Ancona-Frosinone:Probabili formazioni


di Massimo Scavello
Fonte:gazzettadellosport
Ancona(4-4-2):
Da costa,Pisacane,Cosenza,Cristante,Zavagno,Surraco,
Catinali,De Falco,Miramontes,Colacone,Mastronunzio.
Frosinone(4-2-3-1):
Sicignano,DelPrete,Guidi,Maietta,Bocchetti,Basha,Gucher,Troianello,Mazzeo,Cariello,Santoruvo.

Prevendita di Ancona-Frosinone


di Massimo Scavello
Fonte:anconacalcio.it
L’A.C. ANCONA,rende noto che presso i punti index dislocati nella provincia di Ancona è attiva la prevendita dei tagliandi per la gara di SERIE B TIM, tra ANCONA – FROSINONE, in programma sabato 24 Ottobre alle ore 15:30 allo Stadio Del Conero:
La prevendita chiude venerdì 23 ottobre alle ore 19
Poseguirà dalle ore 13;00 presso le biglietterie dello Stadio Del Conero.

Totti rischia allenandosi


di Rocco Fortunato
fonte:laroma24.it


Il fotografo lo mitraglia implacabile. Lui si volta e gli di ce: «Che ce fai co’ tutte ’ste fo to? So’ sempre io, so’ solo un po’ invecchiato». Sorride Fran cesco Totti. Invecchiato? A ve derlo non sembrerebbe, ma c’è quel maledetto ginocchio de stro che cigola a ricordarlo a tutti. Ieri, però, in fondo per il capitano della Roma è stata una buona giornata. La visita effettuata dal professor Pier Pa olo Mariani presso la clinica Vil la Stuart è andata in modo sod disfacente, lo dice lui stesso, an che se ci sono alcune istruzioni per l’uso che non si possono sot tovalutare.

Via libera «Sto bene e ora vado ad allenarmi a Trigoria — dice Totti dopo la ventina di minuti di visita —. L’operazione? Gli altri ne parlano, io non lo ave vo mai fatto, non l’ho mai presa in considerazione. Certo, ades so ancora non so quando tor no. Mi alleno e poi vediamo (ie ri ha corso per una mezz’ora, ndr ). Il Milan e Rosetti? Ho vi sto la gara, ormai è archiviata, non dico nulla sull’arbitro. Vi sto che non sto giocando, prefe risco non parlare». Lastrategia messa a punto da Mariani e dal lo staff di Totti (il preparatore Vito Scala e il fisioterapista Si lio Musa) a questo punto è chia ra: via libera per tornare a for zare in allenamento. Se il ginoc chio (che ora si è sgonfiato) tor nasse di nuovo ad ingrossarsi, allora si procederebbe ad una artroscopia diagnostica che, scoperto il problema, passereb be ad essere curativa, magari con l’asportazione del menisco interno (parzialmente lesiona to) o di qualche eventuale cor puscolo che sfugge ai controlli.

Ecco il contratto In attesa co munque che il ginocchio in un modo o nell’altro torni a posto, la prossima dovrebbe essere la settimana che sancirà la firma del nuovo contratto del capita no giallorosso fino al 2014 (a circa 4,5 milioni l’anno). Non solo. Gli ultimi intoppi relativi al futuro contratto dirigenziale sono stati superati e quindi si ipotizza un ulteriore legame quinquennale che arriverebbe fino al 2019. Con che ruolo? Da definirsi, ma è probabile un ruolo di ambasciatore della Ro ma ovunque occorra.

Terzo figlio? Il modo migliore, forse, per accogliere quel terzo figlio che i gossip vogliono già in arrivo. Nel frattempo, però, il più preoccupato è Ranieri, che teme di dover fare a meno di Totti (se tutto va bene) alme­no fino al match col Bologna.

«Perdiamo tanto» Anche ieri l’al lenatore, pur elogiando la squa dra, ha sottolineato come sen za il numero dieci il gruppo per da tanto. «È un problema in più, ma dobbiamo farcela an che senza di lui». Proprio vero, ma la Roma ha voglia di essere ottimista. Almeno per oggi.

Colomba:"Cassano è completo"


di Rocco Fortunato
fonte:Larepubblica.it


Franco Colomba, nuovo tecnico delBologna, ha avuto attestati di grande stima nei confronti di Antonio Cassanonell'intervista rilasciata al quotidianoLa Repubblica:

"La squadra di Del Neri non è un cliente semplice. Cassano è l'essenza del calcio, ha grande fantasia, è maturato ed è diventato un giocatore vero, completo: lo si ferma solo con l'attenzione ed il collettivo. Domani voglio vedere una squadra che sa quello che fa ed è convinta dei propri mezzi". .Occhi puntati quindi su Sampdoria-Bologna,anticipo della 9^giornata del Campionato di Serie A.

Del Neri:"Bologna da non sottovalutare"


di Rocco Fortunato
fonte:eurosport.it



Sono legati all'utilizzo di Pazzini i dubbi di Luigi Delneri in vista dell'anticipo di Marassi contro il Bologna. “ Se Giampaolo sta bene, giocherà con la maschera protettiva come ha già fatto Gastaldello. Altrimenti è pronto Pozzi ”, spiega il tecnico della Sampdoria, concentrato su un match assolutamente da vincere dopo i pareggi, ricchi di polemiche, con Parma e Lazio. Di fronte ci sarà una squadra reduce da una settimana piuttosto difficile culminata con l'esonero di Papadopulo e l'arrivo di Colomba in panchina: “ L'avvento di un nuovo allenatore può dare maggiori stimoli al gruppo, ma personalmente non ritengo il cambio tecnico un fattore positivo per una squadra - spiega Delneri -. Una società non prende mai questo genere di decisioni a cuor leggero perché cambiare allenatore comporta comunque delle controindicazioni e può lasciare degli strascichi. Ma, al di là della posizione in classifica che occupa attualmente e dell'avvicendamento in panchina, il Bologna è una buona squadra, che ha fatto vedere cose buone in questo avvio di campionato. Ha fermato la Juve a Torino e a Napoli ha giocato un ottimo primo tempo ”.

Delneri ha poca voglia di tornare sulle polemiche legate agli ultimi arbitraggi: “ Sull'argomento si sono spese già molte parole. Io non voglio minimamente pensare che ci sia altro, altrimenti non farei più calcio. Senza dubbio resta il rammarico per i punti che ci sono stati negati e che nessuno ci restituirà, però non vorrei che questi episodi passati possano diventare un alibi per i miei giocatori. Il passato è alle spalle e purtroppo non ritorna: ora dobbiamo pensare al Bologna con la mente sgombra e la voglia di regalare un risultato importante ai nostri tifosi ”.

Roma-Livorno :le quote


di Rocco Fortunato

Ecco le quote dei principali boomaker ,che ovviamente favoriscono la squadra di mister Ranieri, mentre la squadra livornese ,in settimana, ha cambiato il tecnico facendo sedere sulla panchina Serse Cosmi.Dubbi in casa livornese che forse farà a meno di Ciccio Tavano, bomber livornese che fa coppia con Cristiano Lucarelli. Per quanto riguarda la Roma , sono recuperati Juan e Cassetti: il match contro il Fulham in Europa League , ha lasciato un pò di amaro in bocca.Quindi nessuna delle due vuol perdere. L'1 della Roma varia da 1.28 di Snai a 1.33 del Gioco Digitale ; il pareggio da 4.65 di Eurobet a 4.80 di Snai ; la vittoria del Livorno quota dai 9.75 di Gioco Digitale all' 11 di Snai e Sisal.
ROMA - LIVORNO

Juan e Cassetti recuperati

di Rocco Fortunato
fonte:gazzetta.it

Stanchi, ma (abbastanza) felici. Dopo l’arrivo nella capitale dalla trasferta di Londra, la Roma è tornata a Trigoria per l’allenamento pomeridiano in vista della gara di domenica contro il Livorno all’Olimpico. Il pullman della squadra è arrivato al "Bernardini" alle 15.50 a causa di un po' di traffico. Alle 16 la squadra è già sul campo "C" per l’allenamento. Dopo la visita della mattina Totti è sceso in campo insieme a Vito Scala. Per il capitano 30 minuti di leggera corsetta. Il gruppo che è sceso in campo ieri ha svolto allenamento defaticante e di scarico muscolare. Juan e Cassetti regolarmente in campo con il resto della squadra. Solo differenziato per Motta. Assenti Tonetto e Cerci. Il gruppo svolge esercizi sulla tecnica individuale. Dopo poco più di un’ora di allenamento i giocatori hanno terminato il lavoro sul campo. Sulle sue condizioni ha parlato lo stesso Totti: "Come sto? Bene, ora vado ad allenarmi a Trigoria. Se rischio l'operazione? Gli altri ne parlano. Io non ne avevo mai parlato, non l’ho mai presa in considerazione. Quando torno? Non lo so, mi alleno poi vediamo. Il Milan? Sì ho visto la gara, ormai è archiviata. Rosetti? Ho visto ma non dico nulla. Se ho visto la Roma? Sì, l’ho vista. Però non sto giocando, guardo ma non parlo. Il contratto? Vediamo". Qualche parola l’ha detta anche Vucinic: "Non segno più? Evidentemente sono finito — scherza il montenegrino —. Avevo promesso un gol al Fulham, è vero, ma non ci sono riuscito. Evidentemente sono stato bugiardo (ride, ndr). Vorrà dire che mi rifarò presto".

Mancini:"Al mondiale serve Tonino"

di Rocco Fortunato
fonte:gazzetta.it


"Che gli arbitri siano un po' condizionati, se arbitrano una squadra grande, questo è normale". Roberto Mancini torna a parlare, lo fa in una lunga intervista concessa per la trasmissione "I Signori del calcio", che andrà in onda domani sera su Sky Sport. "È sempre stato così - continua l'ex tecnico di Inter, Fiorentina e Lazio -. Questo può anche essere, non dico giusto, però si può anche capire. L'importante è che non ci sia quello che c'era prima". E' il solito Mancini: sincero, senza peli sulla lingua. Convinto che il calcio, dopo calciopoli del 2006, "sicuramente è un po' migliorato". Poi precisa che non ha lottato mai contro Galliani "Non c'è mai stata simpatia tra noi, ma questo può accadere. Poi magari due si conoscono e diventano amici. La vita è fatta così".

CONTRO MOGGI — Diverso il discorso per Moggi "perchè a me non piaceva il suo modo di operare, ma io sono sempre stato contro le cose fatte così. Al di là di questo, poi ognuno si comporta come crede e io ho pensato di comportarmi così per il mio carattere. Sono sempre stato abbastanza libero". E libero lo è anche adesso Mancini, visto che dopo il suo divorzio con l'Inter non è riuscito a trovare ancora una squadra da allenare. "Sto abbastanza bene. Penso alla domenica che uno non deve andare in sala stampa a fare le interviste per un'ora e mezza. Questo è il mio lavoro e quindi è chiaro che poi manca, però non ho fretta, perchè devo trovare qualcosa che mi dia lo stimolo giusto". Non c'è la Nazionale nei suoi pensieri, anche se vincere sulla panchina azzurra lo aiuterebbe a cancellare il cruccio di non avere avuto una carriera esaltante con l'Italia. "Se uno un giorno allena la Nazionale e vince, allora sì. Potrebbe cancellare magari gli anni da calciatore in cui non sono riuscito ad essere decisivo per l'Italia".

FORZA ANTONIO — Dici Nazionale e pensi ad Antonio Cassano: "Io penso che in Nazionale debbano giocare giocatori di talento, non tanto nelle qualificazioni perchè quelle l'Italia le supera sempre, però in un Mondiale secondo me conta molto la classe, il talento e quindi la partita può essere decisa anche da un giocatore che magari per un allenatore ha altri limiti. La qualità e la classe credo siano indispensabili. Io non sono l'allenatore dell'Italia, ma mi dispiace che Cassano non ci sia. Questo da tifoso italiano lo posso dire". Gli chiedono dove si è visto il Mancini più bravo in panchina: "Credo che un allenatore alle prime esperienze faccia degli errori. Un allenatore vive anche di intuizioni e di situazioni che magari uno non vede e un altro sì. E quindi credo che questo a volte faccia la differenza. È chiaro che poi un allenatore col tempo migliora".

EVOLUZIONE — "Come sono cambiato da giocatore ad allenatore? Non lo so. Da giocatore sei in campo e sei decisivo dal primo al '95, perchè comunque dipende da te. Quando sei allenatore devi essere decisivo durante la settimana. E poi essere credibile per il lavoro che fai". Dopo aver ribadito che Mantovani è stato il suo presidente "simbolo" ("Era di un'altra categoria, in tutto"), Mancini ricorda le sue vittorie con due aspiranti grandi, Samp e Lazio, e l'Inter. "L'Inter è stata la più faticosa in assoluto, ma è stata però una grande cosa. Sono stato 4 anni, ho costruito qualcosa di molto importante, con molta fatica, con tutti i collaboratori, col presidente, con Oriali, persone che all'Inter tenevano molto. Se senti tutti quelli che hanno allenato l'Inter prima di me, ammettono che ci fossero delle grandi difficoltà ed è la verità, per la pressione che c'era sulla squadra, perchè non vinceva da tanti anni, perchè ogni sconfitta o pareggio era un dramma. E quindi - conclude - c'erano tanti problemi da risolvere e noi ci siamo riusciti. Questo fa molto piacere".

Mou: "Milan, a Madrid risultato storico. Come la vittoria dello Zurigo"


di Marco Spinelli
fonte fcinternews.it


Non delude neanche alla vigilia di Inter-Catania Josè Mourinho, durante la tradizionale conferenza stampa pre-gara. Il tecnico portoghese chiude la saracinesca sulla partita di Kiev e sottolinea l'importanza di concentrarsi sul campionato: "Non voglio parlare della Champions, i miei giocatori non ci stanno pensando perché quello che conta è la partita contro il Catania. Dico solo che il nostro girone è il più difficile ed equilibrato, ma comunque abbiamo possibilità di qualificarci. Poi, quello che dicono gli altri non mi interessa, penso solo a quello che dico io". Il Catania, dunque, contro cui non ci sarà il prevedibile turn over: "Vincere in campionato è importante, anche se manca tanto, tantissimo alla fine, è sempre meglio stare davanti. Abbiamo due partite in casa ma non sono più facili rispetto a giocare in trasferta. Domani riposerà solo Samuel, Cambiasso, Milito e Motta non sono in condizione ma spero di convocarli per giovedì. Avrei sperato di concedere a Milito una ventina di minuti, ma mi è stato detto che era meglio evitarlo. Eto'o sta molto meglio, non al cento per cento, ma se è riuscito a restare in campo contro la Dinamo in condizioni veramente difficili, domani andrà ancora meglio. Non ho ancora deciso se utilizzerò il rombo, non so come giocherà il Catania, né gli avversari sanno come giocherò io. Penso che svelerò agli stessi giocatori la formazione solo poco più di un'ora prima dell'inizio della partita".


Dalle parole di Mourinho si può intuire il probabile utilizzo di Santon e Balotelli, giocatori che, a quanto si dice, Moratti vorrebbe vedere sempre in campo: "Il presidente può dire quello che vuole, ho il massimo rispetto per lui. Balotelli ha giocato alla grande a Genova, ma questa settimana in allenamento è stato discontinuo, però non ho opzioni e deve giocare. Penso sia un problema generazionale, ne ho parlato con il tecnico della Primavera, oggi i giovani sono fatti così ovunque, non solo in Italia. Ho parlato con Santon, mi è sembrato lucido e chiaro". Laconico il tecnico dell'Inter quando gli viene fatta notare la circolazioni di voci su un suo passaggio al Liverpool, che lui definisce invece "impossibile". Tornando alla serata di Champions League e stuzzicato sui risultati delle altre squadre, Mourinho ha inviato una frecciatina ai cugini rossoneri: "Non mi aspettavo la sconfitta del Barcellona, mi ha molto sorpreso. Sono invece contento per la vittoria del Milan al Bernabeu, un risultato storico così come storica è stata la vittoria dello Zurigo a San Siro nella giornata precedente...".

Luis Suarez duro: "Mourinho non può dare carattere a chi non ne ha"


di Marco Spinelli
fonte Corriere dello Sport


Luis Suarez prova a spiegare i mali europei dell'Inter indicando i giocatori nerazzurri come primi responsabili. Secondo l'ex centrocampista, intervistato dal Corriere dello Sport gli elementi della rosa interista non hanno infatti la personalità giusta per potersi imporre in campo così come nello spogliatoio, e il risultato è che l'Inter non riesce mai ad intimorire gli avversari: "Il primo particolare che balza all'occhio è che i giocatori avversari non sembrano mai il timore di affrontare l'Inter; questo succedeva anni fa e succede ancora adesso, nonostante gli scudetti vinti. Evidentemente, pur con tutti gli elementi che si sono succeduti in questi anni, chi è arrivato non aveva e non ha la personalità necessaria per fa­re la differenza in campo e per imporsi anche al­l'interno dello spogliatoio".

La critica più dura, però, Suarez la riserva proprio all'allenatore dell'Inter José Mourinho: "Non è un allenatore che può dare il carattere ai suoi calciatori se già loro non lo possiedono...". Parole dure, di chi è soprattutto un tifoso nerazzurro e soffre nel vedere la squadra soffrire così tanto in una competizione in cui lui stesso ha trionfato, anche se tanto tempo fa.

“MILAN STELLARE? IL CHIEVO CI PROVERA’”


di Marco Spinelli
fonte Leggo


Arriva il Milan stellare, galvanizzato dal successo al Bernabeu con il Real Madrid. Mimmo Di Carlo ne prende atto e allarga le braccia. “Di sicuro stanno meglio di un mese fa. Hanno dominato il secondo tempo con la Roma domenica scorsa e hanno messo sotto il Real in Champions. Le vittorie portano entusiasmo, non sarà facile, non è mai facile con il Milan. Un altro esempio? L’anno scorso al Bentegodi vinsero loro 1-0 con Dida migliore in campo. Il Chievo disputò un’ottima partita, ma non bastò”
Chi al posto di Yepes? Il pirata colombiano è bloccato da squalifica. Due giornate. Salterà anche la trasferta di Catania nel turno infrasettimanale di mercoledì prossimo. Di Carlo su questo punto non fa una piega. “Ho una grande squadra, un ottimo gruppo. Mandelli e Scardina sono due difensori bravi con la giusta esperienza. Deciderò dopo la rifinitura di sabato”. Non lo dice, ma probabilmente ha già scelto. Dentro Mandelli, che sta bene e vuole tornare protagonista. Scardina è mancino come Yepes, più svelto di Mandelli, ma anche un po’ meno affidabile. Al momento è più indietro nella corsa al posto da titolare.

Il Chievo fa 13 (gol) a Veronello. Si è chiuso con una goleada gialloblù il test giocato ieri pomeriggio a Veronello tra Chievo e gli Juniores dell’Osimana (società marchigiana in provincia di Ancona). 13-0 il risultato con triplette di Gasparetto e Granoche e doppietta di De Paula. In gol anche Bogdani, Marcolini, Mandelli, Luciano e Malagò. Pellissier, che mercoledì aveva sostenuto con il gruppo le due sedute d’allenamento, non ha giocato per precauzione, così come Frey, Squizzi e Sorrentino, tutti disponibili per il Milan. Sempre fuori Rigoni, che prosegue le terapie.
Chievo-Milan, posticipo serale di domenica (alle 20,45) sarà arbitrata da Bergonzi di Genova

PIRLO DA’ UN ORDINE: “AL BENTEGODI COME A MADRID”


di Marco Spinelli
fonte L'arena

E adesso, tocca al Chievo. Già, bel colpo, vien da dire. Il Milan che imbocca la strada maestra, arriva al Bentegodi carico di adrenalina. All'inferno fino a domenica sera, poi, in tre giorni, la rimonta sulla Roma e il blitz del Santiago Bernabeu. Il morale è alle stelle, sarà dura per il Chievo. Lo spiega Pirlo, uno dgli uomini simbolo della rinascita. Il suo gol ha dato il via alla vera partita tra Real e Milan. “Questa partita è arrivata in un momento decisivo della nostra stagione” ha detto Pirlo. “Aver vinto domenica sera in rimonta contro la Roma ci ha consentito di andare a Madrid per cercare di vincere. Ci siamo riusciti facendo leva sul gioco. Del resto queste sono le nostre partite e l'abbiamo dimostrato”

La sua invenzione da trenta metri, però, è stata cruciale. “I miei compagni mi dicono sempre di provare più spesso, ogni tanto lo faccio, ma so bene che dovrei farlo di più”. Pirlo ha parlato anche di Kakà. “Ritrovarlo è stato bello, però è stato bello soprattutto batterlo. Ricky ormai è là, è contento e a noi fa sinceramente piacere, ma adesso facciamo la nostra strada”. E domenica sera c'è il Chievo, fuori casa. “Dobbiamo andare in campo con le stesse motivazioni di Madrid. Lo sapevamo che soprattutto all'inizio della stagione avremmo avuto delle difficoltà, però il nostro gruppo, la società e l'allenatore siamo sempre rimasti tutti insieme, tutti vicini, convinti di poter fare bene”

Il Chievo è avvertito. Perchè il Real ha segnato la svolta anche per uno dei big. Spesso criticato, bocciato dalla critica, Ronaldinho s'è preso la rivincita nella partita più difficile. “Siamo rientrati felici dalla Spagna, anche se non abbiamo dormito molto” ha detto. “Sono felice per aver vinto a Madrid ed aver permesso questo nuovo record al Milan. È un risultato importantissimo per proseguire bene in Champions, sono tre punti fondamentali. Certo, non siamo qualificati, ma ci siamo messi bene, adesso abbiamo due gare in casa, difficili ma in casa, tra i nostri tifosi, per questo i tre punti di ieri sono importanti. Non saprei dire quale è stato il momento più difficile vissuto dalla squadra, penso che abbiamo fatto bene a larghi tratti, forse l'errore di Dida ci ha stimolati a fare meglio per evitare che poi tutti se la prendessero con lui”

L'erroraccio del portiere milanista ha rischiato di compromettere la serata, ma Ronaldinho difende il suo portiere. “Quando un compagno sbaglia, il compito di un amico è quello di difenderlo. Spero che lui possa tornare a parare ad ottimi livelli come poi ha fatto nel secondo tempo”. Il coraggio di Leonardo di schierare una squadra molto offensiva, alla fine ha pagato; adesso Dinho spera che si possa continuare su questa strada. “Possiamo giocare tanti davanti e si è visto nel secondo tempo con la Roma e contro il Real. Dopo due gare abbiamo dimostrato che possiamo farlo, adesso però dobbiamo continuare a fare bene. Io mi sento bene quando gioco, largo a destra o largo a sinistra m'importa poco. La verità è che è tornato un Ronaldinho felice e quando è così posso giocare dovunque. A tanti che hanno detto tante cose su di me posso dire che devo parlare poco, ma lavorare e dimostrare tutto. Io ex giocatore come hanno detto e scritto? Anche questo mi serve da motivazione per fare meglio, la mia risposta è questa e cioè fare del mio meglio. Mi hanno sempre detto che i grandi devono dimostrarlo nelle grandi gare....”. Gli obiettivi da raggiungere con la maglia del Milan sono chiari: “Io sono venuto qui per aiutare il Milan a tornare in Champions e vincere, la prima parte è passata, adesso mi sento un giocatore importante al Milan e voglio far tornare il Milan a vincere qualcosa di importante. Leonardo? Sa bene come si gioca questo tipo di gara, sa leggerle bene queste partite”

Quanto alla Nazionale verdeoro e sulla sua voglia di riconquistarla. Tutto passa da quello che farà con il Milan, anche se Ronaldinho afferma di voler pensare solo i chiave rossonera. “Non penso ad altro se non al Milan”. A cominciare dal Bentegodi, prossima fermata del Diavolo Real. La prima volta in serie A non si scorda mai. Riccioli d'oro quel giorno era stato angelo e demone. Un gol contro il Diavolo. Poi l'espulsione per somma di ammonizioni. Fabio Moro aveva vissuto così la sua domenica bestiale. Lacrime di gioia. Pensieri di rabbia. E' il 7 aprile 2002. E' il primo Chievo di Delneri. Quello che vola, vola e non lo prendi più. Ma il Milan è pur sempre il Milan e passa in vantaggio con Super Pippo Inzaghi. Gol di rapina, il suo mestiere. Lupatelli tra la polvere. Siamo al dodicesimo minuto. Gigi urla dalla panchina. Ma non si dispera. Passano dieci minuti c'è un calcio di punizione dalla trequarti. Fermi tutti va Genio Corini. Lui sa pennellare. L'area di rigore del Milan diventa affollata. Blocchi e contro blocchi. La palla arriva. Si sgomita. La palla plana. Moro spunta, Albertini lo guarda. Il difensore che non t'aspetti la prende e la insacca. Abbiati assiste, e non può fare altro che incassare. E' festa grande. Segna Moro. E' la prima volta di Moro. Dopo la gioia, però, la delusione. E la rabbia. Perché Fabio vede giallo in due occasioni ed è costretto a lasciare la squadra in dieci. A fine gara commenterà. "Fantastico fare gol ad una mia ex squadra. La dedica va a mia moglie e alla mia bimba Alice. Mi dispiace, però, per avere lasciato i miei compagni in dieci. Ma sono davvero così cattivo?". Con quei riccioli d'oro? Impossibile. E poi è andata bene. No? Pari e patta col Milan. Non sempre il Diavolo scende a compromessi

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