Reggina-Ancona: arbitra Russo
di Filippo Capurso
Fonte: tuttoreggina.com
ASSISTENTE N1: Alessandro PETRELLA di TeramoASSISTENTE N2: Enzo RIVIELLO di SalernoQUARTO UFFICIALE: Giulio QUARTARONE di Messina
Un solo precedente di Russo con la Reggina, un Reggina-Lecce del 28 ottobre 2008, finito 2-0 per gli amaranto, mentre con l'Ancona quattro gare dirette con una sola vittoria, la scorsa stagione a Livorno(Livorno-Ancona 2-3)
Lecce-Salernitana: i precedenti
di Filippo Capurso
Fonte: Quotidiano Puglia
Semeraro: "Pronto a vendere il Lecce"
di Filippo Capurso
Fonte: Corriere della sera
''Catania, puoi fidarti del nostro Catania''
di:Sebastiano BattiatoL'analisi è lucida, chiara, che la si condivida o no. Disteso, sorridente,disponibile. Nino Pulvirenti traccia un bilancio, il suo bilancio, dopo sette giornate di campionato, nel quarto anno consecutivo di Serie A. Stadio, centro sportivo, tifosi, città, investimenti, squadra, progetti e ambizioni di un Catania nuovo ridisegnato secondo canoni moderni, imprenditoriali, programmati anche in funzione di quello che è possibile fare. Nel rispetto dei ruoli, delle risorse, delle certezze e degli auspici. Cominciamo dal campionato e dal Cagliari, domenica pomeriggio al Cibali. ''Dobbiamno puntare ai tre punti - attacca il presidente- con tutto il rispetto per l'avversario, quadrato e solido dicono i risultati, soprattutto in trasferta. Il Catania ha dimostrato però di essere pronto a conquistare la prima vittoria, anzi, se permettete, dico che siamo pure in ritardo''. Lo scetticismo iniziale, dopo le tre sconfitte in altrettante giornate, sembra in parte esaurito. '' Credo sia giusto che la gente, quella che era rimasta spiazzata forse più dal risultato e non dal gioco, si sia ricreduta o lo abbia fatto almeno in gran parte. Il merito è dei giocatori e del tecnico che non si sono mai arresi, non hanno mai mollato, migliorando gioco, rendimento e prestazioni. Manca la vittoria è vero,ma la sensazione è che sia sfuggita anche per una dose di cattiva sorte. Speriamo che i novanta minuti col Cagliari ci regalino la prima grande gioia''. Lei crede che i cinquemila abbonati in meno siano figli solo di un' assuefazione alla categoria? ''In parte si, l'effetto purtroppo c'è stato. Ma è anche per colpa di una crisi generale, intendo economica, che ha portato una diminuzione degli abbonati in quasi tutta Italia. Il nostro obiettivo è comunque quello di riuscire un giorno ad avere uno stadio di soli abbonati, lasciando una minima parte agli occasionali. Vedrete che prima o poi ci riusciremo, convincendo la gente che il nostro modo di fare calcio è fatto di programmazione e di risultati, senza vendere illusioni, ma andando avanti sulla basa di fatti concreti. Fondamentale però è mantenere la categoria, nel calcio moderno è il punto principale''.
fonte: la sicilia
Carboni è sicuro '' Domenica si vince''
di:Sebastiano BattiatoMassannunziata. Il look è tipico del guerriero. Incavolato o grintoso? ''Sereno. Sono sereno'', ribatte Ezequiel Carboni. Un pò incavolato dev'esserlo, il centrocampista del Catania. Ha saltato la partita di Bari, ha lavorato sodo durante la sosta. Dunque ecco che rientra con tutta la grinta possibile in tempo per cercare, contro il Cagliari, la prima vittoria: '' Dobbiamo farlo per noi, per la gente''.Stare fuori è stato quasi un incubo? '' Per me è più importante chi gioca, la squadra. Certo si soffre di più quando si guardano gli altri giocare. Ma qui siamo tutti quanti atleti di buon livello. Chi è andato in campo, ha dimostrato di saperci fare''. Lei non è abituato a guardare gli altri. ''Stare fuori è brutto, ma è acqua passata. Sto tornando con tutta la voglia di fare bene , ma lo scopo è sempre quello: mettersi a servizio della squadra''. Il suo è un ruolo delicatissimo, quasi l'ago della bilancia del Catania. ''Il centrocampista che agisce basso ha responsabilità, ma io sono disposto a prendermi, a reggere questo peso. Per quasi tutta la carriera ho giocato sempre lì, tra difesa e centrocampo''. Il Cagliari teme questo confronto. '' Lo ripeto: aspettiamo il nostro avversario sereno con la voglia che ha contraddistinto il lavoro durante la pausa. Una vittoria serve, eccome. Potrebbe premiare questo lavoro lungo due settiamane''.
Fonte: la sicilia
In campo domenica 18 Ottobre 2009
fonte: www.empolifc.com
- Allievi Nazionali: ore 10.30 Arezzo vs Empoli, campo sportivo B. Nespoli, Arezzo
- Allievi Professionisti: ore 11.15 Viareggio vs Empoli, campo sportivo Del Chiaro, Viareggio
- Esordienti Professionisti: ore 10.00 Empoli vs Figline, Centro Sportivo Monteboro
- Esordienti 98 (Mister Arrighi): ore 9.15 Firenze Ovest vs Empoli, campo sportivo di Peretola
Nella foto: Mister Arrighi (PH Gianni Nucci)
Torino, 42 anni fa il triste addio a Gigi Meroni
fonte: Tuttosport
A Como i suoi amici restaurano la macchina per il museo del Toro.
Quarantadue anni fa, all’età di ventiquattro anni, moriva a Torino Gigi Meroni, travolto da due automobili, una delle quali guidata da un giovane che poi, oltre trent’anni dopo, sarebbe divenuto presidente del Torino: Attilio Romero. Oggi Meroni sarà ricordato con grande affetto e il solito enorme rimpianto non solo a Como, dove nacque, ma anche a Genova e soprattutto a Torino: la Farfalla arrivò in granata dopo una breve parentesi nel Genoa e fece immediatamente innamorare la gente. Fece sognare un intero popolo, poi crollato nell’angoscia per la tragica fine. A Como i suoi amici di famiglia e dell’oratorio, guidati dal generoso Della Torre, organizzano da oltre tre decenni un torneo giovanile gigantesco, con migliaia di ragazzini della provincia in azione tutti gli anni. Quest’anno l’associazione comasca nata per tramandare la memoria e il mito di Meroni ha anche provveduto a rimettere a nuovo la celebre Balilla che il giocatore usava per vezzo. E che aveva abbellito personalmente, all’interno, con tessuti preziosi e lampade in stile. Obiettivo degli amici di Meroni è ora esporre la Balilla per qualche tempo a Torino nel museo dedicato alla storia del Toro.
Juventus: Trezeguet ha voglia di riscatto
Fonte: Gazzetta dello Sport
- David Trezeguet, già tre reti in campionato. LaPresse
senza limiti — La condizione ritrovata, la fiducia di Ferrara, l'apertura a un possibile ritorno in Nazionale. David Trezeguet non si pone limiti: "Sto bene, ho avuto la possibilità di lavorare bene questa settimana, mi sento bene fisicamente e mentalmente. Spero, insieme ai miei compagni, di poter regalare ai nostri tifosi quella vittoria che cerchiamo da tempo e mi auguro di segnare e dare il mio contributo come ho fatto sinora. La nazionale francese? Ho dato la mia disponibilità perché ora ci saranno gli spareggi e saranno due partite importantissime. Se il c.t. pensa che potrò essere utile alla squadra sarò lieto di giocare. Sicuramente nelle ultime due partite contro la isole Far Oer e contro l'Austria, la Francia ha dimostrato di avere giocatori d'attacco molto forti, quindi se potrò dare il mio contributo bene, altrimenti, continuerò a dare il massimo con la mia squadra che è quello che mi interessa di più".
Ferrante: Torino, la vera fortuna è avere Foschi
fonte: Tuttosport
TORINO, 16 ottobre - Ferrante, il Toro non fa più gol. Lei che è il re dei bomber granata dell’era recente, che idea s’è fatto?
«Da addetto ai lavori dico che la situazione è strana, perché il Toro ha un potenziale offensivo da serie A: e le riserve, Leon e Vantaggiato, sarebbero titolari in qualunque altra squadra di B. Da tifoso mi permetto di aggiungere un’altra annotazione: se l’attacco non segna, si può anche pareggiare evitando perlomeno di perdere».
La stupisce questo brusco rallentamento, di rendimento e di risultati?
«Sì e no. Potenzialmente il Toro può vincerle tutte, tanta è la sua superiorità. Però se inconsciamente subentra la presunzione d’essere più bravi, se non si duella alla pari con l’avversario, ogni match può diventare un problema: persino in un campionato molto inferiore rispetto agli anni in cui giocavo io».
Restano Bianchi, Di Michele e in genere le punte il valore aggiunto?
«Bianchi è un buon giocatore, l’ho conosciuto lo scorso anno invitandolo a non cercare ossessivamente il gol: vien da sé, deve solo stare tranquillo. Di Michele è il classico giocatore che vorrei sempre con me e mai contro: ha qualità superiori, segna, fa segnare, irretisce l’avversario. Insomma, un bel rompiscatole per qualsiasi difesa. Però, e lo dice uno che il Toro lo conosce bene bene, il valore aggiunto è un altro».
Ah sì? E chi, allora?
«Rino Foschi. Onore e merito alla scelta del presidente Cairo: è ciò che al Toro mancava da anni».
Ci spieghi perché.
«Ho incontrato il direttore Foschi la scorsa settimana, per caso. Abbiamo chiacchierato per un’oretta: mi ha fatto una grandissima impressione».
Siamo curiosi: vada avanti.
«Da quando vivo, direttamente o indirettamente, la quotidianità del Toro, non ricordo un dirigente così completo e ben calato in questa realtà comunque speciale. Io avevo un rapporto eccezionale con Cravero, ds molto appassionato, vicino alla squadra e secondo me pure competente. Foschi in più ha l’esperienza e una personalità che gli consentono di dire la sua in tutto, e con tutti. Vedrete che non sbaglio: saranno Foschi e Colantuono a traghettare fuori la squadra dalle secche in cui si è cacciata. Lasciateli lavorare, fidatevi di loro».
Nessuno s’è nemmanco azzardato a pensare il contrario...
«Sììì, lo so, sinora è stato così, però conosco bene Torino e la piazza che circonda il Toro. Non passa stagione senza che prima si metta in discussione l’allenatore, la squadra o il mercato. L’ambiente ha il processo facile, ma per costruire ci vuole tempo: non si può sempre mettere tutto in discussione, non si può cambiare tutto ogni anno».
Il Toro, in B, è condannato a vincere.
«E’ evidente, però per vincere non basta essere più forti. Bisogna essere anche palluti e giocare con la necessaria tranquillità. Questa, sia chiaro, ora devono trasmetterla i giocatori alla tifoseria: con i risultati e con l'atteggiamento».
Che sensazione le dà questo Toro?
«Quello di essere nettamente più forte della concorrenza, però senza ancora avere quella fame, quell’intensità e quella grinta che invece gli avversari mettono in ogni partita».
Juventus: La procura antidoping convoca i medici Juve
di Dario Rosella
Fonte: Eurosport.com
Il caso Cannavaro continua. La Procura Antidoping, infatti, ha deciso di convocare il prossimo lunedì presso gli uffici della Curva Sud dello stadio Olimpico di Roma i due medici della Juventus, Bartolomeo Goitre e Luca Stefanini,per approfondire alcuni aspetti della questione che vede protagonista il difensore bianconero e della nazionale.
Il capitano azzurro, infatti, era stato trovato positivo a un controllo antidoping dopo aver presentato una richiesta di esenzione per aver assunto un medicinale antiallergico a base di cortisone per guarire una puntura d'ape. Una situazione delicata quella in cui si trova Cannavaro, situazione che l'ex giocatore del Real Madrid non ha digerito. Nei giorni scorsi, infatti, dal ritiro di Coverciano, Cannavaro si era sfogato e aveva espresso tutta la propria rabbia in merito alla vicenda. Già ai tempi del Parma il giocatore napoletano si era trovato coinvolto in una situazione scomoda, anche se, in quell'occasione, di mezzo c'erano delle flebo e un video uscito nel 2005.
Nei giorni scorsi Pino Capua, presidente della Commissione nazionale antidoping, si era pronunciato in merito alla questione scagionando il giocatore da ogni accusa. "Quella di Cannavaro è una vicenda burocratica - aveva dichiarato -. La Procura del Coni ha chiarito tutto. Il calciatore è assolutamente innocente. Si può dire che non è mai esistito un caso Cannavaro". Lunedì, comunque, si saprà qualcosa in più.
Modena è ora di dare continuità.
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