al Bernabeu,ho vinto solo con la Juventus in coppa campioni. Per noi era importante questa sera questa vittoria,che porta il giusto morale ed e di buon auspicio per il futuro. Ci vuole un pò di equilibrio, eravamo una grande squadra prima come lo siamo adesso. Venivamo da un momento di difficoltà e lo stiamo superando.
La partita di domenica a Verona e difficile come tutte le trasferte del campionato italiano, sarà difficile. Cercheremo comunque di avvicinarci all'Inter.
Alexandre Pato:Sono molto contento perchè il Milan ha giocato molto bene,oggi e arrivata una grande vittoria ed e arrivata una vittoria importante.Sono felice gioco in una grande squadra come il Milan che questa sera ha vissuto una serata speciale.
Non arrivo da un momento difficile solo perchè mi mancava il gol,ero tranquillo,lavoro in allenamento perchè voglio fare del mio meglio per il Milan.
Dida nonostante l'errore ha comunque salvato il risultato in molte occasioni. Noi siamo una squadra e vinciamo tutti insieme e sbagliamo tutti insieme. E stata la vittoria del gruppo,tutti abbiamo giocato col cuore.
Dedico questa serata alla mia famiglia, a mia moglie.
Con Kakà ho parlato prima della partita,dopo ci siamo salutati velocemente perchè dovevamo rientrare negli spogliatoi. Se lui qua e felice noi siamo tutti felici per lui.


Impresa a Madrid Del Milan!!!!!!!


di Gianluca Tancini
Fonte:Ac Milan


IMPRESA del MILAN a Madrid per 2 a 3 grazie hai gol di Pirlo e alla doppietta di Pato ecco le dichiarazioni di Mister Leo e Galliani:Grande serata ma ieri sera si capiva che c'era un ottimismo per questa gara. Noi vediamo spesso il Real e vediamo una grande squadra che fà gol ma che concede tante palle gol. E andata bene,ma abbiamo fatto una grande gara,non cè dubbio. La squadra non si e mai accontentata del pareggio,abbiamo fatto 4 gol in un tempo,il gol che e stato annullato era regolarissimo. Gli errori arbitrali vanno accettati senza polemizzare. Pato?è un campione giovane hanno alti e bassi,e normale aspettarsi questo da loro ma la fortuna nostra e che Alexandre e un nostro giocatore,un nostro grande campione.
Questa sera ho relazionato tramite sms con il nostro presidente che si trovava in Russia, ad ogni cambio di risultato ci mandavo i messaggi con tutti i marcatori.
Credo che l'allenatore abbia il suo ruolo,la sua valenza, la capacità di organizzare un gruppo e motivarlo. Oggi tuttavia la vittoria e della squdra e chiaro. Riscattare certi valori e stata una risposta enorme da parte di tutti i ragazzi. Quella di questa sera e una vittoria nata dopo un'altra vittoria,quella con la Roma. Noi siamo nati per il 4 3 3 e nel corso di questa stagione per diverse difficoltà non ci e stato possibile giocarlo poi la vittoria contro la Roma ci ha dato coraggio. La squadra ha appoggiato il mio progetto,abbiamo avuto situazioni molto difficili e oggi era una gara troppo delicata per sbagliarla. Il presidente e sempre stato molto vicino a noi,ci sono stati momenti difficili ma la sintonia con la società ci e sempre stata. Sono felice perchè il Milan non ha mai dato segnali di non poter vincere questa partita. Sempre anche sotto di un gol abbiamo cercato la vittoria questo e il nostro vero grande spirito.

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