Ascoli, l'attesa per la vittoria continua.


di Marco Fundoni


Inizia il 3 ottobre, con la sonora sconfitta interna per mano del Sassuolo, il periodo nero per gli uomini di Pane - ormai anche lui sul banco degli imputati - che non riescono più a mostrare tutto il loro potenziale come era successo nel primo mese del campionato.
Nella partita di ieri contro l'Empoli sono emersi tutti i limiti della squadra, che non può recriminare per il pessimo arbitraggio, ma deve piuttosto riflettere sulla disposizione scelta da mister Pane. Per una gara così delicata, sia per il momento sia per l'avversario, stravolgere la formazione è stata una pazzia che ha costretto la squadra a rincorrere per tutta la partita, riuscendo in due occasioni a riaprirla, ma senza impensierire un Empoli padrone del campo.
Il momento è molto delicato ma il portiere Frezzolini ci crede "ora viviamo un momento poco positivo ma dobbiamo guardarci negli occhi e tornare a fare punti al più presto. Non sono preoccupato, ma è il momento di uscirne".
Domenica ci sarà il Grosseto, sicuramente è una partita alla portata, bisogna solo preparare la partita con serenità da parte di tutti partendo dall'allenatore - che si spera non stravolga altre volte la formazione- a tutti i giocatori.

Bari, l'11 anti Lazio



di Tiziana Garofalo


Ancora poche ore e Bari e Lazio si affronteranno al San Nicola (nella foto, fonte RealSports.it). Certa l'assenza di Rivas, il centrocampista è a Forlì, Ventura deciderà all'ultimo che formazione schierare. Ma nel gioco delle probabilità l'undici più certo di scendere in campo è il seguente:


Gillet, A. Masiello, Ranocchia, Bonucci, S. Masiello, Alvarez, Donati, Almiron, Allegretti (?), Kutuzov. Meggiorni.



L'unico dubbio come è intuibile dal punto interrogativo è quello che riguarda la fascia sinistra. Oltre Allegretti anche Koman e Langella potrebbero giocare. Barreto dovrebbe accomodarsi in panchina così come anche Gazzi.

Un poker firmato Samp


di Rocco Fortunato
fonte:eurosport.it

A Marassi la squadra di Del Neri supera 4-1 i felsinei: succede tutto (o quasi) nel primo tempo: doppietta di Mannini, Pazzini e Ziegler portano i blucerchiati al riposo sul 4-0, con il Bologna che rimane in 10 per l'espulsione di Marco Di Vaio. Nella ripresa Osvaldo realizza il gol della bandiera

Il primo anticipo di Serie A è il resoconto di una sfida che dopo mezz'ora già non aveva più nulla da raccontare: alla Sampdoria bastano 33 minuti per tramortire il Bologna: Pazzini (su invito di Cassano, sfuggito al distratto Lanna), due volte Mannini, la prima con un destro al volo da applausi sull'assist (altrettanto pregevole) di Pazzini, poi un sinistro chirurgico di Ziegler da fuori area, e, infine, ancora Mannini, di testa a pochi passi dalla porta (regalo del sempre-presente Cassano).

Ecco la cronaca essenziale di questa partita che a Marassi vedeva di fronte due compagini in cerca di riscatto: i padroni di casa per riprendersi la testa della classifica, magari sperando in un passo falso - improbabile, per la verità - dell'Inter capolista contro il Catania. Il Bologna per abbandonare i bassifondi della graduatoria, compito adesso consegnato al nuovo tecnico Franco Colomba. Che peggio di così, sulla panchina dei rossoblu proprio non poteva esordire...

Un paio di aggiunte, che riguardano l'espulsione di Marco Di Vaio, arrivata sullo 0-3, dopo un diverbio evidentemente poco civile con Saccani, giusto a rendere ancora più improbo il tentativo di rimonta ospite, e il gol della bandiera di Osvaldo (appena entrato) al minuto 62. Mentre la squadra di Del Neri si gode (almeno per qualche ora) la vetta ritrovata, il Bologna torna a casa con una sconfitta difficile da digerire. Ma è doveroso voltare subito pagina: mercoledì, nel turno infrasettimanale, al Dall'Ara arriva il Siena, vale a dire una diretta concorrente per la lotta a non retrocedere. La Sampdoria andrà invece a Torino per far visita alla Juventus: con un carico di fiducia in più, e la voglia di continuare a stupire.

"Oggi abbiamo dimostrato di essere una squadra importante - le parole di un Del Neri visibilmente soddisfatto - . Il risultato è stato importante sotto il profilo numerico ma soprattutto dal punto di vista mentale. La mia squadra è conscia della sua forza e questo è quello che conta". Il pensiero ora è già rivolto alla prossima sfida di Torino contro laJuventus: "Andremo a Torino per fare una grande partita - dice il tecnico doriano - , ma siamo consapevoli della differenza, di sicuro sarà un passaggio d'esperienza importante. Cassano? Lasciamo scegliere Lippi in maniera tranquilla...".

Sassuolo, lezione di cinismo


di Marco Fundoni
fonte: Gazzetta Di Modena

Il Sassuolo ottiene il massimo col minimo sforzo. Basta un gol di Riccio nel recupero del primo tempo per piegare un Cittadella generoso ma spuntato e tornare alla vittoria al Braglia dopo un mese e mezzo. Tre punti che fanno morale in vista della trasferta sul campo del Frosinone, primo della classe con sole quattro lunghezze di vantaggio sui neroverdi.

Il Sassuolo torna a brindare al Braglia. Lo fa senza gloria, strappando una vittoria tanto striminzita quanto preziosa per morale e classifica. In attesa del bel gioco, l'undici di Pioli dà una dimostrazione di cinismo capitalizzando l'unica occasione da gol, traversa di Salvetti a parte. Per i veneti si tratta della terza sconfitta in trasferta per 1-0 e, ad accentuare l'amarezza, c'è la rabbia per un rigore (spinta di Magnanelli su Manucci) non concesso da Candussio.
LE SCELTE. Com'era nell'aria l'acciaccato Martinetti si accomoda in tribuna ma Pioli non rinuncia a un atteggiamento offensivo con le tre punte (anche se Quadrini in realtà fa il pendolo) e Salvetti in mezzo, con Riccio e Magnanelli a far legna. In difesa torna Gorzegno mentre Consolini viene preferito a Rossini. Il Cittadella di Foscarini è privo delle punte titolari Ardemagni e Iunco, tocca a De Gasperi e Curiale. A centrocampo Carteri vince il ballottaggio con Castiglia.
POCO APPEAL. Chi si attende una risposta del pubblico sassolese alle statistiche della Lega sulle presenze casalinghe (dove il Sassuolo occupa, dopo 10 turni, il penultimo posto) resta deluso. Va bene che il Cittadella non ha appeal, ma al botteghino si è andati al di sotto della media: 2493 contro 2725.
SOLO NOIA. La partita, va detto, non aiuta a destare entusiasmi. Il Sassuolo temporeggia, fatica a fare gioco e il Cittadella prova timidamente ad osare sfruttando gli spazi che si aprono a centrocampo. Pettinari chiama per due volte all'intervento Bressan (con discreto coefficente di difficoltà) poi è Curiale a sparare a lato da buona posizione. Ce n'è abbastanza perchè Pioli inizi a preoccuparsi anche perchè l'encefalogramma del suo Sassuolo è piatto.
RICCIO PUNGE. Al 39' l'elettroshock: punizione di Quadrini, inzuccata di Zampagna e deviazione aerea ravvicinata di Salvetti con palla che si stampa sulla traversa a Villanova battuto. I neroverdi si animano e al primo minuto di recupero passano con Riccio, che irrompe su una »spizzata« di Zampagna fulminando il portiere veneto di destro.
TRE SU TRE. Per l'ex centrocampista del Piacenza si tratta del gol numero tre in campionato. Tutte reti messe a segno al Braglia e coincise con altrettante vittorie interne: 2-0 al Crotone, 2-1 alla Triestina e ieri. Di questo passo il Ringhio neroverde può ambire a battere il suo record personale di gol in una stagione stabilito nel 2003/2004 con 7 centri.
RIGORE: SI O NO? Nella ripresa, se possibile, sotto il profilo delle emozioni accade ancora meno della prima frazione, dando parzialmente ragione a chi se n'è rimasto a casa. Da segnalare solo un paio di conclusioni fuori bersaglio del solito Pettinari e un rigore reclamato da Manucci per una spinta in area di Magnanelli. Buon per il Sassuolo che Candussio lasci correre. E i neroverdi? Tanto possesso palla e zero tiri verso lo specchio della porta avversaria. Solo capitan Piccioni prova a chiudere il match nel finale con un'inzuccata che sorvola la traversa per una questione di centimetri. Da segnalare l'ingresso di Titone, attaccante rapido, prezioso soprattutto nel pressing sui portatori di palla avversari.
FIDUCIA. Oltre ai tre punti intascati ci sono un altro paio di motivi per archiviare positivamente questo sabato calcistico. In primis la classifica sempre più corta (anche se mancano i quattro recuperi di martedì con l'Ancona »virtuale« capolista) che vede i neroverdi di Pioli a sole quattro lunghezze dal Frosinone. Per rendere ancora meglio l'idea dopo 11 partite ci sono ben 14 squadre racchiuse in soli 7 punti. L'altro aspetto positivo riguarda la difesa neroverde che, per la seconda partita consecutiva, non ha subito reti.

Roma-Livorno:prob.formazioni


di Rocco Fortunato
fonte:fantagazzetta.it


ROMA (4-4-2) Ancora fermo Totti, verrà data fiducia a Menez, autore di una positiva prestazione contro il Milan. Out Motta, mentre sono recuperati Juan e Cassetti, con il secondo che potrebbe partire titolare.

LIVORNO (3-5-1-1) Out Rivas e Mozart, Candreva è recuperato e partirà titolare. Rientra Marchini dopo la squalifica e si gioca un posto con Moro. Tavano e Danilevicius non sono al meglio; come prima punta potrebbe giocare Cellerino per far riposare Lucarelli.


ROMA

DONI
P
CASSETTI
D
MEXES
D
BURDISSO
D
RIISE
D
TADDEI
C
PIZARRO
C
DE ROSSI
C
PERROTTA
C
VUCINIC
A
MENEZ
C
----------------------
LOBONT
P
ANDREOLLI
D
JUAN
D
BRIGHI
C
GUBERTI
C
OKAKA
A
BAPTISTA
A
LIVORNO

P DE LUCIA
D PERTICONE
D KNEZEVIC
D MIGLIONICO
C RAIMONDI
C PULZETTI
C BERGVOLD
C MORO D.
D PIERI
C CANDREVA
A CELLERINO
----------------------
P BENUSSI
D DINIZ PLONIO
D GALANTE
C MARCHINI
A DANILEVICIUS
A LUCARELLI C.
A TAVANO

Il Livorno di Serse Cosmi


di Rocco Fortunato
fonte:laroma24.it



Dopo l’esonero della coppia Rizzo-Ruotolo, nasce il Livorno di Serse Cosmi. L’allenatore perugino torna nella massima serie dopo due anni. Nel frattempo una stagione passata nel campionato cadetto con il Brescia, e un anno di inattività contornato da tante polemiche per un presunto ostracismo del sistema nei suoi confronti.
Ironia del destino, Cosmi affronterà nella sua prima gara amaranto proprio la Roma di cui è tifoso insieme ai suoi figli, da quando era bambino. Nonostante non abbia mai nascosto questa sua simpatia, il bilancio delle sue squadre contro i colori giallorossi è più che positivo. Sarà probabilmente impresa molto ardua risollevare un Livorno ultimo in classifica con soli tre punti, frutto di altrettanti pareggi a rete bianche. La squadra toscana non ha ancora ottenuto una vittoria in questa stagione ed ha il peggior attacco della serie A con soltanto due reti all’attivo. Dato particolare questo, considerando la grande prolificità negli ultimi due anni degli attaccanti Lucarelli e Tavano, unico ex della partita non proprio rimpianto. A completare il reparto offensivo Danilevicius e Cellerino che fino ad oggi non hanno trovato molto spazio. La campagna acquisti estiva è stata concentrata perlopiù sulcentrocampo con la conferma di Pulzetti e i nuovi innesti del giovane e interessantissimo Candreva, il migliore dei suoi sino a questo momento, e di Mozart, vecchia conoscenza del campionato italiano, tornato dallaRussia per dare più qualità in mezzo al campo. Dal reparto difensivoarrivano i segnali più preoccupanti per il Livorno, l’ex juventino Knezevice i neo acquisti Rivas e Pieri non sembrano aver trovato il giusto inserimento nei meccanismi della squadra. Perticone, Miglionico eRaimondi completano un reparto, mal assortito e forse con troppa poca esperienza per questi livelli. Scommessa in porta con il giovane De Lucia, in cerca di conferme dopo la buona stagione disputata lo scorso anno in serie B
.

Il gruppo è forte, ora ritroviamo il gioco


di Rocco Fortunato
fonte:laroma24.it


Sono fiducioso, anzi fidente. Prendi Serse Cosmi. Arriva sulla panca più scassata della serie A con la foto di Totti nel portafoglio, la Roma nel cuore e Tavano in campo. Cosa vuoi di più dalla cosiddetta vita?

Le premesse ci sono tutte per santificare la festa. PrendiClaudio Ranieri. La conferenza stampa di ieri. Una spada. Affondi baritonali. Tempi televisivi. Chiarezza. Il giorno che la Roma giocherà come lui parla, saremo a cavallo. Sta lavorando di fino sulle molto S labili (fragili) teste dei giocatori. Si mostra ruvido, ma si dimostra attento, partecipe, perfino sensibile. Sembrava avesse scaricato, via via, i variCerci, Mexes, Okaka, Guberti, Menez. Li aveva solo messi davanti allo specchio. Provate a voi stessi, ancora prima che a me, che sto sbagliando. Li ha trattati da uomini. E loro stanno reagendo da uomini.
Prendi
Jeremy Menez. «Se mi segue, diventerà un campionissimo», così ha parlato ieri Ranieri. Jeremy, prova a dargli retta. Diventa quello che sei. Se giovedì sera la stragrande maggioranza di noi ha “presentito” che avresti sbagliato quel rigore, un motivo c’è. Si chiama “percezione di una personalità incompiuta”. Allo stesso portiere,
in una situazione ben più scabrosa,
Totti sparò un proiettile sotto l’incrocio dei pali. Era il novantesimo minuto di Italia-Australia. Il giorno in cui tutti noi avremo la certezza che quel rigore tu, Jeremy, non lo mancherai, vorrà dire che avrai fatto pace con la tua grandezza.

Il guaio di questa Roma sono le “personalità incompiute”. Ne ha troppe. Talenti enigmatici perché intermittenti. Un giorno fenomeni, l’altro inguardabili. Li ami e li maledici. La piazza sbanda, si divide, litiga.Vucinic, Baptista e Menez (ma rischiano di aggiungersi anche Cerci e Guberti) sono costati più di quaranta milioni di euro. La cifra con cui prendi un fuoriclasse vero, stabile, conclamato. Tre talenti instabili sono un lusso per
chiunque, figuriamoci per questa Roma.


Dovendo scommettere sulla chance che uno dei tre riesca a liberarsi dal peccato della vaghezza, scelgo Menez. Da ieri, è chiaro che è anche la scelta di Ranieri. Con il Livorno non serve una vittoria schiacciante. Basta una vittoria serena. E una difesa che non subisce gol. Mexes è tornato, Doni tornerà. Gli sono bastati due mesi a Ranieri per cementare uno spirito di gruppo. Anche questa è un’impresa. Le capacità ci sono,
la fortuna non gli manca. Per il salto di qualità è necessaria solo una cosa: che i suoi giocatori disobbediscano al suo mandato: dimenticare il bel gioco. Pizarro, De Rossi e compagni sanno solo “bel
giocare”. Conoscono solo questo di calcio.
E anche Ranieri lo sa.

MIMMO DI CARLO A POCHE ORE DALLA SFIDA CON IL MILAN


di Marco Spinelli
fonte ac chievoverona.it


Ultimi giorni di allenamenti per i gialloblù per preparare il primo posticipo stagionale contro al Bentegodi. “Ad oggi il Milan è una squadra più in forma rispetto un mese fa. Vengono da un ottimo successo con la Roma e da una super vittoria con il Real in Spagna. Non è mai facile giocare contro le grandi, perché in qualsiasi momento possono cambiare la partita con una giocata. Come l’anno scorso: vinsero 1-0 e Dida fu il migliore in campo”. Si può magari sperare però in un altro ‘scivolone’ del portiere rossonero… “Tutti possono sbagliare. E poi, nessuno ne parla, ma Dida domenica scorsa ha compiuto tre parate straordinarie, che hanno consentito alla squadra di portare a casa i tre punti”.

Domenica per la prima volta, complice il Giudice Sportivo, scenderà in campo una difesa diversa. Toccherà a Mandelli?: “Innanzitutto devo dire che mi dispiace per Mario, è un’assenza pesante. Ma da quest’estate tutto il gruppo si allena con grande impegno. Questa squalifica darà la possibilità di giocare a chi da mesi sta correndo e si sta impegnando come un titolare. Noi siamo un gruppo. Motivo per cui mi aspetto una grande prestazione da chi giocherà dal primo minuto. Mandelli e Scardina sono due professionisti. La decisione finale la prenderò dopo la rifinitura”. Come si gioca contro il Milan? “Senza timore reverenziale, con la fiducia e la consapevolezza di potersela giocare. Tatticamente dovremo essere bravi a non dare punti di riferimento e a far girare palla velocemente. Poi, si sa, Pato è micidiale nelle ripartenze, Pirlo è un fenomeno nei calci piazzati, Ronaldinho bravissimo nell’uno contro uno e Borriello avrà voglia di mettersi in mostra. Noi cercheremo di esprimerci come abbiamo fatto in più occasioni l'anno scorso e quest'anno, poi saranno il campo e gli episodi a determinare il risultato finale”. Quindi, Di Carlo non dice a priori 'non sono queste le partite da vincere'? “Scherzi?!? Noi i punti dobbiamo cercare di farli con chiunque”.

Un parere sugli uomini di Leonardo lo dà anche Davide Mandelli: “Mercoledì, ma già domenica con la Roma, hanno dimostrato di stare bene. A dira la verità io non ho mai visto il Milan come una squadra fuori forma, penso che in tante partite gli sia mancato solo il risultato. Cosa dovremo fare? Correre a mille per tutti i novanta minuti e pensare che se loro hanno fatto un’impresa con il Real, noi dovremo fare la stessa cosa contro di loro”.

23 I CONVOCATI DI CHIEVO-MILAN


di Marco Spinelli
fonte AC chievoverona.it


Aspettando l’attesa gara serale con il Milan, mister Di Carlo dopo la rifinitura ha convocato 23 gialloblù:

Sorrentino; Squizzi, Miskiewicz; Frey, Mandelli, Malagò, Mantovani, Morero, Piccolo, Sardo, Scardina; Ariatti, Bentivoglio, Iori, Luciano, Marcolini, Pinzi; Abbruscato, Bogdani, De Paula, Gasparetto, Granoche, Pellissier.

Julio Cesar: "Nessun fallo su Plasmati"


di Marco Spinelli
fonte inter.it

Ai microfoni di Inter Channel, Julio Cesar mostra tutto il suo dispiacere a proposito del presunto fallo commesso ai danni di Plasmati e che ha sancito il gol del Catania: "Non ho fatto nulla su Plasmati. Ho visto subito a fine gara che non era stato fallo, il mio avversario è stato furbo. Non sono arrabbiato perché abbiamo vinto la partita, potevamo vincere facendo più gol, ma va bene ugualmente". "Il mister nell'intervallo ci ha detto che noi che facciamo questo lavoro da tanti anni dovremmo sapere che queste partite che sembrano all'apparenza facili, e che stavamo già vincendo 2-0, si possono riaprire in qualsiasi momento. Se avessimo preso un altro gol alla fine, sarebbe stato veramente un peccato".

Muntari: "Un gol che cercavo"


di Marco Spinelli
fonte inter.it


"Ho lanciato la palla per Samuel, lui non l'ha toccata, il campo era un po' bagnato e la palla è andata dentro. È stato un gol che cercavo da tanto". Questo la descrizione dettagliata, ai microfoni di Inter Channel, del sesto gol con la maglia nerazzurra di Sulley Muntari: "Io cerco sempre di fare bene per la mia squadra, questo è importante. Sono contento cosi. Dedico questo gol alla mia fidanzata. È per lei. Io voglio sempre migliorare, perché se fai le cose per bene in questa squadra, i risultati ti accompagnano. Noi centrocampisti cerchiamo sempre di aiutare i centravanti cercando di giocare sempre vicino a loro. Questa settimana ho cercato di allenarmi sempre al meglio, quindi sono molto contento".

Mourinho: "Gara da chiudere nel primo tempo"


di Marco Spinelli
fonte: inter.it


"Sono contento per il modo nel quale la squadra ha giocato nel primo tempo e per il modo in cui ha lottato nel secondo". José Mourinho esordisce così nelle interviste che seguono alla partita che ha sancito la vittoria nerazzurra sul Catania: "Dopo una gara di Champions non è mai facile scendere in campo, abbiamo fatto quattro cambiamenti rispetto alla gara con la Dinamo Kiev. Quella di stasera poteva essere una partita diversa, più facile, basta pensare alla traversa colpita da Vieira e alle altre giocate che abbiamo costruito, poi dopo il gol avversario abbiamo avuto un po' di pressione in più e il loro gioco ci ha lasciato in dubbio fino alla fine".

Inter-Catania ha ritrovato tra i titolari Ivan Ramiro Cordoba: "Ivan era molto preparato per giocare, ho deciso di far riposare Samuel, così come ho fatto con Stankovic perché anche Vieira sta attraversando un momento nel quale ha molta fiducia nel suo gioco. Forse con il Palermo cambieremo due o tre interpreti in campo, ma vedremo".

Poi, un giudizio sulle prestazione di alcuni singoli nerazzurri: "Balotelli? Ha fatto meglio stasera che nell'intera settimana di allenamento, ma sono soddisfatto della squadra e dei tre punti che sono molto importanti. Coma ha reagito alle mie parole? Non ha reagito. Chivu sta molto bene, fisicamente è molto forte, ha disputato le ultime partite in un modo che mi è molto piaciuto, difensivamente è molto bravo, in fase di costruzione di gioco dà il suo contributo. Vieira sta lavorando bene, non ha avuto infortuni in questo periodo, non è un giocatore con grande velocità, ma sa sfruttare le sue occasioni. In questo momento è davvero un'opzione per noi. Sneijder dovrebbe dar qualcosa in più in difesa? Io voglio che occupi la sua posizione e che non si preoccupi di altro. Lo voglio perché alimenti il gioco offensivo della mia squadra, fa tutto molto bene, il tempo di passaggio e tutto il resto".

Infine, un confronto tra le squadre che hanno avuto Mourinho come allenatore e il loro rapporto con la Champions League: "Il Porto era una squadra molto giovane, in grado di giocare senza problemi tre partite senza problemi. Il Chelsea è la squadra più forte del mondo dal punto di vista fisico, il loro giocatore più basso è alto 1.81 centimetri. l'Inter è una squadra un pochino diversa: abbiamo interpreti con un altro profilo, alcuni nostri giocatori fanno fatica a giocar con tanta frequenza. Per questo nei prossimi turni di campionato potrò decidere di rinunciare a qualcuno di loro che è fondamentale nel gioco nerazzurro per poterlo avere a disposizione per le gare europee".

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