Reggina-Ancona: arbitra Russo



di Filippo Capurso
Fonte: tuttoreggina.com

Designato l'arbitro di Reggina-ancona, che sarà il sig. Carmine Russo della sezione arbitrale di Nola. Il fischietto sarà cooadiuvato da:
ASSISTENTE N1: Alessandro PETRELLA di TeramoASSISTENTE N2: Enzo RIVIELLO di SalernoQUARTO UFFICIALE: Giulio QUARTARONE di Messina
Un solo precedente di Russo con la Reggina, un Reggina-Lecce del 28 ottobre 2008, finito 2-0 per gli amaranto, mentre con l'Ancona quattro gare dirette con una sola vittoria, la scorsa stagione a Livorno(Livorno-Ancona 2-3)

Lecce-Salernitana: i precedenti



di Filippo Capurso
Fonte: Quotidiano Puglia

Per trovare la prima sfida tra Lecce e Salernitana bisogna risalire di ben 81 anni, le due squadre giocarono contro, infatti, per la prima volta il 12 febbraio 1928 alla dodicesima e ultima giornata del campionato di seconda divisione Sud girone C. Il Lecce dell’allora presidente Lopez Y Royo Luigi, allenato da Felice Ferrero fu sconfitto con il risultato di 2 – 1. Per i granata le reti furono segnate da Barone al 24’ e Venturini, mentre per il Lecce andò a segno con “Mingo” Locatelli. La prima vittoria dei giallorossi si verificò alla terza sfida in Puglia.Era il 4 febbraio 1940 alla sedicesima giornata del campionato di Serie C. Il Lecce di Alferio Cubi, ebbe la meglio al “Carlo Pranzo” sui granata, con un secco 3 – 0, grazie alla doppietta di Bisogni al primo minuto e all’87’ inframmezzata dalla rete su calcio di rigore al 61’ di Giannone. La prima sfida nel campionato cadetto, invece, ebbe luogo il 2 marzo 1947. Anche in quest’occasione i giallorossi si aggiudicarono l’intera posta in palio, grazie ad una rete di Pietro De Santis al quinto minuto di gioco del primo tempo. I giallorossi di Delio Rossi scesero in campo con: Rossi, Bovo, Silvestri, Stovini, Tonetto, Piangerelli, Donadel, Vugrinec, iacomazzi, Chevanton, Cimirotic. I campani allenati da Zeman risposero con: Botticella, Cardinale, Fusco, Dobrijevic, Pienotti, Camorani, Tedesco Gia, Maschio, Vignaroli, Gonzalez, Bondi. Passarono in vantaggio i granata con Eddy Baggio al 60’, ma al 67’ Ernesto Chevanton ristabilì la parità, e solo dopo un minuto Giacomazzi realizzò la rete che regalò la vittoria ai salentini. Il bilancio del Lecce nei precedenti venticinque incontri nel Salento con la squadra campana, è di: 14 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte, 38 reti segnate e 20 reti subite. Per ciò che riguarda il presente bisogna dire che l’incontro si presenta difficile forse, in maniera particolare, sotto l’aspetto psicologico. L’avversario non attraversa certo uno dei suoi migliori momenti ma proprio questo può rappresentare un pericolo per i giallorossi. Approcciare la gara con sufficienza è il peggiore dei nemici e De Canio starà di sicuro lavorando sotto questo aspetto.

Semeraro: "Pronto a vendere il Lecce"



di Filippo Capurso
Fonte: Corriere della sera

Quarto piano di via Templari, vista su piazza Sant’Oronzo, mezzogiorno li­vido e ventoso. Nelle stanze che hanno respirato la sua lunga e sfaccettata storia im­prenditoriale, Giovanni Seme­raro torna a parlare del Lecce. Le nuove strategie, il sogno dello stadio di proprietà («da costruire fuori dal territorio del Comune»), la porta spa­lancata ad eventuali acquiren­ti del club («a patto che gli as­sicurino un buon futuro»), il dispiacere per l’avversione reiterata di «certi tifosi», le prospettive e i limiti della squadra di De Canio: tra entu­siasmi resistenti e striscianti segnali di cedimento, alla vi­gilia dell’anticipo con la Saler­nitana, il numero uno della società gioca a tutto campo con il pallone giallorosso.

Presidente Semeraro, le manca la serie A? «Molto, specialmente per lo strascico che comporta una retrocessione».

Strascico di che genere? «Di carattere psicologico. La ricaduta non è facile da metabolizzare».

Dalle sue parole, sembra proprio che la digestione non sia stata completata? «In effetti, dentro di me, c’è ancora amarezza. Una sen­sazione che nasce dalla consa­pevolezza, a posteriori, di aver interpretato la A in mo­do sbagliato. Abbiamo punta­to sugli uomini di esperienza, è stato un errore. Il cambia­mento di filosofia è la conse­guenza di quell’errore».

Ossia? «Virata dritta sui giovani. Di valore, di qualità. E se avre­mo un giorno la fortuna di ri­salire nel massimo campiona­to, rivoluzioni bandite. Conti­nueremo a tenere la barra dritta sui ragazzi. Perché i ra­gazzi, quelli bravi intendo, hanno fame di calcio e voglia di affermarsi».

Eppure il giovane Lecce, fi­nora, è andato a corrente al­ternata. Se l’aspettava? «L’inizio è stato altalenan­te. E’ dipeso anche dal ritar­do nell’assemblaggio dell’or­ganico, dai condizionamenti del mercato. Poi abbiamo pa­gato lo scotto all’infortunio di giocatori importanti come Munari e Giuliatto. La squa­dra ha qualche difetto, non ha un’identità precisa, non è ancora un gruppo. Il mio au­spicio è di non perdere trop­po terreno dalle prime, affin­ché a gennaio si possano ap­portare i correttivi necessari e sull’inerzia raggiungere i play off».

De Canio alla Ferguson: sta funzionando? «Il rapporto con l’allenato­re è improntato alla massi­ma correttezza. Ogni lunedì il mister viene qui da me e, insieme, discutiamo dell’ulti­ma partita e dei progetti sui quali stiamo lavorando, in particolare legati al settore giovanile».

Perché tutto filasse liscio, però, ha dovuto liberarsi di Angelozzi. «Alt, era una scelta preven­tivata».

Ne è sinceramente sicu­ro? «Finito il mercato, Angeloz­zi avrebbe detto stop con il Lecce. Una soluzione dettata dalla diversa impostazione impressa alla società, non da contrapposizioni con Guido che continuerà ad essere retri­buito dal Lecce fino a quando non troverà una squadra. Ero esausto della dicotomia tra al­lenatore e direttore sportivo, dei problemi che nascevano quando un tecnico ics chiede­va un giocatore e il direttore sportivo ipsilon gliene ingag­giava un altro».

Ora, invece, qual è il mec­canismo? «De Canio individua il gio­catore da prendere e delega il management del Lecce, dal presidente all’amministrato­re delegato sino al dirigente di fiducia della società, all’ac­quisto. Se quel giocatore non può essere assoldato, l’allena­tore indica l’alternativa».

Significa che il Lecce non avrà più un direttore sporti­vo nei ranghi? «Con Giovanni Semeraro presidente, mai più».

In chiave mercato, De Ca­nio gestice anche il budget? «No, il budget è gestito dal sottoscritto e dall’ammini­­stratore delegato».

In verità: non s’è pentito di aver fatto firmare a De Ca­nio un contratto di quattro anni? Se malauguratamente un domani volesse esonerar­lo, non si sentirebbe frenato dalla prospettiva di pagare tanto e a lungo un disoccu­pato, oltre che il suo succes­sore? «Spero, a prescindere, che quel giorno non arrivi. Se do­vesse arrivare, pagherò sul­l’unghia senza recriminare».

Ha letto del suo braccio destro Fenucci? «Mi informi».

Da ambienti napoletani, l’ad del Lecce sarebbe vicino all’accordo con De Laurenti­is? «Per esperienza, credo che nel calcio girino molte chiac­chiere. Comunque, nel mon­do degli affari, perdere un funzionario non mi ha mai creato problemi. Premetten­do che ho grande stima del­l’uomo Fenucci, morto un pa­pa se ne fa un altro».

Al Via del Mare gli spetta­tori sono pochi e non tifano più. Il filo si è spezzato? «Lecce è sempre stata fred­da nei confronti del Lecce. Ora siamo al gelo. Anche se mi dicono che quel silenzio assordante sia contro gli orga­ni di controllo e non diretto ai giocatori. Però sono i gioca­tori che vanno in campo. E senza incitamento, senza calo­re, vincere è più complicato».

Dicono pure che sia un moto di contestazione verso la società? «Alle contestazioni siamo abituati. E sta bene pure che ci contestino i ragazzi della curva Nord. Non ci stanno be­ne i toni con i quali ci conte­sta la presunta parte 'nobile' del tifo. Ho sentito professio­nisti affermati dire che, con i soldi del Lecce, io e i miei fi­gli ci saremmo comprati le barche. Roba da ridere, anzi da piangere. Il rammarico è smisurato. Per dodici anni su quindici, ho attinto alla cassa di famiglia per ripianare il de­bito della società. Sì, pure quando Corvino sosteneva di friggere i soldi con l’acqua e io, ogni stagione, ricapitaliz­zavo. Un deficit che in un ag­gettivo definirei vergognoso. Però adesso il gioco è termi­nato. Il Lecce, per ammini­­strarsi, deve autofinanziarsi. Dalla cassa di famiglia non si attinge più. Con un pizzico di dolore, riconosco che la razio­nalità ha preso il sopravven­to sulla passione».

E’ stanco. Che fa, molla al primo acquirente che si pre­senta? «Se piomba un russo o un americano, se avanza un com­pratore salentino o di qualsia­si parte del mondo in grado di garantire al Lecce prospetti­ve valide, perché non vende­re? In fondo io sto qui da tre lustri, la città è assuefatta a Semeraro, i miei figli opera­no fuori. Di fronte a interlocu­tori seri, passo la mano».

A che prezzo? «Il Lecce costa per quanto viene pagato».

Cosa faranno stasera i suoi ragazzi con la Salernita­na? «Partita dura, spero di an­dare a dormire con tre punti in più sul cuscino».

''Catania, puoi fidarti del nostro Catania''



di:Sebastiano Battiato
fonte: la sicilia
L'analisi è lucida, chiara, che la si condivida o no. Disteso, sorridente,disponibile. Nino Pulvirenti traccia un bilancio, il suo bilancio, dopo sette giornate di campionato, nel quarto anno consecutivo di Serie A. Stadio, centro sportivo, tifosi, città, investimenti, squadra, progetti e ambizioni di un Catania nuovo ridisegnato secondo canoni moderni, imprenditoriali, programmati anche in funzione di quello che è possibile fare. Nel rispetto dei ruoli, delle risorse, delle certezze e degli auspici. Cominciamo dal campionato e dal Cagliari, domenica pomeriggio al Cibali. ''Dobbiamno puntare ai tre punti - attacca il presidente- con tutto il rispetto per l'avversario, quadrato e solido dicono i risultati, soprattutto in trasferta. Il Catania ha dimostrato però di essere pronto a conquistare la prima vittoria, anzi, se permettete, dico che siamo pure in ritardo''. Lo scetticismo iniziale, dopo le tre sconfitte in altrettante giornate, sembra in parte esaurito. '' Credo sia giusto che la gente, quella che era rimasta spiazzata forse più dal risultato e non dal gioco, si sia ricreduta o lo abbia fatto almeno in gran parte. Il merito è dei giocatori e del tecnico che non si sono mai arresi, non hanno mai mollato, migliorando gioco, rendimento e prestazioni. Manca la vittoria è vero,ma la sensazione è che sia sfuggita anche per una dose di cattiva sorte. Speriamo che i novanta minuti col Cagliari ci regalino la prima grande gioia''. Lei crede che i cinquemila abbonati in meno siano figli solo di un' assuefazione alla categoria? ''In parte si, l'effetto purtroppo c'è stato. Ma è anche per colpa di una crisi generale, intendo economica, che ha portato una diminuzione degli abbonati in quasi tutta Italia. Il nostro obiettivo è comunque quello di riuscire un giorno ad avere uno stadio di soli abbonati, lasciando una minima parte agli occasionali. Vedrete che prima o poi ci riusciremo, convincendo la gente che il nostro modo di fare calcio è fatto di programmazione e di risultati, senza vendere illusioni, ma andando avanti sulla basa di fatti concreti. Fondamentale però è mantenere la categoria, nel calcio moderno è il punto principale''.

Carboni è sicuro '' Domenica si vince''



di:Sebastiano Battiato
Fonte: la sicilia
Massannunziata. Il look è tipico del guerriero. Incavolato o grintoso? ''Sereno. Sono sereno'', ribatte Ezequiel Carboni. Un pò incavolato dev'esserlo, il centrocampista del Catania. Ha saltato la partita di Bari, ha lavorato sodo durante la sosta. Dunque ecco che rientra con tutta la grinta possibile in tempo per cercare, contro il Cagliari, la prima vittoria: '' Dobbiamo farlo per noi, per la gente''.Stare fuori è stato quasi un incubo? '' Per me è più importante chi gioca, la squadra. Certo si soffre di più quando si guardano gli altri giocare. Ma qui siamo tutti quanti atleti di buon livello. Chi è andato in campo, ha dimostrato di saperci fare''. Lei non è abituato a guardare gli altri. ''Stare fuori è brutto, ma è acqua passata. Sto tornando con tutta la voglia di fare bene , ma lo scopo è sempre quello: mettersi a servizio della squadra''. Il suo è un ruolo delicatissimo, quasi l'ago della bilancia del Catania. ''Il centrocampista che agisce basso ha responsabilità, ma io sono disposto a prendermi, a reggere questo peso. Per quasi tutta la carriera ho giocato sempre lì, tra difesa e centrocampo''. Il Cagliari teme questo confronto. '' Lo ripeto: aspettiamo il nostro avversario sereno con la voglia che ha contraddistinto il lavoro durante la pausa. Una vittoria serve, eccome. Potrebbe premiare questo lavoro lungo due settiamane''.

16 Ottobre 2009: il programma



fonte: www.empolifc.com



Prima della partenza alla volta di Mantova, gli azzurri effettueranno la seduta di rifinitura allo stadio Carlo Castellani di Empoli: la sessione di allenamento avra' inizio alle ore 14.30.

In campo domenica 18 Ottobre 2009




fonte: www.empolifc.com





  • Allievi Nazionali: ore 10.30 Arezzo vs Empoli, campo sportivo B. Nespoli, Arezzo
  • Allievi Professionisti: ore 11.15 Viareggio vs Empoli, campo sportivo Del Chiaro, Viareggio
  • Esordienti Professionisti: ore 10.00 Empoli vs Figline, Centro Sportivo Monteboro
  • Esordienti 98 (Mister Arrighi): ore 9.15 Firenze Ovest vs Empoli, campo sportivo di Peretola

Nella foto: Mister Arrighi (PH Gianni Nucci)

Torino, 42 anni fa il triste addio a Gigi Meroni


fonte: Tuttosport


A Como i suoi amici restaurano la macchina per il museo del Toro.


Quarantadue anni fa, all’età di venti­quattro anni, moriva a To­rino Gigi Meroni, travolto da due automobili, una delle quali guidata da un giovane che poi, oltre trent’anni dopo, sarebbe divenuto presidente del Torino: Attilio Romero. Oggi Meroni sarà ricorda­to con grande affetto e il solito enorme rimpianto non solo a Como, dove nacque, ma anche a Geno­va e soprattutto a Torino: la Farfalla arrivò in gra­nata dopo una breve pa­rentesi nel Genoa e fece immediatamente innamo­rare la gente. Fece sogna­re un intero popolo, poi crollato nell’angoscia per la tragica fine. A Como i suoi amici di famiglia e dell’oratorio, guidati dal generoso Della Torre, or­ganizzano da oltre tre de­cenni un torneo giovanile gigantesco, con migliaia di ragazzini della provin­cia in azione tutti gli anni. Quest’anno l’associazione comasca nata per traman­dare la memoria e il mito di Meroni ha anche prov­veduto a rimettere a nuo­vo la celebre Balilla che il giocatore usava per vezzo. E che aveva abbellito per­sonalmente, all’interno, con tessuti preziosi e lam­pade in stile. Obiettivo de­gli amici di Meroni è ora esporre la Balilla per qualche tempo a Torino nel museo dedicato alla storia del Toro.

Juventus: Trezeguet ha voglia di riscatto


di Dario Rosella
Fonte: Gazzetta dello Sport

"La Juventus ha voglia di riscatto". Ne è convinto David Trezeguet a 48 ore dal match contro la Fiorentina. Serve una vittoria per ricominciare alla grande dopo la pausa e archiviare definitivamente lo scivolone di Palermo. "Per noi sará una partita molto importante, veniamo da una sconfitta pesante e vogliamo ritrovare la vittoria. Il tempo per preparare la sfida è poco - dice l'attaccante bianconero ai microfoni di Juventus Channel - solo oggi ritroviamo i compagni che sono andati via con le loro nazionali, ma avremo le motivazioni per fare una grande gara e dimostrare a tutti che siamo una squadra importante. Siamo comunque vicini alle vetta e in Champions abbiamo fatto buone partite. Lo spirito del gruppo è positivo e stiamo lavorando per ritrovare il nostro gioco. Abbiamo perso qualche giocatore per infortunio, ma ci saranno anche rientri importanti. C'è voglia di rivincita e di fare bene e credo che contro la Fiorentina faremo un'ottima gara".

David Trezeguet, già tre reti in campionato. LaPresse

senza limiti — La condizione ritrovata, la fiducia di Ferrara, l'apertura a un possibile ritorno in Nazionale. David Trezeguet non si pone limiti: "Sto bene, ho avuto la possibilità di lavorare bene questa settimana, mi sento bene fisicamente e mentalmente. Spero, insieme ai miei compagni, di poter regalare ai nostri tifosi quella vittoria che cerchiamo da tempo e mi auguro di segnare e dare il mio contributo come ho fatto sinora. La nazionale francese? Ho dato la mia disponibilità perché ora ci saranno gli spareggi e saranno due partite importantissime. Se il c.t. pensa che potrò essere utile alla squadra sarò lieto di giocare. Sicuramente nelle ultime due partite contro la isole Far Oer e contro l'Austria, la Francia ha dimostrato di avere giocatori d'attacco molto forti, quindi se potrò dare il mio contributo bene, altrimenti, continuerò a dare il massimo con la mia squadra che è quello che mi interessa di più".

Ferrante: Torino, la vera fortuna è avere Foschi


fonte: Tuttosport


L'ex bomber granata: «È il ds ideale per il Torino»

TORINO, 16 ottobre - Ferrante, il Toro non fa più gol. Lei che è il re dei bomber granata dell’era recente, che idea s’è fatto?
«Da addetto ai lavori dico che la situazione è strana, perché il Toro ha un potenziale offensivo da serie A: e le riserve, Leon e Vantaggiato, sarebbero titolari in qualunque altra squadra di B. Da tifoso mi permetto di aggiungere un’altra annotazione: se l’attacco non segna, si può anche pareggiare evitando perlomeno di perdere».

La stupisce questo brusco rallentamento, di rendimento e di risultati?
«Sì e no. Potenzialmente il Toro può vincerle tutte, tanta è la sua superiorità. Però se inconsciamente subentra la presunzione d’essere più bravi, se non si duella alla pari con l’avversario, ogni match può diventare un problema: persino in un campionato molto inferiore rispetto agli anni in cui giocavo io».

Restano Bianchi, Di Michele e in genere le punte il valore aggiunto?
«Bianchi è un buon giocatore, l’ho conosciuto lo scorso anno invitandolo a non cercare ossessivamente il gol: vien da sé, deve solo stare tranquillo. Di Michele è il classico giocatore che vorrei sempre con me e mai contro: ha qualità superiori, segna, fa segnare, irretisce l’avversario. Insomma, un bel rompiscatole per qualsiasi difesa. Però, e lo dice uno che il Toro lo conosce bene bene, il valore aggiunto è un altro».

Ah sì? E chi, allora?
«Rino Foschi. Onore e merito alla scel­ta del presidente Cairo: è ciò che al Toro mancava da anni».

Ci spieghi perché.
«Ho incontrato il direttore Foschi la scorsa settimana, per caso. Abbiamo chiacchierato per un’oretta: mi ha fatto una grandissima impressione».

Siamo curiosi: vada avanti.
«Da quando vivo, direttamente o indirettamente, la quotidianità del Toro, non ricordo un dirigente così completo e ben calato in questa realtà comunque speciale. Io avevo un rapporto eccezionale con Cravero, ds molto appassionato, vicino alla squadra e secondo me pure competente. Foschi in più ha l’esperienza e una personalità che gli consentono di dire la sua in tutto, e con tutti. Vedrete che non sbaglio: saranno Foschi e Colantuono a traghettare fuori la squadra dalle secche in cui si è cacciata. Lasciateli lavorare, fidatevi di loro».

Nessuno s’è nemmanco azzardato a pensare il contrario...
«Sììì, lo so, sinora è stato così, però conosco bene Torino e la piazza che circonda il Toro. Non passa stagione senza che prima si metta in discussione l’allenatore, la squadra o il mercato. L’ambiente ha il processo facile, ma per costruire ci vuole tempo: non si può sempre mettere tutto in discussione, non si può cambiare tutto ogni anno».

Il Toro, in B, è condannato a vincere.

«E’ evidente, però per vincere non basta essere più forti. Bisogna essere anche palluti e giocare con la necessaria tranquillità. Questa, sia chiaro, ora devono trasmetterla i giocatori alla tifoseria: con i risultati e con l'atteggiamento».

Che sensazione le dà questo Toro?
«Quello di essere nettamente più forte della concorrenza, però senza ancora avere quella fame, quell’intensità e quella grinta che invece gli avversari mettono in ogni partita».

Juventus: La procura antidoping convoca i medici Juve


di Dario Rosella

Fonte: Eurosport.com

Il caso Cannavaro continua. La Procura Antidoping, infatti, ha deciso di convocare il prossimo lunedì presso gli uffici della Curva Sud dello stadio Olimpico di Roma i due medici della Juventus, Bartolomeo Goitre e Luca Stefanini,per approfondire alcuni aspetti della questione che vede protagonista il difensore bianconero e della nazionale.

Il capitano azzurro, infatti, era stato trovato positivo a un controllo antidoping dopo aver presentato una richiesta di esenzione per aver assunto un medicinale antiallergico a base di cortisone per guarire una puntura d'ape. Una situazione delicata quella in cui si trova Cannavaro, situazione che l'ex giocatore del Real Madrid non ha digerito. Nei giorni scorsi, infatti, dal ritiro di Coverciano, Cannavaro si era sfogato e aveva espresso tutta la propria rabbia in merito alla vicenda. Già ai tempi del Parma il giocatore napoletano si era trovato coinvolto in una situazione scomoda, anche se, in quell'occasione, di mezzo c'erano delle flebo e un video uscito nel 2005.

Nei giorni scorsi Pino Capua, presidente della Commissione nazionale antidoping, si era pronunciato in merito alla questione scagionando il giocatore da ogni accusa. "Quella di Cannavaro è una vicenda burocratica - aveva dichiarato -. La Procura del Coni ha chiarito tutto. Il calciatore è assolutamente innocente. Si può dire che non è mai esistito un caso Cannavaro". Lunedì, comunque, si saprà qualcosa in più.

Modena è ora di dare continuità.


di Marco Fundoni


Dopo la vittoria esterna di domenica, contro il Toro, ci si aspetta il salto di qualità dai canarini di Apolloni.

Un inizio di campionato tra alti e bassi, vittorie importanti contro squadre destinate alle zone alte della classifica, ma anche sconfitte con squadre decisamente alla portata dei gialloblu. Domenica è arrivata una vittoria importante, ma non inattesa, infatti in questo campionato il Modena si è conquistato di diritto l'etichetta di "Ammazza grandi". Sono crollate ai colpi degli 11 di Apolloni, oltre il Torino, anche Reggina ed Empoli mentre l'ultima retrocessa dallo scorso campionato di A(Lecce) è riuscita solo a strappare un pareggio ai modenesi. Risultati molto incoraggianti, che però non spiegano i tonfi verificatisi contro squadre decisamente alla portata degli uomini di Apolloni, come Ancona, Ascoli e Grosseto. Domenica ci sarà l'esame capolista - il Frosinone, che sta sorprendendo tutti mantenendo una posizione di testa solitaria - partita fondamentale, che ci permetterà di vedere se questo Modena ha le carte in regola per poter dare continuità ai risultati, ma soprattutto di fare questo salto di qualità tanto atteso e sognato da una città che non vede l'ora di tastare nuovamentei campi dell'olimpo del calcio italiano.

Contatore Visite Sito:

Totale Pagine Viste
gold coast dry cleaners
© 2009 Copyright Tutto Lega Calcio

Tv Web OnLine:

TUTTOLEGACALCIO TV

RASSEGNA STAMPA

RASSEGNA STAMPA, Le prime pagine dei quotidiani
Ecco le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi
Venerdì 23 Ottobre 2009
.

GianLuca Rossi

Banner 368x60_top

Fc Inter 1908

Banner 468x60_top

Il Vero Milanista

Il vero milanista